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Seagate: nuovo brevetto per lubrificare gli hard disk
Andrea Bai 03 Luglio 2006, alle 14:01 Storage Seagate deposita un nuovo brevetto relativo ad una nuova tecnologia che consentirebbe di incrementare notevolmente le capacità di immagazzinamento dei dati
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Seagate Technology ha depositato un brevetto riguardante una nuova tecnologia
per la realizzazione di dischi fissi che permetterebbe di incrementare notevolmente
le capacità di stoccaggio. Il progetto prevede l'impiego di nanotubi
e di un sistema di lubrificazione dei piatti.
Una delle tecniche che è possibile seguire per incrementare la capacità
di immagazzinamento dei piatti di un hard disk è quello di avvicinare
il più possibile la testina di lettura/scrittura al piatto stesso.
La motivazione è molto semplice: si immagini, per esemplificare il concetto,
che la magnetizzazione da parte della testina avvenga al pari del getto di una
doccia, ovvero seguendo una diffusione a cono. Più la testina sarà
vicina al piatto, più la base di questo cono sarà ridotta, in
modo tale da magnetizzare aree ridotte e lasciare così a disposizione
le aree non magnetizzate per lo stoccaggio di altri dati.
Attualmente ridurre la distanza delle testine dai piatti vorrebbe, di fatto,
portare la testina a contatto con il piatto stesso. Ed è qui che entra
in gioco il nuovo brevetto di Seagate: implementare un sistema di lubrificazione
che permette alla testina di "veleggiare" sul piatto senza alcun contatto
fisico. Stiamo ovviamente parlando di distanze nell'ordine di grandezza di molti
sottomultipli del metro.
Il nuovo progetto prevede inoltre un sistema che, tramite l'impiego di un
laser, vada a riscaldare la piccola area che dovrà essere magnetizzata,
in modo tale da ottenere una maggior precisione nella magnetizzazione
delle particelle e poter così ottenere una più elevata densità
di immagazzinamento dei dati. Nasce però un inconveniente: il calore,
infatti, causa l'evaporazione del sottile strato di lubrificante.
Per risolvere questo problema è previsto l'impiego all'interno del disco
stesso di una sorta di "serbatoio" costituito, appunto, da
milioni di nanotubi di carbonio che provvede a mantenere lubrificati
i piatti del disco, mediante le proprietà di condensazione dei gas. Segate
dichiara che ogni disco sarà provvisto di una quantità di lubrificante
tale da poter garantire il funzionamento per 5-10 anni.
Non è ancora possibile sapere quando (e se) tale tecnologia riuscirà
ad approdare sul mercato. Le prime stime, comunque, indicano che unendo a questo
sistema di lubrificazione la tecnologia Perpendicular Recording dovrebbe
essere possibile realizzare dischi con capacità superori di circa dieci
volte rispetto agli attuali hard disk più capienti disponibili in commercio.
Fonte: Dailytech |
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Commenti (56)
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| Commento # 1
di: Luca69
pubblicato il 03 Luglio 2006, 14:03 |
Dieci volte piú capienti!! Ma la velocitá?
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| Commento # 2
di: heavymetalforever
pubblicato il 03 Luglio 2006, 14:07 |
hmmm.... mi sembra una tecnologia molto complessa... chissà i costi !
Ciao
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| Commento # 3
di: dany13x
pubblicato il 03 Luglio 2006, 14:11 |
mi lascia un po' perplesso il dettaglio dei 5-10 anni di funzionamento..e a me che i computer durano un'eternità? come potrei usare ancora il mio caro 486 ?
ciao
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| Commento # 4
di: Angrenost
pubblicato il 03 Luglio 2006, 14:13 |
esagerati! tecnologia avanzatissima, speriamo non facciano la fine dell'ibm. Con i nuovi dischi flash nand in arrivo prevedo una guerra tecnologia a suon di novità da parte dei produttori di hard disk magnetici classici
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| Commento # 5
di: Kayne
pubblicato il 03 Luglio 2006, 14:17 |
detta così mi lascia perplesso, una cosa è probabile, che anche l'acquirente si lubrifichi prima dell'acquisto
cmq mai che si parli di tecnologie che riducano le latenze o aumentino la velocità |
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| Commento # 6
di: Octane
pubblicato il 03 Luglio 2006, 14:22 |
| Il nuovo progetto prevede inoltre un sistema che, tramite l'impiego di un laser, vada a riscaldare la piccola area che dovrà essere magnetizzata, in modo tale da ottenere una maggior precisione nella magnetizzazione delle particelle e poter così ottenere una più elevata densità di immagazzinamento dei dati. Nasce però un inconveniente: il calore, infatti, causa l'evaporazione del sottile strato di lubrificante. |
questa tecnica (con alcune differenze) era utilizzata svariati anni fa anche nei dischi removibili Magneto-Ottici da 3.5" e 5.25" da qualche centinaio di MB. |
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| Commento # 7
di: LZar
pubblicato il 03 Luglio 2006, 14:23 |
Classica domanda stupida: che succede quando la riserva di lubrificante (o meglio, lo strato di nanotubi che viene fatto evaporare per riparare le "falle" create dal laser) finisce?
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| Commento # 10
di: mrvomit
pubblicato il 03 Luglio 2006, 14:31 |
effettivamente ,le capienze oramai sono un problema superato.
Non abbiamo tutti dei server,meglio sarebbe aumentare le prestazioni..e cavolo anche la durata e affidiilità dei supporti .
preferisco avere 400 giga in meno ,al
pregare che un mirror raid 1 basti a scongiurare la rovina..
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Dieci volte piú capienti!! Ma la velocitá?