Il futuro dello storage nei batteri?

Il futuro dello storage nei batteri?

di Alessandro Bordin pubblicata il 06 Marzo 2007, alle 10:16 nel canale Storage

“Alcuni scienziati giapponesi hanno messo a punto una particolare codifica da applicare al DNA batterico per archiviare informazioni nel tempo”


Bacillus subtilis

Alcuni scienziati giapponesi, con a capo il professor Yoshiaki Ohashi della Keio University Shonan Fujisawa Campus di Tokyo, hanno trovato il modo di archiviare dati sfruttando nientemeno che il DNA di un batterio molto comune, il Bacillus subtilis. La scoperta, segnalata da diverse fonti fra cui Dailytech, potrebbe sembrare a prima vista rivoluzionaria e geniale, ma in realtà si tratta di una brillante applicazione di tecniche già utilizzate per altri scopi. Questi scienziati giapponesi hanno di fatto inglobato nel DNA batterico un'informazione (E=mc2 1905), che come è noto costituisce la formula più celebre ideata da Einstein, con la data del suo primo annuncio.

Cerchiamo di capire come e soprattutto perché nei batteri. Al DNA batterico originale sono stati aggiunti dei filamenti di DNA artificiale, molto probabilmente con alcune sequenze di nucleotidi note da far corrispondere ad una sequenza di circa 100 bit, ovvero quanto serve per archiviare la formula suddetta. A varie sequenze note di CG (Citosina e Guanina) e AT (Adenina e Timina) è stato fatto corrispondere con buona probabilità un'informazione binaria.

Al DNA batterico originale sono stati aggiunti diversi filamenti artificiali identici in diversi punti del genoma, al fine di prevenire la perdita di alcune sequenze dovute alla naturale degradazione del DNA nel corso delle generazioni. La replicazione del DNA modificato viene dunque portata avanti dal batterio nelle generazioni, perpetuando di fatto l'informazione inserita arificialmente dall'uomo.

Questa tecnica ben nota di ingegneria genetica prende il nome di trasformazione, ovvero un processo attrverso il quale molecole libere di DNA vengono incorporate e integrate nel genoma di cellule di un organismo ricevente, creando un'associazione stabile fra DNA esogeno e quello originale.

Perché in un batterio? Oltre ad essere un organismo facile da coltivare e da riprodurre, il batterio scelto dai ricercatori appartiene alla famiglia degli sporigeni, contraddistinti da una particolarità molto importante. In condizioni sfavorevoli sotto il profilo ambientale, climatico o quant'altro, il batterio sporifica, ovvero forma al suo esterno una sorta di seconda parete (immaginate un guscio), passando ad uno stato di quiescenza.

Un batterio può rimanere in questo stato per molto tempo, mentre il DNA da esso perpetuato porterà l'informazione ospite per un tempo prossimo ai milioni di anni. Le attuali soluzioni di storage, fra cui supporti ottici o hard disk, possono farlo per "soli" 100 anni circa. Qualora ci fosse ancora vita intelligente sulla terra fra milioni di anni e si cercasse nel posto giusto, sarebbe possibile trovare nella progenie del batterio originale la scritta inserita da Mr. Ohashi. Una tecnica molto affascinante ed inquietante allo stesso tempo, che potrebbe trovare applicazioni in diversi campi (non ultima la crittografia) e su diverse tipologie di esseri viventi.

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Commenti (59)

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Commento # 11 di: kralin pubblicato il 06 Marzo 2007, 11:37

scusate ma a me sembra proprio una cosa inutile, completamente inutile!!!
sarà che nonostante io frequenti questo forum mi sonopur sempre laureato in biotecnologie e di atteri, dna e trastormazione ne so qualcosina.
ma questi signori come pensano di evitare le mutazioni genetiche (che occorrono continuamente) e conservare il codice stabile per miglliaia di anni? ma stiamo scherzando?
avete idea di quanto costerebbe prendere dei batteri, trasformarli (e fin qui ok) conservarli in azoto liquido per 20 anni (scongelarli e ricongelarli ogni 20 anni)... figuriamoco a conservarlo per milioni di anni i batteri evolvono molto molto velocemente chissà cosara sarà rimasto tra 1 milione di anni, ma dai!
in più attualemnte andare a sequenziare il codice inserito sarebbe estremamente costoso.

sarò strano io ma preferisco masterizzrmi un DVD ogni 20 anni, chisà perchè ma la vedo più pratica...

però, devo ammettere, che questa notizia mi ha fatto ridere di cuore.
Commento # 12 di: cagliostro pubblicato il 06 Marzo 2007, 11:39

francamente a leggere questa news mi è venuta la pelle d'oca non so il perchè....................
Commento # 13 di: Luposardo pubblicato il 06 Marzo 2007, 11:44

Estremamente interessante, ormai possiamo memorizzare informazioni persino nei batteri, mi chiedo se tutto questo possa essere un pericolo per l'essere umano e l'ambiente.. capita che si rompa un "supporto di archiviazione batterico" che fine fanno questi batteri ? sono anche molto resistenti da quanto mi pare di capire.
Commento # 14 di: Moffolo pubblicato il 06 Marzo 2007, 11:49
@kralin

Come scritto nell'articolo, la stessa sequenza sarà duplicata in più parti del genoma. Inoltre non penso che tutti i discendenti del batterio mutino nello stesso modo, modificando tutti la stessa parte del DNA. E poi... perchè congelarli in azoto liquido? Lasciali vivere e moltiplicarsi in pace
Dovè che lo trovi un DVD (masterizzato a casa) che ti resiste 20 anni?
Commento # 15 di: Giallo77 pubblicato il 06 Marzo 2007, 12:00

Loro sostengono un incremento significativo della longevità dei dati immagazzinati tuttavia se un Hard Disk dovesse salutare e nessuna creatura mostruosa ne è venuta fuori... puoi sempre smontarlo e usare il contenuto interno in agricoltura o perchè no in medicina

Direi che ci siamo, manca poco all'era Terminator / Star Trek, Gelatine bioneurali, dna per storage di informazioni.

Timoniere, faccia rotta per la base stellare 127, curvatura 5
Commento # 16 di: Kaneda79 pubblicato il 06 Marzo 2007, 12:37

Il particolare curioso è che per la sicurezza dei nostri dati ora non dovremo più preoccuparci dei virus, ma dei vaccini
CIauZ
Commento # 17 di: rezinomed pubblicato il 06 Marzo 2007, 13:07

Ahhh chiamate il WWF

Scherzo, però avere una forma di vita dentro l'hd mi spaventa un po....e se poi vengo bombardato dai VIRUS?
Commento # 18 di: Valeck pubblicato il 06 Marzo 2007, 13:10

scusate ma se questo HD batteriologico casca e si rompe il virus che c'è dentro cosa mi attacca? ma mica staremo scherzando!

mica posso andare in giro con la penna usb batteriologica e con l'antivirale sempre appresso!!!!

Commento # 19 di: Luposardo pubblicato il 06 Marzo 2007, 13:19

Virus e batteri sono cose diverse
Commento # 20 di: giulioballio pubblicato il 06 Marzo 2007, 13:36

guardate che il mondo che vi circonda è strapieno di batteri.. non vedo xè questo allarmismo a meno di uso volontariamente maligno..
Totale commenti: 59
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