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Per molti parlare di Microsoft corrisponde a discutere quasi esclusivamente di software e più precisamente di Windows nella varie versioni, anche se la realtà è molto differente. E' innegabile infatti che vi siano diversi ambiti in cui il colosso di Redmond può dire la propria anche in campo hardware, come per esempio per le periferiche tipo tastiere, mouse e altri strumenti puramente hardware che costituiscono di fatto dei best seller. Se ciò non bastasse Microsoft può essere considerata anche una delle aziende leader nella vendita di PC, se sotto questa denominazione si fa passare la console Xbox nelle differenti versioni, venduta in più di 30 milioni di pezzi in totale. Questa premessa serve a comprendere meglio la mossa che si intravede all'orizzonte da parte di Microsoft, che avrebbe in programma di realizzarsi in casa i chip per le proprie console. Se ne parla già da qualche giorno, con fonti del calibro di New York Times (articolo a pagamento, ma il cui contenuto è riassunto in questo focus) e di uno degli ingegneri veterani dell'azienda Charles P. Thacker: Microsoft ha istituito un nuovo "Computer Architecture Group" proprio per sviluppare questi nuovi progetti. Dopo essersi appoggiata ad aziende come Intel e NVIDIA rispettivamente per il Celeron 733 e la GeForce 3.5 della prima versione di Xbox, IBM e ATI per la Xbox 360, Microsoft avrebbe quindi intenzione di farsi buona parte dell'hardware in casa. Pur mancando indicazioni precise sul cosa di preciso realizzerà, Microsoft trarrebbe indubbi vantaggi a livello di sviluppo hardware-software, avendo la possibilità di far crescere questi due scenari in contemporanea e sotto lo stesso tetto. Il progetto in ogni caso è di quelli a medio termine, per cui difficilmente vedremo i frutti di questo lavoro di gruppo entro 4 o 5 anni. La prossima console marchiata Microsoft insomma non verrà certo equipaggiata con hardware fatto in casa, in quanto la tecnologia da integrare non si può certo improvvisare da un giorno all'altro, pur essendo Microsoft non certo una neofita in fatto di tecnologia. Sono state poste le basi per qualcosa che David A. Patterson, uno stimato scienziato dell'Università di Berkeley, considera “...this is a historic time in the computer industry,” ovvero un momento storico per il settore. Staremo a vedere: quello che emerge è in ogni caso un sempre maggiore interesse a sviluppare hardware e software il più possibile integrati fra loro, come testimoniano sia questa mossa da parte di Microsoft, sia l'acquisizione di ATI da parte di AMD, che potrà contare su uno sviluppo driver molto ottimizzato per le proprie piattaforme. |
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