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Intel Moorestown: svelati i dettagli della piattaforma
Andrea Bai - 24/09/2009, 05:20
"Intel svela alcuni dettagli della piattaforma Moorestown, la soluzione destinata a MID e Smartphone prevista per il debutto nel corso del prossimo anno"

Nella seconda giornata dell'IDF Fall 2009 Intel svela alcuni dettagli sulla piattaforma Moorestown, prevista per il debutto nel corso del prossimo anno e destinata alla realizzazione di soluzioni MID e Smartphone. Cronologicamente parlando Moorestown va a raccogliere l'eredità di Menlow, la piattaforma MID introdotta da Intel nel 2008, e precede la piattaforma Medifield, prevista per il 2011 e che sarà realizzata con processo a 32 nanometri, laddove sia Menlow, sia Moorestown sono prodotti a 45nm.

Identifichiamo meglio Moorsetown: si tratta, come detto, di una piattaforma che comprende una soluzione di tipo SoC - System on Chip conosciuta con il nome in codice di Lincroft e che integra un core Intel Atom a 45 nanometri e i controller per grafica, video e memoria. La piattaforma Moorestown include inoltre il controller Input/Output "Langwell" che integra controller USB e NAND, interfacce di I/O standard e si occupa inoltre di gestire i codec audio. A completaemento della piattaforma vi è il MSIC (Mixed Signal Integrated Circuits) conosciuto con il nome in codice di Briertown. Sul fronte della connettività Moorestown si appoggerà a Evans Peak, un modulo di comunicazione che integra connettività WiFi, Wimax, Bluetooth e modulo GPS.

La piattaforma Moorestown intende portare le prestazioni dei dispositivi mobile da tasca ad un livello più elevato rispetto a quanto possibile con le attuali piattaforma Menlow. Ciò sarà reso possibile grazie all'implementazione di una serie di tecnologie, tra le quali la ben nota Hyper Threading, la tecnologia Intel Burst Performance e la tecnologia Bus Turbo Mode. Se la prima non ha bisogno di presentazioni, essendo implementata da diversi anni su moltissime CPU Intel, è opportuno spendere qualche parola per le altre due. Intel Burst Performance si occupa di incrementare temporaneamente la potenza computazionale quando strettamente necessario, senza impattare in maniera considerevole su consumi e dissipazione termica, mentre Bus Turbo Mode è una tecnologia che va a ridurre la latenza della memoria e ad incrementare la bandwidth del bus quando il processore opera a freuqenze operative elevate, tipicamente sotto condizione di Burst Performance.

Non solamente prestazioni: trattandosi di una piattaforma espressamente dedicata all'esperienza mobile (e con applicazioni anche in ambito smartphone), Moorestown implementa una serie di tecnologie atte alla riduzione del consumo energetico, in modo tale da assicurare la più estesa autonomia operativa possibile. In particolare Intel sta lavorando all'implementazione di una tecnica chiamata Distributed Power Gating, con lo scopo di poter provvedere allo spegnimento di quelle parti del SoC che non sono impegnate in alcuna attività: in questo modo i consumi del chip sono sempre perfettamente allineati all'effettiva attività svolta. Ne consegue, in condizione di standby, la possibilità di avere un consumo energetico prossimo allo 0. Il MSIC Briertown, al quale abbiamo accennato poco sopra, rappresenta un elemento fondamentale affinché sia possibile attuare il Distributed Power Gating, in quanto integra la circuiteria di controllo e gestione dell'energia.

Tutte le caratteristiche di Moorestown saranno traslate anche sulla piattaforma Medfield di prossima generazione la quale, come già accennato in apertura, sarà prodotta con processo a 32 nanometri. Come di consueto, con il passaggio ad un processo produttivo maggiormente affinato, si otterranno principalmente due benefici: consumi ridotti e ingombro inferiore che permetteranno di realizzare dispositivi ancor più compatti e dalla più estesa autonomia operativa. Ma per i dettagli su Medfield vi sarà da attendere almeno la prossima edizione dell'IDF.