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A Microsoft il nome Netbook non piace
Gabriele Burgazzi - 04/06/2009, 08:44
"Il colosso americano sarebbe pronto a spingere i costruttori per utilizzare termini alternativi all'appellativo Netbook, cui sarà limitata comunque la licenza starter edition"

A parlare è Steven Guggenheimer, application platform and development marketing general manager di Microsoft, in occasione di una conferenza tenutasi al Computex. Il portavoce di Microsoft avrebbe affermato come il termine Netbook non sia gradito dalla socità stessa e di come sarebbe più opportuno identificare questo particolare segmento dal più completo e indicativo termine "low cost small notebook PCs".

Se Intel aveva coniato il termine netbook con il preciso scopo di identificare quei PC a basso costo destinati principalmente alla navigazione su internet, limitati inoltre da un display da 10", Microsoft si esprime ora in merito. La scelta di uscire ora con la nuova definizione viene giustificata in modo piuttosto chiaro e preciso: i netbook sono oramai diventati dei PC veri e propri, che vengono utilizzati anche per altre operazioni che vanno ben oltre la semplice navigazione. La necessità di specificare meglio le caratteristiche di tali sistemi è quindi fondamentale, secondo il colosso di Redmond. Poco importa se il termine Netbook è oramai divenuto di uso comune e ha sancito la nascita di una nuova fetta di mercato

Sono però in molti a leggere dietro questa comunicazione la volontà di spingere gli utenti verso l'acquisto di soluzioni PC con licenze più costose rispetto alla versione starter del nuovo sistema operativo (quella che sarà utilizzata su tutte le unità netbook); i vendor infatti potranno installare Windows 7 Starter solo su macchine con display di 10" e inferiori, caratterizzate da 1GB di memoria, disco rigido fino a 250GB e processore single-core al massimo da 2GHz. Dopo aver eliminato il limite delle tre applicazioni, Microsoft intende ora limitare in altro modo la diffusione delle proprie licenze.