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A seguito del botta e risposta tra la Federal Trade Commission ed Intel in merito alle pesanti accuse lanciate dalla prima nei confronti del colosso californiano le due realtà non lesinano "commenti a margine". Nel corso della giornata di ieri abbiamo pubblicato le dichiarazioni di Richard Feinstein, il quale ha voluto sottolineare che la Commissione non ha l'obiettivo di chiedere lo scorporo di Intel in più realtà separate. Emergono, raccolte ad opera del sito web The Tech Report, anche le dichiarazioni di Paul Otellini, il CEO dell'azienda di Santa Clara, il quale afferma innanzitutto che la Federal Trade Commission non ha il potere di poter comminare alcuna sanzione monetaria e ha poi dato la propria interpretazione delle richieste che la FTC ha avanzato al tribunale. Secondo Otellini, la FTC vorrebbe cambiare le operazioni di business di Intel, obbligandola a fornire in licenza le proprie tecnologie agli avversari e vietarle di praticare sconti a quei clienti che commissionano ordini per elevati volumi di processori. Otellini inoltre sottolinea come molte delle accuse siano in realtà già state patteggiate tra Intel e AMD e che l'accusa di aver volontariamente "edulcorato" il proprio compilatore era già stata avanzata dalla Commissione Europea e poi ritirata per mancanza di prove. Anche le accuse relative al mercato delle schede video secondo Otellini sono poco meno che "campate per aria" e frutto di considerazioni superficiali. Nel complesso Otellini considera le accuse "veramente fuori strada" e che sono state avanzate dalla FTC per una "manciata di questioni interne". Come al solito, attendiamo gli sviluppi. |
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