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Un servizio di abbonamento mensile, al costo di 30 dollari, per la visione degli show e delle serie televisive. Sarebbe questa la nova strategia alla quale Apple sta lavorando, secondo quanto riferito da D: All Things Digital, importante blog tecnologico del network del Wall Street Journal. Secondo quanto si apprende Apple avrebbe incaricato Eddy Cue, responsabile della divisione che si occupa di tutto l'universo legato ad iTunes, di diffondere il "verbo" tra i principali studi televisivi statunitensi e sondare così l'eventuale disponibilità a stringere un accordo di fornitura dei contenuti. Il piano è semplice: dietro il pagamento di una cifra mensile l'utente ha la possibilità di accedere in maniera illimitata ai contenuti, presenti e passati, messi a disposizione. La strategia di Apple non prevede, almeno stando alle informazioni disponibili, il coinvolgimento di hardware specifico (come potrebbe essere Apple TV o il fantomatico Tablet) ma sarebbe basata sul software iTunes, in modo tale da poter raggiungere quanto più pubblico possibile (iTunes è gratuito e fornito in bundle con i sistemi Mac o liberamente scaricabile per i sistemi PC). Ciò comunque non esclude, ad esempio, l'impiego di Apple TV allo scopo di semplificare la fruizione dei contenuti sul televisore del salotto. Pare che la proposta di Apple sia risultata "intrigante" per i network televisivi, i quali sono alla ricerca di nuove strade per allargare i propri flussi di cassa. Al contempo, tuttavia, i fornitori di contenuti hanno la necessità di mantenere buoni i rapporti con Comcast, che si occupa di erogare il servizio delle televisioni a pagamento nelle case dei cittadini statunitensi. Qualche perplessità, inoltre, sorge in merito all'eventualità che un accordo con Apple potrebbe andare ad intaccare gli introiti pubblicitari: sebbene gli show e le serie televisive sarebbero rese disponibili solo in un secondo momento rispetto alla prima messa in onda, vi è il timore che un servizio come quello che ha in mente Apple possa ridurre il numero di spettatori delle trasmissioni live e spingere gli inserzionisti a chiedere una revisione, verso il basso, dei contratti pubblicitari. Allo stato attuale delle cose non sarebbe ancora stato siglato alcun accordo e si attende qualcuno che faccia il primo passo. In tal caso la realtà più quotata è Disney, della quale il CEO di Apple Steve Jobs è il principale azionista, e che nel corso degli anni passati è stata la prima a portare i contenuti video su iTunes riscuotendo inoltre un discreto successo. |
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