La National Science Foundation USA ha conferito al San Diego Supercomputer
Center presso l'UC San Diego un sussido del valore di 20 milioni di dollari
e della durata di cinque anni per la realizzazione di un nuovo supercomputer
che verrà destinato all'impiego in ambiti scientifici e di ricerca. Si
tratta di "Gordon" che avrà inoltre il primato di essere
il primo supercomputer ad utilizzare soluzioni di storage SSD per incrementare
le prestazioni e contenere energetico.
Una volta messo in funzione ed adeguatamente configurato, Gordon sarà
in grado di esprimere una potenza computazionale complessiva di 245 TFLOP,
avrà a disposizione 64TB di memoria RAM, 256TB di memoria flash e 4 Petabyte
di spazio di storage. Gordon dovrebbe avere tutte le carte in regola per piazzarsi
tra i 30 migliori supercomputer nel mondo.
La realizzazione di Gordon è fissata per la metà del 2001, a
cura di Appro International. Gordon rappresenterà l'erede di "Dash",
il primo supercomputer a fare uso di dispositivi flash (non di SSD), che sarà
finalista del concorso Data Challenge che si terrà alla conferenza SC09
a Portland, Oregon, dal 14 al 20 novembre.
Una caratteristica chiave di Gordon saranno i 32 supernodi basati sulle
piattaforme che Intel renderà disponibili nel corso del 2011. Ciascuno
di essi consiste di altrettanti 32 nodi di computazione, capaci cadauno di una
potenza di 240 GFLOP e provvisti di 64GB di memoria RAM. Un supernodo è
inoltre provvisto di e nodi I/O, ciascuno con 4TB di memoria flash. I supernodi
sono progettati per interoperare tra loro tramite un software di memoria virtuale
condivisa messo a disposizione da Scale MP: in questa maniera ciascun supernodo
sarà potenzialmente in grado di mettere a disposizione 7,7 TFLOP di potenza
computazionale e 10TB di memoria, di cui 2TB di memoria RAM e 8TB di memoria
flash.
I 32 supernodi di Gordon saranno interconnessi tramite rete InfiniBand, in
grado di supportare una comunicazione con larghezza di banda bidirezionale di
16Gb/s. La combinazione di potenza bruta, tecnologia flash, e elevati quantitativi
di memoria condivisa su un singolo supernodo, abbinati all'elevata bandwidth
consentiranno ai ricercatori di poter affrontare quegli impieghi di calcolo
con elevate moli di dati che non riescono a scalare adeguatamente sui sistemi
paralleli ad oggi disponibili.
"Questo sarà un computer allo stato dell'arte che non assomiglia
a nessun HPC al mondo. Gordon, che sarà costruito sull'architettura di
prossima generazione Appro Xtreme-X, metterà a disposizione un'inestimabile
piattaforma per scopi accademici e commerciali e per chi necessita di un sistema
HPC per manipolazioni ed analisi di enormi quantitativi di dati" ha dichiarato
Anthony Kenisky, vicepresidente vendite per Appro. |
Flash Gordon