Google brevetta il box smart per le consegne con i droni

Google brevetta il box smart per le consegne con i droni

Un recente brevetto di Google suggerisce ulteriori dettagli su Project Wing, il progetto con il quale BigG darà il via nel 2017 al servizio di consegne tramite droni. Si tratta di un box dotato di ruote progettato per contenere la merce ed interfacciarsi con i droni

di Salvatore Carrozzini pubblicata il , alle 14:41 nel canale Sistemi
Google
 

Project Wing è il nome del progetto con il quale Google darà il via nel 2017 ad un servizio di consegne tramite droni. L'ufficializzazione di Project Wing risale al mese di novembre 2015, ma si conosce ancora poco dei dettagli relativi a come, in concreto, il servizio sarà strutturato. Il settore delle consegne della merce tramite droni presenta delle criticità che aziende come Google e Amazon stanno affrontando da diversi mesi. Da un lato l'obbligo di gestire dal punto di vista legale l'attività di volo dei droni, dall'altro la necessità di predisporre le opportune infrastrutture per dar corpo al servizio. Un nuovo tassello si è aggiunto al puzzle che delinea gli investimenti di Google nel settore dei servizi di consegna tramite droni, grazie all'avvistamento di un brevetto recentemente assegnato a BigG dall'USPTO (data di pubblicazione 26 gennaio).

Il brevetto riguarda, nello specifico, un "contenitore per le consegne" munito di ruote all'interno troverà alloggio la merce depositata dal drone. Naturalmente, non una semplice scatola - brevettarla sarebbe piuttosto paradossale - ma un oggetto equipaggiato con un'apposita componentistica in grado di interfacciarsi con il drone che si occuperà del trasporto. Il contenitore, infatti, è in grado di ricevere la notifica del drone in arrivo, attivare un segnalatore ad infrarossi per guidare la sua traiettoria e per portare a termine le operazioni di scarico della merce. Quando il drone sarà sufficientemente vicino al contenitore, depositerà la merce nel contenitore che, a sua volta, sarà in grado di spostarsi autonomamente grazie alle ruote, raggiungendo un punto più sicuro dell'abitazione del destinatario. Un accorgimento che potrebbe impedire la sottrazione indebita della merce inserita nel contenitore posizionato, ad esempio, in veranda.

La soluzione elaborata da Google per gestire le consegne dei droni riprende, per alcuni aspetti, la proposta di Starship, startup creata dal fondatore di Skype, Ahti Heinla, che ha progettato i primi prototipi di un robot a guida autonoma (ma sorvegliati da adetti umani) destinati alle consegne. Anche i robot di Starship, che saranno oggetto di progetti pilota in USA e UK nel corso del 2016, ospitano la merce e si spostano su ruote. Il modello elaborato da Google, in ogni caso, sfrutta i benefici del trasporto aereo tramite droni, sommandoli a quelli di un contenitore "smart" che è in grado di raggiungere autonomamente specifici punti dell'abitazione. Più uno strumento per fornire assistenza al drone in fase di atterraggio - grazie al segnalatore ad infrarossi - e al cliente dopo la consegna della merce che un robot in grado di effettuare autonomamente le consegne.

Le mosse che Google compie lontano dai riflettori per strutturare il suo servizio di consegna tramite droni non devono sorprendere, visto che altre importanti aziende, prima tra tutte Amazon con il suo servizio Prime Air, stanno portando avanti progetti analoghi; arrivare per primi in un settore emergente può rappresentare la chiave di volta per il successo. Tra il dire, il fare ed il rendere disponibili i servizi di consegna tramite droni in maniera capillare in ogni mercato, tuttavia, il passo non è certamente breve, ma chi immagina un futuro in cui l'intervallo di tempo tra l'acquisto nello store online e la consegna del prodotto si ridurrà in maniera significativa grazie all'ausilio dei droni, probabilmente, continuerà e a seguire con interesse annunci e novità piccole e grandi che riguardano il settore.

6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
benderchetioffender27 Gennaio 2016, 15:32 #1
mah, la tecnologia a infrarossi non è così difficile da replicare...prevedo molti pacchi "smarriti"
ciucinet27 Gennaio 2016, 16:25 #2

che assurdità

che cag...
adapter27 Gennaio 2016, 16:45 #3
Originariamente inviato da: benderchetioffender
mah, la tecnologia a infrarossi non è così difficile da replicare...prevedo molti pacchi "smarriti"


Santo cielo...Ma stiamo parlando di Google non del primo pirla che passa per la strada.
Secondo te, questi sono così deficienti da progettare qualcosa che poi perde i pacchi per la strada?
Io spesso mi domando come mai i geni sono solo sui forum e invece nelle grandi Aziende di un certo spessore a livello mondiale lavorano solo gli idioti...
benderchetioffender27 Gennaio 2016, 20:01 #4
Originariamente inviato da: adapter
Santo cielo...Ma stiamo parlando di Google non del primo pirla che passa per la strada.
Secondo te, questi sono così deficienti da progettare qualcosa che poi perde i pacchi per la strada?
Io spesso mi domando come mai i geni sono solo sui forum e invece nelle grandi Aziende di un certo spessore a livello mondiale lavorano solo gli idioti...


ha... infatti i prodotti, blindati, delle care aziende megauber non sono MAI STATI CRACCKATI su non diciamo stronzate che l'altro giorno hanno mandato una jeep ad arare i campi con un cellulare e un pc...

le gmail.. inviolabili!! si scatena un kraken quando provi a bucare una gmail...

non sto mica dicendo "haha và che polli, solo io so come fare", dico solo che tra tutti i sistemi di trasmissione, gli infrarossi son facili da maneggiare, comprare, montare, e quindi testare e ritestare finchè non trovi il "buco" nel sistema
una volta fatto questo, piazzi un pezzo di scotch sull'emettitore del bussolotto, e nel giardino del quartiere metti un faretto iR che emula il robottino.... e ti ritrovi la roba parcheggiata su una panchina....

ovvio che il sistema sarà anche ben piu complesso, ma l'iR rimane una teconologia facilmente maneggiabile da chiunque... molto piu di altre
corvazo27 Gennaio 2016, 20:43 #5
Lo chiameranno Google Pack 2
randorama27 Gennaio 2016, 20:58 #6
fanno anche le rapine in banca... mi raccomando, non metteteci i soldi

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^