Un team di ricercatori dell'Università di Waterloo ha sintetizzato
un prototipo di una batteria ricaricabile litio-zolfo che grazie ad una
particolare struttura a livello nanoscopico è in grado, a parità
di volume, di stoccare il triplo di potenza/energia rispetto ad una tradizionale
batteria agli ioni di litio ma con un peso significativamente inferiore e potenzialmente
più economica da produrre.
Il principio di funzionamento resta il medesimo delle batterie agli ioni di
litio: la carica elettrica viene stoccata in un elettrodo durante la fase di
ricarica, per poi essere rilasciata all'altro elettrodo nella fase di scarica.
In questo caso, tuttavia, la differente struttura atomica dei materiali coinvolti
implica una serie di sostanziali differenze nelle reazioni chimiche reversibili
necessarie per il funzionamento, ed alcune difficoltà per poter realizzare
una batteria che sia realmente efficiente.
Pertanto, al fine di ottenere una batteria ad elevate prestazioni, lo zolfo
deve poter restare in stretto contatto con un conduttore, come il carbonio.
Il gruppo di ricercatori ha ideato un modo per risolvere il problema su base nanoscopica,
impiegando il carbonio mesoporo, un materiale caratterizzato da una struttura
porosa uniforme su scala nanoscopica.
Il team ha assemblato una nanostruttura di steli di carbono separati da canali
vuoti, lo zolfo è stato quindi colato per riempire i piccoli vuoti: tutto
lo spazio disponibile è stato uniformemente riempito con lo zolfo, andando
così a massimizzare la superficie in diretto contatto con il carbonio
ed incrementando l'efficienza della batteria.
La combinazione di litio e zolfo fornisce molta più densità di
energia permettendo, al contempo, di ridurre il costo dei materiali impiegati.
Secondo alcuni test eseguiti dai ricercatori, il materiale composito sintetizzato
è in grado di fornire circa l'84% della capacità teorica dello
zolfo, ovvero tre volte tanto la densità di energia dei catodi di litio.
Il risultato è quello di una batteria che può essere più
efficiente e leggera allo stesso tempo.
Il team ha stimato che la densità di energia del solo elettrodo positivo
possa arrivare a circa 1200 wh/kg: a seconda degli altri componenti impiegati
per la realizzazione della cella si può così arrivare ad una densità
complessiva, per cella, di circa 500wh/kg, ovvero dalle 3 alle 5 volte di
quanto possible con una convenzionale batteria agli ioni di litio.
Vi sono comunque alcuni problemi che devono essere risolti, in particolare
dal punto di vista della sicurezza. La batteria litio-zolfo impiega un elettrodo
negativo composto da litio metallico e pertanto è necessario utilizzare
un adeguata copertura atta a passivizzare l'elettrodo ed evitare che si inneschino
reazioni non volute e potenzialmente dannose. L'ostacolo pare comunque essere
facilmente superabile, dal momento che altre realtà hanno già
avuto modo di sviluppare tecnologie di passivazione che potrebbero essere impiegate
per questo scopo.
A riguardo dei costi di produzione il team di ricerca ha voluto precisare che
i materiali grezzi impiegati per la realizzazione di questa batteria (carbonio
e zolfo) sono meno dispendiosi rispetto a quelli impiegati per la realizzazione
delle batterie di litio, ma che è comunque difficile poter avere una
stima realistica dei costi di produzione complessivi in quanto molto dipende
anche da altri elementi e processi coinvolti, a loro volta legati all'ottimizzazione
dei materiali e alla configurazione della batteria.
Per maggiori approfondimenti rimandiamo alla pubblicazione
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sarà come le attuali batterie al litio no? essendo più capace se ne potrà usare di più piccole quindi alla fine anche meno materiale da riciclare (non smaltire perchè le batterie si riciclano)
si ma mio cugggino sa fare la mossa dell'esplosione del cuore con 5 colpi delle dita, glielo ha insegnato kenshiro