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Nanotecnologie per incrementare l'autonomia delle batterie?
Andrea Bai 10 Marzo 2006, alle 11:25 Portatili Il MIT sta sviluppando una particolare tecnologia che dovrebbe permettere, almeno sulla carta, di incrementare l'autonomia delle normali batterie
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Nell'attuale scenario relativo ai computer portatili, l'autonomia della batteria
sta diventando un elemento sempre più cruciale. Oggi esistono sul mercato
sistemi notebook che mettono a disposizione sufficiente potenza di calcolo per
poter svolgere senza grossi problemi i più disparati compiti. Tuttavia,
almeno fino ad ora, non si è riusciti ad andare di molto oltre alle quattro
ore di autonomia.
E' noto che da qualche anno grosse realtà del settore sono al lavoro
per lo sviluppo e la realizzazione di batterie a celle di combustibile, che
dovrebbero assicurare una maggiore autonomia operativa. Tuttavia, almeno fino
ad ora, tali soluzioni paiono essere comunque fortemente limitate a causa delle
dimensioni e del peso delle stesse.
E' proprio in questo settore che i ricercatori del MIT (Massachussets Institute
of Technology) stanno esplorando nuove strade per estendere l'autonomia delle
batterie. In particolare è allo studio una tecnica che prevede l'impiego
di un dispositivo denominato "ultracapacitor" (ultracondensatore),
già esistente e utilizzato per determinati compiti all'interno di alcuni
apparecchi elettronici: ad esempio una radiosveglia può utilizzare un
ultracondensatore per mantenere attive le funzionalità in caso di mancanza
della corrente. Anche alcuni dispositivi Palm fanno uso di ultracondensatori
per mantenere le informazioni all'interno del dispositivo qualora venga sostituita
la batteria.
Un condensatore è definito come un componente elettrico in grado di
immagazzinare al suo interno una certa quantità (dipendente dalle caratteristiche
fisiche del condensatore stesso) di carica elettrica. Esso è costituito
da una coppia di conduttori che vedono interposto tra essi uno strato di materiale
isolante. La carica è immagazzinata sulla superficie dei conduttori,
sul bordo a contatto con il materiale isolante. La quantità di carica
immagazzinabile varia in stretta dipendenza con la superficie dei conduttori
che costituiscono il condensatore. Gli ultracondensatori non sono altro che
versioni "industrialmente rafforzate" dei condensatori tradizionali
che tuttavia, per alcuni limiti logistici, sono in grado di immagazzinare una
carica 25 volte inferiore a quella di una batteria agli ioni di litio di dimensioni
confrontabili.
Il progetto del MIT è quello di impiegare le nanotecnologie per incrementare
in modo considerevole la superficie dei conduttori, in particolare grazie all'utilizzo
di nanotubi immersi in una griglia di atomi di carbonio.
Joel Schindall, professore presso il MIT per il Department of Electrical Engineering
and Computer Science, ha dichiarato che una tecnica simile potrebbe permettere
di realizzare ultracondensatori in grado, a parità di dimensioni, di
contenere tanta energia quanta quella presente in una comune batteria chimica.
Gli ultracondensatori a nanotubi dovrebbero impiegare dai tre ai cinque anni
circa per essere pronti all'utilizzo nei prodotti commerciali. Attualmente non
è disponibile alcuna informazione relativa alla densità di potenza
di questi ultracondensatori, ma i ricercatori credono di poter raggiungere una
densità di circa 100 kW/kg, rispetto alle batterie agli ioni di litio
che hanno densità di potenza comprese tra i 300W/kg e i 1,5kW/kg.
Fonte: Arstechnica |
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Commenti (28)
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| Commento # 1
di: FlatEric
pubblicato il 10 Marzo 2006, 11:32 |
Ottima idea direi...finalmente i nanotubi di carbonio vengono sempre più utilizzati, e certe tecnologie si intravedono in un applicazione "comune" come le batterie in uno scope temporale abbastanza breve...arrivare a 100kW/kg è un ottimo traguardo direi, bisognerebbe anche capire quanto una batteria a condensatori sia veloce a ricaricarsi rispetto ad una a ioni di litio...e altro problema anche i costi di produzione, se raffinando le tecniche produttive si riuscisse a limitarli fortemente, si potrebbe pensare anche a campi automotive...
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| Commento # 2
di: May81
pubblicato il 10 Marzo 2006, 11:46 |
Grandioso, capacità del genere sono l'ideale abbinate a sistemi ibridi come le fuel cell a metanolo perchè con ingombri minimi riescono ad erogare molta potenza.
I sistemi a metanolo visti hanno un peso considerevole dovuto alle fuel cell visto che la carica di combustibile è dell'ordine dei 200cc, con una capacità tampone del genere sarebbe possibile avere una cella a combustibile sottodimensionata ( 15-20w dovrebbero bastare ) in modo da permettere un funzionamento low voltage quando il portatile non è alimentato, con la possibilità di usare per pochi minuti lettori dvd o quant'altro grazie alla capacità.
Per non parlare dele possibili applicazioni in ambito motoristico: con pochi Kg di ultracapacità è possibile recuperare l'intera energia di una macchina in fase di frenata...
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| Commento # 3
di: Dox
pubblicato il 10 Marzo 2006, 11:51 |
Non vedo aumenti di tempi di durata però, se si aspettano 100kW/kg e le attuali batterie toccano già i 300KW/Kg, in quanto ad autonomia mi sembrano già spacciate... oppure c'è un errore...
Penso però che la bonta del pregetto riguardi più che altro la velovita di ricarica della batteria , in effetti una batteria di questo tipo potrebbe ricaricarsi in poco tempo , diciamo 10 minuti e mantenere la carica per un ora e mezza..
poi bho... avevo già letto questo articolo in inglese e non ci avevo capito molto qui idem
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| Commento # 4
di: AudioDE
pubblicato il 10 Marzo 2006, 11:53 |
un condesatore normale ha un tempo di ricarica quasi istantaneo. Questo condensatore, a quanto ho capito, nulla ha di diverso da uno normale se non la superficie affacciata drasticamente aumentata grazie alla tecnologia a nanotubi. Mi viene da pensare che la corrente di carica debba essere limitata solo dalla potenza dissipabile durante i primi istanti di carica. Secondo me non dovrebbe andare oltre i 3-5 minuti.
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| Commento # 5
di: Dox
pubblicato il 10 Marzo 2006, 11:56 |
Grazie may81
Se viene usata come dici tu è effettivamente l'ideale, ma nel articolo sembrava di capire che dovesse essere un nuovo tipo di batteria del tutto indipendente...
molto interessante il dispositivo di frenata, in questo caso però l'enegia prodotta durante una frenata di un corpo di una tonnellata è davvero notevole non so se riuscirebbe a sopportare la velocità con cui viene generatal'elettricità.
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| Commento # 6
di: Luca69
pubblicato il 10 Marzo 2006, 12:00 |
| Originariamente inviato da: Dox | | Non vedo aumenti di tempi di durata però, se si aspettano 100kW/kg e le attuali batterie toccano già i 300KW/Kg, in quanto ad autonomia mi sembrano già spacciate... oppure c'è un errore... |
Leggi bene: le batterie attuali sono da 300W/kg=0,3kW/kg a 1,5kW/kg mentre queste nuove batterie a condensatori dovrebbero fornire 100kW/kg!! |
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| Commento # 7
di: magilvia
pubblicato il 10 Marzo 2006, 12:02 |
| un condesatore normale ha un tempo di ricarica quasi istantaneo. Questo condensatore, a quanto ho capito, nulla ha di diverso da uno normale se non la superficie affacciata drasticamente aumentata grazie alla tecnologia a nanotubi. Mi viene da pensare che la corrente di carica debba essere limitata solo dalla potenza dissipabile durante i primi istanti di carica. Secondo me non dovrebbe andare oltre i 3-5 minuti. |
Sono daccordo stavo per dirlo io |
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| Commento # 8
di: fantoibed
pubblicato il 10 Marzo 2006, 12:03 |
A parte la potenza specifica (kW/kg) sarebbe interessante se riuscissero spingere un po' di più la capacità specifica (kWh/kg)...
Comunque la tecnologia sembra promettente. Anche alla Honda ci stanno lavorando: http://world.honda.com/FuelCell/FCX/ultracapacitor/ |
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| Commento # 10
di: pingalep
pubblicato il 10 Marzo 2006, 12:54 |
leggevo su affari e finanza di repubblica che a sasso marconi(Bo) c' è l'azienda leader nella progettazione e realizzazione di supercondensatori, per sviluppo soluzioni automotive(insomma macchine  )
ce l'abbiamo in italia, andiamo a supplicare batterie migliori! |
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Ottima idea direi...finalmente i nanotubi di carbonio vengono sempre più utilizzati, e certe tecnologie si intravedono in un applicazione "comune" come le batterie in uno scope temporale abbastanza breve...arrivare a 100kW/kg è un ottimo traguardo direi, bisognerebbe anche capire quanto una batteria a condensatori sia veloce a ricaricarsi rispetto ad una a ioni di litio...e altro problema anche i costi di produzione, se raffinando le tecniche produttive si riuscisse a limitarli fortemente, si potrebbe pensare anche a campi automotive...