In un futuro non troppo lontano sarà possibile fruire di dispositivi
elettronici in grado di recuperare corrente elettrica dall'energia termica,
grazie ad un progetto sviluppato da Eneco,
una startup americana che ha studiato un sistema di conversione in grado di
trasformare il calore in energia elettrica.
Il progetto è stato annunciato a Londra la scorsa settimana, in occasione
di una conferenza durante la quale il CEO di Eneco ha spiegato che l'azienda
ha sviluppato un non meglio precisato chip per la conversione di energia il
quale è inoltre in grado, come impiego alternativo di esercitare un'azione
refrigerante quando viene ad esso applicata una corrente elettrica.
Secondo le informazioni
disponibili, tale chip è stato realizzato basandone la progettazione
sui principi dell'effetto termoionico, secondo il quale un metallo riscaldato
è in grado di emettere elettroni poiché questi acquistano un'energia
termica superiore al lavoro di estrazione, ovvero l'energia minima necessaria
per estrarre un elettrone da un metallo. Ponendo questo metallo all'interno
di un contenitore nel quale è stato creato il vuoto e contrapponendo
ad esso un'altro elemento metallico, si viene a creare un flusso di elettroni
(corrente) che può essere incanalata in qualche modo.
Il problema principale nella progettazione di questo sistema risiede nella
possibilità di creare il vuoto tra i due metalli, ovviamente mantenendo
il dispositivo di dimensioni ridotte. Eneco ha quindi pensato di frapporre tra
i due metalli un particolare semiconduttore termoelettrico in grado di poter
sostenere il differenziale termico tra i due metalli. Secondo quanto dichiarato
dall'azienda, tale "chip", che è in grado di operare fino a
temperature di 600 gradi Celsius, è caratterizzato da un'efficienza
di conversione tra il 20% e il 30%.
Sebbene l'obiettivo primario di Eneco sia quello di proporre questo nuovo dispositivo
nel mercato delle soluzioni termoelettriche, il passo successivo potrebbe essere
rappresentato dallo sdoganamento anche nel settore dei dispositivi di alimentazione
portatile, ovvero quello che attualmente è dominato dalle batterie
agli ioni e polimeri di litio.
In questo senso due colossi del settore IT, Dell e Apple, si sono mostrati
particolarmente interessati al progetto, avviando colloqui con Eneco per valutare
in che misura il nuovo dispositivo possa essere integrato in soluzioni notebook,
sfruttando ad esempio il calore generato dal processore per ricavare
corrente elettrica che possa alimentare dispositivi a basso consumo come, ad
esempio, le ventole di aerazione.
E' comunque necessario attendere il prossimo passo, rappresentato dalla produzione
di un esemplare pilota funzionante. Secondo Eneco questa fase sarà raggiunta
non prima della conclusione del prossimo anno. |
queste si ke sono le vere invenzioni!!!! bisogna cercare di sfruttare al max tutto ciò ke c circonda senza sprecare niente!!! è davvero un ottima cosa questa del chip recupera energia