Bassa temperatura e silenziosità: il connubio di queste due condizioni
è una delle sfide principali nel mondo tecnologico ed in modo particolare
nel settore dei sistemi portatili, dove la miniaturizzazione e gli spazi ridotti
non consentono di adottare soluzioni realmente efficaci. Molti utenti, se non
tutti, hanno ben presente il ronzio causato dalle ventole di aerazione del portatile
quando le temperature interne superano un determinato livello di soglia.
Un particolare approccio al raffeddamento dei sistemi notebook è quello
di utilizzare le forze di interazione tra gli ioni per far si che le molecole
d'aria si possano muovere attorno al processore, dando luogo di fatto ad una
"brezza" ionica. L'idea non è inedita, in quanto già
mostrata a livello di laboratorio da alcuni ricercatori, ma per la prima volta
una società californiana ne ha dato dimostrazione pratica in un portatile
funzionante.
Il raffreddatore ionico è basato su un lavoro intrapreso nel 2006 da
Alexander Mamishev, professore di ingegneria elettrica all'Università
di Washington. Lo scorso anno Tessera, l'azienda californiana, ha ottenuto la
licenza per la tecnologia, lavorando per riadattarla e per poterla implementare
all'interno di un sistema noteook. Il sistema di raffreddamento ionico è
stato mostrato
in occasione del IEEE Semi-Therm Symposium a Marzo. Il particolare sistema
di raffreddamento è in grado di estrarre il 30% in più di calore
rispetto ad un normale sistema di raffreddamento basato su ventole, e i test
di laboratorio mostrano un consumo energetico, per il funzionamento, pari a
circa la metà di quanto consumato da soluzioni tradizionali. Non solo:
non essendoci parti in movimento, il sistema è completamente silenzioso.
Ken Honmer, resposnable della ricerca e sviluppo per Tessera ha dichiarato:
"Il lavoro di Mamishev era incentrato sui principi di funzionamento. Noi
ci stiamo concentrando sull'ottimizzazione e sull'implementazione in piccoli
form factor". Notebook ma non solo: console di gioco, proiettori, server
sono ottimi candidati all'implementazione di questa particolare soluzione.
Il progetto di Tessera prevede l'impiego di comuni heatpipe, che grazie all'evaporazione
e la condensazione di un fluido, spostano il calore lontano dalla CPU e verso
il sistema di raffreddamento ionico. All'interno del dispositivo vi sono
due elettrodi: uno che ionizza le molecole di aria come l'azoto, ed
un altro che funge da ricevitore per queste molecole. Quando viene applicata
una differenza di potenziale, gli ioni fluiscono dall'emettitore al collettore.
Muovendosi, il momento spinge aria neutra attrono all'hotspot raffreddandolo.
Una delle sfide principali nell'intregrazione di un sistema di raffreddamento
ionico in un notebook è progettare un trasformatore sufficiente compatto
in grado di convertire i circa 12 volt di una batteria da notebook nei circa
3000 volt necessari per far funzionare il sistema. Utilizzando un alimentatore
da una normale lampada fluorescente a catodo freddo, gli ingegneri di Tessera
sono stati in grado di realizzare un alimentatore in soli tre centimetri quadri.
Allo stato attuale la tecnologia non è tuttavia abbastanza pronta per
poter essere utilizzata nella prossima generazione di sistemi laptop. Il problema
più pressante è poter assicurare l'affidabilità degli elettrodi:
i notebook sono costruiti per operare per almeno 30 mila ore e nei test preliminari
gli elettrodi impiegati hanno mostrato una propensione troppo accentuata alla
corrosione. Un altro aspetto al quale prestare particolare attenzione è
l'accumulo di polvere, che può essere comunque limitato con l'opportuno
impiego di filtri.
Craig Mitchell, Senior Vice President di Tessera, ha dichiarato che la compagnia
potrebbe essere pronta per commercializzare il sistema nel corso del prossimo
anno, senza tuttavia rilasciare informazioni indicative riguardanti il prezzo
di tale soluzione. |
Cos'è il nitrogeno?