
Il
recente IDF di San Francisco, e più precisamente il keynote conclusivo
dedicato alle tecnologie del futuro, ci ha permesso di toccare con mano alcuni
apparecchi che sembrano usciti da un film o un libro di fantascienza. Fra
questi, alcuni controller che leggono le onde cerebrali, interpretate e
convertite in segnali intellegibili alle macchine per svolgere determinate
operazioni. E' di questi giorni la notizia che la californiana NeuroSky
ha realizzato un prototipo funzionante di un apparecchio simile a quanto già
visto allora, ma interessante sotto molti punti di vista. Quello del controllo
di apparecchiature o software attraverso onde cerebrali, infatti, sembra non
essere il frutto dello studio di pochi eletti, ma di differenti realtà che
stanno man mano progredendo dal punto di vista tecnologico che potrebbero
portare alla diffusione di neuro-controller prima di quanto si pensi. Stando a
quanto riportato da
TechOn, NeroSky avrebbe mostrato al CTIA Wireless IT & Entertainment 2008
tutt'ora in corso un apparecchio esteticamente identico alle normali cuffie a
padiglione largo che si utilizzano per ascoltare musica, dotato però di sensori
per rilevare con sempre più precisione le onde cerebrali, o almeno alcune.
Ad
essere rilevate con una certa precisione sarebbero le onde α e β, quelle
cioè rispettivamente tipiche della veglia ad occhi chiusi e della normale
attività cosciente. La novità dell'apparecchio, rispetto a quanto visto in
precedenza, consiste nel maggiore livello di bontà dei sensori, nonché nel
software sempre più ottimizzato, in grado di ipotizzare con buona probabilità di
successo lo stato d'animo dell'utilizzatore. Oltre ad utilizzi di tipo
prettamente medico, NeuroSky ha mostrato come sia già possibile l'interazione
fra un moderno cellulare e al cuffia-sensore. Attraverso la connessione
Bluetooth è infatti possibile mostrare i livelli delle onde, trarne una
rappresentazione grafica con tanto di colori in base all'umore e allo stato di
concentrazione. Certo, un po' poco per fare tutto con il pensiero come la
letteratura fantascientifica ci descrive con una certa frequenza, ma comunque
una buona base di partenza per tradurre un pensiero o uno stato d'animo in
qualcosa di concreto nel mondo fisico. E' stato anche mostrato un videogioco,
sempre integrato nel telefono cellulare a dimostrazione di come non serva un
supercomputer per l'interpretazione dei segnali, che permette di muovere un
prsonaggio solo con il pensiero, con una velocità variabile in proporzione allo
stato di concentrazione rilevato con al misurazione delle onde cerebrali.
L'applicativo, inoltre, permette di mostrare in ordine cronologico le
reazioni del cervello e delle relative onde in seguito ad una serie di dieci
operazioni aritmetiche, permettendo di controllare, anche solo a fini
statistici, il grado di concentrazione raggiunto per ognuna delle operazioni
stresse. Si tratta ovviamente dei primi passi verso qualcosa di nuovo, di cui si
fatica a comprendere o immaginare un utilizzo concreto. Vi è però da dire che
molte scoperte scientifiche si sono sorbite le stesse dosi di stupore e
perplessità da parte del pubblico, per poi rivelarsi molto utili in un secondo
tempo. Il PC stesso non fa eccezione.
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davvero fenomenali questi dispositivi, lasciamo stare il touch multitouch e tutto il resto, l'interfaccia del futuro è questa