La National Science Foundation statunitense e il College od Engineering dell'Università
di Boston stanno
collaborando ad un progetto che si occuperà di sviluppare una nuova
tecnologia di comunicazione wireless caratterizzata da un approccio differente
rispetto a ciò che ha permesso di realizzare le tecnologie disponibili
attualmente.
Il nome del progetto, Smart Lightning, già suggerisce di cosa
si tratta: utilizzare onde elettromagnetiche dello spettro visibile (la luce)
al posto delle onde radio in una maniera che consenta di unire le normali funzioni
di illuminazione a quelle di trasmissione dati.
Come è possibile tradurre nella pratica questo astrattismo? Il principio
sul quale si basa il progetto Smart Lighning è l'impiego di una fonte
di luce che possa variare alcune delle sue caratteristiche con una frequenza
così elevata da risultare di fatto non percepibile dall'occhio umano
e pertanto fungere da mezzo tramite il quale veicolare informazioni.
A questo scopo risultano essere adatti i LED a bassa potenza, già utilizzati
oggi per la realizzazione di faretti e lampadine per l'illuminazione di ambienti
interni ed esterni. I LED possono infatti pulsare così rapidamente da
essere utilizzati al contempo sia come fonte di illuminazione senza alcuna ripercussione
sulla salute umana, sia come sistema di trasferimento dati.
Quello tratteggiato è ovviamente il concetto di base, laddove il progetto
effettivo si occuperà di valutare e sperimentare tecniche differenti,
come ad esempio l'impiego di luce polarizzata, LED di colori differenti o variazioni
infinitesime dell'intensità luminosa (tra 100% e il 99%, giusto per fare
un esempio). Saranno ovviamente necessari appositi modulatori di segnali e sensori
di ricezione, ma una volta isolata la tecnica di base si tratterà di
adattare o modificare apparecchiature già esistenti.
"Immaginate uno scenario in cui il vostro PC, il televisore, la radio,
gli elettrodomestici possano comunicare tra di loro semplicemente azionando
l'interruttore della luce, senza la necessità di usare matasse di cavi.
Questo scenario può diventare realtà con un network basato su
LED che fornisce inoltre illuminazione, il tutto usando le infrastrutture già
esistenti negli edifici, con consumi minmi e alcuna interferenza elettromagnetica,
semplicemente cambiando le attuali lampadine con i LED".
Le possibilità di impiego di una tecnologia di questo tipo non sono
limitate agli ambienti interni. "Nell'industria automobilistica si potrebbero
sperimentare interessanti applicazioni" ha dichiarato Little. "Per
esempio quando si aziona il pedale del freno di una vettura, collateralmente
si ha l'accensione delle luci posteriori di stop. Potrebbe essere piuttosto
semplice integrare una serie di sistemi che consentono all'auto che segue di
avvisare ulteriormente il guidatore oppure iniziare già proattivamente
la fase di frenata".
I ricercatori vogliono comunque sottolineare come questa tecnologia possa avere
ambiti di applicazione potenzialmente infiniti: "Non si tratta solamente
di trasporti o telecomunicazioni. Ovunque vi sia una fonte di luce è
possibile trovare un nuovo campo di applicazione". |
Azz mi si è fulminata la lampadina, panico in sala server in web farm! No seriamente a me piaceva più l'idea di usare un onda evanescente (era per l'alimentazione ma teoricamente potrebbe essere usata anche per i datiPowerline docet).