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In tempi recenti l'iniziativa di vendere l'ultimo album solo in rete e per
giunta con prezzo a offerta, promossa dalla band inglese Radiohead per "In Rainbows", ha fatto molto parlare di sé. Indiscutibilmente elevata è ovviamente
la curiosità, sia degli addetti ai lavori che dei semplici appassionati, legata
all'eventuale successo dell'iniziativa, che potrebbe rivelare nuove tendenze ed
esigenze del pubblico, ben lontane da quanto finora offerto dai canali
tradizionali.
Ebbene, se i primi risultati possono sicuramente placare la sete di
informazione legata all'iniziativa, è anche vero che sono molti gli
interrogativi, misti a perplessità, che gli stessi risultati sollevano.
Se da una parte è innegabile che il fenomeno web ha di fatto portato ad una vera
e propria rivoluzione nel campo della distribuzione di materiale multimediale,
legale o meno, è anche vero che diversi tentativi sono stati fatti per
far confluire legalità e web, come dimostra il buon successo di alcuni store
on-line, fra cui il celebre iTunes Store.
Riassumendo in breve, la band inglese Radiohead ha provato a spingersi oltre,
mettendo a disposizione, on-line, il proprio album "In Rainbows", permettendo
agli utenti di effettuare qualsiasi donazione. I risultati, riportati
nella tabella presente in questa pagina e riferiti ai primi 1,2 milioni di album
scaricati, meritano una riflessione attenta.
| Donazione (USD) |
Percentuale |
| 0 |
62% |
| da 1 cent a $4 |
17% |
| da $8 a $12 |
12% |
| da $4.01 a $8 |
6% |
| da $12.01 a $20 |
4% |
totale 101% (cifre per categoria arrotondate per eccesso)
Il dato che più sconcerta, e che sicuramente farà riflettere sia i Radiohead
che le case discografiche, è ovviamente quello che parla di ben il 62% di utenti
che hanno scaricato l'album senza donare nulla in cambio, nemmeno un
centesimo. Una tesi che di fatto sconfessa chi indica nel prezzo elevato dei
CD il successo del fenomeno P2P per download illeciti. Anche di fronte alla
possibilità di pagare quanto si desidera, quasi due terzi
dell'utenza ha optato per non pagare nulla, dimostrando che quando si ha
un'alternativa gratis (legale o meno), anche un prezzo di 1 centesimo può essere ritenuto
eccessivo.
Una fiducia, quella dei Radiohead, che è quindi risultata mal riposta.
Una pagina abbastanza triste, a nostro avviso, perché risultati differenti
avrebbero potuto aprire un nuovo capitolo per la distribuzione legale di
contenuti multimediali. Non sono mancati in ogni caso utenti più generosi, come
testimoniano gli altri dati indicati nella tabella. Se il 17% ha scelto di
donare da un centesimo a 4 Dollari USA, si scende al 12% se si considera
l'utenza che ha scelto di pagare fra gli 8 Dollari USA ed i 12 Dollari USA. Il
6% ha ritenuto opportuno donare fra i 4 Dollari USA e gli 8 Dollari USA, mentre
un ultra-generoso 4% ha donato fra i 12 Dollari USA ed i 20 Dollari USA, ovvero
più di quanto sarebbe costato in negozio (prezzi ovviamente riferiti agli
scaffali di oltreoceano).
Ai Radiohead, tutto sommato, non è comunque andata male. Il prezzo medio
pagato è stato di circa 6 Dollari USA, grazie al contributo di quel terzo
pagante che
ha scaricato "In Rainbows". Non essendo presente una catena distributiva con i
costi tradizionali, la band ha incassato circa 2,3 Dollari ad album, contro un
non troppo lontano 3-5 Dollari USA che attualmente incassa dalla vendita
tradizionale, sempre riferita al singolo album.
Il problema è in ogni caso il segnale: potendo pagare anche un solo
centesimo, circa due terzi fra chi ha scaricato l'album ha preferito non pagare
nulla, fornendo così un assist a chi continua a vedere nella rete un problema,
più che un'opportunità. Nulla di illegale, è bene ricordarlo: fra le donazioni
possibili era ovviamente contemplata anche l'opzione "zero". In ogni caso è
andata persa un'occasione, speriamo non l'ultima, di dimostrare che possono
esistere diverse forme di commercio di materiale multimediale gradite al
grande pubblico. Poco ma sicuro, le major useranno questi dati per continuare a
guardare con diffidenza l'universo Internet.
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Commenti (223)
| Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info |
| Commento # 1
di: Paganetor
pubblicato il 07 Novembre 2007, 09:09 |
i download erano possibili solo in America o in tutto il mondo? mi piacerebbe capire se c'è anche una statistica per Paesi...
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| Commento # 2
di: Pier de Notrix
pubblicato il 07 Novembre 2007, 09:11 |
l'articolo è tendenzioso!Ma insomma, c'è addirittura gente che è arrivata a donare 20 euro!?!
Per lo meno sono tutti soldi andati al gruppo e non a major, distribuzione, ecc.
Vuoi vedere che a conti fatti hanno guadagnato di più così che se l'avessere venduto?  |
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| Commento # 3
di: Alessandro Bordin
pubblicato il 07 Novembre 2007, 09:12 |
| Originariamente inviato da: Paganetor | | i download erano possibili solo in America o in tutto il mondo? mi piacerebbe capire se c'è anche una statistica per Paesi... |
Ciao!
Ho letto diverse fonti, e ti dico chequelli che hanno pagato sono in maggioranza statunitensi. Ma anche loro tipo il 55% lo hanno scaricato a costo zero, annullando di fatto quasi tutte le differenze fra Paese e Paese |
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| Commento # 4
di: exanteo
pubblicato il 07 Novembre 2007, 09:15 |
Dove sta la sorpresa? A parte l'infinita taccagneria insita nell'animo umano, comprare album musicali da internet non è la stessa cosa che comprarlo dal negozio... Non si ha niente in mano, non una scatola, non qualcosa che attesti l'appartenenza del proprio acquisto, solo una serie di bit .... Pagare per qualcosa che effettivamente non si possiede non fa mai piacere
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| Commento # 5
di: magilvia
pubblicato il 07 Novembre 2007, 09:16 |
Il dato che più sconcerta, e che sicuramente farà riflettere sia i Radiohead che le case discografiche, è ovviamente quello che parla di ben il 62% di utenti che hanno scaricato l'album senza donare nulla in cambio, nemmeno un centesimo. Una tesi che di fatto sconfessa chi indica nel prezzo elevato dei CD il successo del fenomeno P2P per download illeciti. Anche di fronte alla possibilità di pagare quanto si desidera, quasi due terzi dell'utenza ha optato per non pagare nulla, dimostrando che quando si ha un'alternativa gratis (legale o meno), anche un prezzo di 1 centesimo può essere ritenuto eccessivo.
Una fiducia, quella dei Radiohead, che è quindi risultata mal riposta. |
Conclusione affrettata e superficiale: nel 100% che hanno scaricato l'album bisogna includere tutti quelli che l'avrebbero scaricato piratato e non avrebbero pagato comunque.
Comunque lasciare donazione libera è troppo, bisogna rifare l'esperimento mettendo 2 o 3 dollari come prezzo minimo. |
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| Commento # 6
di: slime
pubblicato il 07 Novembre 2007, 09:16 |
Io sarei curioso di sapere anche la fascia di età riferita alla donazione......... in quel 62% penso ci siano quantità industriali di ragazzini........ Inoltre è una novità talmente eclatante che imho bisogna anche digerire e metabolizzarla....... forse in quel 62% c'è anche gente convinta che ci fosse la fregatura dietro. E' un nuovo metodo di vendere, neanche si può avere la pretesa che funzioni al primo colpo. Non si diventa educati in un giorno se maleducati si è stati per una vita (sto usando un eufemismo)........ occorre un periodo di rieducazione........
Non credo che la cosa sia un fallimento ma semplicemente l'inizio di qualcosa di nuovo che va rodato e affinato.
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| Commento # 7
di: Bloody Tears
pubblicato il 07 Novembre 2007, 09:19 |
Beh...secondo me c'è anche da dire che non tutti hanno la possibilità di pagare online.
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| Commento # 8
di: BrightSoul
pubblicato il 07 Novembre 2007, 09:21 |
secondo me non è andata poi così male. Era il primo tentativo e bisogna dire che il senso civico di qualcuno non è ancora molto sviluppato, eh. Su internet, dove vige l'anonimato, uno si ma meno scrupoli a dare onore al merito.
A parte questo, dato che è legale scaricare l'album anche senza donare niente, molta gente che non conosce i Radiohead ne avrà approfittato per ascoltare la loro musica per la prima volta (es. giovani senza carta di credito). Grazie a questa "campagna pubblicitaria" a basso costo, i Radiohead hanno raccolto qualche nuovo fan che comprerà gli album futuri o andrà a vedere i loro concerti.
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| Commento # 9
di: Korn
pubblicato il 07 Novembre 2007, 09:22 |
beh dipende quanti soldi hanno fatto.... si parla sempre di 1.2 milioni di dl e la cifra non è definitiva non so quanto vendessero prima i radiohead...
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| Commento # 10
di: jventure
pubblicato il 07 Novembre 2007, 09:22 |
| Originariamente inviato da: BrightSoul | secondo me non è andata poi così male. Era il primo tentativo e bisogna dire che il senso civico di qualcuno non è ancora molto sviluppato eh. Su internet, dove vige l'anonimato, uno si ma meno scrupoli a dare onore al merito.
A parte questo, dato che è legale scaricare l'album anche senza donare niente, molta gente che non conosce i Radiohead ne avrà approfittato per ascoltare la loro musica per la prima volta (es. giovani senza carta di credito). Grazie a questa "campagna pubblicitaria" a basso costo, i Radiohead hanno raccolto qualche nuovo fan che comprerà gli album futuri o andrà a vedere i loro concerti. |
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i download erano possibili solo in America o in tutto il mondo? mi piacerebbe capire se c'è anche una statistica per Paesi...