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Pink Floyd vs EMI: no alla vendita online di tracce singole delle proprie opere
Alessandro Bordin 12 Marzo 2010, alle 09:52 Multimedia Una clausola del 1999 impedisce a EMI di vendere online le singole tracce della storica band inglese, che vuole mantenere integro il messaggio dei propri concept album
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Come afferma la
BBC, l'Alta Corte di Londra si è pronunciata: in base ad una clausola
contrattuale stipulata nel 1999, non è possibile vendere tracce singole delle
opere dei Pink Floyd, motivo per cui è lecito attendersi un ritiro dei
singoli brani dagli store online di musica digitale, compreso iTune Store.
La causa vedeva contrapposti i rappresentanti legali della storica band
britannica e l'etichetta EMI, legata fin dal 1967 alle glorie di Roger Waters,
David Gilmour e compagni.
Il contratto del 1999 prevede infatti la chiara voce "preserve the
artistic integrity", ovvero preservare l'integrità artistica degli album,
senza quindi estrapolare da un contesto ben preciso alcuni brani per farne dei
singoli. Una voce controversa, se non fosse che i Pink Floyd sono fra i gruppi
che maggiormente hanno abbracciato, nella storia della musica, il progetto di "concept
album".
Gli storici The Wall, The Dark Side of The Moon (35 milioni di copie venute
fino ad oggi solo di questa opera), The Final Cut, per citarne alcuni, sono
infatti "concept album", narrazioni in cui musica e testi concorrono a creare un
contesto e un racconto ben preciso, con un filone logico che percorre l'album
dalla prima traccia all'ultima.
Alla base della disputa quindi una motivazione più artistica che altro,
almeno dal punto di vista dei Pink Floyd. Sarebbe come permettere di acquistare
solo un capitolo di un libro e non l'intera opera, snaturandone i contenuti. Di
differente parere EMI, che sottolinea il fatto di come il contratto fosse stato
stipulato nel 1999, con la rivoluzione della musica digitale ancora lontana dal
vedere la luce.
Digitale o no però, il contratto parla chiaro e la Corte ha dato ragione alla
band. Le conseguenze saranno dunque una probabile sparizione dai listini online
dei singoli brani dei Pink Floyd, mentre resteranno disponibili gli album,
sebbene le vendite di opere intere abbiano dato risultati molto deludenti,
stando a quanto affermato da
Apple Insider, in riferimento al servizio iTunes LP format. Ad oggi comunque
EMI è tenuta a pagare le spese legali finora sostenute, circa 40.000 Sterline,
mentre non ha ancora avuto comunicazione ufficiale per rimuovere i
singoli brani da tutti gli store di musica online. |
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Commenti (102)
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| Commento # 1
di: g.luca86x
pubblicato il 12 Marzo 2010, 09:59 |
Beh, brutta cosa questa. Si torna ai tempi dei cd zeppi di tracce di riempimento che servono solo a far lievitare il costo dell'album per quei tre o quattro singoli che meritano. Con tutto il rispetto per i pink floyd ma qui si torna indietro invece che andare avanti. Quindi se uno volesse una singola canzone dei pink floyd, magari per farsi una sua compilation nell'i pod o sborsa il prezzo completo per tutto l'album oppure non sborsa una lira e innalza la bandiera con il jolly roger. Umh... sempre la solita storia...
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| Commento # 2
di: s0nnyd3marco
pubblicato il 12 Marzo 2010, 10:09 |
| Originariamente inviato da: g.luca86x | | Beh, brutta cosa questa. Si torna ai tempi dei cd zeppi di tracce di riempimento che servono solo a far lievitare il costo dell'album per quei tre o quattro singoli che meritano. Con tutto il rispetto per i pink floyd ma qui si torna indietro invece che andare avanti. Quindi se uno volesse una singola canzone dei pink floyd, magari per farsi una sua compilation nell'i pod o sborsa il prezzo completo per tutto l'album oppure non sborsa una lira e innalza la bandiera con il jolly roger. Umh... sempre la solita storia... |
Quotone. Capisco che estrapolare un brano dall'album possa decontestualizzarlo, ma qua si esagera. Se voglio prendere solo un dvd di una stagione di una serie televisiva posso farlo, non vedo perche non farlo con la musica. Lo trovo un mezzuccio per aumentare i profitti.
PS: la prossima cosa sara'? inibire il tasto skip e FF per mantenere l'ordine di esecuzione dei brani? |
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| Commento # 3
di: davyjones
pubblicato il 12 Marzo 2010, 10:14 |
mha...io sono un grande estimatore dei pink floyd, ho tutta la discografia originale su cd e recentmente ho iniziato a cercare i vinili originali (che sono qualcosa di superbo sia materialmente a patto di avere un gran hi-fi, sia artisticamente con le loro copertine grandi e colme di illustrazioni e foto)...
Cosa si può dire? Non lo so di preciso, la motivazione data dai PF sembra essere condivisibile, chi ha ascoltato i loro album sa bene che ogni brano è indossolubilmente legato agli altri sia nei testi (chi ha detto The Wall?) che nella struttura, arrangiamento, ritmo, melodie ecc...per cui se ciò che a noi appare è anche ciò che è faccio fatica a dar loro torto, pur con le riserve che g.luca86x ha giustamente evidenziato, puntualizzando però che nei loro album non sono mai esistiti pezzi di riempimento.
Tuttavia resta il dubbio che la causa scatenante la querelle sia ben più tangibile delle motivazioni artistiche apposte dalla band...e se avessero, dico ad esempio, ritenuto le royalities ricevute sul singolo pezzo troppo basse?
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| Commento # 4
di: Davide82
pubblicato il 12 Marzo 2010, 10:17 |
Mi sembra giustoI pink floyd sono sacri, e i loro album non hanno pezzi di riempimento.
Qua non si parla dell'intera industria musicale, ma forse di uno dei pochi gruppi a poter giustificare una decisione del genere.
Profani astenersi  |
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| Commento # 5
di: gilbertogobbi
pubblicato il 12 Marzo 2010, 10:18 |
Hanno pienamente ragione (parlo dei Pink Floyd).
E' come vendere un Trittico di Giotto a pezzi. I loro album sono delle opere d'arte uniche e i loro brani sono collegati l'uno all'altro.
Si intende che quanto sopra vale solo per i Pink Floyd o pochi altri (E.L.P., Vangelis, Genesis, Rolling Stones, David Bowye etc.).
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| Commento # 6
di: il LORD
pubblicato il 12 Marzo 2010, 10:20 |
Io penso sia giusto.
Qui non si sta parlando del singolo di lady gaga, (dove è vero che un cd è composto da una manciata di hit ed il resto da schifezze di riempimento). Chi ama la musica e segue degli artisti, riconosce l' importanza dell' album, lo può collocare in un periodo storico dell' artista, apprezzarne i cambiamenti nel corso degli anni ecc.
Specialmente per un gruppo come i pink floyd, la decontestualizzazione di alcune tracce è una cosa ridicola e disatrosa
Io odio pure i greatest hits.
imho
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| Commento # 7
di: iva
pubblicato il 12 Marzo 2010, 10:21 |
Ecco, infatti, profani astenersi
Pensare a The Final Cut venduto pezzo per pezzo e' praticamente un crimine di guerra!
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| Commento # 8
di: g.dragon
pubblicato il 12 Marzo 2010, 10:24 |
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| Commento # 9
di: Andreazzo
pubblicato il 12 Marzo 2010, 10:26 |
decisione giustissima, i pink floyd non sono una band da "singolo" i concept album vanno presi tutti o niente. Se volete mettervi la canzoncina singola sull'ipod scaricatevi lady gaga
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Beh, brutta cosa questa. Si torna ai tempi dei cd zeppi di tracce di riempimento che servono solo a far lievitare il costo dell'album per quei tre o quattro singoli che meritano. Con tutto il rispetto per i pink floyd ma qui si torna indietro invece che andare avanti. Quindi se uno volesse una singola canzone dei pink floyd, magari per farsi una sua compilation nell'i pod o sborsa il prezzo completo per tutto l'album oppure non sborsa una lira e innalza la bandiera con il jolly roger. Umh... sempre la solita storia...