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La RIAA contro il ripping dei brani musicali
Andrea Bai 18 Dicembre 2007, alle 16:01 Multimedia La RIAA, nel corso di un processo, dichiara che il ripping dei brani, anche a fini persionali, rappresenta un uso non autorizzato
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La causa Atlantic v. Howell vede impegnati i coniugi Howell, che hanno deciso
di rappresentare loro stessi, contro la RIAA (Record Industry Association of
America) che li ha citati in giudizio nell'agosto del 2006 per avere scambiato
contenuti con il programma Kazaa.
Nel corso del dibattimento, la RIAA ha avuto modo di esprimere nuovamente
l'opinione secondo la pratica del ripping di CD, ovvero la copia in digitale
di brani musicali presenti su CD audio tradizionali, rappresenta un uso non
autorizzato del media, anche qualora sia essa effettuata per uso strettamente
personale.
"E' indiscusso che l'imputato possieda copie non autorizzate. Una volta
che l'imputato produce copie nel formato compresso .mp3 e le salva nella cartella
condivisa, esse non sono più copie autorizzate" ha dichiarato la
RIAA in un documento depositato a fini processuali.
In realtà, tuttavia, la posizione della RIAA solleva non pochi dubbi.
E' l'operazione di copia di un brano per uso personale o il salvataggio in una
cartella condivisa a rappresentare un illecito? La RIAA ha inoltre utilizzato
il termine "non autorizzato" che sul piano legale ha un significato
ben differente rispetto a "illecito".
Sul sito web della RIAA, inoltre, vi è ancor più confusione:
nella sezione che riguarda la pirateria non vi è alcun riferimento esplicito
alla pratica del "ripping"; ciò che vi si avvicina di più
è la copia diretta di musica su un supporto CD masterizzabile, per la
quale la RIAA asserisce che l'utente non ha i diritti legali per farlo ma che
è comunque possibile se l'operazione viene condotta solamente a fini
di utilizzo personale.
Adesso si attende il parere della Corte, che dovrà obbligatoriamente
tenere conto della distinzione che la RIAA ha operato in merito ai termini "illecito"
e "non autorizzato".
Fonte: Dailytech |
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Commenti (108)
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| Commento # 11
di: Soul_to_Soul
pubblicato il 18 Dicembre 2007, 16:21 |
Beh comprando l'album (in forma neanche dematerializata, si noti) SICURAMENTE acquisto il diritto al mio uso personale, che comprende ALTRETTANTO SICURAMENTE la mia facoltà di passarlo sul mio lettore MP3 in qualunque formato io voglia.
Io acquisto il diritto, legato incidentalmente alla forma di un supporto fisico. Ma acquisto pur sempre il diritto personale a godere dell'opera dell'ingegno, e posso ben decidere validamente di goderne trasferendo il diritto stesso su un altro supporto (magari dematerializzato).
La discriminante non è (e non è mai stata, figuriamoci) il supporto, ma il diritto stesso, che per il suo godimento si presta a modalità del tutto diverse tra loro.
Non posso oltrepassare la sfera dell'utilizzo personale, questo si.
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| Commento # 12
di: jappilas
pubblicato il 18 Dicembre 2007, 16:22 |
| Originariamente inviato da: tarek | | dopo la tassa sui supporti di memoria ognuno è legittimato a scaricare quello che crede. |
correzione: "dopo la tassa sui supporti di memoria ognuno si crede legittimato a scaricare ...."

l' "equo" (che non sia tale in teoria e in pratica posso essere d' accordo) compenso sarebbe inteso come risarcimento per il danno pregresso arrecato dall' utenza che ha scaricato abusivamente materiale protetto da copyright
quindi di per sè non fornirebbe alcuna autorizzazione o giustificazione per ulteriori download abusivi e non eliminerebbe il reato qualora accertato... |
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| Commento # 13
di: Haran Banjo
pubblicato il 18 Dicembre 2007, 16:23 |
Giusto e anche "L'urlo della RIAA terrorizza l'occidente"
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| Commento # 14
di: MrModd
pubblicato il 18 Dicembre 2007, 16:24 |
Il rip è vietato? Bene, loro mi DEVONO garantire quanto meno che se il supporto mi si danneggia a spese LORO mi ridanno una copia dello stesso.
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| Commento # 15
di: Lck84
pubblicato il 18 Dicembre 2007, 16:29 |
Mah, credo proprio che si riferiscano al condividere il file rippato, non al ripping in sé stesso:
| "E' indiscusso che l'imputato possieda copie non autorizzate. Una volta che l'imputato produce copie nel formato compresso .mp3 e le salva nella cartella condivisa, esse non sono più copie autorizzate" |
Neanche la RIAA arriverebbe a definire il ripping illegale, credo...  |
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| Commento # 16
di: Soul_to_Soul
pubblicato il 18 Dicembre 2007, 16:31 |
E poi anche in termini di pura logica, asserire che è lecito effettuare una copia di backup ad uso personale, equivale ad ammettere A FORTIORI la liceità di una copia ad uso personale IN UN FORMATO DIVERSO, proprio perchè l'elemento caratterizzante è l'uso personale.
Se voglio effettuare una copia di backup di un disco 78 giri che faccio?
Se mi viene concesso il diritto ma non i mezzi (dovendo per assurdo effettuare la copia di backup su un vinile a 78 giri) per tutelarlo e metterlo in pratica, tale meccanismo non equivale in fondo a negare il diritto stesso?
Siamo al paradosso, anche restando in termini giuridico-logici.
Senza neanche scomodare il buon senso.
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| Commento # 17
di: Soul_to_Soul
pubblicato il 18 Dicembre 2007, 16:32 |
Ovvio, l'uso personale finisce quando si sconfina in una cartella condivisa.
Questo è sacrosanto.
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| Commento # 18
di: Cfranco
pubblicato il 18 Dicembre 2007, 16:42 |
| Originariamente inviato da: Soul_to_Soul | Beh comprando l'album (in forma neanche dematerializata, si noti) SICURAMENTE acquisto il diritto al mio uso personale, che comprende ALTRETTANTO SICURAMENTE la mia facoltà di passarlo sul mio lettore MP3 in qualunque formato io voglia.
Io acquisto il diritto, legato incidentalmente alla forma di un supporto fisico. Ma acquisto pur sempre il diritto personale a godere dell'opera dell'ingegno, e posso ben decidere validamente di goderne trasferendo il diritto stesso su un altro supporto (magari dematerializzato).
La discriminante non è (e non è mai stata, figuriamoci) il supporto, ma il diritto stesso, che per il suo godimento si presta a modalità del tutto diverse tra loro.
Non posso oltrepassare la sfera dell'utilizzo personale, questo si. |
Si nota indubbiamente un certo distacco tra quello che RIAA & compagni di merende ritengono lecito e quello che c' è scritto nelle leggi dei vari paesi , evidentemente questi personaggi hanno un problema , e cioè si ritengono in dovere di dover convincere i vari governanti a cambiare le leggi per venire incontro ai loro desideri di guadagno .
D' altra parte si scopre poi che queste persone si ritengono autorizzate a calpestare le leggi quando queste ostacolano le loro necessità investigative .
Per queste persone la legge è solo uno strumento per fare soldi e non una garanzia di equità sociale , da questa distorsione nascono degli assurdi , come il fatto che scaricare un mp3 sia un reato più grave che rubare un CD in un negozio , prima queste società che vivono e prosperano sfruttando artisti e ascoltatori spariscono , meglio sarà per tutti .
Che incidentalmente queste posizioni non solo non aiutino la lotta alla pirateria , ma anzi siano uno dei fattori più importanti che spingono la gente a piratare è una riflessione ovvia e banale a chi ascolti la gente :
| Originariamente inviato da: tarek | | dopo la tassa sui supporti di memoria ognuno è legittimato a scaricare quello che crede. |
| Originariamente inviato da: outlaw16 | | Ma dico scherziam?Già che ci fanno pagare i cd un occhio della testa, pretendo almeno di poterli usare come preferisco, che se voglio copiarmi un cd per sicurezza o altro non devo aver paura di infrangere la legge! |
Ma evidentemente sono troppo avidi per rendersi conto che la loro lotta distrugge in primo luogo le basi etiche della lotta alla pirateria , con le loro assurde pretese riescono a giustificare chi copia e chi scarica , se ascoltare musica su un lettore MP3 è reato a prescindere allora chi me lo fa fare di comprare i cd e ripparmeli ? Me li scarico direttamente , tanto è uguale ... |
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| Commento # 19
di: Cfranco
pubblicato il 18 Dicembre 2007, 16:47 |
| Originariamente inviato da: Lck84 | Mah, credo proprio che si riferiscano al condividere il file rippato, non al ripping in sé stesso:
Neanche la RIAA arriverebbe a definire il ripping illegale, credo... |
Per Pariser ( il legale Sony ndr ) "rubare musica" è un concetto decisamente onnicomprensivo: incalzata dal legale dell'accusa Richard Gabriel, la manager sostiene che anche solo una singola copia di un file legale può essere considerata un vero e proprio furto ai danni di Sony. "Quando un individuo crea personalmente la copia di una canzone, suppongo che possiamo dire che abbia rubato quella canzone", sostiene Pariser, e fare una singola copia di un brano acquistato è solo "una maniera gentile di dire rubare solo una copia"
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2079899 |
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| Commento # 20
di: palmy
pubblicato il 18 Dicembre 2007, 16:50 |
Col cavolo!!! se ho pagato i diritti perchè ho comperato il CD originale ne faccio ciò che voglio fino a che non lo distribuisco in qualche forma a chi questi diritti non li ha pagati......perchè se così non fosse è meglio che RIAA faccia causa a Apple x l'iPod e a tutte quelle società che producono supporti digitali vergini e letori mp3.....vediamo se le vince.
Che si vergogni a far causa alle vecchiette invece!
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Beh comprando l'album (in forma neanche dematerializata, si noti) SICURAMENTE acquisto il diritto al mio uso personale, che comprende ALTRETTANTO SICURAMENTE la mia facoltà di passarlo sul mio lettore MP3 in qualunque formato io voglia.
Io acquisto il diritto, legato incidentalmente alla forma di un supporto fisico. Ma acquisto pur sempre il diritto personale a godere dell'opera dell'ingegno, e posso ben decidere validamente di goderne trasferendo il diritto stesso su un altro supporto (magari dematerializzato).
La discriminante non è (e non è mai stata, figuriamoci) il supporto, ma il diritto stesso, che per il suo godimento si presta a modalità del tutto diverse tra loro.
Non posso oltrepassare la sfera dell'utilizzo personale, questo si.