L'MP3 è morto, secondo i suoi creatori

L'MP3 è morto, secondo i suoi creatori

Il formato musicale lossy che ha iniziato tutto è sul viale del tramonto. Il Fraunhofer Institute ha smesso di fornire le licenze perché ammette che ci sono alternative migliori

di Nino Grasso pubblicata il , alle 14:21 nel canale Multimedia
 

L'MP3 è morto, e a cantarne il de profundis sono proprio i suoi creatori. Durante il corso del fine settimana il Fraunhofer Institute for Integrated Circuits ha annunciato che non offrirà più la licenza di alcuni brevetti collegati allo standard musicale decidendone la fine del supporto. Questo perché ad oggi esistono sistemi più efficienti per immagazzinare la propria musica, capaci di registrare la stessa quantità di informazioni musicali in uno spazio inferiore. In altre parole, formati come l'AAC offrono la stessa qualità in minor spazio, o maggiore qualità a parità di bitrate.

L'MP3 nasce da una vecchia idea di fine '800 nota come "mascheramento uditivo", per cui l'orecchio umano non è capace di distinguere alcuni fenomeni (come la sovrapposizione di suoni diversi). È un formato di tipo lossy (quindi con perdita di qualtià), che esclude la riproduzione di alcuni dati per risparmiare sullo spazio occupato dai file. L'MP3 è stato indispensabile per la diffusione dei contenuti multimediali dagli anni '90 in poi, soprattutto in quei periodi in cui scaricare file di pochi megabyte poteva rappresentare un evento raro e di una certa importanza.

Winamp Classic

Si tratta del formato audio probabilmente più diffuso ancora oggi, ma che non può fare altro che piegarsi all'evoluzione tecnologica. Lo stesso Bernhard Grill, manager di Fraunhofer e uno dei responsabili nello sviluppo dell'MP3, ha ammesso che l'AAC, o Advanced Audio Coding, è adesso lo "standard de facto" per il download di musica e video su mobile. Si tratta di un formato "più efficiente e con un numero importante di funzionalità aggiuntive", secondo lo stesso dirigente della società che ha comunque collaborato nella creazione del nuovo formato digitale.

Al formato MP3 dobbiamo al tempo stesso capacità costruttive e distruttive non indifferenti. Ha notevolmente impensierito l'industria musicale permettendo il download di file musicali con qualità paragonabili a quella dei CD in maniera del tutto gratuita e illecita; ma al tempo stesso ha contribuito a creare diversi mercati paralleli. È stato l'iPod che ha fatto rinascere Apple a metà degli anni '90 e che poi ha portato la compagnia a realizzare il suo iPhone: senza MP3 l'iPod non ci sarebbe stato, e non si sa Apple che strada avrebbe intrapreso di lì a breve.

Ma dopo 22 anni di onorata carriera, l'MP3 viene dichiarato morto dai suoi stessi inventori: "Il programma di licenze per alcuni brevetti legati al formato MP3 e al software di Technicolor and Fraunhofer IIS è stato terminato", si legge in maniera inequivocabile sul sito ufficiale della compagnia. Il formato è morto all'interno dello stesso laboratorio di ricerca in cui è nato, visto che integra per definizione alcuni difetti che i più moderni formati non hanno: il team che ha creato l'MP3 stava lavorando ad una tecnologia per inviare audio sfruttando le linee telefoniche.

Dopo un inizio frastagliato sul piano burocratico soprattutto per i rischi derivanti dalla pirateria, il Fraunhofer Institute è riuscito a distribuire i software per trasferire i propri CD in comodi file MP3 che pesavano sul disco circa un decimo, ed il resto è storia. Il formato ha rappresentato l'emblema di un'era informatica, quella in cui per scaricare i 3-4 MB di un brano musicale era necessario attendere anche decine di minuti. Adesso la situazione è cambiata, e spesso ci troviamo ad usare servizi di cui non conosciamo molti dettagli tecnici. L'importante è che "suoni bene".

Fra i difetti del formato di cui parlavamo poco sopra ce ne sono inoltre alcuni di tipo tecnico: gli ingegneri che realizzavano l'MP3 lavoravano su informazioni incomplete sul modo in cui il cervello processa le informazioni sonore, quindi il formato si basa su analisi non del tutto vere o precise. Nel tempo la ricerca psicoacustica si è evoluta, consentendo alle tecnologie più recenti di basarsi su informazioni più esatte. Senza considerare che oggi le connessioni attuali consentono agevolmente di riprodurre in streaming anche i formati lossless, senza perdita di qualità.

Insomma, il formato perfetto non esiste, a differenza di quello che potevamo pensare a metà anni '90 con l'exploit dell'MP3, e gli stessi discorsi che stiamo facendo oggi potrebbero essere ripetuti prima del previsto anche per AAC e affini. Il vinile, ancora oggi amato da molti puristi, va girato a metà sessione, le cassette VHS hanno dovuto lasciare il passo al digitale. E nonostante abbia permesso a centinaia di milioni di persone di accedere (legalmente e illegalmente) ad un database sconfinato di musica online, anche l'MP3 ha dovuto cedere il passo al nuovo.

Questo non significa che a breve gli MP3 "si spegneranno" e non saranno più riproducibili sul vostro PC, ma più verosimilmente che inizieranno a diminuire i dispositivi in commercio con dichiarato supporto al formato. L'MP3 diventa aperto e non sarà più necessario usare una licenza per usarlo nei propri prodotti, ma con il termine del supporto ufficiale è probabile che saranno sempre in numero inferiore le società ad abbracciarlo.

Per meglio capire cosa accadrà al formato, basti pensare allo standard GIF. Da quando l'uso dei GIF è libero da licenze e vincoli brevettuali è diventato più celebre che mai. Non è detto che questo succederà anche con gli MP3, ma attualmente qualsiasi dispositivo elettronico o quasi supporta il vecchio formato multimediale e questa sarà ancora la sua forza per i prossimi anni a venire, a prescindere dalle sue qualità in relazione a quanto offerto dalle alternative.

80 Commenti
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aqua8415 Maggio 2017, 14:47 #1
c'è da dire che l'MP3 è ancora lo standard di qualunque riproduttore audio.
e comunque, un file mp3 di oggi, compresso in VBR, con i codec attuali, ne ha parecchia di "qualità", sicuramente non paragonabile ad un file mp3 anni '90.
Vash8815 Maggio 2017, 15:33 #2
Se si parla di Lossy il beneficio fornito da AAC su MP3 è evidente. Ormai quasi tutti i dispositivi da 10 anni supportano AAC, quindi il passaggio è più che giustificato.
nastys15 Maggio 2017, 15:44 #3
Io ho sempre preferito Ogg Vorbis, superiore anche ad AAC, libero e abbastanza supportato. Il suo successore Opus è anche meglio.
Grayskull15 Maggio 2017, 16:12 #4
personalmente non sento differenza alcuna tra un mp3 320, un aac di pari bitrate e un lossless flac ad esempio.... in termini di qualità..

si vede che in futuro la presenza o meno di supporto mp3 in un dispositivo diverrà un fattore decisivo per i miei acquisti
eddie8115 Maggio 2017, 16:16 #5
Non offrono più la licenza perché i brevetti sono scaduti quest'anno
In the United States, the technology became substantially patent-free on 16 April 2017 (see below).

Ed ovviamente passano il testimone al formato AAC di cui la stessa azienda assieme ad altre detiene i brevetti.
Sia mai che consiglino i formati liberi.
giuliop15 Maggio 2017, 16:40 #6
"Il programma di licenze per alcuni brevetti legati al formato MP3 e al software di Technicolor and Fraunhofer IIS è stato terminato", si legge in maniera inequivocabile


Veramente in maniera inequivocabile si leggerebbe che il programma è terminato, non che Terminator l'ha fatto fuori.
nastys15 Maggio 2017, 17:58 #7
Originariamente inviato da: Grayskull
personalmente non sento differenza alcuna tra un mp3 320, un aac di pari bitrate e un lossless flac ad esempio.... in termini di qualità..

si vede che in futuro la presenza o meno di supporto mp3 in un dispositivo diverrà un fattore decisivo per i miei acquisti


Puoi sempre abbassare il bitrate e risparmiare spazio
Migliore è il codec, più spazio risparmi a parità di qualità.
LORENZ015 Maggio 2017, 18:38 #8
Originariamente inviato da: eddie81
Non offrono più la licenza perché i brevetti sono scaduti quest'anno

Ed ovviamente passano il testimone al formato AAC di cui la stessa azienda assieme ad altre detiene i brevetti.
Sia mai che consiglino i formati liberi.


...assolutamente! la storia è molto meno romanzesca di come è stata raccontata nell'articolo (strappalacrime)!
tony7315 Maggio 2017, 20:23 #9
Per me l'MP3 è morto 10 anni fà, ma non è stato AAC a sostituirlo.
Lights_n_roses15 Maggio 2017, 20:52 #10
Tanto per cominciare per sentire le differenze servono anche dei riproduttori audio adeguati, con i miei monitor Yamaha la differenza tra un Mp3 e un Flac la sente, se mi metto ad ascoltare la musica con gli auricolari in dotazione del cellullare non penso di riuscire a cogliere grande differenza.

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