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Condannata a pagare alla RIAA 220.000 $ per download illegale
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Condannata a pagare alla RIAA 220.000 $ per download illegale

di Alessandro Bordin pubblicata il 05 Ottobre 2007, alle 15:50 nel canale Multimedia
“Destinata a fare il giro del mondo la notizia della condanna subita da una ragazza-madre statunitense, colpevole di aver scaricato illegalmente materiale coperto da copyright attraverso software Peer-to-peer”

"I knew a lady, came from Duluth..." cantava Kurt Cobain poco meno di quindici anni fa (Lake of Fire - Nirvana, Unplugged in New York, 1994), parlando della brutta sorte toccata ad una ragazza di un quasi sconosciuto paese del Minnesota, Duluth appunto. Quasi profetico sembra dunque il sofferto canto del leader dei Nirvana (passato a miglior vita pochi mesi dopo), guardando quanto è successo ad una ragazza proprio a Duluth fra le aule di tribunale in questi giorni.

Jammie Thomas, questo il nome della ragazza madre ora trentenne, è stata condannata a pagare la cifra di ben 220.000 Dollari USA per aver scaricato e condiviso illegalmente materiale coperto da copyright attraverso software peer-to-peer, nello specifico Kazaa. Soldi destinati alla famigerata RIAA, (Recording Industry Association of America), che dovrà a sua volta ridistribuire agli aventi diritto: Sony BMG, Arista Records, Interscope Records, Universal MG Recordings, Capitol Records e Warner Bros. Records.

La sentenza è destinata a creare allarme fra i milioni di utenti che utilizzano strumenti di file sharing, anche se è opportuno analizzare bene come sono si sono svolti i fatti fino ad oggi. Il giorno 21 febbraio del 2001 Jammie è stata colta in flagranza di reato, costituito nel caso specifico dall'aver condiviso 24 brani coperti da diritto d'autore, sul totale di 1700 file trovati nella cartella condivisa. Molti casi analoghi sono stati portati avanti in altre sedi legali, quasi tutti conclusisi con il patteggiamento al pagamento di cifre nell'ordine di qualche migliaio di dollari USA.

Diversa la linea di difesa scelta dall'avvocato di Jammie, che ha sempre puntato sulla completa estraneità della propria assistita ai diversi reati che le vengono contestati. Il PC di Jamie, sempre secondo la linea difensiva, sarebbe piuttosto finito in una "zombie botnet", ovvero in una rete di PC gestiti da malintenzionati all'insaputa del possessore del PC stesso. Una tesi destinata a crollare, in quanto si è poi scoperto come l'utenza Kazaa fosse riconducibile, attraverso incrocio di indirizzi IP e MAC address della scheda di rete, al nick Tereastarr, ovvero quello comunemente usato da Jammie anche in molti altri ambiti.

Non solo: l'imputata, dopo aver saputo di essere oggetto di indagine, avrebbe sostituito il disco rigido del proprio PC per non lasciare tracce, come confermato in tribunale da un ex-fidanzato, evidentemente con qualche conto in sospeso con Jammie.

Accantonata l'ipotesi che un malintenzionato abbia casualmente scelto come nick Tereastarr, guarda caso quello tipico di quasi tutti gli account di Jammie Thomas, e messa agli atti la testimonianza dell'ex-fidanzato, ecco aprirsi la strada alla disfatta in tribunale e al conseguente pugno di ferro da parte della Corte, che ha accolto la richiesta dell'accusa, la RIAA, di punire l'imputato con una pena esemplare. E così è stato: per ognuno dei 24 brani è stata comminata la pena pecuniaria di ben 9250 Dollari USA (la legge parla di un minimo di 500 Dollari), per un totale quindi di 222.000 Dollari USA.

Nessun commento per ora da parte di Miss Jammie Thomas, che ha lasciato l'aula senza rilasciare dichiarazioni. Rimane in ogni caso aperta la strada del ricorso in appello, oltre a non mancare alcune associazioni di consumatori e di sostenitori non meglio precisati disposti a sostenere le spese legali per i gradi successivi di giudizio. Qualora la situazione rimanesse questa, Jammie sarebbe costretta a versare un quarto dei saltuari assegni che percepisce per i lavori temporanei che svolge fino ad estinzione del debito.

Il tutto accade in un quadro molto incerto, in cui l'industria della musica sta vivendo vere e proprie rivoluzioni, l'ultima delle quali viene dai Radiohead, che hanno messo a disposizione dei propri fan l'ultima loro fatica, "In Rainbows", direttamente on-line, chiedendo in cambio una semplice donazione. Il gruppo inglese però già qualche anno fa disse "OK Computer", titolo di uno degli album più fortunati; quello che è certo è che occorre riflettere molto sul ruolo del computer nel mondo della discografia, per evitare pene concettualmente legittime ma sproporzionate, e senza trovare nel PC stesso sempre e solo un facile capro espiatorio per tutti i mali di questo mondo.

 
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Commenti (182)

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Commento # 51 di: Tefnut pubblicato il 05 Ottobre 2007, 17:42

Originariamente inviato da: DevilsAdvocate
Il provider tiene i tuoi dati (quelli delle connessioni) backuppati per un tot
di mesi, se la polizia glie li chiede li deve passare a loro.
Quindi loro tengono un doppio log: il loro che dimostra che il tuo IP stava condividendo,
e quello del tuo provider che dimostra:
a) che quell'IP era davvero tuo
b) che ti sei collegato al loro IP alla tal ora del tal giorno


bho il problema che quindi oltre i log di me che mi collego a rete p2p dovrebbero tenere qualcosa che indichi esattamente il file che sto scaricando.. o copia dello stesso..

io potrei scaricare "ilcodicedavinci" e trovarmi dentro un p*rno amatoriale..
Commento # 52 di: Gio Games pubblicato il 05 Ottobre 2007, 17:42

Originariamente inviato da: defmaka
effettivamente... ma noi paghiamo sovratasse sui supporti proprio per ripianare le perdite derivanti dalla pirateria... da ciò se ne deduce che paga anche chi non scarica. Ma se siamo già tassati per attutire il danno, come mai poi c'e' il rischio di venire incriminati? Forse perchè cercano di mungere il piu' possibile?


Come non straquotarti? A che cavolo servono 'ste tasse sui cd?
"Per tutelarsi dalla pirateria". Bene, d'accordo. Pago un cd molto di più di quello che dovrebbe costare ma finito qua: pago per l'eventuale materiale illegale che finirebbe sul supporto. O mi sbaglio?
Commento # 53 di: Evangelion01 pubblicato il 05 Ottobre 2007, 17:44

Originariamente inviato da: defmaka
effettivamente... ma noi paghiamo sovratasse sui supporti proprio per ripianare le perdite derivanti dalla pirateria... da ciò se ne deduce che paga anche chi non scarica. [B]Ma se siamo già tassati per attutire il danno, come mai poi c'e' il rischio di venire incriminati? Forse perchè cercano di mungere il piu' possibile?[B]


Appunto.. Capito tutti? Noi TUTTI paghiamo i diritti SIAE ( SALATI ) su OGNI supporto che compriamo, e a prescindere dall' uso che ne facciamo. E questo non è forse un sopruso legalizzato? Dove sta scritto che se devo masterizzarmi il mio filmino delle vacanze DEVO PAGARE i diritti d' autore? E poi hanno anche il coraggio di fare crociate anti-pirateria e chiederti i danni se scarichi un mp3. Dovremmo chiederli NOI, i danni a LORO per quello che ci fanno pagare....
Commento # 54 di: DevilsAdvocate pubblicato il 05 Ottobre 2007, 17:45

Originariamente inviato da: Tefnut
bho il problema che quindi oltre i log di me che mi collego a rete p2p dovrebbero tenere qualcosa che indichi esattamente il file che sto scaricando.. o copia dello stesso..

io potrei scaricare "ilcodicedavinci" e trovarmi dentro un p*rno amatoriale..

Non conta cosa scarichi tu, ma cosa LORO scaricano da te. Il reato è infatti
la condivisione e non lo scaricamento, e la prova che hanno oltre ai log
detti sopra è il file o i files -o porzioni di essi- che si sono scaricati da te (lo davo per
implicito ma non è così, ripetiamolo)
Commento # 55 di: Dox pubblicato il 05 Ottobre 2007, 17:46

gli artisti prendono circa un euro a cd.. il resto se lo mangiano loro... percui non mi sembra un modello ottimizzato e funzionante.... non gli interessa nulla della Musica.. gli interessa soltanto di creare un sistema da mungere di musicaccia+idoli montati ad hoc da buttare quando scadono.. britney sperars & co....

è un sistema in agonia la cui morte è già decisa, bisogna solo aspettare e sperare che la musica la facciano i musicisti e non bambole di pezza
Commento # 56 di: 3DMark79 pubblicato il 05 Ottobre 2007, 17:47

Originariamente inviato da: Gio Games
Come non straquotarti? A che cavolo servono 'ste tasse sui cd?
"Per tutelarsi dalla pirateria". Bene, d'accordo. Pago un cd molto di più di quello che dovrebbe costare ma finito qua: pago per l'eventuale materiale illegale che finirebbe sul supporto. O mi sbaglio?


Penso che siamo tutti daccordo su questa ipotesi.Il problema che sono parole buttate al vento (quelle nostre) questi più soldi hanno e più soldi voglio avere e non sanno a chi succhiare il sangue!.
Commento # 57 di: DevilsAdvocate pubblicato il 05 Ottobre 2007, 17:49

Originariamente inviato da: Evangelion01
Appunto.. Capito tutti? Noi TUTTI paghiamo i diritti SIAE ( SALATI ) su OGNI supporto che compriamo, e a prescindere dall' uso che ne facciamo. E questo non è forse un sopruso legalizzato? Dove sta scritto che se devo masterizzarmi il mio filmino delle vacanze DEVO PAGARE i diritti d' autore? E poi hanno anche il coraggio di fare crociate anti-pirateria e chiederti i danni se scarichi un mp3. Dovremmo chiederli NOI, i danni a LORO per quello che ci fanno pagare....

Si è un sopruso e nemmeno un paio di volte sole visto che la SIAE decide da sola come ridistribuire quei soldi
Il problema è che nessuno dei politici, nè maggioranza nè opposizione,
ha opposto alcuna reale critica alla legge Urbani nè ha parlato di rimuovere
la tassa dell'equo compenso (che con la legge Urbani diventa iniquo).

Si , un tale Fiorello Cortiana dei verdi organizzò qualcosa ma non se lo filarono
neanche i suoi, ed attualmente nessuna modifica alle due suddette leggi è
nell' agenda del governo, della maggioranza o dell'opposizione (anche se
quando approvarono la legge Urbani eran tutti concordi che "qualcosa
andava fatto ma la modificheremo in seguito".

Sospetto che il problema alla base sia che l'industria discografica creava business,
soldi e lavoro, cioè più tasse e quindi uno stato più "pasciuto".
Commento # 58 di: mau.c pubblicato il 05 Ottobre 2007, 17:50

c'è un'altra cosa che non capisco. la tassa nei supporti è stata riconosciuta perchè il fenomeno dello sharing esiste ed è ormai dato per scontato, quello che non capisco è perchè gli debba essere riconosciuto un risarcimento se il file sharing è illegale.
Non è che se mi rubano la macchina a voi fanno pagare una tassa per ripagarla a me... non capisco su che logica si basa questa cosa, nel momento in cui viene riconosciuto una tassa sui supporti la cosa deve cessare di essere un reato, e diventare un semplice fenomeno che porta a loro moderate perdite ricomensate dalla tassa.... altrimenti i conti non tornano.... non puoi pretendere di avere sia la tassa sia la gente che compra originale. perchè diventi solo un'estorsore...

riorganizzassero il business, magari proponendo anche qualche artista che sia in grado di esibirsi dal vivo e fare qualche soldo....
Commento # 59 di: DevilsAdvocate pubblicato il 05 Ottobre 2007, 17:57

Originariamente inviato da: Dox
gli artisti prendono circa un euro a cd.. il resto se lo mangiano loro... percui non mi sembra un modello ottimizzato e funzionante.... non gli interessa nulla della Musica.. gli interessa soltanto di creare un sistema da mungere di musicaccia+idoli montati ad hoc da buttare quando scadono.. britney sperars & co....

Ma sei sicuro di quell'"un euro a CD"??? A parte che quasi metà del prezzo lo
prende il negoziante,ed un quarto se lo prende il distributore,
(si,la parte che dovrebbero scontare per un acquisto in rete è più del 50%)
ma non mi risulta che alcuni artisti che girano sulla fuoriserie abbiano
venduto milioni di dischi, forse i soldi ce li avevan da prima, boh...

Quanto agli idoli+musicaccia se il pubblico è frescone e preferisce le canzonette
estive a della buona musica è ovvio che l'editoria si adatti (guarda Alex Britti che
in realtà sarebbe un chitarrista coi controfiocchi, invece "si butta nella vasca" )
Commento # 60 di: Evangelion01 pubblicato il 05 Ottobre 2007, 17:58

Originariamente inviato da: DevilsAdvocate
Si è un sopruso e nemmeno un paio di volte sole visto che la SIAE decide da sola come ridistribuire quei soldi
Il problema è che nessuno dei politici, nè maggioranza nè opposizione,
ha opposto alcuna reale critica alla legge Urbani nè ha parlato di rimuovere
la tassa dell'equo compenso (che con la legge Urbani diventa iniquo).

Si , un tale Fiorello Cortiana dei verdi organizzò qualcosa ma non se lo filarono
neanche i suoi, ed attualmente nessuna modifica alle due suddette leggi è
nell' agenda del governo, della maggioranza o dell'opposizione (anche se
quando approvarono la legge Urbani eran tutti concordi che "qualcosa
andava fatto ma la modificheremo in seguito".
Sospetto che il problema alla base sia che l'industria discografica creava business,
soldi e lavoro, cioè più tasse e quindi uno stato più "pasciuto
".


Quoto, e secondo me la logica di quei è che vogliono l' uovo e la gallina : siccome i diritti su dvd & co gli fanno incassare un casino di $, hanno tutto l' interesse a mantenerli, e poi continuano il loro "lavoro di tutela" e beccano lo stpendio anche da quello. E magari ogni tanto intentano anche qualche causa per sembrare i paladini della legalità , quando non conoscono nemmeno il significato di questo vocabolo....
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