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Terabyte di dati su memorie flash? Un futuro possibile
Andrea Bai 29 Ottobre 2007, alle 10:32 Memorie Sviluppata una tecnologia che consente la realizzazione di memorie compatte ad alta capacità, pronte a sostituire le attuali soluzioni flash
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Un gruppo di ricercatori dell'Arizona State University ha sviluppato una tecnica
per poter realizzare memorie di piccole dimensioni e ad elevata densità
che potrebbero nel prossimo futuro mandare in pensione le memorie flash prodotte
attualmente con tecniche tradizionali.
La necessità di ricercare strade alternative alla produzione di memorie
destinate al mercato delle soluzioni flash si è fatta particolarmente
pressante da quando le tecnologie di produzione hanno iniziato ad andare incontro
a limiti fisiologici. E' noto, infatti, che le attuali memorie flash diventano
instabili a processi produttivi che impiegano strutture di scala ridotta.
La nuova tecnologia, denominata Programmable Metallization Cell (PMC),
opera in modo differente rispetto alle tecnologie attuali. Invece di stoccare
informazioni sottoforma di carica elettrica, con la tecnologia PMC le informazioni
sono rappresentate dalla presenza o meno di ponti di collegamento tra due elettrodi.
La presenza di un ponte indica l'elemento binario 1 mentre, al contrario, l'assenza
indica l'elemento binario 0.
Grazie ad un particolare processo, non meglio precisato, quando è necessario
effettuare un'operazione di un bit con valore 1, la tecnologia PMC prevede la
formazione di un piccolo filamento di rame, delle dimensioni di poche decine
di nanometri, che va a collegare due elettrodi. La formazione di questi filamenti
è possibile grazie ai principi fisici della nanoionica, un campo che
si occupa della gestione e interazione di atomi carichi positivamente. Nelle
memorie PMC gli ioni vengono forzati, tramite l'applicazione di una carica negativa,
ad organizzarsi in strutture lineari simili a filamenti.
L'operazione è ovviamente reversibile: nel momento i cui viene applicata
una carica positiva al filamento di ioni, questi si svincolano ed il filamento
si disassembla.
Secondo quanto affermato dal gruppo di ricerca, queste memorie possono essere
costruite impiegando materiali già utilizzati normalmente per la produzione
di memorie, caratteristica che mantiene bassi i costi di produzione. La tecnologia
PMC dovrebbe poter permettere la realizzazione di chip di memoria che, a parità
di bit, risulteranno essere 1000 volte più efficienti in termini
di energia e dal costo di 10 volte inferiore rispetto alle attuali soluzioni
flash.
Sembra che il particolare progetto abbia già acceso l'interesse di alcuni
produttori: Micron Technology, Qimonda e Adesto si sono già assicurate
la licenza per l'impiego della tecnologia. Il primo sample prodotto con
la tecnologia PMC dovrebbe poter vedere la luce entro i prossimi 18 mesi.
Fonte: Wired |
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Commenti (22)
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| Commento # 1
di: NAM_Xavier
pubblicato il 29 Ottobre 2007, 10:36 |
wow.... se anche i tempi d'accesso sono veloci....questo è l'uovo di colombo!!!
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| Commento # 2
di: deepdark
pubblicato il 29 Ottobre 2007, 10:37 |
Può una caduta far saltare il ponte e quindi perdere i dati?
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| Commento # 3
di: selestat
pubblicato il 29 Ottobre 2007, 10:52 |
Sarebbe perfetto per sostituire gli HD nei portatili !!! Visto che le soluzioni odierne sono economicamente inaccessibili e dalla ridotta capacità.
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| Commento # 4
di: Fx
pubblicato il 29 Ottobre 2007, 11:28 |
| Originariamente inviato da: deepdark | | Può una caduta far saltare il ponte e quindi perdere i dati? |
si sta parlando di una scala nanometrica, una decelerazione che a scala macroscopica può esser definita brusca come l'urto conseguente ad una caduta a scala nanoscopica non ha rilevanza
questa è un concetto che tra l'altro è anche percepibile con l'esperienza: una formica che cade da 10 cm non si fa nulla, mentre se noi cadiamo da 100 metri (i 10 cm in proporzione alle nostre dimensioni) non abbiamo pressochè speranza di sopravvivere |
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| Commento # 5
di: dsajbASSAEdsjfnsdlffd
pubblicato il 29 Ottobre 2007, 11:43 |
[OT]
e se una formica cadesse da 100 metri? (ipoteticamente, senza considerare l'effetto planata concessole dall'aria)
si farebbe male?  io dico di si
[/OT]
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| Commento # 7
di: demon77
pubblicato il 29 Ottobre 2007, 11:57 |
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| Commento # 8
di: 70Faramir
pubblicato il 29 Ottobre 2007, 12:02 |
Ok sostituiamo le testine degli hdd con le formiche indistruttibili!!
OT a parte, speriamo che queste tecnologie si rendano presto disponibili e che non le facciano pagare un botto assurdo (chi ha detto SSD???) |
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| Commento # 9
di: pinolo79
pubblicato il 29 Ottobre 2007, 12:02 |
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| Commento # 10
di: DevilsAdvocate
pubblicato il 29 Ottobre 2007, 12:23 |
Più che altro sarebbe importante sapere se c'e' un limite di riscritture,
e il tempo per il quale l'affidabilità è garantita...
Ps: ma questa non è la tecnologia a "nanogiri di carbonio" ( nanowires)
di cui parlavo qualche settimana fa, o un suo derivato?
Se sì, ottimo che adesso si parli di 18 mesi invece che 36...
tra l'altro per l'affidabilità dei dati il link qua sopra recita:
| almost infinitely reversible |
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wow.... se anche i tempi d'accesso sono veloci....questo è l'uovo di colombo!!!