Primi test per le memorie 3D XPoint; in commercio non prima del 2017

Primi test per le memorie 3D XPoint; in commercio non prima del 2017

Intel e Micron continuano lo sviluppo delle memorie 3D XPoint, nuovo standard destinato a unire in un singolo prodotto i benefici delle tecnologie DRAM e NAND. Sample a breve, ma commercializzazione non prima di metà 2017

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 10:41 nel canale Memorie
IntelMicron3D XPoint
 

IM Flash è la joint venture che Intel e Micron hanno sviluppato congiuntamente e che ha il compito di sviluppare la tecnologia 3D XPoint. Le due aziende hanno iniziato a parlare al pubblico di questo nuovo standard memoria nel mese di luglio 2015; ad agosto, in occasione del proprio IDF di San Francisco, Intel ha confermato la volontà di utilizzare questa tecnologia di memoria in una gamma di soluzioni memoria e storage utilizzando il brand Optane.

La memoria 3D XPoint punta a offrire una soluzione di storage non flash che possa rappresentare un punto d'incontro tra le memorie DRAM e quelle NAND. Di fatto queste memorie, una volta che giungeranno sul mercato, saranno capaci di offrire densità di memorizzazione comparabile a quella delle memorie NAND con un netto incremento delle prestazioni velocistiche e una consistente diminuzione della latenza.

La disponibilità dei primi campioni di memoria 3D XPoint è attesa per le prossime settimane, stando a quanto dichiarato al sito EETimes dal co-CEO di IM Flash Guy Blalock. La produzione in volumi per la commercializzazione sul mercato non è però attesa prima di 12-18 mesi, periodo nel quale continueranno i test interni miranti a rendere questa tecnologia di memoria pronta per l'adozione di massa da parte dei clienti.

Le aspettative verso questa nuova tecnologia di memoria sono molto elevate, soprattutto nel comparto dello storage di elevati quantitativi di dati. Soluzioni 3D XPoint potrebbero prendere il posto occupato al momento dagli SSD offrendo prestazioni velocistiche nettamente più elevate, e parallelamente venir utilizzate all'interno dei server abbinate ai processori quali memoria di sistema offrendo capacità molto superiori a quelle delle proposte DRAM con prestazioni velocistiche non eccessivamente lontane.

Più che in ambito consumer, le memorie 3D XPoint dovrebbero raccogliere consenso di mercato nel settore delle soluzioni server. Pensando alle analisi database di tipo in memory la futura disponibilità di memorie di sistema che possano abbinare capacità molto più elevate di quelle DRAM senza significativi impatti sulle prestazioni apre spazio ad elaborazioni che di fatto al momento attuale non sono accessibili.

D'altro canto la produzione in volumi delle memorie 3D XPoint non sembra essere immune da problemi, legati in particolare all'utilizzo di nuovi materiali e alla necessità che la catena della fornitura non incontri problemi. I costi d'investimento richiesti per le fabbriche produttive sono in teoria superiori a quelli delle soluzioni DRAM e NAND; l'elevato numero di materiali richiesti per la produzione potrebbe implicare l'avere a che fare con un numero ridotto di fornitori, con potenziali ripercussioni quando si verificassero problemi di fornitura.

Ci vorrà quindi ancora del tempo prima di vedere questo standard disponibile in soluzioni commerciali. La stessa Intel, del resto, aveva già segnalato di attendere la commercializzazione delle prime memorie 3D XPoint in sistemi server a partire dal 2017.

18 Commenti
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demon7718 Gennaio 2016, 10:56 #1
Notevole..
questo tipo di memoria che è allo stesso tempo ram e disco fisso potrebbe cambiare notevolmente l'approccio tradizionale
Italia 118 Gennaio 2016, 11:58 #2
Prevedo prezzi stellari
demon7718 Gennaio 2016, 12:14 #3
Originariamente inviato da: Italia 1
Prevedo prezzi stellari


probabilmente all'inizio si, come tutte le cose nel campo tecnologico.. ma se poi la cosa funziona e si diffonde i prezzi crollano rapidamente.
Questa in particolare ha le carte per diffondersi in maniera fulminea.. e anche il processo produttivo non dovrebbe essere nulla di scomvolgente rispetto a quanto già non si faccia per le NAND.

Quindi secondo me i prezzi diverranno estrememente popolari nel giro di poco.
Italia 118 Gennaio 2016, 12:33 #4
Il problema è che solo una ditta li crea (Intel + Micron), quindi non c'è concorrenza
demon7718 Gennaio 2016, 14:57 #5
Originariamente inviato da: Italia 1
Il problema è che solo una ditta li crea (Intel + Micron), quindi non c'è concorrenza


quello poi vedremo.. non penso che perchè le hanno messe a punto loro allora deterranno il monopolio. Non avrebbe senso e non riusirebberoa soddisfare l'enorme domanda.
Daranno in conessione la cosa prendendo giustamente le royalties
CrapaDiLegno18 Gennaio 2016, 17:01 #6
Anche con il monopolio c'è sempre da tenere in considerazione la questione domanda/offerta. Vero che i prezzi potranno essere superiori che con la presenza di un concorrente, ma questo non vuol dire che potranno venderla a 10 volte quella che in realtà vale. Altrimenti non la comprerebbe nessuno e l'investimento, anche se in regime di monopolio, non lo ripaghi.
Non è da escludere che altri non stiano lavorando a soluzioni analoghe che poi troveranno spazio in campo consumer a prezzi ridotti. Se oggi c'è la tecnologia per creare queste soluzioni, come sempre si è verificato, vuol dire che Intel non sarà l'unica che avrà una soluzione del genere. Se il tutto ha un vero valore commerciale, si intende.
cdimauro18 Gennaio 2016, 17:35 #7
Esattamente: è il mercato che fa/rà il prezzo, perché queste nuove memorie si collocheranno in due mercati tradizionali, memorie a stato solido e di sistema, in cui non esiste il monopolio.
Originariamente inviato da: Italia 1
Il problema è che solo una ditta li crea (Intel + Micron), quindi non c'è concorrenza

No: vedi sopra. Questo perché degli SSD a te interessa l'interfaccia con la quale comunicano con l'esterno, e non con quali tipi di memorie sono realizzati internamente.

Similmente, per le memorie tradizionali è stato già annunciato che ci saranno DIMM, e dunque non cambierà nulla dal punto di vista della comunicazione con l'esterno. Ma anche se uscissero fuori delle nuove DIMM, parliamo in ogni caso di un'interfaccia con la memoria che può essere velocemente rimpiazzata nel caso in cui si venisse a creare una situazione di monopolio.
Originariamente inviato da: demon77
quello poi vedremo.. non penso che perchè le hanno messe a punto loro allora deterranno il monopolio. Non avrebbe senso e non riusirebberoa soddisfare l'enorme domanda.
Daranno in conessione la cosa prendendo giustamente le royalties

Non credo, e francamente spero di no: dopo 10 anni di ricerca dev'esserci un consistente ritorno.

Per il resto, vedi sopra: non si configurerà una situazione di monopolio.
GTKM18 Gennaio 2016, 17:48 #8
Originariamente inviato da: demon77
quello poi vedremo.. non penso che perchè le hanno messe a punto loro allora deterranno il monopolio. Non avrebbe senso e non riusirebberoa soddisfare l'enorme domanda.
Daranno in conessione la cosa prendendo giustamente le royalties


Perché dovrebbero farlo? Considerando i miliardi spesi in ricerca, credo che come minimo se le terranno strettissime.
CrapaDiLegno18 Gennaio 2016, 17:55 #9
dopo 10 anni di ricerca dev'esserci un consistente ritorno

Il che però si scontra con la capacità produttiva.
Se non riesci a soddisfare la domanda i prezzi non possono che rimanere alti, che è proprio quello che il monopolio consente. La limitazione della capacità produttiva indica anche un limite su quello che sono i possibili introiti e i tempi di ritorno degli investimenti. E' possibile che per guadagnare di più, sopratutto quando poi la domnda diventa di massa, diano licenze a terzi e si facciano pagare delle royalties.
cdimauro18 Gennaio 2016, 18:10 #10
La capacità produttiva c'è.

IMO ciò che spingerà queste memorie saranno le loro caratteristiche rispetto alla concorrenza nei due mercati di riferimento di cui sopra, in aggiunta a una nuove tipologie di mercato (i computer con memoria di sistema persistente, ad esempio): è lì che si creerà un margine utile per ripianare i debiti, e per poi guadagnare.

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