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Memorie DDR2: diminuisce la capacità di testing
Andrea Bai 01 Marzo 2005, alle 10:49 Memorie Le compagnie taiwanesi incrementano la produzione delle memorie DDR2 causando una saturazione delle compagnie impiegate nel testing di tali memorie
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La già ridotta capacità di testing di memorie DDR2 nell'industria
taiwanese potrebbe assottigliarsi ulteriormente alla fine del secondo trimestre
dal momento che i produttori di memorie stanno iniziando ad allocare maggiore
capacità produttiva per la realizzazione di questo tipo di memorie.
Hynix ed Elpida attualmente impiegano già la maggior parte
delle capacità di testing a Taiwan. Hynix ha in programma di effettuare
test per 30-35 milioni di chip 256Mbit-equivalent al mese già in questo
trimestre, mentre Elpida dovrebbe testare un volume di 20 milioni di chip al
mese durante lo stesso periodo.
Le compagnie taiwanesi Nanya Technology, Powerchip Semiconductor Corporation
e ProMOS Technologies dovrebbero incrementare la produzione di memorie DDR2
a partire dal prossimo trimestre. Circa la metà della capacità
produttiva totale di queste compagnie sarà impiegata per la realizzazione
di memorie DDR2.
Per effettuare i test saranno necessario circa 20-30 dispositivi T5593,
prodotti da Advantest. A taiwan sono disponibili meno di 20 tester DDR2 e 14
di questi sono di proprietà di Powertech Technology.
La produzione di chip DDR2 a 0.11 micron richiede un maggiore tempo
per la fase di testing a causa della non piena maturità del processo
produttivo impiegato. Sebbene il passaggio da DDR a DDR2 dovrebbe subire una
spinta nel 2005 non è ancora chiaro se il passaggio sarà indolore,
dal momento che le compagnie specializzate nel testing delle memorie sono abbastanza
riluttanti nell'effettuare ingenti investimenti per allargare la capacità
di testing.
Fonte: Digitimes
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Commenti (13)
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| Commento # 11
di: W4rfoX
pubblicato il 01 Marzo 2005, 19:46 |
Originariamente inviato da Mini4wdking
Inoltre aggiungo: sarebbe onestamente troppo chiedere che DA SUBITO le aziende dei paesi emergenti usino mezzi di produzione moderni come i nostri:
1 li si ridurrebbe a una schiavitu' tecnologica
2 anche noi pochi anni fa non eravamo in grado di produrre in modo "pulito" come ora
Bisogna lasciare tempo.
Invece niente tempo per la tutela del lavoro, li' si che dovrebbero darsi una regolata i governi dicendo: "ok, commerciamo volentieri con voi, ma voi inziate una fase di riforma del lavoro" |
Vero.. non si puo' chiedere che loro facciano in un anno il salto che noi abbiamo fatto in molto piu' tempo. Ma una proposta intelligente potrebbero essere dei dazi o delle tasse applicate sui prodotti cinesi e restituite allo stesso governo cinese con l'obbligo di investirli per adeguare il sistema produttivo ai ns. standard sia dal punto di vista del lavoratore sia dal punto di vista protezione ambientale. Lascio perdere il discorso dei nostri imprenditori che vanno ad investire all'estero. Il discorso diventerebbe ampio, partendo dal perche' gli imprenditori fuggono dall'italia (e non solo quelli italiani), al perche' non vengono incentivati a rimanere qua', all'eccessiva rigidita' del ns sistema che ha prodotto da un lato una generazione di precari, dall'altro una casta di intoccabili. |
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| Commento # 12
di: pavel86
pubblicato il 01 Marzo 2005, 21:08 |
Originariamente inviato da FAgianPIppo
X MINI
le ultime voci in fatto esportazione verso la cina
parlassero anche di sistemi di elettronica militare
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Mi sembra che proprio la IVECO DVD (=veicoli da difes), parte del gruppo FIAT, abbia venduto diversi giocattoli ai cinesi (come ai seccessionisti pakistani eccetera). Non dimentichiamo che le aziende italiane sono le + quotate nei controlli missilistici.
| Costi più bassi e minor qualità, credo |
Spero di nì (=sì e no), ma credo qualità minori e costi + alti |
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| Commento # 13
di: DragonZ
pubblicato il 02 Marzo 2005, 05:13 |
certo che il passaggio non e' indolore!
cavolo, spero che amd continui a supportare le ddr normali visto che le ho comprate neanche 2 settimane fa  |
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Inoltre aggiungo: sarebbe onestamente troppo chiedere che DA SUBITO le aziende dei paesi emergenti usino mezzi di produzione moderni come i nostri:
1 li si ridurrebbe a una schiavitu' tecnologica
2 anche noi pochi anni fa non eravamo in grado di produrre in modo "pulito" come ora
Bisogna lasciare tempo.
Invece niente tempo per la tutela del lavoro, li' si che dovrebbero darsi una regolata i governi dicendo: "ok, commerciamo volentieri con voi, ma voi inziate una fase di riforma del lavoro"
Vero.. non si puo' chiedere che loro facciano in un anno il salto che noi abbiamo fatto in molto piu' tempo. Ma una proposta intelligente potrebbero essere dei dazi o delle tasse applicate sui prodotti cinesi e restituite allo stesso governo cinese con l'obbligo di investirli per adeguare il sistema produttivo ai ns. standard sia dal punto di vista del lavoratore sia dal punto di vista protezione ambientale. Lascio perdere il discorso dei nostri imprenditori che vanno ad investire all'estero. Il discorso diventerebbe ampio, partendo dal perche' gli imprenditori fuggono dall'italia (e non solo quelli italiani), al perche' non vengono incentivati a rimanere qua', all'eccessiva rigidita' del ns sistema che ha prodotto da un lato una generazione di precari, dall'altro una casta di intoccabili.