Nuove tecniche per la litografia dei chip

Nuove tecniche per la litografia dei chip

di Andrea Bai pubblicata il 21 Agosto 2009, alle 11:22 nel canale Processori

“Per poter realizzare chip e processori più piccoli e veloci è necessario sviluppare le tecniche di litografia. Allo studio l'uso dei plasmi”


Nel panorama tecnologico attuale le tecniche di litografia rivestono un ruolo di particolare importanza, in quanto sono basilari per la realizzazione dei moderni processori. Lo sviluppo e l'affinamento di queste tecniche permetterà di realizzare processori e chip via via migliori, più piccoli, meno dispendiosi dal punto di vista energetico e più veloci.

Intorno alle tecniche di litografia stanno lavorando i ricercatori della Purdue School of Nuclear Engineering assieme agli Argonne National Laboratories statunitensi, i quali indagano la possibilità di impiegare in maniera opportuna tecniche attualmente già utilizzate per la produzione di energia sfruttando le reazioni di fusione nucleare. Lo scopo è quello di realizzare un plasma dal quale sia possibile originare un raggio estremamente sottile adatto alle tecniche di nanolitografia.

Le tecniche di litografia attualmente utilizzate si basano sull'impiego della luce ultravioletta per creare le microscopiche incisoni nel substrato dei chip, in un processo chiamato fotolitografia che prevede la proiezione dell'immagine di una maschera su un materiale fotosensibile, ed incidere tramite un processo chimico il pattern risultante.

"Non è possibile realizzare dispositivi più piccoli usando la convenzionale litografia, quindi dobbiamo trovare strade che ci consentano di creare raggi con una lunghezza d'onda ancor più piccola" ha dichiarato Ahmed Hassanein, a capo del progetto. Le nuove tecniche di nanolitografia saranno necessaria per il progresso della tecnologia e per estendere ulteriormente la legge di Moore.

L'impiego di un plasma per le tecniche di nanolitografia consente di generare una radiazione UV estrema con una lunghezza d'onda di 13,5 nanometri, corrispondente a meno di un decimo di quanto ottenibile con le tecniche di fotolitografia correntemente impiegate. Il team di ricerca è ora impegnato a trovare un modo per migliorare l'efficienza di due tecniche per la produzione del plasma, una basata sull'impiego di luce laser e una che fa uso di corrente elettrica.

In entrambi i casi, però, solamente l'1%-2% dell'energia impiegata può essere convertita in plasma. Un'efficienza di conversione di tale ordine di grandezza implica la necessità di disporre di più di 100 kilowatt di potenza per poter dar luogo a questo tipo di litografia, il che crea tutta una serie di problemi di ingegnerizzazione. Il team sta cercando di ottimizzare l'efficienza di conversione e di risolvere i problemi di progettazione annessi.

Il progetto di ricerca prevede l'impiego di una particolare simulazione chiamata HEIGHTS - High Energy Interaction with General Heterogeneous Target System - sviluppata dal team guidato dal professor Hassanien. HEIGHTS opera sui supercomputer dell'Argonne National Laboratory ed una sessione di simulazione può impiegare anche qualche mese prima di poter giungere a conclusione.

Il plasma è, in estrema sintesi, un gas ionizzato in grado di condurre elettricità. Questa particolare caratteristica permette di poter impiegare opportuni campi magnetici per modellare e controllare il plasma, formando così raggi, filamenti o altre strutture. Nei reattori sperimentali di fusione vengono utilizzati proprio i campi magnetici per evitare che il plasma venga a contatto con le pareti metalliche del sito di contenimeto.

In questo caso HEIGHTS è in grado di simulare l'intero processo dell'evoluzione del plasma: il laser interagisce con un materiale bersaglio, il quale evapora, si ionizza e diventa un plasma. La simulazione inoltre mostra cosa accade quando le forze magnetiche modellano la nuvola di plasma in un punto di più piccolo diametro per generare i fotoni. Gli strumenti di simulazione combinano computazioni della fisica dei plasmi, trasporto di radiazioni, fisica atomica, interazioni plasma-materiale e magnetoidrodinamica e consentono di approntare in maniera ottimale le fasi di test per la verifica dei risultati.

Il progetto è già stato oggetto di attenzione sia da Intel, sia da Sematech, un consorzio di aziende nato con il preciso scopo di promuovere il progresso nelle tecnologie destinate alla realizzazione di chip, processori e computer.


 

Commenti (33)

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Commento # 11 di: Dario_lino pubblicato il 21 Agosto 2009, 14:38

Secondo me la "legge" di Moore è più economica che altro, per restare inpiedi l'industria informatica ha bisogno di una forte evoluzione. Semplicemente altrimenti le vendite calerebbero di brutto (e questo ovviamente porta a una diminuzione della spesa per la ricerca che porta ad ancora meno evoluzione etc etc)
Personalmente sono abituato a cambiare il PC quando con la stessa cifra posso comprarne uno 3-4volte più potente, con i ritmi attuali avviene ogni 3 anni. Se mettiamo un raddopio della legge di Moore io dovrei comprare un PC ogni 6 anni cioè 1 invece di 2. (quasto concetto credo sarebbero in molti a usarlo anche in ambienti differenti e tempi di adattamento differente)
Commento # 12 di: supertigrotto pubblicato il 21 Agosto 2009, 15:39
ah

sulla mia enterprise non ci sono questi problemi!
Ho spock che pensa a tutto!
Commento # 13 di: facendis pubblicato il 21 Agosto 2009, 15:46

Il fotone è un'onda quando deve mantenere tutto lo spettro . od anche informazione,dei valori che può assumere, diventa una particella quando osservato e acquisisce le proprieta avute al momento dell'osservazione.
A questo punto si dice che l'onda collassa e diventa particella.
Naturalmente la questione è...chi è l'osservatore?
Commento # 14 di: Italia 1 pubblicato il 21 Agosto 2009, 16:19

100 kw ?? Se ne usa di piu semplicemente per stampare una bottiglia di plastica da 1.5 -2 litri (ci sono "forni" che assorbono 120 kw) e non mi risulta che le bottiglie costino uno sproposito...
Commento # 15 di: Pleg pubblicato il 21 Agosto 2009, 19:20

Originariamente inviato da: Lollo6
Non ho capito se si tratta di scrittura diretta o se si possono usare cmq delle maschere. Nel primo caso mi chiedo se sia adatto per la produzione di grandi volumi (a questo punto si potrebbe usare pure electron-beam), nel secondo caso mi chiedo invece quanto costerebbe una maschera resistente agli UV.


Da quello che ho capito dovrebbero usare circa la stessa tecnologia di adesso (con maschere ecc.), ma con una lunghezza d'onda piu' piccola (finalmente!). Se consideri che siamo ad una feature size di 32 nm e la lunghezza d'onda della luca e' rimasta a 190 nm da anni...

Cmq, gia' oggi si usano UV, e le maschere sono ben resistenti ad essi
Certo, lunghezza d'onda 10 volte piu' piccola significa fotoni 10 volte piu' energetici... non so se possa essere un problema per le maschere, al massimo si inventeranno qualcosina di nuovo anche li'
Commento # 16 di: facendis pubblicato il 22 Agosto 2009, 00:07

capisco che il concetto non è molto facile ,intendo la differenza tra onda e partilcella, ma faccio un esempio banale ...secondo la teoria quantisca quando noi guardiamo la tv l'onda si trasmorma in elettroni con il dovuto potenziale per eccitare i fosfori dello schermo...questo perchè noi guardiamo...
ma se noi non guardassimo l'onda rimarrebbe onda e cioè non ci sarebbe nessuna immagine sullo schermo.
Questo perchè anche il nostro universo tende al risparmio il che dimostra che non è infinito.
La mia definizione è universo zippato, esttamente come molti programmi al computer...l'informazione viene estratta al momento del bisogno(collasso d'onda).
Ora...perchè si parla di teroia dei quanti?
Perchè la quntistica elimina i valori analogici...cioè gli infiniti...ancora risparmio!
Le leggi?
Ancora risparmio...eliminano tutte le possibil alternative che diventerebbero infinite.
Insomma ..noi viviamo in un universo pidocchio.
Senza offendere nessuno..
Commento # 17 di: lowenz pubblicato il 22 Agosto 2009, 10:27

"un gas ionizzato in grado di condurre elettricità."

Beh se è ionizzato è ovvio che conduca, è come dire che il rosso è arrossato
Commento # 18 di: SuperSandro pubblicato il 23 Agosto 2009, 09:19

Originariamente inviato da: Italia 1
100 kw ?? Se ne usa di piu semplicemente per stampare una bottiglia di plastica da 1.5 -2 litri (ci sono "forni" che assorbono 120 kw) e non mi risulta che le bottiglie costino uno sproposito...


Che c'azzecca! Se una fabbrica di bottiglie ha consumato 120 KW vuol dire che ha prodotto migliaia di bottiglie su cui ripartire le spese di produzione.

Ovvio che sarebbe stato più opportuno, nell'articolo, specificare quanti chip (o wafer) possono essere prodotti con 'sti benedetti 100 KW.
Commento # 19 di: blindwrite pubblicato il 23 Agosto 2009, 18:01

Originariamente inviato da: lowenz
"un gas ionizzato in grado di condurre elettricità."

Beh se è ionizzato è ovvio che conduca, è come dire che il rosso è arrossato


Già perchè l'uomo comune ha chiaro il significato della parola "ionizzato" come quello della parola "rosso"

La chiarezza deve essere alla base della divulgazione. Altrimenti se le potrebbero tenere per loro queste notizie
Commento # 20 di: SuperSandro pubblicato il 23 Agosto 2009, 19:31

Originariamente inviato da: blindwrite
Già perchè l'uomo comune ha chiaro il significato della parola "ionizzato" come quello della parola "rosso"

La chiarezza deve essere alla base della divulgazione. Altrimenti se le potrebbero tenere per loro queste notizie


Hai perfettamente ragione, ma...
Che significa divulgazione? Non dimenticare che questo è un forum di esperti di tecnologia, mica di italiano...

NB: questo è un post ironico / sarcastico: scusate, ma non ho resistito...
Totale commenti: 33
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