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Nuove strade per il raffreddamento a nanotubi
Andrea Bai 04 Ottobre 2007, alle 14:38 Processori La Purdue University porta avanti un progetto per l'impiego di nanotubi di carbonio nella realizzazione di una superficie ad elevata efficienza di scambio termico
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Qualche anno fa avevamo avuto modo di accennare
ad uno studio condotto da un gruppo della Purdue university e relativo all'impiego
di nanotubi di carbonio per incrementare e rendere più efficiente lo
scambio termico di un chip con il proprio dissipatore, sfruttando il fenomeno
di ionizzazione dell'aria per produrre microcorrenti in grado di coadiuvare
la dissipazione termica.
Proprio in questi giorni circolano informazioni riguardanti un nuovo studio,
condotto da un altro gruppo di ricerca della stessa università, che si
propone anch'esso di impiegare i nanotubi di carbonio allo scopo però
di realizzare una superficie di scambio, tra chip e dissipatore, in grado
di ottimizzare il trasferimento di calore.
E' precisamente il Birck Nanotechnology Center del Purdue Discovery Park ad
occuparsi del progetto. La realizzazione prevede la collocazione di dendrimeri
(strutture macromolecolari tridimensionali, ramificate e simmetriche, simili
alla forma di un cristallo di neve) sulla superficie di un chip di silicio e
l'impiego di piccole particelle di metallo che fungano da catalizzatori. Il
tutto viene poi immesso in una atmosfera composta da gas metano il quale a sua
volta viene scisso nei componenti carbonio ed idrogeno grazie ad una esposizione
alle microonde.
Il carbonio liberatosi dalla scissione si lega ai dendrimeri e si aggrega sulla
superficie formando dei nanotubi. La struttura dei nanotubi di carbonio realizzati
con questa tecnica è paragonabile a quella di una rete metallica a maglie
esagonali arrotolata più volte su se stessa: tale caratteristica conferisce
ai nanotubi una elevata robustezza e stabilità strutturale, una buona
efficienza nel trasferimento di calore e permette di limitare la comparsa
di difetti. Al fine di rispondere a precise esigenze di impiego, i ricercatori
hanno dichiarato che è possibile, tramite un metodo non meglio precisato,
poter controllare e definire il diametro dei nanotubi e la densità dei
tubi stessi.
Attualmente il problema della conducibilità termica, causato dalle microscopiche
bolle d'aria che si vengono a formare nella superfice disomogenea (sempre parlando
a livello microscopico) del dissipatore e del package del processore, viene
contenuto mediante l'impiego di paste termoconduttive. In realtà il progetto
portato avanti dal gruppo di ricercatori permette di ottenere risultati migliori
anche per via della possibilità di attuare un contatto diretto tra
il chip ed il suo dissipatore.
Per un approfondimento rimandiamo alla pubblicazione della notizia presos il
sito della Purdue
University. |
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Commenti (29)
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| Commento # 1
di: Paganetor
pubblicato il 04 Ottobre 2007, 14:45 |
faccio una domanda magari scontata, ma ci provo... perchè non sagomare direttamente la CPU in modo che le "alette di raffreddamento" siano parte del chip stesso? poi lì sopra ci si potrebbe montare la solita ventolina, ma si eviterebbe di dover cercare in tutti i modi di far passare il calore dalla CPU al dissipatore e, infine, da quest'ultimo all'aria circostante...
ok, ditemi dove sbaglio  |
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| Commento # 3
di: bididead
pubblicato il 04 Ottobre 2007, 14:52 |
cosi i produttori di dissi non venderebbero piu'....sarebbe un disastro x loro
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| Commento # 4
di: Ratatosk
pubblicato il 04 Ottobre 2007, 14:57 |
| Originariamente inviato da: Paganetor | faccio una domanda magari scontata, ma ci provo... perchè non sagomare direttamente la CPU in modo che le "alette di raffreddamento" siano parte del chip stesso? poi lì sopra ci si potrebbe montare la solita ventolina, ma si eviterebbe di dover cercare in tutti i modi di far passare il calore dalla CPU al dissipatore e, infine, da quest'ultimo all'aria circostante...
ok, ditemi dove sbaglio |
| Originariamente inviato da: bididead | | cosi i produttori di dissi non venderebbero piu'....sarebbe un disastro x loro |
Provate a pensare a fare overclock peso con un dissipatore stock, sarebbe la morte, mentre com'è ora si può scegliere il dissipatore opportuno, magari abbastanza silente, e ancor più silente non volendo fare overclock. Io non rinuncerei mai ad uno Zalman da 800 metri di diametro :> |
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| Commento # 6
di: ken Falco
pubblicato il 04 Ottobre 2007, 15:05 |
perchè non miniaturizzare le ventoline e inserirne direttamente dentro la cpu !?
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| Commento # 7
di: erupter
pubblicato il 04 Ottobre 2007, 15:06 |
Uh madonna!
Ma non è questione di marketing, bensì di tecnologia!
Non si può etchare su rame o alluminio  |
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| Commento # 8
di: erupter
pubblicato il 04 Ottobre 2007, 15:07 |
Daje... miniaturizzare le ventole...
Perchè il radiatore di una macchina non lo facciamo 12x12?
Poi magari ci mettiamo una ventola supersilenziosa 8x8 eh?
E pure i led blu!
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| Commento # 9
di: K7-500
pubblicato il 04 Ottobre 2007, 15:15 |
erupter, il led blu sarebbe troppo tamarro!! luce bianca come tutti, via...
Sta tecnologia deve arrivare a qualcosa, l'idea non è iperfantascientifica da Asimov.
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| Commento # 10
di: D3stroyer
pubblicato il 04 Ottobre 2007, 15:21 |
lol quella di miniaturizzare le ventole e metterle nella cpu mi ha davvero fatto ridere.
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faccio una domanda magari scontata, ma ci provo... perchè non sagomare direttamente la CPU in modo che le "alette di raffreddamento" siano parte del chip stesso? poi lì sopra ci si potrebbe montare la solita ventolina, ma si eviterebbe di dover cercare in tutti i modi di far passare il calore dalla CPU al dissipatore e, infine, da quest'ultimo all'aria circostante...
ok, ditemi dove sbaglio