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Intel e corte di New York, accordo da 6,5 milioni di dollari per chiudere la causa antitrust
Alessandro Bordin 10 Febbraio 2012, alle 15:32 Processori Giunge in queste ore la notizia che dovrebbe mettere la parola fine alla causa fra Intel e la corte di New York, nata dall'apertura di un fascicolo per sospetti di comportamenti antitrust e concorrenza sleale
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Gli appassionati di tecnologia ricorderanno bene come circa un paio di anni
fa, in seguito a comportamenti ritenuti fin troppo sospetti, AMD depositò
alcune denunce presso diverse corti del globo, accusando Intel di aver
agito in maniera sleale con le proprie politiche commerciali, mettendo AMD
stessa nella posizione di non poter competere ad armi pari sul mercato.
Un'azione legale di questa portata non si affronta se non si ritiene di avere
in mano alcune prove concrete, motivo per cui AMD ha portato avanti le cause con
una certa determinazione, portando in aula come testimoni alcuni grandi
produttori. Senza dilungarci troppo, vi sono due grandi precedenti che
dimostrano come la vicenda fosse in realtà molto chiara, tanto da giungere a
sentenze storiche e senza precedenti.
La Comunità Europea ha infatti imposto a Intel di pagare una multa da ben
1,45 miliardi di dollari, sborsati sull'unghia dall'azienda di Santa Clara.
Attualmente sono in essere le operazioni per fare ricorso, ma ad oggi non vi
sono notizie ulteriori in merito. Oltre a questo, e in conseguenza a questa
sentenza, Intel ha pagato ad AMD una sorta di risarcimento danni da ben 1,25
miliardi di Dollari, che molti analisti ritengono sia stato il minore dei mali,
al fine di evitare sentenze ancora più pesanti sul suolo statunitense.
Sempre in quel periodo la corte di New York aprì un fascicolo, per
indagare sui presunti comportamenti antitrust tenuti da Intel nei confronti dei
concorrenti. La sentenza, attesa per settimana prossima, non ci sarà mai. Intel,
in un comunicato stampa, ha ribadito la sua estraneità ai fatti di cui è
accusata, aggiungendo inoltre che nel corso del processo le accuse a suo carico
si sono via via indebolite (ne parla EETimes,
qui). Trovandosi in una posizione molto meno grave rispetto a quella di
inizio processo, Intel ha raggiunto un accordo con la corte, accollandosi le
spese del processo per chiudere la questione in anticipo.
Il prezzo dell'accordo è una bazzeccola, se rapportato alle precedenti cifre:
si parla infatti di 6,5 milioni di Dollari, che pongono la parola fine
all'intera vicenda. Intel non parla di patteggiamento, sia chiaro, che
sottointende molto spesso una quasi ammissione di colpa. La posizione ufficiale
era e rimane quella di chi si è sentito tirato in causa senza reali motivazioni,
e che ha preferito chiudere con un accordo un processo che, almeno nella corte
di New York, ha visto ridursi man mano la gravità delle imputazioni. |
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Commenti (13)
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| Commento # 1
di: TheMonzOne
pubblicato il 10 Febbraio 2012, 15:39 |
EDIT: capito dopo la spiegazione qui sotto. A posto così allora.
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| Commento # 2
di: Alessandro Bordin
pubblicato il 10 Febbraio 2012, 15:46 |
Nota per i lettori:
Ho pubblicato precedentemente la stessa notizia ma ho ritenuto doveroso, dopo segnalazione delle parti in causa, rendere più chiara la vicenda. Intel ha pattuito la cifra con la corte di New York, che a sua volta aveva aperto il fascicolo senza pressioni o indicazioni di altre aziende. Il titolo precedente poteva essere interpretato male. Chiedo scusa per il disagio.
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| Commento # 3
di: Alex_Trask
pubblicato il 10 Febbraio 2012, 16:06 |
Scusa Alessandro ma avendo letto prima e dopo la modifica ho le idee confuse.
Forse si capiva meglio se veniva pubblicato l'intervento (segnalazione) delle parti in questione (evidentemente intel).
Cioe', con i 6,5 milioni si è chiusa la causa (o fascicolo che sia) che ha aperto da sola la corte di New York senza che gli veniva chiesto da AMD giusto?
Quindi con 6,5 milioni pagati alla corte ha fermato le investigazioni di questa?
[COLOR="Red"]Il patteggiamento con AMD è niente in confronto a questa affermazione!!![/COLOR]
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| Commento # 4
di: Alessandro Bordin
pubblicato il 10 Febbraio 2012, 16:12 |
In pratica la corte di New Yok ha aperto un fascicolo. Con l'evolversi della causa le accuse sono andate via via riducendosi (bravi gli avvocati di Intel? Effettiva estraneità alle imputazioni? Non possiamo saperlo). Evidentemente il codice USA prevede accordi diversi dal patteggiamento, come in questo caso, in cui faceva comodo ad ambo le parti chiudere prima della sentenza. Non è la prima cosa "fumosa" che si chiude prima del tempo. Molte cause, alcune anche di Apple, si son chiuse prima in modo simile, anche se per patteggiamento fra le parti.
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| Commento # 5
di: Alex_Trask
pubblicato il 10 Febbraio 2012, 16:32 |
Grazie per la spiegazione Alessandro.
Quello che non mi piace in tutte le storie simili è proprio questo tipo di patteggiamento (o altra forma di patteggiamento) che mette fine ad un processo tra un istituzione ed una compagnia privata prima di arrivare ad un giudizio.
Fosse tra due compagnie private allora ci potrtebbe anche stare ma se una delle parti è un istituzione che rapresenta tutti noi, no, non ci sta! (dico tutti noi anche se in questa occasione si parla degli USA)
E' come mi beccassero aiutando (o rubando) i vicini (magari anziani con portafogli in tasca) a salire le scale e io pago per fermare le investigazioni su tutti i vicini del palazzo.  |
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| Commento # 6
di: daedin89
pubblicato il 10 Febbraio 2012, 16:47 |
Comunque io dopo quella storia sono diventato un fermo sostenitore di AMD..
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| Commento # 7
di: argent88
pubblicato il 11 Febbraio 2012, 11:45 |
un innocente non deve pagare..
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| Commento # 8
di: foolin
pubblicato il 11 Febbraio 2012, 14:14 |
@ Alex_Task,
il tuo riferimento non è completamente pertinente, dato che mischia vicende di carattere penale con questioni di diritto civile: nel caso trattato dall'articolo, certamente privo di rilevanza penale, il patteggiamento comprende anche l'impegno ad astenersi dal mettere in essere le pratiche che la corte ritiene illegali, quindi non si tratta solo di una multa per terminare le indagini o la causa, è certamente qualcosa di più.
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| Commento # 9
di: M47AMP
pubblicato il 11 Febbraio 2012, 17:53 |
Intel ha dimostrato una volta di più
di avere pool di avvocati capaci di sostenere le sue molto discutibili e discusse strategie di mercato. Il costo di 6,5 milioni di dollari per istituire una pratica antitrust da parte di un tribunale americano dimostra che la cifra in questione non è bastata ad un ente pubblico per sostenere un confronto alla pari con una multinazionale di quella potenza di fuoco legale. Perfino gli Stati Uniti devono fare marcia indietro al costo di un rimborso delle spese sostenute per l'accusa. La legge è veramente uguale per tutti! |
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| Commento # 10
di: M47AMP
pubblicato il 11 Febbraio 2012, 18:11 |
A proposito della materia del contendere
Da EE Times <Former New York Attorney General Andrew Cuomo filed the federal antitrust suit against Intel in November 2009. The suit alleged that Intel violated state and federal anti-monopoly laws and engaged in a worldwide, systematic campaign to maintain its "monopoly" power and prices for microprocessors. Cuomo is now the governor of New York.>
Direi che si commenta da se.
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EDIT: capito dopo la spiegazione qui sotto. A posto così allora.