Un gruppo di ricercatori del MIT ha dato dimostrazione
del primo laser costruito con l'impiego di germanio, e che è in grado
di produrre radiazioni luminose con lunghezze d'onda utili per le comunicazioni
ottiche. Si tratta, inoltre, del primo laser al germanio capace di operare a
temperatura ambiente.
A differenza dei materiali ordinariamente utilizzati nei laser, il germanio
risulta di facile implementazione nei processi esistenti per la produzione di
chip di silicio. Il risultato ottenuto è la dimostrazione di un importante passo
avanti in direzione dei computer in grado di utilizzare la luce -e non la corrente
elettrica- per spostare o elaborare dati. L'elemento più importante è tuttavia
rappresentato dalla dimostrazione che, al contrario di quanto si ritenesse in
precedenza, una classe di materiali chiamati semiconduttori a bandgap indiretta
possono essere impiegati per la realizzazione di laser.
Con l'incremento della capacità computazionale dei chip si rendono necessarie
larghezze di banda superiori per l'invio dati alla memoria. Le connessioni elettriche
convenzionali sono però destinate a diventare poco convenienti dal punto
di vista pratico, perché richiedono troppa potenza (e di conseguenza
comportano un elevato consumo energetico) per traspostare dati a velocità
così elevate. Una strada più efficiente, dal punto di vista energetico,
è la trasmissione dei dati mediante laser (che possiamo semplificare
descrivendolo come un fascio di luce coerente) la quale
tuttavia comporta la necessità di integrare componenti ottici ed elettronici
su un chip di silicio in maniera opportunamente economica.
L'assemblaggio di un chip è un processo particolarmente accurato dove strati
di differenti materiali sono depositati su un wafer di silicio e percorsi e
sagome sono incisi su di essi. L'aggiunta di un nuovo materiale in questo
processo è piuttosto difficile: il materiale deve essere chimicamente legato
agli altri strati sopra- e sottostanti, e deve essere possibile depositare tale
materiale a temperature e condizioni chimiche che siano idonee agli altri materiali
coinvolti.
Possiamo dividere i materiali più o meno in tre grandi categorie: isolanti,
conduttori e semiconduttori. La discriminante tra i tre stati è rappresentata
dalla capacità/possibilità degli elettroni di muoversi più
o meno liberamente nel materiale. Nel caso dei materiali inorganici, ossia quelli
che non contengono carbonio, la struttura dei materiale è spesso cristallina:
gli elettroni si trovano quindi legati agli atomi che formano il cristallo e
la differenza tra isolanti, conduttori e semiconduttori è data dalla
quantità di energia che gli elettroni devono assorbire per entrare nella
cosiddetta "banda di conduzione" ossia uno stato energetico eccitato
che permette agli elettroni di slegarsi dai singoli atomi e muoversi più
liberamente nell'intero cristallo. Nei conduttori questa energia è molto
bassa e praticamente non vede salti di discontinuità con la banda di
valenza, quella rappresentata dagli elettroni non eccitati. Negli isolanti il
gap tra le due bande è talmente elevato che in pratica non è possibile
eccitare elettroni nella banda di conduzione. Nei semiconduttori troviamo una
situazione intermedia, per cui con l'assorbimento di una quantità sufficiente
di energia è possibile eccitare un elettrone nella banda di conduzione.
I materiali utilizzati nei laser odierni, come l'arseniuro di gallio, sono
difficili da integrare nei processi convenzionali di produzione dei chip. I
laser devono pertanto essere costruiti separatamente e solo in un secondo momento
"innestati" sul chip. Questo medoto è più costoso, in
termini di tempo e risorse, rispetto alla costruzione del laser direttamente
sul silicio. L'arseniuro di gallio, inoltre, è un materiale particolarmente
costoso.
L'integrazione del germanio nel processo di produzione è una strada che quasi
tutti i principali produttori di chip hanno già iniziato a percorrere, dal momento
che l'aggiunta del germanio permette di incrementare la velocità dei chip di
silicio. L' arseniuro di gallio, il silicio e il germanio sono tutti esempi
di semiconduttori, quella particolare categoria di materiali impiegati praticamente
in tutta l'elettronica moderna. I laser costruiti impiegando i semiconduttori
convertono l'energia degli elettroni in fotoni.
I semiconduttori possono essere divisi in due categorie, a seconda delle proprietà:
semiconduttori a bandgap diretto e indiretto. Nei primi il livello minimo della
banda di conduzione e il massimo di quella di valenza coincidono e l'emissione
di un fotone può avvenire, appunto, in modo diretto. Nel caso in cui
massimo e minimo non coincidono è necessario che nel processo intervenga
un fonone, o quanto di energia vibrazionale, in grado di modificare il vettore
d'onda. Spesso nei semiconduttori a gap indiretto il ritorno dell'elettrone
allo stato non eccitato è poco efficiente, disperdendo la maggior parte
dell'energia in vibrazioni (quindi in calore) e avendo quindi un'emissione luminosa
poco intensa ed energetica. L'energia può poi essere rilasciata dall'elettrone,
nel nostro caso sotto forma di fotoni, ossia di luce, al suo ritorno allo stato
non eccitato. Se questa emissione avviene in modo "coerente" si parla
di laser.
Jurgen Michel, principale ricercatore associato nell'Electronic Materials Research
Group e principale motore del progetto germanium-laser, commenta: "Vi era una
diffusa opinione nell'ambiente scientifico secondo la quale i semiconduttori
a bandgap indiretta non sarebbero mai stati utilizzati per la creazione di laser".
Il gruppo di ricercatori del MIT descriverà in una prossima pubblicazione su
Optics Letters, come è stato possibile condurre elettroni eccitati di germanio
in uno stato di emissione di fotoni ad elevata energia.
La prima strategia è una tecnica, comune nella produzione dei chip, chiamata
"drogaggio" e nella quale gli atomi di un altro elemento sono aggiunti
ad un cristallo semiconduttore. Il gruppo ha drogato il germanio con fosforo,
che ha 5 elettroni nella banda esterna. Il germanio ha solamente quattro elettroni
esterni, quindi il fosforo "regala" un ulteriore elettrone. L'elettrone in più
va a riempire lo stato di minor nergia nella banda di conduzione, costringendo
gli elettroni eccitati di spostarsi verso stati a maggiore energia.
Secondo il lavoro teorico del gruppo, il drogaggio con fosforo "opera al meglio
con 10^20 atomi per centimetro cubo" di germanio. Il gruppo ha sviluppato una
tecnica che può aggiungere 10^19 atomi di fosforo per ciascun centimetro cubo
di germanio e che "già permette di produrre luce laser".
La seconda strategia è stata abbassare la differenza di energia tra i due stati
della banda di conduzione, in maniera tale che gli elettroni eccitati fossero
più inclini a passare verso lo stato di emissione dei fotoni. I ricercatori
hanno fatto questo adattando un'altra tecnica comune nell'industria dei chip:
hanno "stirato" il germanio, cioè allargato i suoi atomi leggermente
più di quanto non siano in natura, facendolo crescere direttamente sulla sommità
di uno strato di silicio. Sia il silicio, sia il germanio, sono stati depositati
ad elevate temperature.
Al momento del raffreddamento il silicio si contrae in misura minore rispetto
a quanto non faccia il germanio. Gli atomi del germanio raffreddato tentano
però di mantenenre l'allineamento con gli atomi di silicio, e per questo si
strutturano più larghi rispetto di quanto siano ordinariamente. Cambiando l'angolo
e la lunghezza dei legami tra germanio, cambia inoltre l'energia richiesta per
spostare i suoi elettroni nella banda di conduzione. "La capacità di far crescere
il germanio sul silicio e la capacità di controllare la stiratura di queste
pellicole di germanio sul silicio sono una scoperta di questo gruppo" ha dichiarato
Lionel Kimerling, a capo del gruppo di ricerca.
"Il germanio piace ai circuiti ottici ad elevata velocità, è un buon connubio
e una buona combinazione. La ricerca laser è molto promettente" dichiara Tremont
Miao, direttore marketing di Analog Devices Semiconductor. Per una effettiva
applicazione pratica, tuttavia, i laser di germanio dovranno diventare più efficienti
dal punto di vista energetico prima di essere considerati come una pratica fonte
di luce per sistemi di comunicazione ottica. "Ma di contro la promessa ed il
fatto che abbiamo usato il germanio per generare luce laser è molto entusiasmante".
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Finalmente un articolo un po' tecnico dove si spiega come funzionano le cose!!!
NOTA x la redazione: nella frase: "opera al meglio con 1020 atomi per centimetro cubo" di germanio. Il gruppo ha sviluppato una tecnica che può aggiungere 1019 atomi di fosforo per ciascun centimetro cubo di germanio e che "già permette di produrre luce laser".
Immagino che i livelli di drogaggio siano 10^20 e 10^19 atomi per cm cubo, sono diversi ordini di grandezza piu in su..