Apple: centro di ricerca e sviluppo in India

Apple: centro di ricerca e sviluppo in India

di Andrea Bai pubblicata il 15 Marzo 2006, alle 18:09 nel canale Apple

“La compagnia di Cupertino è prossima alla realizzazione di un nuovo centro di ricerca e sviluppo presso la città di Bangalore”


Secondo una notizia pubblicata sul sito AppleInsider, pare che Apple Computer sia prossima alla realizzazione di un nuovo centro di ricerca e sviluppo in India, nei pressi della città di Bangalore.

Alcune voci di corridoio vorrebbero inoltre che Steve Jobs, fondatore e CEO della compagnia di Cupertino, abbia programmato un viaggio a Bangalore nelle prima settimana del mese di Aprile per supervisionare i lavori di avvio del nuovo stabilimento.

Secondo le informazioni disponibili, la nuova struttura permetterò di impiegare 1500 persone entro la fine dell'anno. Tale forza lavoro dovrebbe poi raddoppiare per la fine del 2007. Lo stabilimento sarà costruito per Apple da RMZ Corp che realizzerà la struttura sul territorio detenuto nella zona della circonvallazione del centro di Marthahalli.

Lo stabilimento sarà realizzato su un area di 150 mila piedi quadrati nella prima fase dello sviluppo e su un'area di ulteriori 150 mila piedi quadrati nella seconda fase.

Jobs ha riconosciuto che l'India è attualmente una delle economie a più rapida crescita al mondo. Apple detiene in India il 4% del mercato.

Fonte: Appleinsider


 

Commenti (62)

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Commento # 11 di: JohnPetrucci pubblicato il 15 Marzo 2006, 22:37

L'"artistica" Apple non può prescindere dalla delocalizzazione come qualsiasi altra azienda, se eliminiamo il design chissà cosa rimane o rimarrà a Cupertino.
Certo ci sono ancora i ricercatori ma con ciò che offono i paesi asiatici, come L'India anche ad alto livello e non solo come manodopera a basso costo, mi sa che il futuro sarà sempre più delocalizzato anche nella ricerca e sviluppo delle aziende.
Commento # 12 di: JohnPetrucci pubblicato il 15 Marzo 2006, 22:46

L'"artistica" Apple non può prescindere dalla delocalizzazione come qualsiasi altra azienda, se eliminiamo il design chissà cosa rimane o rimarrà a Cupertino.
Certo ci sono ancora i ricercatori ma con ciò che offono i paesi asiatici, come L'India anche ad alto livello e non solo come manodopera a basso costo, mi sa che il futuro sarà sempre più delocalizzato anche nella ricerca e sviluppo delle aziende.
Commento # 13 di: domenico75 pubblicato il 15 Marzo 2006, 23:28
computer

Ma speriamo che la Apple apra anche in India, anche se ci sono super ingegneri preparati, sarebbe un bel colpo, meglio se fosse stato aperto un centro anche in italia che anche noi abbiamo buoni cervelli che studiano e poi scappano dall Italia
Commento # 14 di: jiadin pubblicato il 15 Marzo 2006, 23:33

certo che è anche per motivi di costo, ma ad es per i software l'India sta sempre più diventando un punto di riferimento... e non solo per questo...
comunque tutte le aziende stanno decentralizzando i centri di R&D, a seconda della tipologia, in paesi differenti...
Commento # 15 di: Sajiuuk Kaar pubblicato il 16 Marzo 2006, 01:04
Bombe?

Quanto ci scommettete che arriverà una telefonata "anonima" di Bill Gates alla casa bianca dicendo che l'india produce ed esporta armi di distruzione di massa in Pakistan ed in Iraq?

Come faccio a saperlo? niente... solo un'idea... una vaga impressione... l'iraq non doveva sostituire i propri sistemi radar con un software realizzato da loro stessi e quindi open source? Ahhhhhhhhhhhhhhhh... adesso è chiaro...



P.S.sarà un'altra di quelle fabbriche in cui sfrutteranno minori imho...
Commento # 16 di: DevilsAdvocate pubblicato il 16 Marzo 2006, 08:59

Seee mia nonna, in Cina viaggiano con zero o quasi software originali MS, e Bill lo sa....

Forza, Bill sara' anche un uomo orribile, tutto impegnato a far passare le software
patents anche in Europa per cercare di tagliar fuori Cinesi-Indiani-Italiani e quanti
altri non abbiano ancora grosse aziende di software dal commercio delle cosiddette
aziende "big", ma questa.....

E a proposito di fabbriche dove si sfruttano minori, qualche anno fa in Italia scoprimmo che una nota ditta di palloni da calcio li produceva in India pagando la
manodopera qualcosa tipo mille lire al giorno. L'opinione pubblica tutta si e'
mobilitata e dopo vari salamelecchi la ditta ha accettato di non produrre piu' in India. E l'opinione pubblica era tutta contenta!

Quindi, quella gente che lavorava per mille lire al giorno pur di non morire di fame, e' probabilmente morta di fame adesso. Non sara' che piu' che preoccuparci per loro ci preoccupavamo della concorrenza sleale che facevano
alla nostra manodopera???!???
Commento # 17 di: mjordan pubblicato il 16 Marzo 2006, 09:24

Originariamente inviato da: LimohetfielD
Hanno veramente stancato (tutti, da Apple a Intel a chicchesia) con questa politica di delocalizzazione mascherata.

Fanno finta di andare ad impiantare stabilimenti e centri di ricerca di India o in Israele maschrandosi dietro: "Lì ci sono i migliori ingegneri del mondo". Sarà vero, perché dubitarne, ma dovrebbero concludere la frase con: "E poi i restanti 1450 (su 1500) operai mi costano 1 dollaro al giorno, costruire la fabbrica meno della mia nuova villa e i rapporti con le regole civili/amministrative/fiscali le rispetto solo ogni tanto".

Perché se è vero che l'università indiana sforna ottimi ingegneri (chissà che hanno di speciale), pensate che se gli proponessero di trasferirsi negli States non acceterebbero con gioia?

Quindi non nascondiamoci dietro il dito della qualità dei ricercatori, perché su 1500 operai, non più di 50 saranno specializzatissimi ed efficentissimi masterizzati (cioè col master, ma visto che parliamo di tecnologia) indiano-israeliani.


In India il sistema universitario è diverso. All'università ci va solo chi è un mezzo genio, altrimenti non esci. E' un sistema di merda, perchè non consente di istruirti se hai un quoziente intellettivo nella norma. In ogni caso, quelli laureati, hai la certezza che hanno cervelli d'oro. Un'azienda che trova queste premesse, uniti a costi decisamente inferiori, non vedo perchè non dovrebbe produrre la. Quindi il tuo discorso sostanzialmente è scorretto.
Commento # 18 di: mjordan pubblicato il 16 Marzo 2006, 09:26

Originariamente inviato da: Sig. Stroboscopico
Prova ad andare a vedere cosa fanno i ricercatori di Bologna o di altre illustri Università italiane...

Spendono montagne di soldi in attrezzature il cui unico scopo è la riproduzione di test già fatti da altri, solo per poter dire che lo hanno fatto anche loro e che hanno l'hardware in laboratorio.

Ovviamente, lavoro che fanno solo quando hanno finito di fare chiacchiere, leggere il giornale, protestare per qualcosa, fare la spesa, essere tornati dalle ferie, essersi fatti le malattie dovute, essersi fatti i cacchi loro...

Quello che manca in Italia è la voglia di dare il culo in quello che si fa.

Ovviamente parlo della media, non dei pochi bravi e stracazzuti che lavorano anche per gli altri.

bah!



Senza contare che per produrre un paper di merda da 15 pagine con teorie idiote e puramente accademiche ci si mettono addirittura in 6/7 persone... Per dire che hanno fatto delle pubblicazioni... Se penso invece a quello che fanno i professori del MIT mi viene la pelle d'oca. In USA l'università è il primo ente di ricerca, pensa un po'. Quà in Italia invece non hanno dato la cattedra in Fisica neanche a Carlo Rubbia...
Commento # 19 di: diabolik1981 pubblicato il 16 Marzo 2006, 09:29

Originariamente inviato da: domenico75
Ma speriamo che la Apple apra anche in India, anche se ci sono super ingegneri preparati, sarebbe un bel colpo, meglio se fosse stato aperto un centro anche in italia che anche noi abbiamo buoni cervelli che studiano e poi scappano dall Italia


Con le leggi fatte negli ultimi tempi purtroppo non si fa altro che allontanare gli investimenti esteri in Italia, come ampiamente dimostrato dagli ultimi bollettini Istat.
Commento # 20 di: SpEcI4LK pubblicato il 16 Marzo 2006, 10:19

Per me possono anche andare sulla Luna a fare i loro stabilimenti. L'importante è che mi spediscano alla svelta il mio iMac che ho ordinato qualche secolo fa _-_
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