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“Se vuoi la pace preparati alla guerra”, con questo gioco di parole, classico espediente divinatorio, l’oracolo di Delfi metteva in guardia chi cercava l’aiuto dei numi per raggiungere la pace. Secoli sono passati da quei pellegrinaggi più o meno famosi, eppure, come spesso accade, quelle massime rimangono sempre valide.
Nell’era digitale, dell’automazione spinta, del dominio assoluto dell’informazione e dell’immagine, a minacciare l’uomo non è più soltanto la violenza materiale ma, anche e purtroppo, quella mediatica.
Lo spam, l’azione di disturbo che usa le caselle di posta elettronica per recapitare messaggi commerciali indesiderati, è considerato una delle piaghe più laceranti della rete; si calcola che i danni economici (in termini di calo della produttività) alle sole grandi aziende americane possano assumere proporzioni tali da essere paragonati al bilancio di uno stato del terzo mondo.
Numerose software house hanno proposto al mercato soluzioni più o meno valide per la lotta allo spam. Purtroppo, trattandosi di strumenti spesso “empirici”, l’affidabilità di tali applicativi risulta piuttosto relativa, soprattutto se si considera la strabiliante capacità degli spammers nell' adottare contromisure sempre più efficienti degli strumenti a disposizione dell’utente. I "cattivi" possono anche contare su ritorni d'investimento molto elevati, tali introiti possono essere spesi nell'adozione di nuove risorse e nuove tecnologie.
A difesa degli “abitanti della rete” sono intervenuti interi dipartimenti di ricerca delle università di tutto il mondo che hanno trovato nell’uso di reti bayesiane, uno strumento valido e, soprattutto, capace di adattarsi a contesti operativi sempre nuovi (per approfondimenti sulle reti bayesiane è possibile consultare questi link: progetto Intel Open Source ML, link1 e link2 ). Tuttavia è ancora troppo presto per parlare di risultati soddisfacenti ed ache le soluzioni proposte dai big della sicurezza informatica sono abbastanza deludenti.
Alcune proposte si basano su sistemi che prevedono la gestione di "white list" o di autenticazione del mittente (ne abbiamo parlato qui), purtroppo tali tecniche tendono a limitare la libertà e la flessibilità a cui ormai la posta elettronica ci ha abituato.
In questa polverosa “arena” scende Lycos al grido di “Infastidisci uno spammer!”. Lo slogan è assai esplicativo ma, tuttavia, potrebbe non rendere giustizia ai veri intenti del suo autore.
Nota azienda impiegata nella fornitura di servizi web, Lycos ha deciso di fornire agli utenti uno strumento in grado di difenderli dagli spammers ripagando questi con la loro moneta: lo SPAM.
Di fatto lo screen saver (scaricabile a questo indirizzo) dialoga con un server Lycos che genera una serie di richieste dirette ad una lista di server contenuti in una black list; ogni utente può contribuire ad aggiornare il punteggio dei vari spammer in base alla mole di messaggi indesiderati ricevuti, tale rating concorre ad aumentare o diminuire le richieste inviate allo "spam-server".
Evitando l’uso di eufemismi, si potrebbe tranquillamente parlare di un attacco Distributed Denial of Service (DDoS) (i cui autori, però, sono noti almeno quanto gli obiettivi) ai danni dei domini da cui partono le mail di spam. L’obiettivo dell’attacco, tuttavia, non sarebbe quello di rendere inattivi i server incriminati, ma di creare problemi di saturazione banda, così da aumentare i costi di mantenimento di queste “attività”.
Lycos dichiara che il proprio sistema è tarato per creare un sensibile rallentamento ai server oggetto del "bombardamento" di richieste, lungi quindi la consapevole gestione di un attacco.
Certo, fa uno strano effetto osservare un intento così “belligerante” tradursi in un disclaimer in cui si avverte l’utente che Lycos non è responsabile dei danni eventualmente creati dal software. L’idea del gestore del famoso portale è sicuramente originale e soltanto il tempo sarà in grado di dire quanto essa possa aiutare gli utenti a migliorare la qualità della propria “vita virtuale”.
In merito alla questione Lycos, in rete si stanno sollevando parecchie discussioni circa l'opportunità di tale iniziativa, i primi effetti del fastidio arrecato agli spammer forse ci sono già stati infatti infatti pare che il sito Makelovenotspam.com abbia subito un defacement come riportato a questa pagina.
Qualche obiezione è stata pure sollevata sulla gestione della criticissima "black list", infatti Lycos è tutt'altro che una struttura super-partes ed il dubbio che possa utilizzare questo strumento per avvantaggiarsi commercialemente sui propri concorrenti, non è così remoto.
Altri acuti osservatori fanno notare che le richieste web generate da Lycos sono ulteriore spazzatura piazzata in rete, il cui effetto immediato sarà un aumento di traffico sulle dorsale che in qualche modo si tramuterà in un aumento dei costi di connessione.
“Ostendite modo bellum, pacem habebitis”: “Mostrate di essere pronti alla guerra ed avrete la pace”. Così il Manlio di Livio incitava il popolo affinché mostrasse la propria forza senza, per questo usare violenza…chissà se questa frase non possa riuscire nell’impresa già affrontata con successo dall’oracolo di Delfi: varcare i limiti del tempo per far riflettere l’uomo che pensa a “stati logici”, 0 o 1.
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