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Old 24-03-2015, 07:30   #1
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† BloodBorne † [Thread Ufficiale]





Sviluppo: From Software
Ideazione: Hidetaka Miyazaki (direttore)

Data di pubblicazione:

25 marzo 2015

Genere : Videogioco di ruolo, Azione
Tema : Dark fantasy, horror lovecraftiano
Modalità di gioco: Giocatore singolo, multiplayer online
Piattaforma: PlayStation 4

Sito ufficiale

https://www.playstation.com/it-it/games/bloodborne-ps4/



† RECENSIONE EVERYEYE.IT †

Yharnam non è più una città, ma un incubo urbano malato e contorto: un'enorme piaga che sanguina incessantemente, un corpo morto, una carcassa su cui banchettano bestie senza speranza. I suoi abitanti si trascinano per le strade con fiaccole e forconi, convinti di dare la caccia ad un mostro che in verità si nasconde dentro di loro, nel sangue infetto che già offusca i sensi, e come un tarlo schifoso e invisibile rode gli ultimi baluardi della lucidità. Yharnam è un'immensa fogna in cui si raccolgono i relitti di una catastrofe antica: cani annegati, ratti purulenti, corvi zoppi. E' lo spaccio universale delle deformità, della marcescenza; è il trionfo sudicio della morte. In questo suo prendere le distanze dal fantasy oscuro della serie Souls, attraversato da una bellezza sfiorita ma ancora percepibile, sta il primo elemento di originalità di Bloodborne, spietata creazione di From Software che finalmente rappresenta un'esclusiva monumentale per la console di casa Sony. La scelta stilistica operata da Hidetaka Miyazaki è estrema, esagerata, persino folle a pensarci bene; eppure viene portata avanti con una coerenza incrollabile. Non c'è, in Bloodborne, un briciolo di bellezza, un guizzo di scolorito lirismo: non c'è speranza o riscatto, e tutto viene trascinato nel gorgo di una follia pervasiva. Anche quando mettiamo finalmente piede fuori dalle mura di Yharnam -scendendo in basso sui pontili della città vecchia, o addentrandoci nei boschi velenosi che circondano l'osservatorio celeste, ai margini di un lago dalle acque tenebrose- Bloodborne ci chiede di confrontarci costantemente con bassezze disumane, con bestie di una deformità quasi disturbante. L'immaginario partorito da Miyazaki è insomma più grave ed eccessivo rispetto a quello del cupo Dark Souls, e anche per questo intriso di un fascino morboso. Come da tradizione non c'è un racconto forte a seguire le gesta del protagonista dannato: più che una trama, in Bloodborne, ci sono delle suggestioni, un'esposizione criptica, ermetica fino all'estremo. Miyazaki non sembra intenzionato ad inventare una storia, ma vuole invece costruire una mitologia: a tratti sfuggente, sicuramente mai esplicita, e forse proprio per questo così seducente. Bloodborne “racconta” insomma di una città paralizzata dal contagio e degli strani rituali della Chiesa della Cura, istituzione che si prodiga nella purificazione del sangue, versato nei suoi calici sacri e poi benedetto sugli altari. Ma in fondo c'è anche il dubbio terribile che tutto il rituale della caccia sia solo immaginato, e che Yharnam sia un luogo della mente: una trappola comatosa in cui veniamo precipitati dalla trasfusione infetta con cui inizia l'avventura.
Giunti alla fine del viaggio è dura credere che ci sia una sola verità; e come al termine dei Souls è facile lasciarsi tentare da dubbi e ipotesi. Nonostante manchi il trasporto di una trama solida e presente, in ogni caso, la parabola di Bloodborne resta indelebile, capace -come la malattia di cui racconta- di infettare il giocatore. Testimoni di un martirio che può condurre solo all'inferno del sangue, si resta ammaliati dalle perversioni che ci si parano innanzi: è come attardarsi ad esplorare il disfrenamento di una bestialità antica, che procede per mutazioni successive a spaccare le spoglie mortali dell'uomo, a deviarne il corpo, contorcerlo, spremerlo, e gettarlo poi in quell'enorme fossa comune che è Yharnam, cimitero della ragione.

LA STESSA ANIMA NERA

Bloodborne non avrà il “marchio” della saga Souls, ma a tutti gli effetti ne rappresenta un'estensione. Più che un seguito, è una via parallela che From Software ha deciso di tracciare, allontanandosi leggermente dai ritmi dei suoi precedenti lavori ma senza tradirne la struttura di base. Di fronte, insomma, ci troviamo un Action RPG violento, cattivo; un titolo che richiede una dedizione integrale. Di più: essendo intriso di un lieve ma percepibile sadismo, Bloodborne richiede a tratti di sopportare un po' di dolore, acuto al punto da scoraggiare più di un giocatore. La premessa è d'obbligo, soprattutto perché in questi mesi si è fatto un gran parlare del presunto abbassamento della difficoltà, voluto per un titolo che deve rivolgersi ad una platea più ampia di quella a cui parlava il primo Demon's Souls. Niente di più sbagliato: Bloodborne è un gioco spietato, difficile da approcciare senza la giusta esperienza e i giusti paratesti, proibitivo nel senso più schietto del termine. Non è un gioco per tutti, e per le strade di Yharnam cadranno in tanti, torturati dalle oscillazioni della difficoltà e dai momenti di sconforto, che a volte sembrano quasi replicare quelli del primo Dark Souls. L'impronta di Miyazaki, insomma, si avverte anche nella cattiveria di un titolo che non fa sconti, e che non si prende neppure la briga di spiegare al meglio i suoi meccanismi. E' forse questo ermetismo che continuerà a rappresentare, per molti nuovi utenti, lo scoglio capace di fiaccare ogni convinzione: a chi dovesse avvicinarsi per la prima volta ad un prodotto From Software consigliamo di cercare aiuto nei meandri della rete, perché leggere e informarsi, e capire quali siano le regole di questo sistema impietoso, è un passo imprescindibile per affrontare con meno complicazioni gli orrori della città. I veterani della serie scopriranno invece un sistema a tratti familiare, con qualche differenza sostanziale in grado di dare a Bloodborne un retrogusto nuovo. Qui le anime (in pratica l'esperienza accumulata tranciando le assurde creature di Yharnam) sono state sostituite dagli Echi del Sangue, da recuperare dopo ogni morte presso la sudicia macchia che indica il punto della disfatta. A meno che non siano state rubate da uno dei nemici voraci e avidi che popolano l'area, e che spesso costringono ad una caccia tesa e nervosa nel tentativo di riagguantare il bottino.

Fin dai primi minuti di gioco si percepisce comunque che rispetto ai suoi “padri spirituali” Bloodborne vuole distanziarsi anche sul fronte del gameplay. L'idea di concentrarsi quasi integralmente su un'azione rapida e martellante, rimuovendo un sistema di magie classico e rifiutando di bardare i personaggi con armature e scudi, è diretta conseguenza della nuova iconografia, che abbandona del tutto le influenze medievali per portarci in un gorgo di architetture vittoriane. Qui si perde insomma la mitologia di maghi, arcieri e cavalieri, ed al giocatore viene imposta la “macro-classe” del Cacciatore: un predatore rapido e spietato, dai riflessi ferini, tenace e ostinato. Combattere a viso aperto è insomma un imperativo: bisogna scegliere la propria arma d'elezione fra un numero abbastanza ristretto, e poi metabolizzare le animazioni di entrambe le sue forme. I tasti d'attacco diventano in buona sostanza tre, si allarga il moveset, e lo scontro con le creature di Yharnam si tramuta in una stringente operazione sui ritmi dei colpi e degli assalti. A meno che non vogliate utilizzare il futile scudo di legno, non avrete nessun sistema per difendervi direttamente: dovrete imparare a sfruttare le schivate, che sostituiscono la capriola quando la visuale è “incollata” su un nemico e non risentono più del sistema di peso degli oggetti, tranciato via integralmente da Bloodborne. Usando con il giusto tempismo un'arma da fuoco, fucile o pistola a ripetizione, sarà possibile interrompere i colpi del nemico, e vederlo barcollare quel tanto che basta per avvicinarsi ed eseguire un “attacco cruento”: l'equivalente sanguigno del backstab, altrettanto letale ed imprescindibile per chiudere in fretta gli scontri con i boss, o con gli altri cacciatori che pattugliano le strade della città.
Il risultato è un sistema di combattimento molto più teso, nervoso e a tratti tecnico, che rimuove chirurgicamente le sicurezze del giocatore e lo costringe ad affrontare le minacce in maniera rapida e decisa. Considerando che il numero di completi è molto ridotto, e che pure il novero delle armi non si avvicina minimamente a quello di Dark Souls 2, sulle prime sembra che la virata di Bloodborne sfoci in un prodotto meno complesso e stratificato dei suoi predecessori, riducendo un po' quella pluralità di approcci che da sempre è legata ai giochi di ruolo. E invece c'è solo bisogno di scoprire tutte le conseguenze di un sistema nuovo e intelligente. Decidendo di puntare sulla statistica Tinta del Sangue, ad esempio, sarà possibile imbracciare armi da fuoco letteralmente poderose, mentre concentrandoci su Arcano avremo a disposizione alcune “magie” di supporto e armi dall'effetto paragonabile a quello di certi vecchi incantesimi offensivi.
Dato che non esistono più fiaschette ricaricabili, anche il numero di fiale di sangue recuperate dai nemici sarà importante: Arcano influisce pure su questo aspetto, limitando di molto le necessarie (e un po' tediose) sequenze di “farming” a cui bisogna - di tanto in tanto - dedicarsi. Bloodborne, insomma, è un gioco che pure gli appassionati della saga Souls devono esplorare, capace di proporre un'enorme varietà di stili di gioco: persino il sistema di potenziamento delle armi, che sfrutta alcune rune che ne alterano le caratteristiche, aggiunge una profondità inattesa, trasformandolo in un prodotto stratificato e meravigliosamente originale. Chi si aspettava insomma un clone integrale dei Souls deve ricredersi. Miyazaki ha compiuto un piccolo miracolo: abbattendo alcuni dei pilastri su cui si reggeva il gameplay delle sue precedenti produzioni, e rinsaldandone invece altri, ha creato un gioco dal sapore nuovo ma consueto, riuscendo nell'impresa di trovare una forte originalità nella conservazione.

IN ALTO I CALICI

Il Sogno del Cacciatore è un luogo etereo che esiste oltre il mondo turpe e corrotto di Yharnam. E' qui che ci riportano le lanterne sparse per la città, in una sorta di snodo centrale che ha la stessa funzione del Nexus di Demon's Souls. L'andirivieni fra questo cimitero onirico e la città delle bestie non tramortisce però il level design, che anzi raggiunge e supera le vette qualitative del primo Dark Souls. Eccezion fatta per alcune aree autonome e indipendenti che si raggiungono verso la fine dell'avventura, scoprire la struttura tentacolare e ritorta di Yharnam e dei boschi che la circondano è un piacere francamente smisurato. Il numero di lanterne sparse per l'area di gioco resta contenuto: non raggiunge gli eccessi della scorsa produzione proprio perché gli spostamenti sono regolati da una serie di scorciatoie che esibiscono la composizione tortuosa e arroccata di ogni zona. Scoprire come muoversi, come evitare le aree ricolme di nemici che abbiamo già attraversato, come raggiungere in fretta un boss senza sprecare fiale di sangue strada facendo, resta un sistema imprescindibile per riuscire a concludere dignitosamente l'avventura.
L'urgenza di tornare spesso e volentieri nel Sogno, per salire di livello o anche solo per far ricomparire tutti i nemici e raccogliere poi un po' di Echi, costringe purtroppo a confrontarsi con tempi di caricamento francamente inaccettabili. La laconica schermata di loading si ripresenta incessantemente di fronte agli occhi del giocatore, costretto a restare inerme per lunghi minuti anche dopo ogni morte. La frammentazione del ritmo di gioco che ne consegue è dolorosa dall'inizio alla fine, a tratti assillante, ed è senza dubbio la conseguenza più fastidiosa di un processo di ottimizzazione non proprio esemplare. L'avventura di Bloodborne, in ogni caso, risulta sicuramente più corta rispetto a quella di Dark Souls 2, molto condensata e per fortuna punteggiata da boss fight quasi sempre ispirate e senza ricicli evidenti. Purtroppo la gestione del “new game +” non è molto convincente, in quanto il gioco costringe ad avviare una nuova partita non appena sono terminati i titoli di coda. Da questo punto di vista la struttura di Dark Souls 2 e dei suoi Falò Ascetici rappresentava senza ombra di dubbio un enorme passo avanti, che Miyazaki ha deciso purtroppo di non confermare.

Come nel caso dei Souls, tuttavia, l'esperienza di gioco non si esaurisce arrivati alla fine dell'avventura: Bloodborne si congeda lasciandovi dubbi, zone oscure, e celando gran parte dei suoi segreti. Ad esempio la possibilità di trasformarsi in bestia, sussurrata nel corso dell'avventura e regolata da chissà quale meccanismo, o le conseguenze dell'interazione con alcuni NPC che tetri si attardano nelle case del borgo ormai in rovina. O ancora i boss opzionali, a cui strappare i calici di sangue.
Le reliquie sacre della Chiesa della Cura rappresentano senza dubbio un contenuto endgame dall'estensione e dalla forza smisurata. Intrappolati nei labirinti che i calici possono generare, scopriamo che l'esperienza di Bloodborne può prolungarsi a dismisura. Il level design dei dungeon è sicuramente meno complesso rispetto a quello della città e delle sue pertinenze, ma non certo povero di stimoli. Tra stanze segrete dove raccogliere i reagenti per attivare i calici più complessi, non mancano scontri con boss inediti, ed in più c'è la possibilità già annunciata di generare strutture procedurali in cui perdersi per ore.
L'estensione e le potenzialità dei Chalice Dungeon sono davvero enormi, ad oggi solo timidamente percepibili: considerando la presenza di cinque livelli di profondità per ognuno dei quattro calici (in oltre quaranta ore di gioco siamo riusciti a trovare solamente i primi due), e la possibilità di attivare rituali aggiuntivi per modificare la difficoltà e le caratteristiche dei nemici, quello dei Chalice Dungeon è un sistema che andrà esplorato per mesi: una vera e propria esperienza parallela a quella dell'avventura principale, che mescola la cattiveria tipica della serie con la natura procedurale dell'endgame di Diablo. Peccato soltanto che, ancora una volta, From Software inciampi sul fronte del multiplayer. Le opzioni di condivisione dei dungeon di cui il team ci aveva parlato restano scarsamente efficaci, e per ritrovarsi all'interno dello stesso labirinto bisogna nuovamente misurarsi con un sistema di evocazioni, strani appaiamenti di server, livelli di sangue. E' un peccato vedere ancora oggi limitazioni del genere, soprattutto in un titolo che predilige per natura l'esperienza cooperativa a quella competitiva, ma il fascino dei Chalice Dungeon non ne esce troppo ridimensionato. L'esperienza di gioco ad essi correlata, per estensione e aspirazioni, è di fatto paragonabile ad un'avventura alternativa.

IL SINGHIOZZO DI YHARNAM

I tempi di caricamento letteralmente fuori proporzione non sono l'unica pecca del comparto tecnico di Bloodborne. Anche il frame rate va annoverato tra i problemi della produzione, arrivata sul mercato a seguito di un processo di ottimizzazione evidentemente parziale. Non ci sono mai gli eccessi dell'indimenticabile Città Infame, ma solo raramente la fluidità può dirsi solida e costante. Ai singhiozzi di Bloodborne si riesce per fortuna a fare l'abitudine dopo qualche ora di gioco, dal momento che non intaccano in maniera problematica l'esperienza complessiva. Per il resto il colpo d'occhio regge il confronto con l'hardware che ospita il titolo, per merito soprattutto della modellazione poligonale e degli effetti di luce. Non manca qualche texture che sembra più “antica” delle altre, ma l'atmosfera e l'abbondanza di dettagli compensano abbondantemente le piccole storture. Dopo l'installazione della patch la scena risulta complessivamente molto pulita, merito anche di un filtro anti-aliasing efficace, anche se non al top della produzione esclusiva su PlayStation 4 (ancora inarrivabili i risultati della post-produzione di Infamous). L'eccellenza del look di Bloodborne, in ogni caso, si declina attraverso le sue splendide architetture, gli scorci bellissimi e terribili, i panorami naturali ammantati da una luce surreale e madreperlacea: insomma attraverso la diversità che il gioco riesce a trovare quando si allontana dagli scorci cittadini e quando invece li penetra, entrando nel cuore malato di Yharnam. Il lavoro stilistico è mastodontico e vorace: fagocita le suggestioni di matrice lovecraftiana, l'iconografia dell'epoca vittoriana, le fascinazioni dell'arte gotica, per poi lasciarle a marcire in una pozza di sangue infetto, ripescandole quando sono irrimediabilmente corrotte e depravate.

E quest'ambiente perduto non può che manifestarsi attraverso un tremendo concerto di urla, di grida e di colpi sordi, per un impasto sonoro che predilige i silenzi solo perché sa quanto sia tremendo romperli con un rumore fortissimo e mortifero. Solo nel corso degli scontri coi boss l'accompagnamento musicale sale, incalza il giocatore, esaspera la sua tensione. Il doppiaggio italiano (ma potrete scegliere anche quello originale, mantenendo invece i testi adattati) è di buona fattura. Dopo qualche minuto di adattamento, ed al netto di un'odiata voce che scaturirà da una una delle porte di Yharnam, l'impegno produttivo del publisher non può che essere apprezzato. I rantoli soffocati che escono dalla bocca pestilenziale dei cittadini, ultimo afflato di consapevolezza di fronte al buio integrale della morte, sono come una litania che accompagna la spietata caccia del predatore che vi trovate a controllare: una scia di lamenti terribili che vi lascerete dietro con malcelato piacere.

COMMENTO FINALE

Come un incubo da cui è impossibile svegliarsi, come il morbo sanguigno di cui porta il nome, Bloodborne tormenta i giocatori, li contamina e li imprigiona in un mondo annientato dal dolore.
In questo viaggio disperato, durante la caccia senza vincitori che ciclicamente si rinnova alla luce di una luna rossa, non si smette mai di percepire il senso di una sconfitta integrale, del marcio che dilaga, di una tortura inflitta al cacciatore così come alle creature deformi, rotte e perdenti che si affannano a contrastarlo. E' una sensazione terribile, dolorosa, scaturita dai panorami di un immaginario perverso e disperato.
Nel rifiuto integrale del fantasy, in questa sua capacità di aggrapparsi alla mitologia di una città vittoriana e corromperla integralmente con l'odore del sangue, sta forse la più evidente grandezza di Bloodborne. La coerenza spietata con cui Miyazaki ha portato avanti la sua visione arriva poi a influire sui meccanismi di gioco, a riscrivere il sistema di classi e le meccaniche che stavano alla base della saga targata From Software, per consegnarci un titolo che sia familiare nella struttura ma nuovo nei ritmi: e insomma tutto da scoprire anche per chi si professa conoscitore esperto dei Souls.
Al netto di qualche inciampo tecnico, Bloodborne è quel capolavoro di cattiveria che il team di sviluppo aveva promesso a PlayStation 4, spietato e magnetico. Resta un titolo difficile da avvicinare per chi non abbia mai affrontato un'esperienza simile, con una progressione punitiva e a tratti frustrante: ma è così facile finire catturati dalla sua spirale di violenza e sacrificio, ed è così affascinante la sua iconografia, che suggeriremmo a tutti di fare almeno una prova.
I veterani, dismessa un'avventura densa e collosa, piena di scontri e aree memorabili, intuiranno subito che il vero potenziale di Bloodborne -lo stacco nettissimo fra questo nuovo progetto e i due Dark Souls- sta proprio nella “liturgia” dei Calici, sterminato contenuto endgame che dilata il gioco e rinnova una sfida interminabile.
Sarà così che vecchi e nuovi cacciatori, contaminati dalla maledizione del sangue, si perderanno in quell'abisso scuro di dolore che è Yharnam, e nei sogni malati dei suoi abitanti, e nella promessa di una cura introvabile. Assetati, bestiali, rassegnati: tutti costretti nella spirale di una morte ciclica ed eterna, ultimo ed unico brivido di una mente pervasa da una liquida follia.


† VOTO: 9 †



† LIMITED EDITION †



† MULTIPLAYER †

-Chalice Dungeon

Trappole: Questi dungeon sono tombe o luoghi di eterno riposo e di certo i visitatori non sono benvenuti. Coloro che si avventurano lo stesso nei Chalice Dungeon dovranno avere a che fare con moltissime trappole nascoste potenzialmente fatali come ghigliottine e lame coperte di sangue di precedenti malcapitati.

Varietà architettoniche: le dimensioni e l’adattabilità dei Chalice Dungeon sono ciò che li rende così allettanti per i Cacciatori, così come ovviamente i vari tesori nascosti. I Chalice Dungeon non si limitato a corridoi e camere ma contengono anche oscure paludi, stretti corridoi fatti di roccia e grandi sale con muri ornati pieni di dettagli.

Creare e scaricare nuove sfide: i Chalice Dungeon comprendono sia dungeon normali sia dungeon generati in modo procedurale. Entrambi i tipi di dungeon possono essere giocati sia offline sia online con altri giocatori, ma la generazione di nuovi dungeon richiede la connessione a internet per poter scaricare dati. Il giocatore può anche condividere online il suo dungeon personalizzato e può scaricare i dungeon pubblicati da altri giocatori.

Pericoli: alcuni sostengono che le rovine siano la tomba di creature sovrannaturali, altri sostengono che siano un luogo di riposo e nascondiglio per creature tutt’altro che morte. I Protettori vagano nelle profondità sorvegliando la quiete di quei luoghi lugubri che sono la loro dimora; nati nelle profondità e sopravvissuti grazie a sangue e carne in putrefazione i Protettori sono freddi e umidi, con pelle bianca bluastra mai toccata dalla luce del sole e occhi decentrati, neri come la pece.

Maestri Rituali: probabilmente creature terribili si trovano addormentate nelle profondità di questi luoghi, i Protettori infatti fanno la guardia a qualcosa di misterioso che si nasconde nelle profondità e, oltre ai Protettori, ci sono diversi maestri rituali che svolgono riti orribili e inquietanti.

Antico Cane da Guardia: questo gigantesco cane fa la guardia alle rovine con il suo corpo pietrificato, duro come roccia e rivestito di fiamme, create per loro dagli antichi abitanti disumani delle rovine perché possano proteggere meglio quei macabri luoghi.

-Modalità Online

Gioco Cooperativo: in Bloodborne hanno un ruolo centrale il senso di ricompensa e soddisfazione e, anche se possibile, non è affatto necessario che i Cacciatori affrontino i dungeon da soli. Fino a tre Cacciatori possono fare gruppo per affrontare sfide che potrebbero essere troppo difficili per un solo giocatore. L’utente che inizia la sessione cooperativa sarà un Host (ospitante) mentre i giocatori che rispondono saranno Guest (ospiti).

Regole del Gioco Cooperativo: lo scopo del gioco cooperativo è quello di collaborare per difendere nemici e boss.

Come avviare una sessione di Gioco Cooperativo:

-l’Host utilizza l’oggetto Beckoning Bell
-i Guest utilizzano l’oggetto Small Resonant Bell
-Host e Guest sono connessi e possono giocare nel gioco creato dall’Host

Completamento del Gioco Cooperativo: una volta che i giocatori hanno sconfitto con successo i boss nemici dell’area, i guest rivedono una ricompensa bonus e tornano nel proprio gioco.

Gioco Cooperativo non completato: se l’ospitante o l’ospite muoiono o un ospite utilizza l’oggetto Silencing Blank, l’ospite è trasportato nel proprio gioco e non riceve la ricompensa bonus.

Password: il sistema automatico per il multiplayer si basa su scelte casuali; in ogni caso è possibile impostare una password per la propria sessione in modo che gli altri utenti, inserendo quella password, possano partecipare al gioco. Le password possono essere lunghe al massimo 8 caratteri e possono essere usate solo per il Gioco Cooperativo, non per per le sessioni di PvP.

Gioco Versus PvP: i Cacciatori non devono necessariamente lavorare in collaborazione; la modalità Versus PvP consente ai giocatori di scontrarsi contro altri giocatori in combattimento, utilizzando diverse armi e abilità acquisite invadendo il gioco di altri. Anche in questo caso i giocatori che vengono invasi sono Host mentre gli invasori sono Guest, inoltre in alcune aree del gioco ci possono essere più invasori nello stesso gioco di un Host.

Regole della modalità Versus: quando un Host è in un’area dove è presente una “donna suonatrice di campana”, le invasioni Versus PvP sono possibili.

Per iniziare una sessione di invasione Random con la modalità Versus (PvP):

-il Guest usa l’oggetto Sinister Resonant Bell
-l’Host inizia il gioco cooperativo o utilizza l’oggetto Sinister Resonant Bell per evocare la suonatrice di campana
-il Guest viene trasportato nel gioco dell’Host
-Host e Guest giocano nel gioco dell’Host

Completamento del gioco Versus: se il Guest è abile abbastanza da sconfiggere l’Host, riceverà una ricompensa e verrà ritrasportato nel proprio gioco.

Modalità Versus non completata: se l’ospite muore o sceglie di usare l’oggetto Silencing Blank, l’ospite verrà riportato nel suo gioco senza ricompense.

-Caratteristiche di Gioco Asincrono

Spettri: sarà possibile vedere il fantasma di altri utenti; vedrete spettri bianchi di giocatori che stanno giocando in quel momento nella vostra stessa area e che potrebbero essere utili per capire come procedere.

Note: utilizzando l’oggetto Notebook (quaderno degli appunti) potrete annotare consigli e messaggi per altri giocatori, da scoprire durante il gioco tramite le creature Messenger (Messaggeri) che appaiono sul suolo. Potrete anche interagire con i Messaggeri per trovare appunti di altri e potrete dare ai consigli un voto in base all’utilità. Solo perché un altro Cacciatore ha lasciato un consiglio non vuol dire che questo sia utile o veritiero, quindi fate attenzione!

-Aggiornamenti e Requisiti PS Plus

Aggiornamenti: il giorno del lancio a mezzanotte ci sarà già un update online che sarà utile per fornire una migliore esperienza di gioco. Il contenuto principale di questo aggiornamento sono ottimizzazioni per la modalità Online e miglioramenti generali delle performance di gioco.

Requisiti PS Plus: alcuni elementi online richiedono un abbonamento a PS Plus per poter essere utilizzati:

– Multiplayer Online
– Funzionalità Online del gioco Asincrono
– Condivisione di Chalice Dungeon generati

Altri invece non richiedono l’abbonamento:

– Installazione di aggiornamenti di gioco
– Download di dati per creazione di Chalice Dungeon

Patch 1.04

- Impostando una password, si verrà abbinati agli altri giocatori a prescindere dalla differenza di livello, o dal giuramento prestato durante il gioco

- I messaggeri del negozio dei punti Intuizione appariranno ora quando il giocatore possiede almeno un punto (e non 10, come in precedenza.) Inoltre, una volta sbloccati, resteranno permanentemente visibili.

- Presso gli stessi messaggeri, l'oggetto "Pezzo di Pietra del Sangue" potrà essere acquistato per 30 punti Intuizione.

- Sarà possibile depositare fino a 600 fiale di sangue e proiettili di mercurio nel Sogno del Cacciatore (anziché 99 come in precedenza).

- La forza di alcuni nemici durante il New Game Plus è stata stabilizzata.

- Stabilizzate la resistenza e la vulnerabilità nei confronti dell'elettricità e dell'elemento arcano di alcuni nemici.

- La modalità di incremento della Bestialità è stata cambiata. La durata e gli attacchi sono migliorati.

- L'effetto delle Pasticche di sangue di Belva è stato di conseguenza sistemato.

- Risolti i bug riscontrati con il Fucile-Lancia.

- Ridotta la quantità di stamina consumata dalle armi Kirkhammer e Logarius’ Wheel.

- Aumentata la durata di "Osso del Vecchio Cacciatore". Richiederà ora 4 proiettili (non 5, come in precedenza).

- Aumentata la durata di "Piccolo Tonitrus" e la sua forza d'attacco. Causerà danni maggiori anche con un basso valore di arcano.

- Aumentata la durata delle "Augure di Ebrietas". Causerà danni maggiori anche con un basso valore di arcano.

- "Una chiamata all'aldilà" consumerà ora 7 proiettili anziché 8.

- La "Campana del Coro" consumerà ora 7 proiettili anziché 8.

- Aggiunto il Calice delle Origini del Rituale Breve presso i messaggeri dell'Intuizione. Sarà disponibile dopo aver completato il dungeon di Pthumeru e costerà 10 punti Intuizione.

- Sconfiggere un boss all'interno dei Chalice Dungeon garantirà una ricompensa aggiuntiva casuale. Si otterranno ora delle Gemme del Sangue.

- Diverse profondità dei dungeon garantiranno diverse Pietre del Sangue. [Profondità 1: Frammento di pietra del sangue; Profondità 2: Frammenti gemelli di pietra del sangue; Profondità 3: Frammenti gemelli di pietra del sangue e Pezzo di Pietra del Sangue (raro); Profondità 4: Pezzo di Pietra del Sangue; Profondità 5: Pezzo di Pietra del Sangue e Roccia di Sangue (raro)]

- Aumentato il numero di Gemme del Sangue ottenibili nei dungeon di profondità 1-3.

- Aumentato il numero di Echi del Sangue ottenibili nei Chalice Dungeon.

- I collaboratori che prenderanno parte a un dungeon maledetto avranno i PV ridotti del 50% anziché del 65%.

- Coloro che si uniranno come collaboratori a un Chalice Dungeon, verranno evocati nei pressi della lanterna.

- Le armi con caratteristiche speciali saranno disponibili per l'acquisto presso i messaggeri della vasca, una volta trovate.

- Migliorata la luminosità dello schermo quando viene ritrovata una macchia di sangue sul terreno.

- Il bug che disconnetteva i giocatori in modalità stand-by è stato risolto.

- Corretto il bug che non permetteva ai collaboratori online di seguire correttamente i movimenti dei nemici veloci sullo schermo.

- Migliorie minori e fix generici.

Patch 1.05

- Se un giocatore utilizza la Beckoning Bell o la Small Resonant Bell mentre sta usando una password, sarà chiaramente indicato che una password è in uso

- Se la differenza di livello tra l'host e l'ospite quando si sta facendo uno scontro usando una password è grande, le statistiche dell'ospite saranno adeguate a quelle dell'host

- Corretti vari e bug e introdotti alcuni miglioramenti


Patch 1.07
(The Old Hunters)

La patch 1.07 di Bloodborne è disponibile da oggi, e preparerà il gioco a ricevere il DLC The Old Hunters, in arrivo questo martedì, 24 novembre. Ma come si accede ai contenuti dell'espansione? Masaaki Yamagiwa di Sony Japan Studio ha pubblicato sul PlayStation Blog europeo le apposite istruzioni.
Come già annunciato, The Hold Hunters introdurrà nuove location con temibili nemici, armi devastanti, abilità e rune mai viste finora. Il personaggio chiave che ci permetterà di scoprire tutti questi contenuti è "Brador", che indossa il manto e le corna di una bestia, e siede in una cella buia in attesa di qualcosa, o qualcuno, tenendo in mano una campana. Brador è un antico cacciatore, assoldato in passato dalla Chiesa della Cura come assassino. La sua arma sarà proprio una delle novità dell'espansione, ovvero la "Bloodletter", che assume la sua vera forma a contatto con il sangue di chi la impugna.
Di seguito, ecco come procedere dopo aver acquistato e scaricato "The Old Hunters":
Sconfiggete il Boss di Cathedral Ward, il Vicario Amelia, ed esaminate il teschio in fondo alla stanza, per far scendere la notte su Yarnham.
Recatevi al Sogno del Cacciatore, per ottenere dai messaggeri l'oggetto "Eye of a Blood-Drunk Hunter".
Raggiungete quindi la Cappella di Oedon, e uscite dalla porta a sinistra per recarvi nella piazza.
In fondo a destra, nella piazza, partirà un evento, e verrete trasportati in una nuova area: "L'incubo del Cacciatore".
Dopo aver acceso la lanterna in questo luogo, sarà possibile tornarvi attraverso il Sogno del Cacciatore, utilizzando un'apposita lapide.
Nella galleria in calce alla notizia potete trovare alcune immagini tratte da The Old Hunters, uno scatto del personaggio Brador, e gli screenshot che rappresentano gli step da seguire per sbloccare l'espansione.




† THE OLD HUNTERS †

Conosciamo bene il compito terribile di un cacciatore di Yharnam, costretto in eterno ad una disinfestazione schifosa: impegnato ad epurare la piaga incancrenita che striscia nelle strade di una città spezzata dalla malattia e dalla disperazione. È una maledizione ciclica, che senza pietà si abbatte su quei pochi che hanno ancora la forza per stare in piedi, divorati da una follia che li sprona ad attaccare qualsiasi cosa si frapponga tra loro e una meta che forse nemmeno esiste. Bloodborne ci racconta la dannazione dei cacciatori con cruda brutalità, gettandoci in un contesto dal quale siamo usciti attraverso un continuo spargimento di sangue: il nostro e quello delle belve che hanno osato attaccarci. Un'odissea che ci ha trasformati, resi irriconoscibili: rispetto a come ci siamo svegliati nella Clinica di Iosefka, quando inermi e disarmati ci siamo scagliati contro un vorace licantropo, siamo diversi. Non cacciamo più perché pensiamo sia giusto, ma continuiamo a farlo perché l'odore del sangue sui nostri vestiti è diventato irresistibile. E non importa quante volte Yharnam sia stata salvata: noi saremo sempre pronti a far ripartire l'incubo, quasi per diletto. È per questo che The Old Hunters ci strappa alla nostra missione: perché siamo diventati bestie al pari delle creature che avevamo giurato di uccidere. Ebbri di sangue, disfrenati, meritiamo l'esilio in un regno che sia capace di contenere la furia che ci arroventa.

È nell'area nei pressi di Cathedral Ward che tutto ha inizio, quando l'essere gigantesco appeso alle architravi ci rapisce per condurci in un altro piano della realtà: l'Incubo del Cacciatore. Tutto sembra molto simile alla città che conoscevamo, ma basta fare qualche passo all'esterno per realizzare quanto l'architettura sia irrimediabilmente corrotta. Una vegetazione fibrosa è cresciuta fino a divorare ogni cosa, quasi come un cancro ligneo che ha reso irriconoscibili le strade e le scalinate. C'è un cacciatore che si avvicina verso di noi, ma non è come gli altri. Anche lui è corrotto, depravato. Brandisce un'arma che ancora non conosciamo, ma di cui riusciamo a percepire la potenza già dopo pochi attacchi. Nella sua forma normale ricorda una gigantesca mannaia, mentre in quella alternativa si segmenta diventando una lenta e pesante frusta che rende ancor più difficile avvicinarsi al nemico. Quest'arma -una delle 16 reperibili all'interno dell'avventura- è diversa da quelle a cui siamo stati abituati: è studiata non solo per uccidere, ma per infliggere un dolore inimmaginabile. Una filosofia riscontrabile in svariati dispositivi tra quelli messi a disposizione dal DLC, che ci rende partecipi dello stesso gusto macabro con cui i cacciatori antichi svolgevano la loro attività. Ecco quindi lame stridenti, martelli esplosivi, picconi affilati e arpioni, in una lunga esposizione di quelli che sembrano strumenti di tortura. Impossibile non subite il fascino sadico di alcuni di questi nuovi giocattoli strappati dalle fredde mani dei nostri avversari. In The Old Hunters, per altro, il gusto estetico si fonde perfettamente con un set di mosse sempre interessante: la qualità delle nuove armi è paragonabile, in termini di efficacia, a quella del set base, ma la varietà di attacchi e strategie viene notevolmente migliorata, colmando peraltro una delle poche mancanze di Bloodborne. Riuscire a recuperare tutte le armi non è un'impresa semplice, specialmente se si è poco inclini all'esplorazione integrale, ma From Software ha lavorato talmente bene sul design dei nuovi equipaggiamenti che in molti sentiranno l'esigenza di completare la propria, mortale, collezione. Il numero di frammenti e pietre di sangue che è possibile recuperare nelle aree del nuovo Incubo, fra l'altro, incita il giocatore a potenziare i nuovi strumenti, renderli immediatamente efficaci, sostituirli alla sua rodata dotazione.

Il viaggio all'interno dell'Incubo continua. Incontriamo cacciatori dissennati, ma anche creature che già conosciamo: cani affogati, corvi mutilati, ratti enormi e cancerosi. Alcuni di questi esseri non osano neppure attaccarci quando ci vedono arrivare, e indietreggiano intimoriti, quasi sapessero con certezza quale sarà la fine che gli spetta. Che cosa siamo diventati se persino i mostri hanno paura di noi, e ci temono come la morte stessa? Non tutti comunque sembrano riservarci lo stesso trattamento, ed anzi la maggior parte delle creature che popolano questo posto non si fa problemi ad attaccarci a vista, mettendoci in seria difficoltà. Nell'Incubo del Cacciatore abbiamo trovato più e più volte la morte, schiacciati da forze fuori dal comune. The Old Hunters è un contenuto estremamente punitivo nei confronti di chi non presta sufficiente attenzione al combattimento, e obbliga ad una strategia più attenta anche chi sfrutta armi in grado di interrompere gli attacchi nemici. Ci sono avversari aggressivi, tenaci, impazziti, che non si fermano neppure quando le nostre armi lacerano la loro carne putrida. Non mancano poi situazioni in cui si finisce improvvisamente accerchiati da miriadi di avversari, costretti a sfruttare l'ambiente di gioco per riportare la situazione alla pari. Nelle zone più nascoste si annidano infine i vecchi cacciatori, coloro che più degli altri si sono lasciati sedurre dalla corruzione, votando la propria esistenza al massacro senza ritegno di qualsiasi essere vivente.

Sono questi gli scontri più galvanizzanti, frenetici e impegnativi, al termine dei quali si viene ricompensati con l'arma del nemico, innalzato tra le nostre mani sporche di sangue come un vero e proprio trofeo di guerra. Man mano che ci addentriamo per le vie dell'Incubo ci rendiamo sempre più conto di quanto questa Yharnam sia intrinsecamente diversa da quella a cui siamo abituati. Tutto sembra costruito per confonderci e sgretolare le nostre certezze. La città stessa si è deformata: caduta in rovina, spezzata, distrutta, scomposta in frammenti e poi ricostruita. Concetti come il tempo e lo spazio sembrano perdere di senso: seguendo il letto roccioso di fiumi di sangue troviamo dei punti di riferimento in questa geografia impazzita, elementi che scavano nei nostri ricordi alla ricerca di un flebile aggancio. La cattedrale del Vicario Amelia, la casa buia in cui i vecchi decani della Chiesa della Cura stavano in agguato nel buio, e poi ancora i pontili di legno che davano sulle fogne a cielo aperto. È come un ritorto mosaico di ricordi, affascinante e malato: che tuttavia sulle prime instilla qualche dubbio sulla qualità dell'espansione: l'ombra di un riciclo spietato di elementi e di bestie si fa strada nella mente del giocatore. E invece di lì a poco tutto cambia. Seguendo il corso del fiume di sangue raggiungiamo una pila di corpi ammassata in un mattatoio a cielo aperto, luogo in cui vengono portati i corpi ormai senza vita di coloro che non ce l'hanno fatta.

Uno spettacolo macabro che segna l'ingresso in una Yharnam diversa, persino più marcia e malata di quella a cui eravamo abituati, e dove un sole ignaro e distante fa risplendere le tinte rossastre di questo atroce girone dantesco. Da qui in avanti The Old Hunters si trasformerà in un lungo viaggio nella disperazione, che attanaglia il giocatore senza quasi che se ne accorga, trascinandolo verso un baratro di follia da cui forse non è più possibile risollevarsi. Le tre aree di cui si compone l'espansione sono un capolavoro artistico e tecnico, con un tripudio di situazioni e contesti che in molti casi superano qualitativamente quelli del gioco base e offrono una varietà che integra e approfondisce la mitologia della produzione. Le stanze grigie di un nosocomio, le vedute lugubri di un villaggio di pescatori perverso dalla salsedine, si lasciano esplorare svelando un ottimo level design, che alterna con saggezza linearità e complessità in modo da disorientare il giocatore, e poi lasciarlo curiosare in giro per comprendere la struttura delle nuove aree, fino a ricompensarlo con una scorciatoia inaspettata.

L'incontro con il primo boss del DLC è un momento terribile e solenne. Un lago di sangue putrido si estende sotto i nostri piedi, mentre un breve filmato ci presenta nel dettaglio tutte le deformità del nostro titanico avversario. La stanza si riempie di urla strazianti, suppliche di pietà, e quando il nome del nostro avversario si manifesta sullo schermo, ci scontriamo con la più drammatica delle verità: la massa informe che abbiamo davanti un tempo era una persona che, come noi, aveva giurato di difendere i più deboli, ma è finita vittima inconsapevole della malattia pervasiva che distrugge ogni cosa.
È uno scontro lungo e sofferente, contro un nemico crudele e impazzito. Cadiamo più e più volte nonostante abbiamo invocato l'aiuto di una cacciatrice, ma gradualmente interiorizzamo le tattiche d'attacco del nemico. Quello che abbiamo appena descritto è solo il primo dei quattro scontri inediti che The Old Hunters offre ai giocatori, e ad essi ne va aggiunto un quinto facoltativo, che è una buona rivisitazione di un nemico appartenente alla campagna originale. Anche in questo caso siamo di fronte a una varietà incredibile nei combattimenti, che causeranno più di un problema anche ai giocatori più esperti, grazie ad avversari rapidissimi e impietosi, che non perdoneranno nessuna svista. La prontezza di riflessi è solo una delle qualità che bisogna possedere per uscire vivi dall'Incubo del Cacciatore: per avere la meglio sugli avversari è necessario studiare bene gli attacchi, ma soprattutto i cambi di fase che questi nemici attraversano man mano che la vita diminuisce, rendendo ogni scontro un delicatissimo equilibrio tra assalto e difesa. A livello di contenuti, insomma, il DLC è di quelli con pochi eguali nel panorama videoludico moderno. L'avventura ci ha portato via circa 12 ore per affrontare i quattro boss obbligatori, ma praticamente il doppio per sconfiggere il quinto e recuperare in giro tutte le armi, le armature e gli oggetti nascosti in giro dal team di sviluppo. È stato un percorso doloroso, che ci ha costretto a chinare il capo e ricominciare da capo proprio quando ci sentivamo invincibili, e che non mancherà di dispensare diverse sorprese anche a chi crede di aver visto tutto per le desolate vie di Yharnam.

La difficoltà, per quanto a tratti possa risultare molto alta, è in realtà è commisurata alle aspettative dei fan di lungo corso, per un DLC che punisce i più pigri ma premia al contrario chi sarà in grado di adattarsi a situazioni nuove e letali. Per questi motivi, nonostante l'Incubo del cacciatore sia accessibile subito dopo aver sconfitto il Vicario Amelia e il team stesso ne suggerisca l'ingresso a livello 65, ne sconsigliamo l'accesso prima di aver fatto esperienza con la campagna principale e magari con qualche calice: diversamente, il rischio di rimanere bloccati potrebbe essere elevato. E proprio in tema di calici, sorprende l'assenza di nuovi dungeon: rappresentando l'unico contenuto endgame del titolo, ci saremmo aspettati nuove aree e nuove possibilità combinatorie. E invece i fan di questa opzione resteranno purtroppo a bocca asciutta.


The Old Hunters è un esempio da seguire per chiunque voglia sviluppare dei contenuti aggiuntivi, e con esso From Software realizza un altro centro, ampliando in maniera coerente e meravigliosa una delle esclusive più importanti uscite quest’anno su PlayStation 4. Il prezzo di 19.99€ è ampiamente ripagato da 16 armi, 5 boss e 3 aree inedite, per una mole di contenuti che garantisce circa quindici ore di gioco: il tutto escludendo lo stimolo a riaffrontare la campagna principale con i nuovi strumenti dell’officina. È vero che la prima area e il boss segreto sono reinterpretazioni di elementi già visti, ma anche in questo caso il lavoro operato è di qualità talmente alta, in fatto di atmosfere e level design, da scacciare una volta per tutte l'idea di un riciclo becero. Di lì in avanti, poi, la meraviglia delle nuove zone si aprira lampante di fronte agli occhi increduli dei fan. Un acquisto insomma obbligatorio per chi ha amato l’originale e vuole lasciarsi pervadere nuovamente dal sublime piacere della caccia. Due sole pecche affliggono realmente questo DLC: l’assenza di veri contenuti endgame e la triste promessa che non vedremo più altre espansioni per Bloodborne. Non ci resta quindi che affilare le lame e preparare le fiale di sangue, perché l’Incubo del Cacciatore attende il nostro arrivo: sarebbe maleducato non rispondere al suo invito.







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Old 24-03-2015, 07:41   #2
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Old 24-03-2015, 07:44   #3
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Ho appena letto dei caricamenti lunghissimi... che palle
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Old 24-03-2015, 07:46   #4
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Pare che inizi da mezzogiorno o giù di li.
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Old 24-03-2015, 07:57   #5
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Eccomi, domani alle 9 appena apre Gamestop ho la mia bella Collector prenotata
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Old 24-03-2015, 08:05   #6
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Old 24-03-2015, 08:08   #7
Titanox2
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ci sono anche io, anche se credo di stare completamente offline nella prima run
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Old 24-03-2015, 08:14   #8
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In USA i mercoledì pomeriggio/sera saranno riservati alle manutenzioni server:



chissà cosa faranno qui...
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Old 24-03-2015, 08:23   #9
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Old 24-03-2015, 08:26   #10
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Old 24-03-2015, 08:32   #11
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Spero di riuscire a avere il gioco perlomeno stasera.....
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Old 24-03-2015, 08:35   #12
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Io non ho capito, ma se ho il playstation PLUS attivo e gioco collegato in rete, sono passabile di ingressi nella mia sessione di gioco contro la mia volontà? (sia di amici che di nemici). O bisogna impostare qualcosa?
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Old 24-03-2015, 08:54   #13
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da euronics credo abbiamo rotto il day one, sulla loro bacheca facebook annunciano che oggi è il giorno di bloodborne. speriamo, in pausa pranzo ci faccio un giro e vedo se lo sganciano
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Old 24-03-2015, 09:11   #14
unkle
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Io non ho capito, ma se ho il playstation PLUS attivo e gioco collegato in rete, sono passabile di ingressi nella mia sessione di gioco contro la mia volontà? (sia di amici che di nemici). O bisogna impostare qualcosa?
Alcune info sul multiplayer:

Quote:
-Chalice Dungeon

Trappole: Questi dungeon sono tombe o luoghi di eterno riposo e di certo i visitatori non sono benvenuti. Coloro che si avventurano lo stesso nei Chalice Dungeon dovranno avere a che fare con moltissime trappole nascoste potenzialmente fatali come ghigliottine e lame coperte di sangue di precedenti malcapitati.

Varietà architettoniche: le dimensioni e l’adattabilità dei Chalice Dungeon sono ciò che li rende così allettanti per i Cacciatori, così come ovviamente i vari tesori nascosti. I Chalice Dungeon non si limitato a corridoi e camere ma contengono anche oscure paludi, stretti corridoi fatti di roccia e grandi sale con muri ornati pieni di dettagli.

Creare e scaricare nuove sfide: i Chalice Dungeon comprendono sia dungeon normali sia dungeon generati in modo procedurale. Entrambi i tipi di dungeon possono essere giocati sia offline sia online con altri giocatori, ma la generazione di nuovi dungeon richiede la connessione a internet per poter scaricare dati. Il giocatore può anche condividere online il suo dungeon personalizzato e può scaricare i dungeon pubblicati da altri giocatori.

Pericoli: alcuni sostengono che le rovine siano la tomba di creature sovrannaturali, altri sostengono che siano un luogo di riposo e nascondiglio per creature tutt’altro che morte. I Protettori vagano nelle profondità sorvegliando la quiete di quei luoghi lugubri che sono la loro dimora; nati nelle profondità e sopravvissuti grazie a sangue e carne in putrefazione i Protettori sono freddi e umidi, con pelle bianca bluastra mai toccata dalla luce del sole e occhi decentrati, neri come la pece.

Maestri Rituali: probabilmente creature terribili si trovano addormentate nelle profondità di questi luoghi, i Protettori infatti fanno la guardia a qualcosa di misterioso che si nasconde nelle profondità e, oltre ai Protettori, ci sono diversi maestri rituali che svolgono riti orribili e inquietanti.

Antico Cane da Guardia: questo gigantesco cane fa la guardia alle rovine con il suo corpo pietrificato, duro come roccia e rivestito di fiamme, create per loro dagli antichi abitanti disumani delle rovine perché possano proteggere meglio quei macabri luoghi.

-Modalità Online

Gioco Cooperativo: in Bloodborne hanno un ruolo centrale il senso di ricompensa e soddisfazione e, anche se possibile, non è affatto necessario che i Cacciatori affrontino i dungeon da soli. Fino a tre Cacciatori possono fare gruppo per affrontare sfide che potrebbero essere troppo difficili per un solo giocatore. L’utente che inizia la sessione cooperativa sarà un Host (ospitante) mentre i giocatori che rispondono saranno Guest (ospiti).

Regole del Gioco Cooperativo: lo scopo del gioco cooperativo è quello di collaborare per difendere nemici e boss.

Come avviare una sessione di Gioco Cooperativo:

-l’Host utilizza l’oggetto Beckoning Bell
-i Guest utilizzano l’oggetto Small Resonant Bell
-Host e Guest sono connessi e possono giocare nel gioco creato dall’Host

Completamento del Gioco Cooperativo: una volta che i giocatori hanno sconfitto con successo i boss nemici dell’area, i guest rivedono una ricompensa bonus e tornano nel proprio gioco.

Gioco Cooperativo non completato: se l’ospitante o l’ospite muoiono o un ospite utilizza l’oggetto Silencing Blank, l’ospite è trasportato nel proprio gioco e non riceve la ricompensa bonus.

Password: il sistema automatico per il multiplayer si basa su scelte casuali; in ogni caso è possibile impostare una password per la propria sessione in modo che gli altri utenti, inserendo quella password, possano partecipare al gioco. Le password possono essere lunghe al massimo 8 caratteri e possono essere usate solo per il Gioco Cooperativo, non per per le sessioni di PvP.

Gioco Versus PvP: i Cacciatori non devono necessariamente lavorare in collaborazione; la modalità Versus PvP consente ai giocatori di scontrarsi contro altri giocatori in combattimento, utilizzando diverse armi e abilità acquisite invadendo il gioco di altri. Anche in questo caso i giocatori che vengono invasi sono Host mentre gli invasori sono Guest, inoltre in alcune aree del gioco ci possono essere più invasori nello stesso gioco di un Host.

Regole della modalità Versus: quando un Host è in un’area dove è presente una “donna suonatrice di campana”, le invasioni Versus PvP sono possibili.

Per iniziare una sessione di invasione Random con la modalità Versus (PvP)
:

-il Guest usa l’oggetto Sinister Resonant Bell
-l’Host inizia il gioco cooperativo o utilizza l’oggetto Sinister Resonant Bell per evocare la suonatrice di campana
-il Guest viene trasportato nel gioco dell’Host
-Host e Guest giocano nel gioco dell’Host

Completamento del gioco Versus: se il Guest è abile abbastanza da sconfiggere l’Host, riceverà una ricompensa e verrà ritrasportato nel proprio gioco.

Modalità Versus non completata: se l’ospite muore o sceglie di usare l’oggetto Silencing Blank, l’ospite verrà riportato nel suo gioco senza ricompense.

-Caratteristiche di Gioco Asincrono

Spettri: sarà possibile vedere il fantasma di altri utenti; vedrete spettri bianchi di giocatori che stanno giocando in quel momento nella vostra stessa area e che potrebbero essere utili per capire come procedere.

Note: utilizzando l’oggetto Notebook (quaderno degli appunti) potrete annotare consigli e messaggi per altri giocatori, da scoprire durante il gioco tramite le creature Messenger (Messaggeri) che appaiono sul suolo. Potrete anche interagire con i Messaggeri per trovare appunti di altri e potrete dare ai consigli un voto in base all’utilità. Solo perché un altro Cacciatore ha lasciato un consiglio non vuol dire che questo sia utile o veritiero, quindi fate attenzione!

-Aggiornamenti e Requisiti PS Plus

Aggiornamenti: il giorno del lancio a mezzanotte ci sarà già un update online che sarà utile per fornire una migliore esperienza di gioco. Il contenuto principale di questo aggiornamento sono ottimizzazioni per la modalità Online e miglioramenti generali delle performance di gioco.

Requisiti PS Plus: alcuni elementi online richiedono un abbonamento a PS Plus per poter essere utilizzati:

– Multiplayer Online
– Funzionalità Online del gioco Asincrono
– Condivisione di Chalice Dungeon generati

Altri invece non richiedono l’abbonamento:

– Installazione di aggiornamenti di gioco
– Download di dati per creazione di Chalice Dungeon
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Ultima modifica di unkle : 24-03-2015 alle 09:14.
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Old 24-03-2015, 09:18   #15
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Perfetto, quindi devi attivarlo te con determinati oggetti a quanto mi par di capire.

Ovviamente sono disponibilissimo a fare coop e pvp eh, invadetemi pure
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Old 24-03-2015, 09:30   #16
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Patch per risolvere i caricamenti lenti in lavorazione.
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Old 24-03-2015, 10:05   #17
kaos.
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Io non capisco perché abbiano usato quella schermata di caricamento (che in presenza di caricamenti lunghi non aiuta, anzi!)...

pochi npc da mostrare?

pochi oggetti da mostrare??

Mah...

Altra cosa, ma Kentaro Miura non li denuncia per aver "tratto ispirazione" dal simbolo dei sacrifici umani di berserk?
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Old 24-03-2015, 10:24   #18
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