View Full Version : Donne in marcia contro la violenza


pais10
24-11-2007, 11:54
www.controviolenzadonne.org

"Il giorno in cui ho smesso di avere paura..."
Donne in marcia contro la violenza

Il corteo in coincidenza con la giornata mondiale. I dati: un milione e 150 mila vittime in un anno, il 70 % in casa
Il sottosegretario Linguiti: "Sbagliato escludere gli uomini. Bisogna intervenire sui modelli culturali"

ROMA - La voce di donna arriva per telefono, sono le sette di sera, in lontananza i rumori chi dovrà occuparsi della cena nella casa accoglienza del centro antiviolenza di Imola: "Non sono stati gli schiaffi, forse a quelli mi ci ero abituata. E neppure le botte, la violenza, quel fare sempre quello che voleva lui. Io ho detto basta quando mi trascinava davanti allo specchio e mi urlava: 'Guardati, fai schifo, sei una nullità'. Ecco, il mio riscatto comincia da lì, non dalle botte ma dall'umiliazione...".

Un'altra voce di donna, questa volta "protetta" in uno dei quattro centri antiviolenza Differenza donna di Roma: "Ci ho messo sette anni, sette anni di violenza davanti agli occhi dei miei figli. Poi quando ho detto basta è stato un basta deciso, difficile, drammatico, puoi immaginare cosa significa scappare via da casa tua sapendo che non la vedrai mai più, che non vedrai più le tue cose, e portare con te i bambini, piccoli, ma grandi abbastanza per avere i loro giochi e la loro camera... Ecco, è successo che un giorno, dopo sette anni, ho detto addio a tutto questo... e bentornata a me stessa".

Nel centro Roberta Lanzino di Cosenza vivono cinque donne, una è mamma di due bambini, anche loro vivono qua. Sono tutte italiane, tutte della provincia di Cosenza , hanno dai 35 ai 55 anni. Tra poco potrebbe arrivare una nuova ospite, una studentessa. In loro nome parla la responsabile Antonella Veltri: "Hanno impiegato mesi e anni per arrivare fin qui e quando lo hanno fatto è stato per disperazione assoluta. Oltre alle violenze fisiche e psicologiche qui devono combattere anche la cultura mafiosa. E' un'altra forma di violenza". Che andrebbe aggiunta ai tanti tipi di violenza che le donne possono subire.

Cifre da paura - Voci senza nome. Paura, vergogna, motivi di sicurezza: è terribilmente rischioso in Italia, oggi, anno 2007, dire no a un marito o a un convivente violento, ribellarsi e scappare via, cercare di recuperare la propria autonomia. Provare a smettere di avere paura. Sono voci di donne senza nome che accettano di parlare solo perché "più se ne parla e meno paura ci sarà in giro". Perché, forse, se avesse trovato il coraggio Barbara Spaccino, incinta del terzo figlio, uccisa dal marito, sarebbe ancora viva. E così Hina, la ragazza pakistana uccisa dal padre perché vestiva minigonne e non voleva il velo. E poi Anna, Paola violentata a Torre del Lago, Sara stuprata a Torino da un amico, Carla a Bologna. Anche Mez, la dolce ragazza inglese sgozzata in camera da letto a Perugia ancora non si sa da chi. Sono solo alcuni dei nomi di quel milione e 150 mila di donne vittime in Italia negli ultimi dodici mesi di violenze e abusi, il 22 per cento in più dell'anno scorso, il 5,4 per cento del totale delle donne. Alcuni - nomi - delle 180 morte per le violenze subìte, una ogni due giorni; di quel 3,5% vittima di violenza sesssuale, di quel 2,7che ha subìto violenza fisica e di quelle 74 mila stuprate o quasi.

La giornata contro la violenza sulle donne - "La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini" è scritto nello striscione che oggi apre, vigilia della giornata mondiale, la marcia delle donne contro la violenza e in nome della propria autodifesa. Manifestazione (raduno piazza della Repubblica, ore 14; info: www. controviolenzadonne. org) partita dal basso, senza cappelli politici, grazie alla forza di mobilitazione di collettivi femministi come Amatrix, Libellule, Feramenta, Assemblea femminile via dei Volsci 22 e degli oltre settanta Centri antiviolenza sparsi in tutta Italia. Una manifestazione nata e cresciuta - hanno aderito il ministero delle Pari Opportunità, della Famiglia e della Sanità e oltre 400 organizzazioni tra cui Amnesty, Arci, Cgil, Udi, le donne del Prc - proprio perché quella massa di cifre e percentuali messi a disposizione quest'anno per la prima volta dall'Istat su richiesta del ministro Pollastrini non diventino solo statistiche. Ma restino volti e storie. Di dolore e, soprattutto, di riscatto.

Gli esclusi, cioè gli uomini - La manifestazione è sessista e le organizzatrici hanno deciso di tenere fuori gli uomini. Le polemiche si sono sprecate in questi giorni. "Non sono d'accordo, è una scelta sbagliata, che non condivido e non comprendo perché proprio in questo tema, nel momento in cui le cifre e i dati ci dimostrano che bisogna intervenire sui modelli culturali e sulla incultura patriarcale, è sbagliato tenere fuori una delle due parti interessate" sottolinea il sottosegretario alle Pari Opportunità Donatella Linguiti. Comunque il corteo sarà grande. E da qualche parte - si novella- gli uomini troveranno posto. Magari in fondo, magari ultimi ma ci saranno.

"Il potere di ricatto delle famiglie" - Il 69, 7 per cento delle violenze avviene all'interno delle mura domestiche. Ma solo il 18,2% delle donne che ha subìto violenza in famiglia la considera un reato e solo il 7,2% la denuncia. Bisogna soffermarsi su queste cifre prima di "entrare" nel centro Roberta Lanzino di Cosenza. "L'80 per cento delle nostre ospiti non è autonoma dal punto di vista economico e il ricatto che può fare la famiglia è tale che sei su dieci rinunciano ad arrivare fin da noi, a fare questo passo" racconta Antonella Veltri responsabile del centro. Una signora ha saltato cinque colloqui. Si è fatta viva la prima volta un anno fa. La non cultura mafiosa aggiunge violenza a violenza. "Il potere di ricatto delle famiglie è altissimo e tocca una gamma svariata, dalla solitudine all'infamia, dal 'non vedrai più i tuoi figlì al 'nessuno al paese ti rivolgerà più la parola'". Una volta vinta la minaccia della famiglia, il passo successivo è "farsi credere": "Molte donne, prima di arrivare da noi per un colloquio, sono andate dal maresciallo disperate, gonfie, con i lividi, col referto medico, a una era stato sbattuto in testa l'oblò divelto dalla lavatrice... beh, si sono sentite rispondere 'Signora ci pensi bene, forse è meglio che si tenga suo marito...'". Nei centri si entra solo se c'è volontà di farlo "ma anche quando hanno trovato la forza di arrivare sin qua, il 10 per cento a un certo punto abbandona: la pressione da parte della famiglia o del marito è tale per cui non ce la fanno. Ci lasciano e di loro non sappiamo più nulla". Le altre, a cui la disperazione fa fare quello che non avrebbero mai immaginato - lasciare la famiglia - cominciano un faticosissimo ma meraviglioso viaggio "verso la consapevolezza, l'autostima, la propria autonomia. Il riscatto. Cerchiamo di insegnare loro un mestiere o di valorizzare quello che già sanno fare, troviamo una casa, una stanza, soprattutto le accompagniamo verso la separazione e il divorzio prima, il processo penale poi, un altro appuntamento a cui si arriva con molta difficoltà perché non ci sono pene per i mariti violenti".

"Dopo sette anni ho smesso di avere paura" - Maria, nome di fantasia, ha 30 anni. Mancano pochi minuti alle quattro e deve scappare a prendere i suoi figli a scuola, "sperando di non trovare lui che mi aspetta da qualche parte". Parla da uno dei centri Differenza Donna di Roma. "Sono riuscita a dire basta in modo deciso dopo sette anni di botte, insulti, umiliazioni, paura. Ma quando ho deciso è stato un basta definitivo. Non saprei dire cosa e quando: è successo che un giorno davanti a me non avevo altra via se non quella di andarmene. All'improvviso ho smesso di avere paura. Così ho guardato per l'ultima volta la mia casa e le mie cose che non avrei più rivisto, ho preso i miei due figli e sono venuta qua. Due, tre mesi prima avevo trovato il coraggio, aiutata dall'assistente sociale, di prendere il telefono, fare quella telefon0326ata e chiedere aiuto. La cosa più difficile era proprio raccontare quello che mi succedeva, far capire come era lui, il mio ex marito, come poteva cambiare all'improvviso dentro le mura di casa. La paura più grande, a quel punto, era quella di non essere creduta". Con l'assistenza del centro Maria ha potuto fare tre denunce penali e ha cominciato a ricostruire se stessa "perché ero distrutta. I miei figli sanno tutto, o meglio sapevano già perché hanno sempre visto tutto. Diciamo che adesso sanno dove è il bene e dove è il male e hanno imparato a rispettarmi di nuovo e a riconoscermi autorevolezza". Maria potrà stare qui sei mesi- un anno. "Durante il giorno lavoro come donna delle pulizie, qualche ora per non far mancare nulla ai miei bambini. Prima non lavoravo. Devo cominciare a guardarmi intorno perché tra sei mesi, un anno, dovrò fare da sola ed essere autosufficiente. Per me, per i miei figli, per la mia nuova vita".

Un problema culturale - Sabrina Frasca, responsabile di un centro Differenza donna, spiega che sarebbe "fondamentale, a livello generale e nell'interesse di tutti, poter lavorare e mettere in discussione il modello culturale patriarcale nel rapporto uomo- donna", non solo tra marito e moglie ma anche tra padre e figlia o tra superiore e dipendente, "ovunque ci sia una relazione donna-uomo in rapporto di autorità". "Solo così - aggiunge - si può sperare, in un tempo medio lungo, di poter correggere le statistiche disperate sulla violenza del partner e dentro le mura di casa". Alla cooperativa Trama di terre, in Romagna, le ospiti sono quasi tutte straniere, per l'esattezza nove mamme e dieci bambini. Le nazionalità coprono mezzo atlante geografico: Russia, Tunisia, Marocco, Angola, Pakistan, Romania, Armenia. Sono mogli-bambine di matrimoni combinati che poi una volta in Italia scappano dalla casa-prigione; ci sono ragazze cacciate di casa perché incinte; una ragazza rom di 23 anni abbandonata dal marito con due figli. "E' qui da pochi giorni - racconta Tiziana Dal Pra, responsabile del centro - ci guarda e ripete: da noi se una donna parla troppo il marito la picchia". Arriva al telefono Anna, un altro nome di fantasia, 32 anni, straniera, arrivata in Italia tre anni fa, primo approdo Bologna, una bimba - allora - di di cinque mesi: "Ho trovato lavoro come commessa. Tra poco andrò a vivere con mia figlia in una casa che divido con un'altra donna che ho conosciuto nel centro. Ora mi guardo allo specchio e sono fiera di me". Prima c'era stata una storia di violenze, botte e umiliazioni infinte. Anna era la "prima" voce parlante di questo viaggio nel dolore e nel riscatto: "Mio marito vedeva la tivù qui in Italia, vedeva le donne in tivù poi si girava verso di me e mi diceva che facevo schifo, che ero una nullità, che non avrei mai combinato nulla nella mia vita, mi trascinava davanti allo specchio e mi diceva 'ma guarda come sei diventata'. Adesso io ho un lavoro, tra poco avrò una casa mia, saprò crescere mia figlia e insegnarle ad avere rispetto di sé".

Oggi saranno tutte in marcia, a Roma. Anna, Maria, i loro figli e le altre avranno un cartello, uno striscione tradotto in tutte le lingue: "La violenza non ha né cultura né religione né nazionalità. Ha solo un sesso".

www.repubblica.it

http://www.controviolenzadonne.org/images/uomini2.gif

Violenza Psicologica

La violenza psicologica accompagna sempre la violenza fisica e la preapara anche quando non degenera verso questo tipo di maltrattamento. Il messaggio che passa attraverso il maltrattamento psicologico è che chi ne è oggetto è persona priva di valore. Ciò induce in qualche modo in chi lo subisce ad accettare in seguito anche comportamenti violenti. Si tratta spesso di atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione e finiscono così con l’essere accolti dalla donna, al punto che spesso essa non riesce nemmeno a vedere quanto le siano dannosi e insidino la sua identità.

Allo stesso tempo il maltrattamento psicologico procura una grande sofferenza, e parte del dolore provato dipende dal non riuscire a dare un nome a questo stato di grave disagio: la donna continua a sentirsi confusa e sofferente, ma senza capirne il perché. Per questa ragione è sempre importante con le donne parlare e indurle a esplicitare quello che sta succedendo, perché possono non rendersi conto che quello che stanno subendo è un vero e proprio maltrattamento. Le tipologie e le modalità di maltrattamento sono molteplici, di seguito ne abbiamo identificate sei delle più comuni.

- svalorizzazione (ad es. convincere la donna che non vale niente, dirle che è sessualmente inadeguata, sminuirla nella sua femminilità, offende rla dirle che è stupida che non capisce niente, critiche continue, distruzione delle amicizie ecc..)
- trattare come un oggetto (ad es. richiesta di cambiare il proprio aspetto fisico, manipolare lo stato psichico della donna, maniacale ossessività, controllo di dove va la donna e cosa fa, gelosia eccessiva, costringere ad avere rapporti sessuali)
- eccessiva attribuzione di responsabilità (ad es. nell’organizzazione del menage familiare, accusarla delle difficoltà dei figli, costringerla a farsi carico di tutte le spese familiari ecc..)
- indurre senso di privazione (ad es. privazione di contatti sociali, indurre ansia e insicurezza sul futuro, privazione dei rapporti con la famiglia d’origine ecc..)
- distorsione della realtà oggettiva (ad es. critica continua alla visione del mondo della donna, negazione dei sentimenti delle donne, far sentire in colpa la donna perché rifiuta i rapporti sessuali, cercare di far sembrare normali gravi maltrattamenti e abusi ecc…)
- paura (ad es. minacce di percosse, rompere oggetti, sbattere porte, minacce di togliere i figli, minacce di morte, imprevedibilità ecc…)

www.artemisiacentroantiviolenza.it


www.controviolenzadonne.org



Amiamo e difendiamo le nostre mamme, mogli, fidanzate, sorelle, figlie ed amiche :flower:

Fil9998
24-11-2007, 12:07
personalemte ho sempre e solo vissuto situazioni in cui le donne facevano violenza psicologica sugli uomini e FORTUNATAMETE mai ho avuto notizia diretta di violenza fisica di un uomo su di una donna

...

ma evidentemente questo è un male minore.

chesim
24-11-2007, 12:10
Violenza maschile prima causa di morte per le donne?
di A. Ermini

Ormai lo leggiamo e ascoltiamo ogni giorno in un effluvio di esternazioni senza fine. Buon ultimo, dopo la stampa così detta grande (più, ovvio, quella di sinistra per la quale l’ideologia è verità), le TV, le ministre, le soubrette e presentatori di talk show vari, il presidente del consiglio Prodi. Senza alcun accenno di buon senso, di onestà intellettuale, di semplice verifica di dati a tutti disponibili. A niente valgono nemmeno le parole di femministe oneste che contestano sia i dati in sè, sia i criteri usati per elaborarli, come Elisabeth Badinter o Susan Faludi. Usava la stessa tecnica terroristica anche Goebbels. “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà”.
Da parte nostra dubitiamo molto che quello che ne resterà, anche alle donne destinatarie del messaggio di odio e criminalizzazione antimaschile, sia minimamente positivo. In ogni caso non vogliamo assistere inermi a questo scempio della verità e della ragione.

L’ultimo dato ISTAT sulle cause di morte è del 2002
In quell’anno morirono in italia 560.390 persone, di cui:
maschi: 279.296
femmine: 281.094

Nella classificazione ISTAT l’omicidio e le lesioni (mortali, evidentemente) provocati INTENZIONALMENTE da altri corrispondono al codice descrittivo BE 77 (“Omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri”, appunto), a sua volta ricompreso nella classe BE 71-78 (“Cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti”), così composta:

BE(71-78)E - CAUSE ESTERNE DEI TRAUMATISMI E DEGLI AVVELENAMENTI
BE 71 Accidente stradale da veicolo a motore
BE 72 Altri accidenti da trasporto
BE 73 Avvelenamenti accidentali
BE 74 Cadute accidentali
BE 75 Accidenti causati da incendi e da fuoco
BE 76 Suicidio e autolesione
BE 77 Omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri
BE 78 Altre cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti

Per omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri (BE77) sono morte in Italia, nel 2002, 560 persone, di cui
Maschi: 401
Femmine 159

Le cause di morte sono state, in valori assoluti:
1)Malattie del sistema circolatorio: 131.472
2)Tumori: 69.672
3)Altri stati morbosi: 21.173
4)Malattie dell’apparato respiratorio: 15.324
5)Disturbi psichici e malattie sist. Nervoso org. Sensi: 14.765
6)Malattie dell’apparato digerente: 12.234
7)Cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti: 10.667 (di cui omicidi 560, ripartiti come più sopra)
8)Sintomi, segni e stati morbosi mal definiti: 3.640
9)Malattie infettive e parassitarie: 2.147

Fonte: http://www.istat.it/dati/dataset/20051107_00/

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25 Novembre - Comunicato stampa di U3
GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
25 NOVEMBRE 2007
_____________
MOVIMENTO UOMINI3000
****
COMUNICATO STAMPA

Si celebra il 25 novembre la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
D'acchito sembra che nessuno possa sottrarsi dal condividerne lo spirito e gli intenti, eppure non tutto è trasparente in questa iniziativa.

Vi è chiamata in causa non la violenza esercitata singolarmente da una minoranza deviante, ma quella che pervaderebbe l'intera cultura e che sarebbe annidata nel cuore di tutti gli uomini, ivi compresi quelli che non solo non torcerebbero un capello a una donna ma che anzi, se del caso, sarebbero disposti a sacrificarsi per salvarla. Anche questi sono chiamati a riconoscersi corresponsabili dei delitti che colpiscono le donne. Anzi, soprattutto questi, dal momento che, si può starne certi, i veri delinquenti non saranno neppure lambiti da tale iniziativa.

Si parla dunque del male che gli uomini fanno alle donne, mentre del bene non si sente parlare mai, come se fossimo divenuti tutti incapaci di vedere l'aspetto luminoso dei maschi e della maschilità. Già questo fatto oscura l'iniziativa che risulta in tal modo zoppa e affetta da strabismo.

Al tempo stesso si tace della violenza femminile e materna, di cui pure le cronache ci forniscono amari esempi. Si tace di quella visibile e soprattutto di quella invisibile, indotta e delegata agli uomini, sia privata che pubblica. E così lo sconcerto cresce.

Ci si occupa della violenza maschile che viene data in continuo aumento e presentata con dati che sembrano irrefutabili. Si dice che muoiono più donne a causa di violenza che per qualsiasi altro motivo. Lo dicono i media e lo conferma il Consiglio d'Europa.
Siamo così convinti di questa verità che diventa impossibile accettare l'altra, quella che dice che le donne uccise sono cento e quelle che muoiono per altre cause sono diciottomila (dai 16 ai 60 anni - fonte Istat). Cento dunque è diventato un numero più grande di diciottomila.

Sulla base di statistiche come questa nasce la giornata contro la violenza sulle donne. Un simile stupefacente rovesciamento dei dati, una bugia di tali dimensioni gettano allora una luce inquietante su questa e analoghe iniziative.

Sorge in alcuni il sospetto che un tale stravolgimento della realtà abbia una ragione diversa. Che non sia in causa la violenza sulle donne ma quella morale sugli uomini. Che sotto le parvenze della migliore delle intenzioni, si giochi una partita dalle finalità oscure.

Questo non è però un sospetto per chi, come noi, ha individuato negli strumenti psicologici, emotivi e morali le armi con le quali si combatte quella guerra unidirezionale contro gli uomini che T. Terzani scoprì, allibito, tornando in Occidente.

Per il movimento Uomini3000, la giornata del 25 novembre non è ciò che sembra, non ha i fini che dichiara. E' invece un giorno in cui si vuole decretare la colpa collettiva degli uomini, di tutti gli uomini indiscriminatamente. In cui si sollecitano i giusti a denunciarsi rei e gli innocenti a confessarsi colpevoli. I Cavalieri a riconoscersi maramaldi.

Un giorno di colpevolizzazione e di crimininalizzazione del genere maschile, che noi rifiutiamo a priori e in toto, a nome nostro e delle generazioni maschili future.

Perché non è con la colpevolizzazione, l'umiliazione e il vilipendio degli uomini che si pone rimedio alle violenze maschili. E tantomeno a quelle femminili.

per Uomini3000 - Movimento maschile - www.uomini3000.it

Rino Della Vecchia (Barnart) - 18 Novembre 2007

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Dati reali sul numero dei decessi femminili

In Italia per anno - Fonte Istat - Media degli ultimi 5 anni

Morti totali M+F 560.000 - F. 280.000
Delitti domestici: 190 di cui su donne 130.
Di cui per mano femminile 20%

Delitti domestici contro le donne compiuti dagli uomini:
105

Decessi femminili dai 16 ai 60 anni 18.500

http://www.uomini3000.it/521.htm

chesim
24-11-2007, 12:19
Pestaggio Anti-Maschile nei MassMedia:
http://antifeminist.altervista.org/multimedia/insegnamenti_femministi.htm

Dati sulle violenze domestiche non diffusi dai media
http://antifeminist.altervista.org/risorse/dati_dv.htm

Famose Citazioni Femministe...
http://antifeminist.altervista.org/risorse/citazioni_femministe.htm

False accuse di stupro catturate su video
http://antifeminist.altervista.org/multimedia/false_accuse.htm

Fight Club Femminista
http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/fightclubfemminista_4_5_2007.htm

Evirazione del Pene
http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/tiscali3-3-2007.htm
http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/vendetta_rosa.htm
http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/succulenta_vendetta.htm

False accuse di stupro
http://antifeminist.altervista.org/notizie/2007/21_9_2007.htm
http://antifeminist.altervista.org/notizie/2007/18_9_2007.htm
http://antifeminist.altervista.org/notizie/2007/12_9_2007.htm
http://antifeminist.altervista.org/notizie/2007/2_2_2007.htm
http://antifeminist.altervista.org/notizie/2006/30_12_2006.htm
http://antifeminist.altervista.org/notizie/2006/27_11_2006.htm
http://antifeminist.altervista.org/notizie/2006/19_11_2006.htm
http://antifeminist.altervista.org/notizie/2006/18_9_2006.htm

Donna si schiaffeggia da sola, poi accusa il marito di "percosse"
http://antifeminist.altervista.org/notizie/2006/30_8_2006.htm

Pedofila stupra bambino di 4 anni
http://antifeminist.altervista.org/notizie/2005/2_3_2006.htm

Gran Bretagna: Niente galera per le donne
http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/nogaleradonne_13_5_2007.htm

Pestaggio Anti-Maschile, Misandria, Male-Bashing:
http://i1.tinypic.com/6tk23vo.jpg

http://antifeminist.altervista.org/risorse/manifesto_pubblicitario.htm

pais10
24-11-2007, 12:22
Potete trovare un ricco approfondimento in questa rivista che ho acquistato questa mattina :

http://img514.imageshack.us/img514/572/copertina4707bgp5.jpg

Basta
Scendono in piazza per gridare tutta la loro rabbia. Umiliate, negate, uccise. Le donne non muoiono solo di botte. Sono, ovunque, vittime di una cultura secolare che nega loro identità e libertà. Eppure, rappresentano la chiave per un mondo migliore. Tra inquisizioni, tentativi di liberazione e voglia di emancipazione, la storia delle lotte di ieri, oggi e domani.

Non è una gara al femminismo o al maschilismo, le violenze sono sempre sbagliate e vanno sempre combattute.

morg79
24-11-2007, 13:37
Violenza maschile prima causa di morte per le donne?
di A. Ermini
Usava la stessa tecnica terroristica anche Goebbels. “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà”.

Per omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri (BE77) sono morte in Italia, nel 2002, 560 persone, di cui
Maschi: 401
Femmine 159

certo..come no...adesso è tutto falso:muro:
vorrei ricordarti che se cerchi bene vedrai una grossa percentuale di donne che ancora non muoiono ma subiscono per anni violenza dai mariti.
basarsi solo sui decessi mi sembra solo un modo di voler a tutti i costi negare l'evidenza.
ci sono moltitudini di donne che vivono ancora e subiscono soprusi regolarmente.

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25 Novembre - Comunicato stampa di U3
GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
25 NOVEMBRE 2007
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MOVIMENTO UOMINI3000
****
COMUNICATO STAMPA

Si celebra il 25 novembre la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
D'acchito sembra che nessuno possa sottrarsi dal condividerne lo spirito e gli intenti, eppure non tutto è trasparente in questa iniziativa.

Vi è chiamata in causa non la violenza esercitata singolarmente da una minoranza deviante, ma quella che pervaderebbe l'intera cultura e che sarebbe annidata nel cuore di tutti gli uomini, ivi compresi quelli che non solo non torcerebbero un capello a una donna

Si parla dunque del male che gli uomini fanno alle donne, mentre del bene non si sente parlare mai
Al tempo stesso si tace della violenza femminile e materna, di cui pure le cronache ci forniscono amari esempi.
scusa..ma questa è davvero una manica di stupidaggini.
l'errore sta nel voler per forza trovare una cosa contraria..nel voler estremizzare tutto..gareggiare..nel voler per forza negare cose che esistono,appigliandosi a tutto..e dicendo falsità.
se vedi il tg si parla anche della violenza materna:read:
Siamo così convinti di questa verità che diventa impossibile accettare l'altra, quella che dice che le donne uccise sono cento e quelle che muoiono per altre cause sono diciottomila (dai 16 ai 60 anni - fonte Istat). Cento dunque è diventato un numero più grande di diciottomila.
vatti a vedere i dati sulle violenze che ancora e per fortuna non sfociano nel decesso per piacere.
Che sotto le parvenze della migliore delle intenzioni, si giochi una partita dalle finalità oscure.
qui siamo al delirio assoluto:rolleyes:

Per il movimento Uomini3000, la giornata del 25 novembre non è ciò che sembra, non ha i fini che dichiara. E' invece un giorno in cui si vuole decretare la colpa collettiva degli uomini, di tutti gli uomini indiscriminatamente.

Un giorno di colpevolizzazione e di crimininalizzazione del genere maschile, che noi rifiutiamo a priori e in toto, a nome nostro e delle generazioni maschili future.

non è assolutamente vero.
non sono le donne a estremizzare.
gli uomini creano movimenti,si ribellano..sono più loro a voler cercare a tutti i costi il confronto..ergo sono più loro a sottolineare,a metter sempre una barriera
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Pestaggio Anti-Maschile nei MassMedia:
http://antifeminist.altervista.org/multimedia/insegnamenti_femministi.htm

Dati sulle violenze domestiche non diffusi dai media

False accuse di stupro catturate su video

Evirazione del Pene

False accuse di stupro


Donna si schiaffeggia da sola, poi accusa il marito di "percosse"

Pedofila stupra bambino di 4 anni

Gran Bretagna: Niente galera per le donne

Pestaggio Anti-Maschile, Misandria, Male-Bashing:



potrei postare altri cento link di esempi in cui la vittima è la donna..ma sono cose scontate..e comunque non voglio contribuire al tuo tentativo di mandare in vacca il 3d.
qui non c'è una gara..qui si tratta di prendere atto che la violenza c'è..esiste e va combattutta da entrambi i sessi.
edit: da notare il nome del sito...antifeminist...parla da sè dai..
e poi dite che siamo noi donne a volere la gara:rolleyes:

lowenz
24-11-2007, 13:45
qui non c'è una gara..qui si tratta di prendere atto che la violenza c'è..esiste e va combattutta da entrambi i sessi.
Sicuramente nei paesi NON occidentali la donna subisce pesantamente, e questo capita anche nei paesi occidentali nelle classi basse e nelle zone rurali.

Per quanto concerne le classi alte e zone non rurali mi permetto di dire che donne e uomini non sono entrambi stinchi di santo.
Soprattutto le donne che (s)ragionano come uomini.

morg79
24-11-2007, 13:51
Sicuramente nei paesi NON occidentali la donna subisce pesantamente, e questo capita anche nei paesi occidentali nelle classi basse e nelle zone rurali.

Per quanto concerne le classi alte e zone non rurali mi permetto di dire che donne e uomini non sono entrambi stinchi di santo.
Soprattutto le donne che (s)ragionano come uomini.

infatti non ho fatto nessuna distinzione..ho detto entrambi i sessi;)
cercare di negare l'evidenza è sempre un errore

chesim
24-11-2007, 13:58
morg79, non ti risponderò per un semplice motivo: per quanto mi riguarda, e lo stesso vale per molti uomini che conosco, i maschiettini occidentali dovranno realmente toccare il fondo e venir declassati a cittadini di seconda o terza categoria prima di accorgersi quanto in basso sono caduti.

Tu e l'autore di questo thread manifesterete sulla base di statistiche contraffatte, prodotte da o con il patrocinio di organizzazioni/lobby femministe, con lo scopo di far passare leggi anti-costituzionali mentre si cavalca l'onda emotiva, e far stanziare maggiori fondi per quelle stesse organizzazioni che hanno prodotto quelle statistiche FALSE.

Se poi tu e l'autore di questo thread siete due assassini e due stupratori violenti, vi prego di fornirmi le vostre generalità così vi denuncio ai carabinieri.

Io non ho MAI stuprato o ucciso o malmenato nessuna femmina, e questo vale per il 99,9% di tutti i cittadini maschi italiani. Negli Stati Uniti solamente lo 0,005% delle persone hanno commesso un omicidio. Qui in Italia la percentuale è ancora più bassa, e comi ti ho già dimostrato la maggior causa di morte per le donne NON sono i mariti o fidanzati etc.etc., ma malattie e incidenti.

L'unica differenza in tutta questa storia la fa la TV, che prende casi singoli e li ripete a tamburo battente per creare "l'emergenza sociale".

La differenza fra me e gli altri membri uomini del forum che in queste occasioni fanno sempre silenzio oppure parlano soltanto per genuflettersi "a nome dell'intero Genere Maschile", è che loro hanno paura di venir bollati come "misogini" o "maschilisti". Quindi preferiscono stare zitti, mettere la testa sotto la sabbia, e prendersi dello "stupratore" e del "violentatore", nonostante la maggior parte non sia nè l'uno nè l'altro.

Se poi vuoi discuterne meglio, ti consiglio di fare una visitina in questo forum:

http://questionemaschile.forumfree.net/

Ciao

ps. tu quegli articoli che ho postato non li ha nemmeno letto, al massimo hai dato un'occhiata ai titoli, e da questo se ne deduce molto sulla tua apertura mentale e sulla tua buona fede.

Picarus
24-11-2007, 14:02
Iniziativa senza senso per i termini aggressivi e demonizzanti con cui viene condotta;da parte mia non merita più considerazione di quanta ne occorra per scrivere quattro righe in un forum.
Ciao

chesim
24-11-2007, 14:05
personalemte ho sempre e solo vissuto situazioni in cui le donne facevano violenza psicologica sugli uomini e FORTUNATAMETE mai ho avuto notizia diretta di violenza fisica di un uomo su di una donna

...

ma evidentemente questo è un male minore.
L'intento di criminalizzare l'intero Genere Maschile, da parte di lobby femministe e femmine in malafede come morg79, è quello di piegare l'autonomia maschile sotto il senso di colpa, per farli vergognare di essere nati maschi e renderli in tutto e per tutto degli "storpi emotivi" e quindi sempre dipendenti dal giudizio femminile.

Ora, che le femmine in malafede come morg79 ricevano un tornaconto da questo tipo di azione è chiaro come il sole, ma dall'altra parte chiedo agli utenti uomini del forum... voi che tornaconto avete a farvi chiamare "violentatori" e "stupratori" dalla mattina alla sera da queste femmine ?

Tutto questo solo per la speranza di infilare il pistolino in un buco ? Si esaurisce tutto lì ?

pais10
24-11-2007, 14:08
Il mio intento non è quello di criminalizzare un genere sessuale di cui oltretutto faccio parte. Voglio solo ricordare che certi maltrattamenti, fisici o psicologici, ci sono stati e ci saranno.
E non mi sembra giusto che passino sotto silenzio, come non è giusto che passino sotto silenzio altri tipi di violenza in 1000 altri ambiti.

Siccome oggi a manifestare sono le donne allora il thread è impostato in una certa maniera.

Evitate di venire qui con i forconi in mano ad additare senza motivazione.

pais10
24-11-2007, 14:10
L'intento di criminalizzare l'intero Genere Maschile, da parte di lobby femministe e femmine in malafede come morg79, è quello di piegare l'autonomia maschile sotto il senso di colpa, per farli vergognare di essere nati maschi e renderli in tutto e per tutto degli "storpi emotivi" e quindi sempre dipendenti dal giudizio femminile.
Viva la caccia alle streghe! :asd:

pais10
24-11-2007, 14:15
Ora, che le femmine in malafede come morg79 ricevano un tornaconto da questo tipo di azione è chiaro come il sole
Ma chi sei tu per giudicare gli altri?
Per esserci un dialogo occorre essere tutti sullo stesso piano, coloro che parlano da un piedistallo non sono molto utili nell'intavolare una discussione che possa arricchire tutti coloro che ne prendono parte.

er-next
24-11-2007, 14:19
L'intento di criminalizzare l'intero Genere Maschile, da parte di lobby femministe e femmine in malafede come morg79, è quello di piegare l'autonomia maschile sotto il senso di colpa, per farli vergognare di essere nati maschi e renderli in tutto e per tutto degli "storpi emotivi" e quindi sempre dipendenti dal giudizio femminile.

Ora, che le femmine in malafede come morg79 ricevano un tornaconto da questo tipo di azione è chiaro come il sole, ma dall'altra parte chiedo agli utenti uomini del forum... voi che tornaconto avete a farvi chiamare "violentatori" e "stupratori" dalla mattina alla sera da queste femmine ?

Tutto questo solo per la speranza di infilare il pistolino in un buco ? Si esaurisce tutto lì ?


il senso di odio per le donne che traspare dalle tue parole è a dir poco raccapricciante..

evidentemente sei tu ad avere grossi problemi con le donne tanto da sentirti minacciato nella tua pseudo-virilità e tanto ed evocare lobby femministe disinformazione di massa cospirazioni e quant'altro in completo delirio...

io ti consiglio prima di risolvere i tuoi problemi, poi vedrai che non ti sarà tanto difficile stare accanto a chiunque subisca una violenza..

detto questo ti invito anche a non usare il termine "femmine" in quel modo sprezzante..

per il resto dei tuoi interventi.. che dire.. il tuo pensiero mi fa ribrezzo..

pais10
24-11-2007, 14:22
poi vedrai che non ti sarà tanto difficile stare accanto a chiunque subisca una violenza..
*

ronin17
24-11-2007, 14:27
ottimo chesmin!!

Fides Brasier
24-11-2007, 14:30
[...]e comi ti ho già dimostrato la maggior causa di morte per le donne NON sono i mariti o fidanzati etc.etc., ma malattie e incidenti.e sticazzi, e meno male, altrimenti sarebbe una strage :asd:

...

porca miseria, stavo cercando dei dati che confutassero cio' che hai detto e ho trovato questo:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=13474&sez=HOME_INITALIA
[B]Donne, la violenza in casa ne uccide più del cancro
ROMA (20 novembre) - Le donne in Europa sono uccise più dalla violenza familiare che da qualsiasi malattia: tra i 16 e 44 anni l'aggressione tra le mura domestiche rappresenta la prima causa di morte. Più del cancro, degli incidenti stradali e delle guerre. I dati sono forniti dal Consiglio d'Europa. Nel mondo una donna su tre, nella sua vita è almeno una volta vittima di violenza fisica, sessuale o psicologica e il 40-70% delle donne assassinate muore per mano di parenti. 130 milioni sono le bambini che subiscono mutilazioni genitali. Secondo dati Istat, in Italia per quanto riguarda le violenze sessuali subite prima dei 16 anni, queste hanno coinvolto un 1 milione 400 mila ragazzine.
sottostimare il problema, o addirittura negarlo come fai tu, e' quasi come rendersi complici, perche' non aiuta a prendere coscienza delle dimensioni del dramma e a risolverlo.

Fides Brasier
24-11-2007, 14:34
Ora, che le femmine in malafede come morg79 ricevano un tornaconto da questo tipo di azione è chiaro come il sole, ma dall'altra parte chiedo agli utenti uomini del forum... voi che tornaconto avete a farvi chiamare "violentatori" e "stupratori" dalla mattina alla sera da queste femmine ?

Tutto questo solo per la speranza di infilare il pistolino in un buco ? Si esaurisce tutto lì ?nessuno chiama me violentatore o stupratore per il semplice fatto che la cosa non mi riguarda, ma che il problema esiste e' palese:
http://blog.panorama.it/italia/2007/11/24/violenza-alle-donne-pollastrini-ferrero-e-un-governo-coi-fiocchi/
“L’86 per cento delle violenze avviene in casa” ha sottolineato Pollastrini “la stragrande maggioranza commesse da persone che conoscono la vittima, spesso mariti, padri, conviventi. Quindi è falso statisticamente che il problema siano gli immigrati”.
E i numeri della ministra per Pari Opportunità sono drammaticamente confermati dagli organizzatori della manifestazione di sabato a Roma: “Oltre 14 milioni di donne italiane” si legge sul sito delle organizzatrici della manifestazione “sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita; la maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare; oltre il 94% non è mai stata denunciata; solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l’età media delle vittime; un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni; solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo qualcosa che è accaduto”.

pais10
24-11-2007, 14:34
sottostimare il problema, o addirittura negarlo come fai tu, e' quasi come rendersi complici, perche' non aiuta a prendere coscienza delle dimensioni del dramma e a risolverlo.
Quoto e sottoscrivo :mano:

pais10
24-11-2007, 14:38
solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’
Invece la violenza fisica e psicologia è un reato a tutti gli effetti ed il messaggio che deve passare è che non si deve più insabbiare e subire passivamente.
Le donne che subiscono tali maltrattamenti hanno tutto il diritto di ribellarsi.

Fides Brasier
24-11-2007, 14:42
Le donne che subiscono tali maltrattamenti hanno tutto il diritto di ribellarsi.il discorso e' complesso: mi capita spesso di vedere donne che sopportano... sopportano... sopportano... per poi esplodere all'improvviso, con un rancore esacerbato da anni di piccoli e grandi soprusi. mi verrebbe da dire "ma cazzarola ribellati prima, fai qualcosa prima per riequilibrare il rapporto!", pero' non e' cosi' semplice...

pais10
24-11-2007, 14:47
Non è affatto semplice, ma chi gli è più vicino dovrebbe cercare di cogliere le profonde infelicità dietro cui si nascondono questi avvenimenti e nei limiti del possibile cercare di aiutare.

morg79
24-11-2007, 15:02
morg79...

Tu e l'autore di questo thread manifesterete sulla base di statistiche contraffatte, prodotte da o con il patrocinio di organizzazioni/lobby femministe, con lo scopo di far passare leggi anti-costituzionali mentre si cavalca l'onda emotiva, e far stanziare maggiori fondi per quelle stesse organizzazioni che hanno prodotto quelle statistiche FALSE.

ps. tu quegli articoli che ho postato non li ha nemmeno letto, al massimo hai dato un'occhiata ai titoli, e da questo se ne deduce molto sulla tua apertura mentale e sulla tua buona fede.
li ho letti,ma qui non è messa in discussione la mia buona fede.
hai espresso un giudizio su di me che non ti è stato richiesto.
si vede che quando non si può argomentare si passa al personale.
cmq continuo a pensare che chi si aggrappa alla statistica(che peraltro non rispecchia la realtà poichè esclude le donne ancora vive)sei tu..e lo fai per alimetare un contrasto che invece non dovrebbe esistere.
L'intento di criminalizzare l'intero Genere Maschile, da parte di lobby femministe e femmine in malafede come morg79, è quello di piegare l'autonomia maschile sotto il senso di colpa, per farli vergognare di essere nati maschi e renderli in tutto e per tutto degli "storpi emotivi" e quindi sempre dipendenti dal giudizio femminile.


Ora, che le femmine in malafede come morg79 ricevano un tornaconto da questo tipo di azione è chiaro come il sole, ma dall'altra parte chiedo agli utenti uomini del forum... voi che tornaconto avete a farvi chiamare "violentatori" e "stupratori" dalla mattina alla sera da queste femmine ?

Tutto questo solo per la speranza di infilare il pistolino in un buco ? Si esaurisce tutto lì ?
altri dispregiativi...continui a giudicare..
cmq ti hanno risposto loro...
Voglio solo ricordare che certi maltrattamenti, fisici o psicologici, ci sono stati e ci saranno.
E non mi sembra giusto che passino sotto silenzio, come non è giusto che passino sotto silenzio altri tipi di violenza in 1000 altri ambiti.

Siccome oggi a manifestare sono le donne allora il thread è impostato in una certa maniera.


Ma chi sei tu per giudicare gli altri?
Per esserci un dialogo occorre essere tutti sullo stesso piano, coloro che parlano da un piedistallo non sono molto utili nell'intavolare una discussione che possa arricchire tutti coloro che ne prendono parte.

il senso di odio per le donne che traspare dalle tue parole è a dir poco raccapricciante..

evidentemente sei tu ad avere grossi problemi con le donne tanto da sentirti minacciato nella tua pseudo-virilità e tanto ed evocare lobby femministe disinformazione di massa cospirazioni e quant'altro in completo delirio...

io ti consiglio prima di risolvere i tuoi problemi, poi vedrai che non ti sarà tanto difficile stare accanto a chiunque subisca una violenza..

detto questo ti invito anche a non usare il termine "femmine" in quel modo sprezzante..

per il resto dei tuoi interventi.. che dire.. il tuo pensiero mi fa ribrezzo..

Invece la violenza fisica e psicologia è un reato a tutti gli effetti ed il messaggio che deve passare è che non si deve più insabbiare e subire passivamente.
Le donne che subiscono tali maltrattamenti hanno tutto il diritto di ribellarsi.

che altro dire?:rolleyes:

nomeutente
24-11-2007, 15:23
Capisco che il tema sia caldo (beh... a dire il vero non pensavo potesse esserci uno scontro anche su questi temi, ma non si smette mai di imparare) ma vi invito a moderare i toni.

pais10
24-11-2007, 15:26
Anch'io non pensavo di dover leggere simili attacchi in questo thread, ma se dovessi leggere altri post del genere sarò costretto a trattenermi dal rispondere....

Tanto spero che sia chiaro lo spirito con cui avevo aperto la discussione.

-cloe-
24-11-2007, 15:28
il senso di odio per le donne che traspare dalle tue parole è a dir poco raccapricciante..

evidentemente sei tu ad avere grossi problemi con le donne tanto da sentirti minacciato nella tua pseudo-virilità e tanto ed evocare lobby femministe disinformazione di massa cospirazioni e quant'altro in completo delirio...

io ti consiglio prima di risolvere i tuoi problemi, poi vedrai che non ti sarà tanto difficile stare accanto a chiunque subisca una violenza..

detto questo ti invito anche a non usare il termine "femmine" in quel modo sprezzante..

per il resto dei tuoi interventi.. che dire.. il tuo pensiero mi fa ribrezzo..
Questo intervento rappresenta perfettamente il mio pensiero.
Evidentemente il contatto di Chesim con il genere femminile o è avvenuto in modo traumatico o non è mai avvenuto.
Non vale la pena continuare a discuterne.

drakend
24-11-2007, 15:43
Condanno ogni violenza contro chiunque. Detto questo non capisco perché la manifestazione sia stata vietata ai maschi? Facendo così perde di credibilità diventando un ritrovo per sole femministe paranoiche... :fagiano:

lowenz
24-11-2007, 15:51
statistiche contraffatte, prodotte da o con il patrocinio di organizzazioni/lobby femministe
L'intento di criminalizzare l'intero Genere Maschile, da parte di lobby femministe e femmine in malafede come morg79, è quello di piegare l'autonomia maschile sotto il senso di colpa, per farli vergognare di essere nati maschi e renderli in tutto e per tutto degli "storpi emotivi" e quindi sempre dipendenti dal giudizio femminile.
Massoni magari? :asd: :D

Ma perchè i complottisti ragionano sempre sempre sempre nello stesso modo? :D
Quella frase di sopra (con le opportune modifiche all'oggetto) l'ho letta ormai un numero spropositato di volte, in vari ambiti.

Sempre.

N.B.: notare "Genere Maschile" con le maiuscole.....sei di Forza Nuova?

Insert coin
24-11-2007, 15:57
Curioso che una donna che si scandalizza per uno schiaffo preso da suo marito (magari dopo averne dati altrettanti a sua figlia/o) poi si inalbera se un uomo (o una donna e sono in molte a pensarlo) paragoni l'aborto ad un omicidio.

-cloe-
24-11-2007, 16:03
Curioso che una donna che si scandalizza per uno schiaffo preso da suo marito (magari dopo averne dati altrettanti a sua figlia/o) poi si inalbera se un uomo (o una donna e sono in molte a pensarlo) paragoni l'aborto ad un omicidio.
Ma cosa significa?
A me sembrano due argomenti completamente diversi...

er-next
24-11-2007, 16:04
Curioso che una donna che si scandalizza per uno schiaffo preso da suo marito (magari dopo averne dati altrettanti a sua figlia/o) poi si inalbera se un uomo (o una donna e sono in molte a pensarlo) paragoni l'aborto ad un omicidio.


ma che cavolo c'entra??

morg79
24-11-2007, 16:09
Curioso che una donna che si scandalizza per uno schiaffo preso da suo marito (magari dopo averne dati altrettanti a sua figlia/o) poi si inalbera se un uomo (o una donna e sono in molte a pensarlo) paragoni l'aborto ad un omicidio.

spiega l'attinenza che hanno queste parole col discorso che stiamo seguendo:rolleyes: :stordita:

Insert coin
24-11-2007, 16:17
spiega l'attinenza che hanno queste parole col discorso che stiamo seguendo:rolleyes: :stordita:

Se un uomo ed una donna considerano l'aborto un omicidio e quindi, inevitabilmente, una forma di violenza, va da se che il problema della donna che abortisce (fregandosene del parere maschile da un lato se lui si opponesse, ma imponendogli allo stesso tempo una paternità se fosse lui a non volere un figlio, e per non volere intendo anche il non "riconoscimento") beh allora credo 200.000 aborti l'anno siano certamente una emergenza più importante dello 0.5% degli uomini che abusano di una sconosciuta o della loro stessa compagna.

Poi capisco che in clandestinità (succede anche adesso) gli aborti ci sarebbero lo stesso, ma se partiamo dal principio che un determinato "fatto" vada regolamentato perchè "tanto la gente lo farebbe lo stesso", beh allora che aspettiamo a legalizzare l'eroina, le case d'appuntamento, l'usura o quello che ti pare, tanto la gente continuerebbe cmq a drogarsi, ad andare a prostitute ed a prestare soldi a tassi di interesse da delinquenti no?

morg79
24-11-2007, 16:24
Se un uomo ed una donna considerano l'aborto un omicidio e quindi, inevitabilmente, una forma di violenza, va da se che il problema della donna che abortisce beh allora credo 200.000 aborti l'anno siano certamente una emergenza più importante dello 0.5% degli uomini che abusano di una sconosciuta o della loro stessa compagna.

Poi capisco che in clandestinità (succede anche adesso) gli aborti ci sarebbero lo stesso, ma se partiamo dal principio che un determinato "fatto" vada regolamentato perchè "tanto la gente lo farebbe lo stesso", beh allora che aspettiamo a legalizzare l'eroina, le case d'appuntamento, l'usura o quello che ti pare, tanto la gente continuerebbe cmq a drogarsi, ad andare a prostitute ed a prestare soldi a tassi di interesse da delinquenti no?

come immaginavo...non c'è alcuna attinenza..
sono due cose diverse,due discorsi separati...e il dare importanza a uno non vuol dire sminuire l'altro.:rolleyes:

momo-racing
24-11-2007, 16:24
provate a chiedere il divorzio e poi vediamo chi tra uomo e donna commette violenza, psicologica ed economica, perfettamente a termine di legge, al giorno d'oggi.

drakend
24-11-2007, 16:26
Poi capisco che in clandestinità (succede anche adesso) gli aborti ci sarebbero lo stesso, ma se partiamo dal principio che un determinato "fatto" vada regolamentato perchè "tanto la gente lo farebbe lo stesso", beh allora che aspettiamo a legalizzare l'eroina, le case d'appuntamento, l'usura o quello che ti pare, tanto la gente continuerebbe cmq a drogarsi, ad andare a prostitute ed a prestare soldi a tassi di interesse da delinquenti no?
Infatti non ci sarebbe più nulla di male: l'ordine pubblico, le condizioni sanitarie e la tassazione ne gioverebbero soltanto. Uno con il proprio corpo ci fa quello che vuole, purché non subisca alcuna costrizione.

-cloe-
24-11-2007, 16:28
provate a chiedere il divorzio e poi vediamo chi tra uomo e donna commette violenza, psicologica ed economica, perfettamente a termine di legge, al giorno d'oggi.
Ma perchè cercate di confondere le idee?
State cercando di giustificare la violenza sulla donna con argomenti che non c'entrano nulla (e di cui nessuno nega l'importanza?)
COSA C'ENTRA?

Insert coin
24-11-2007, 16:31
come immaginavo...non c'è alcuna attinenza..
sono due cose diverse,due discorsi separati...e il dare importanza a uno non vuol dire sminuire l'altro.:rolleyes:

Ma concordi con me che una fellatio a pagamento sia meno traumatica di un aborto?:D

Giusto per sdrammatizzare un pò...:)

-cloe-
24-11-2007, 16:34
Ma concordi con me che una fellatio a pagamento sia meno traumatica di un aborto?:D

Giusto per sdrammatizzare un pò...:)
Dimmi che sei un bot, ti prego...:(

Insert coin
24-11-2007, 16:42
Dimmi che sei un bot, ti prego...:(

No, sono una persona che non ha santini, laici o religiosi che siano, e che si approccia col prossimo con rispetto ma anche con irriverenza (ideologica, non verbale) se qualcosa non mi garba.

Lo so che per molte di voi l'aborto è un TOTEM inviolabile, ma fatevene una ragione, continuerò sempre a sostenere pubblicamente che sia una forma di omicidio, e grazie al cielo conosco tante donne che la pensano come me...

per il politically correct guardatevi "l'Italia sul Due" o "Mattina in famiglia".

Negadrive
24-11-2007, 16:43
Condanno ogni violenza contro chiunque. Detto questo non capisco perché la manifestazione sia stata vietata ai maschi? Facendo così perde di credibilità diventando un ritrovo per sole femministe paranoiche... :fagiano:

Mi sa che hai ragione. Già come inaugurano la cosa:
[...]tutte in marcia, a Roma. Anna, Maria, i loro figli e le altre avranno un cartello, uno striscione tradotto in tutte le lingue: "La violenza non ha né cultura né religione né nazionalità. Ha solo un sesso".

Poi (un altro articolo da repubblica.it (http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/violenza-donne/corteo/corteo.html))

ROMA - Alla manifestazione contro la violenza sulle donne le prime ad essere contestate sono state le donne. "Fuori i fascisti da questo corteo" è lo slogan che è partito contro Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna, parlamentari di Forza Italia, che si sono unite al corteo di qualche migliaio di donne partite alle 14 e 20 da piazza della Repubblica.

Subito dopo sono stati contestati tre uomini, tre giornalisti, per l'esattezza un giornalista di agenzia e un fotografo. Diverse manifestanti hanno infatti aggredito due giornalisti uomini con insulti e spintoni intimando loro di uscire dal corteo: "Vergogna, venduti, siete uomini non potete stare in questo corteo". Le organizzatrici, infatti, tutti collettivi femministi che hanno pensato di onorare la giornata mondiale contro la violenza sulle donne con una manifestazione, avevano escluso gli uomini dal corteo.
Aggrediscono la gente ed escludono anche gli uomini che magari sarebbero dalla loro parte. Direi che c'è una bella dose di incoerenza e sessismo in questa manifestazione.

Il sessismo in tutte le sue forme, i pregiudizi e le generalizzazioni di chi giudica la gente solo per ciò che ha in mezzo alle gambe, le trovo come minimo pessime.

drakend
24-11-2007, 16:49
E' molto coerente celebrare la giornata mondiale contro la violenza verso le donne prendendo a calci e spintoni gli uomini... :fagiano:

Insert coin
24-11-2007, 16:50
Mi sa che hai ragione. Già come inaugurano la cosa:


Poi (un altro articolo da repubblica.it (http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/violenza-donne/corteo/corteo.html))

Aggrediscono la gente ed escludono anche gli uomini che magari sarebbero dalla loro parte. Direi che c'è una bella dose di incoerenza e sessismo in questa manifestazione.

Il sessismo in tutte le sue forme, i pregiudizi e le generalizzazioni di chi giudica la gente solo per ciò che ha in mezzo alle gambe, le trovo come minimo pessime.

Consiglio loro di andare in Chiesa a sbattere i piedi per terra ed a protestare contro il Creatore che ha generato la razza maschile.

Insert coin
24-11-2007, 17:00
E' molto coerente celebrare la giornata mondiale contro la violenza verso le donne prendendo a calci e spintoni gli uomini... :fagiano:

Devono essere le discendenti di quelle femminucce che anni fa gridavano in piazza che "dietro ogni coito uno stupro"....

nomeutente
24-11-2007, 17:06
Dimmi che sei un bot, ti prego...:(

Non è consentito rivolgersi in questo modo all'interlocutore.
Visto che non frequenti molto la sezione, te la cavi con un'ammonizione, ma che non si ripeta.

^TiGeRShArK^
24-11-2007, 17:51
No, sono una persona che non ha santini, laici o religiosi che siano, e che si approccia col prossimo con rispetto ma anche con irriverenza (ideologica, non verbale) se qualcosa non mi garba.

Lo so che per molte di voi l'aborto è un TOTEM inviolabile, ma fatevene una ragione, continuerò sempre a sostenere pubblicamente che sia una forma di omicidio, e grazie al cielo conosco tante donne che la pensano come me...

per il politically correct guardatevi "l'Italia sul Due" o "Mattina in famiglia".

e c'entra qualcosa con tutte le donne che vengono picchiate tra le mura domestiche? :mbe:
Sono due argomenti TOTALMENTE disgiunti.
L'aborto DEVE essere una scelta da parte della donna dato che non la puoi costringere a portare avanti una gravidanza che non desidera o che magari può essere pericolosa e addirittura che le può risultare fatale.
La violenza domestica DEVE essere criminalizzata e non GIUSTIFICATA come stai facendo tu insieme a qualcun altro in questo thread :rolleyes:
certo che ce ne vuole di coraggio però a sostenere alcune cose piuttosto aberranti :mbe:

Fides Brasier
24-11-2007, 18:41
Se un uomo ed una donna considerano l'aborto un omicidio e quindi, inevitabilmente, una forma di violenza, va da se che il problema della donna che abortisce (fregandosene del parere maschile da un lato se lui si opponesse, ma imponendogli allo stesso tempo una paternità se fosse lui a non volere un figlio, e per non volere intendo anche il non "riconoscimento") beh allora credo 200.000 aborti l'anno siano certamente una emergenza più importante dello 0.5% degli uomini che abusano di una sconosciuta o della loro stessa compagna.il tema dell'aborto in questo contesto non c'azzecca proprio nulla qua. l'aborto e' una scelta effettuata in consapevolezza da una donna ed e' una scelta che riguarda la sua persona; la violenza verso una donna invece non e' effettuata con la sua approvazione, sono proprio due argomenti diversi che incidentalmente toccano entrambi le donne.
anzi: a mio modo di vedere e' violenza anche che tanti uomini si arroghino il diritto di dire ad una donna se deve o meno abortire, visto che e' una cosa che non tocca la fisiologia dell'uomo, ma solo della donna.

morg79
24-11-2007, 18:55
Questo intervento rappresenta perfettamente il mio pensiero.
Evidentemente il contatto di Chesim con il genere femminile o è avvenuto in modo traumatico o non è mai avvenuto.
Non vale la pena continuare a discuterne.
quoto
Ma perchè cercate di confondere le idee?
State cercando di giustificare la violenza sulla donna con argomenti che non c'entrano nulla (e di cui nessuno nega l'importanza?)
COSA C'ENTRA?
perfettamente daccordo.sono due argomenti distinti.
cerchiamo di parlare dell'argomento in questione.
Ma concordi con me che una fellatio a pagamento sia meno traumatica di un aborto?:D

Giusto per sdrammatizzare un pò...:)
una fellatio,che sia a pagamento o no,potrebbe essere molto traumatica..anche per chi la riceve;)
No, sono una persona che non ha santini, laici o religiosi che siano, e che si approccia col prossimo con rispetto ma anche con irriverenza (ideologica, non verbale) se qualcosa non mi garba.

Lo so che per molte di voi l'aborto è un TOTEM inviolabile, ma fatevene una ragione, continuerò sempre a sostenere pubblicamente che sia una forma di omicidio, e grazie al cielo conosco tante donne che la pensano come me...

per il politically correct guardatevi "l'Italia sul Due" o "Mattina in famiglia".
insomma..non parli in maniera molto rispettosa della donna..ma onestamente sono fatti tuoi.
per l'aborto..vorrei ancora capire cosa c'entra..è OT,percui non vedo perchè parlarne in questa sede.
non guardo quelle trasmissioni tv...sinceramente per argomentare preferisco informarmi attraverso il tg,i giornali e le leggi che ho ampiamente studiato.

Devono essere le discendenti di quelle femminucce che anni fa gridavano in piazza che "dietro ogni coito uno stupro"....
:nono:
e c'entra qualcosa con tutte le donne che vengono picchiate tra le mura domestiche? :mbe:
Sono due argomenti TOTALMENTE disgiunti.
L'aborto DEVE essere una scelta da parte della donna dato che non la puoi costringere a portare avanti una gravidanza che non desidera o che magari può essere pericolosa e addirittura che le può risultare fatale.
La violenza domestica DEVE essere criminalizzata e non GIUSTIFICATA come stai facendo tu insieme a qualcun altro in questo thread :rolleyes:
certo che ce ne vuole di coraggio però a sostenere alcune cose piuttosto aberranti :mbe:
quoto tutto:mano:

drakend
24-11-2007, 18:58
Come mai le utenti donna non commentano sistematicamente i comportamenti violenti di alcune manifestanti e il divieto agli uomini di partecipare? Spero non sia la troppa ansia di apparire vittime sempre e comunque... :D

^TiGeRShArK^
24-11-2007, 19:01
quoto tutto:mano:

:vicini:

morg79
24-11-2007, 19:08
Come mai le utenti donna non commentano sistematicamente i comportamenti violenti di alcune manifestanti e il divieto agli uomini di partecipare? Spero non sia la troppa ansia di apparire vittime sempre e comunque... :D

secondo me la si dovrebbe finire di psicanalizzare gente che non si conosce.
ho commentato lo stupro perchè di quello si parla.
se vuoi un'opinione sul resto,non condivido i comportamenti violenti..mai e in nessun caso.
per me potevano andare anche gli uomini,ergo non condivido il divieto.
ciò non toglie che mi sembra assurdo cercare di negare cose che succedono nelle migliori famiglie..mettendo in mezzo altri argomenti che non sono attinenti.
ho risposto adesso?;)

wolf64
24-11-2007, 19:16
E' molto coerente celebrare la giornata mondiale contro la violenza verso le donne prendendo a calci e spintoni gli uomini... :fagiano:

Dalle esternazioni e dalle reazioni che ho letto evidenziate da Negadrive nel trattare ed escludere gli uomini mi fa pensare che non ci sia differenza di intenti tra queste donne e gli uomini che picchiano le donne, la loro idea non è di trovare una pacifica convivenza tra i due sessi ma invece di aprire una guerra compattando un fronte femminile contro gli uomini, perciò l'intento non è di andare verso una forma di parità rispettosa ma di prendere loro il sopravvento.

D'altra parte si nota già come alcune donne si comportino verso l'uomo usando il potere che riescono ad ottenere, spesso ricattandolo con i figli quando c'è una separazione, o in altri modi, questo mi fa pensare che non è che le donne siano migliori degli uomini, in realtà il buono e il cattivo c'è dappertutto, e se si dovesse per assurdo ribaltare la superiorità fisica che c'è tra uomo e donna assisteremmo alle stesse violenze di cui si parla in questa giornata, ma fatte al contrario, anzi, per esperienze dirette e indirette so che le donne spesso riescono a essere più spietate e più fredde degli uomini!

La mia non vuol essere una presa di parte maschile contro le donne, ma solo una oggettiva constatazione dei fatti.

Un'ultima cosa, lo chiedo alle donne che intervengono in questa discussione, perchè troppo spesso vedo donne, ragazze, assieme a degli uomini che le trattano malissimo? Non mi sorprenderei che le mettano le mani addosso, alcune sono veramente molto carine e non gli mancherebbe di cercarsi altro, allora perchè stanno assieme a questi bastardi? Bastardi che prima o poi arriveranno alle mani, se già non lo fanno...
Troppo spesso l'uomo buono e rispettoso non piace e invece piace il bastardo, ok, ma poi se il bastardo degenera arriva la violenza, se ti porti a casa un pittbull incazzoso non lamentarti che questo prima o poi passi dall'abbaiare al mordere, così ti viene da dire "non te ne eri accorta prima?", perciò vorrei capire cosa gira dentro la testa di tante, troppe donne che fanno consapevolmente queste scelte...

ania
24-11-2007, 19:26
Come mai le utenti donna non commentano sistematicamente i comportamenti violenti di alcune manifestanti e il divieto agli uomini di partecipare? Spero non sia la troppa ansia di apparire vittime sempre e comunque... :D
Non potevo intervenire perchè sospesa fino a pochi istanti or sono.

Ritengo che le manifestanti che hanno impedito -verbalmente o peggio ancora mettendo in atto comportamenti irrispettosi o addirittura violenti- agli uomini di partecipare alla manifestazione, siano persone che hanno commesso un grave ed imperdonabile errore, persone che purtroppo non hanno ancora compreso quale sia il siginificato del termine RISPETTO, che non deve essere tributato ad un essere umano in quanto di un sesso o dell'altro, ma a tutti gli esseri umani.

Non aveva davvero nemmeno il benchè minimo senso -IMHO- impedire agli uomini di partecipare alla manifestazione, non sono tipo che partecipa a cortei e manifestazioni varie, ma da una manifestazione così, in cui avessi visto messi in atti siffatti comportamenti ai danni anche di un solo uomo, di certo, me ne sarei andata.

Purtroppo, essere individui di sesso femminile non implica di per sè e necessariamente anche l' essere titolari di un cervello funzionante e la capacità di saperlo usare al meglio.

Altrettanto vale, però, anche per gli individui di sesso maschile.

Insomma, è irrilevante il sesso di un individuo, quello che conta è "se e come sa far funzionare i propri neuroni."


Ania

ania
24-11-2007, 19:30
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/violenza-donne/violenza-donne/violenza-donne.html

La strage delle innocenti
Violenza sulle donne
In dodici mesi un milione di donne ha subito violenze
Per le più giovani ancora oggi è questa la prima causa di morte
L'ultimo stupro ieri, a Pordenone, in pieno centro: lei ghanese, lui italiano
di ANNA BANDETTINI

MILANO - I loro nomi, le loro storie restano come memorie, la prova di una verità odiosa, crudele: Hina accoltellata a Brescia dal padre, Vjosa uccisa dal marito a Reggio Emilia, Paola violentata a Torre del Lago, Sara colpita a morte da un amico a Torino... L'ultima è stata resa nota ieri: una ventenne originaria del Ghana, costretta ad un rapporto sessuale in pieno centro a Pordenone.

In Italia, negli ultimi dodici mesi, un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Solo nei primi sei mesi del 2007 ne sono state uccise 62, 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature, ossa rotte. Leggevamo che le donne subiscono violenza nei luoghi di guerra, nei paesi dove c'è odio razziale, dove c'è povertà, ignoranza, non da noi.

Eccola la realtà: in Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale, ci dicono i dati Istat e del Viminale che riportano un altro dato avvilente.
Le vittime - soprattutto tra i 25 e i 40 anni - sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Più del cancro. Più degli incidenti stradali. Una piaga sociale, come le morti sul lavoro e la mafia. Ogni giorno, da Bolzano a Catania, sette donne sono prese a botte, oppure sono oggetto di ingiurie o subiscono abusi. Il 22 per cento in più rispetto all'anno scorso, secondo l'allarme lanciato lo scorso giugno dal ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, firmataria di un disegno di legge, il primo in Italia specificatamente su questo reato ora all'esame in commissione Giustizia.

"È un femminicidio", accusano i movimenti femminili, "violenza maschile contro le donne": così sarà anche scritto nello striscione d'apertura del corteo a Roma di sabato 24, vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne istituita dall'Onu, una manifestazione nazionale che ha trovato l'adesione di centinaia di associazioni impegnate da anni a denunciare una realtà spietata che getta un'ombra inquietante sul tessuto delle relazioni uomo-donna.


Sì, perché il pericolo per le donne è la strada, la notte, ma lo è molto di più, la normalità. Se nel consolante immaginario collettivo la violenza è quella del bruto appostato nella strada buia, le statistiche ci rimandano a una verità molto più brutale: che la violenza sta in casa, nella coppia, nella famiglia, solida o dissestata, borghese o povera, "si confonde con gli affetti, si annida là dove il potere maschile è sempre stato considerato naturale", come spiega Lea Melandri, saggista e femminista.

L'indagine Istat del 2006, denuncia che il 62 per cento delle donne è maltrattata dal partner o da persona conosciuta, che diventa il 68,3 per cento nei casi di violenza sessuale, e il 69,7 per cento per lo stupro. "Da anni ripetiamo che è la famiglia il luogo più pericoloso per le donne. È lì che subiscono violenza di ogni tipo fino a perdere la vita", denuncia "Nondasola", la Casa delle donne di Reggio Emilia a cui si era rivolta Vjosa uccisa dal marito da cui aveva deciso di separarsi. "Da noi partner e persone conosciute sono i colpevoli nel 90 per cento delle violenze che vediamo. E purtroppo c'è un aumento", dice Marisa Guarnieri presidente della Casa delle donne maltrattate di Milano. "All'interno delle mura domestiche la violenza ha spesso le forme di autentici annientamenti - spiega Marina Pasqua, avvocato, impegnata nel centro antiviolenza di Cosenza, una media di 800 telefonate di denuncia l'anno - Si comincia isolando la donna dal contesto amicale, poi proibendo l'uso del telefono, poi si passa alle minacce e così via in una escalation che non ha fine".

In Italia, l'indagine Istat ha contato 2 milioni e 77mila casi di questi comportamenti persecutori, stalking come viene chiamato dal termine inglese, uno sfinimento quotidiano che finisce per corrodere resistenza, difesa, voglia di vivere. "Nella nostra esperienza si comincia con lo stalking e si finisce con un omicidio", accusa Marisa Guarnieri. Per questo le donne dei centri antiviolenza hanno visto positivamente l'approvazione, lo scorso 14 novembre in Commissione Giustizia, del testo base sui reati di stalking e omofobia.

Sanzionare penalmente lo stalking, significa, tanto per cominciare, riconoscerlo. "Molte donne vengono qui da noi malmenate o peggio e parlano di disavventura. Ragazze che dicono "me la sono cercata", donne sposate che si scusano: "lui è sempre stato nervoso"...", racconta Daniela Fantini, ginecologa del Soccorso Violenza Sessuale di Milano, nato undici anni fa per iniziativa di Alessandra Kusterman all'interno della clinica Mangiagalli di Milano. È in posti come questo, dove mediamente arrivano cinque casi a settimana, che diventa evidente un altro dato angoscioso: come intrappolate nel loro dolore, il 96% delle donne non denuncia la violenza subita, forse per paura. Forse perché non si denuncia chi si ha amato, forse perché non si hanno le parole per dirlo.

La manifestazione di sabato a Roma vuole spezzare proprio questo silenzio. "Una occasione per prendere parola nello spazio pubblico", come dice Monica Pepe del comitato "controviolenzadonne" che vorrebbe un corteo di sole donne. E Lea Melandri: "Manifestiamo per dire che la violenza non è un problema di pubblica sicurezza, né un crimine di altre culture da reprimere con rimpatri forzati, e che per vincerla va fatta un'azione a largo raggio". Va fatta una legge, concordano tutti. "Speriamo di arrivarci in tempi brevi - promette Alfonsina Rinaldi del ministero per le Pari Opportunità - Oggi abbiamo finalmente le risorse per lanciare l'osservatorio sulla violenza e in Finanziaria ci sono 20 milioni di euro per redarre il piano antiviolenza".

"Serve una legge che non cerchi scorciatoie securitarie ma punti a snidare la cultura che produce la violenza - dice Assunta Sarlo tra le fondatrici del movimento "Usciamo dal silenzio" - Una legge come quella spagnola, la prima che il governo Zapatero ha voluto perché riguarda la più brutale delle diseguaglianze causata dal fatto che gli aggressori non riconoscono alle donne autonomia, responsabilità e capacità di scelta. Ecco il salto culturale. Chiediamo che anche da noi il tema della violenza sia assunto al primo punto nell'agenda politica dei governi.

Chiediamo un provvedimento che dia risorse ai centri antiviolenza e sistemi di controllo della pubblicità e dei media, cattivi maestri nel perpetuare stereotipi che impongono sulle donne il modello "fedele e sexy". E chiediamo agli uomini di starci accanto, di fare battaglia con noi".

Qualcuno si è già mosso. Gli uomini dell'associazione "Maschileplurale", per esempio, che aderiscono alla manifestazione romana. "Sì, gli uomini devono farsene carico. La violenza è un problema loro, non delle donne - dice Clara Jourdan, della "Libreria delle Donne" di Milano, storico luogo del femminismo italiano - Sarebbe ora che cominciassero a interrogarsi sulla sessualità e sul perché dei loro comportamenti violenti. E riconoscere l'altro, il maschile, potrebbe essere utile anche alle donne". Nel caso, a fuggire per tempo.

(21 novembre 2007)

wolf64
24-11-2007, 19:35
Non potevo intervenire perchè sospesa fino a pochi istanti or sono.

Ritengo le manifestanti che hanno impedito -verbalmente o peggio ancora mettendo in atto comportamenti irrispettosi o addirittura violenti- agli uomini di partecipare alla manifestazione siano solo delle povere minorate mentali, persone che non hanno ancora compreso quale sia il siginificato del termine rispetto, che non deve essere tributato ad un essere umano in quanto di un sesso o dell'altro, ma a tutti gli esseri umani.

Non aveva il benchè minimo senso impedire agli uomini di partecipare alla manifestazione, io non sono tipo che partecipa a cortei, sfilate, e manifestazioni varie, ma da una manifestazione così, in cui avessi visto messi in atti siffatti comportamenti ai danni anche di un solo uomo, me ne sarei andata.

Purtroppo essere donne non implica anche l' essere titolari di un cervello funzionante e saperlo usare.

Ania

Concordo Ania, l'obiettivo dovrebbe essere di trovare un punto di dialogo comune nel condannare le violenze di quasiasi tipo, nel caso specifico verso le donne, isolare tutti gli uomini vuole anche dire colpevolizzare i tanti, anzi, la stragrande maggioranza, che sicuramente non hanno la minima intenzione di fare del male alla propria donna o a qualsiasi altra donna.

ania
24-11-2007, 19:43
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=13474&sez=HOME_INITALIA

Donne, la violenza in casa ne uccide più del cancro

ROMA (20 novembre) - Le donne in Europa sono uccise più dalla violenza familiare che da qualsiasi malattia: tra i 16 e 44 anni l'aggressione tra le mura domestiche rappresenta la prima causa di morte. Più del cancro, degli incidenti stradali e delle guerre. I dati sono forniti dal Consiglio d'Europa. Nel mondo una donna su tre, nella sua vita è almeno una volta vittima di violenza fisica, sessuale o psicologica e il 40-70% delle donne assassinate muore per mano di parenti. 130 milioni sono le bambini che subiscono mutilazioni genitali. Secondo dati Istat, in Italia per quanto riguarda le violenze sessuali subite prima dei 16 anni, queste hanno coinvolto un 1 milione 400 mila ragazzine.

Solo nel 2006 sono state oltre un milione le vittime di violenza: la maggior parte di loro ha tra i 16 e i 24 anni (16,3%). Il 3,5 % delle donne ha subito violenza sessuale, il 2,7% violenza fisica; lo 0,3% stupri o tentati stupri a opera del proprio partner (69,7%), di un conoscente (17,4%) o di un estraneo (6,2%). La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4%. Le violenze aumentano nei Paesi in guerra. Secondo Consuelo Corradi, professore straordinario di sociologia all'università Lumsa di Roma, «quando si ha la liquefazione di strutture importanti della società, la violenza diventa un'illusione di risposta alla mancanza di identità. I genocidi avvengono infatti in guerra quando crolla il tessuto della legittimità politica».

L'Associazione nazionale Maschile Plurale ha infatti aderito alla giornata internazionale contro la violenza alla donne, in programma il 25 novembre, organizzando varie iniziative in tutta Italia.




http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_24/violenza_donne_corteo_8f6a15d2-9a87-11dc-a3e4-0003ba99c53b.shtml

MANIFESTAZIONE A ROMA
Donne in corteo contro la paura
Anche le ministre in piazza per dire non alla violenza: oltre 14 milioni le vittime in Italia, per lo più in famiglia

Donne in piazza oggi a Roma contro la paura. Sono oltre 14 milioni le italiane che sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare. E oltre il 94% non è mai stata denunciata. E' da questi dati, raccolti in un appello via internet (sul sito www.controviolenzadonne.org), che è partito, da un gruppo di donne di Roma nel mese di ottobre, un tam tam sulla rete che ha portato ad indire una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne. All’appello hanno aderito migliaia di singole cittadine e circa 400 realtà associative femminili, Centri antiviolenza, giuriste democratiche, donne dei movimenti, dei partiti e dei sindacati.

IN FAMIGLIA - Sotto lo slogan «La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini» sono attesi a sfilare anche due ministri: Barbara Pollastrini, Paolo Ferrero. All'iniziativa hanno aderito anche i ministri Alfonso Pecoraro Scanio e Livia Turco.
Sono oltre tre milioni le italiane che hanno cambiato abitudini per il timore di subire una violenza. Lo rivela un sondaggio Publicares-Swg. I casi di violenza e maltrattamenti, le molestie sessuali e le violenze psicologiche sono molto frequenti nel nostro paese, secondo l’opinione di più del 90% delle italiane. Più impaurite risultano le donne giovani e che abitano nelle grandi città.Le donne vedono l’Italia come un paese violento nei loro confronti. E la paura di subire violenza ha assunto per l’universo femminile i tratti endemici di una malattia fuori controllo. E’ un sentimento che permea la quotidianità del 42% delle donne che hanno avuto timore di essere vittime di un crimine o di una violenza.

TURCO: «PRESTO SPORTELLI DEDICATI» - «La violenza contro le donne rende più incivile, fragile, insicuro il nostro paese» denuncia il ministro della salute in un messaggio di adesione inviato alle organizzatrici della manifestazione. «I dati sulla violenza contro le donne si ripetono, anno dopo anno, drammatici, indecenti - sottolinea la Turco che annuncia di voler combattere il fenomeno «a partire dall'informazione e dall'educazione nelle scuole, alla formazione di tutti gli operatori, prevedendo l'apertura di uno Sportello dedicato in ogni Pronto Soccorso e di Centri Regionali di riferimento, aperti per 24 ore».

POLLASTRINI: IN GIOCO I DIRITTI UMANI - Sulla stessa lunghezza d'onda il ministroper le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini. L'Italia «deve conoscere, al pari di Spagna, Francia e altri grandi paesi, un vero Piano Integrato d'Azione contro la Violenza sulle Donne. Servono risorse, e i venti milioni della Finanziaria del 2008 sono un primo segno positivo. Ma servono anche campagne di formazione e di informazione. Serve dare valore alle Case delle donne, ai Centri antiviolenza e a una rete diffusa di servizi sociali».

BINDI: TOLLERANZA ZERO - Contro la violenza sulle donne il ministro della Famiglia Rosy Bindi invoca la «tolleranza zero», una rapida approvazione delle «norme del disegno di legge sulla violenza stralciate dalla Commissione Giustizia, ma anche - conclude - approvare presto tutto il complesso della proposta di legge e realizzare quella rete di servizi territoriali indispensabile a sostenere le donne, le madri, le bambine, le ragazze che subiscono violenze, abusi e maltrattamenti. E’ un obiettivo di civiltà cui non possiamo rinunciare».

24 novembre 2007




http://www.asgmedia.it/asg/page.asp?VisImg=S&Art=31788&Cat=1&I=immagini/Delitti/stupro.jpg&IdTipo=0&TitoloBlocco=Focus

Violenza sulle donne, statistiche svelano dati allarmanti
Una ragazza su tre è vittima di abusi sessuali.
Nel 2006 in Italia oltre un milione di vittime, il nemico è "in casa"

Oggi in Italia si manifesta contro la violenza sulle donne.
Domani è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza di genere voluta dall'Assemblea generale dell'Onu.
In tutta il mondo si accavallano e si moltiplicano le iniziative e le campagne volte a criminalizzare la violenza domestica e sensibilizzare la popolazione a questo delicato tema.
Al tempo stesso, si chiede un maggiore impegno alle autorità politiche ed istituzionali nel cercare di contrastare questo fenomeno.
I dati non lasciano margini ad interpretazioni.
Nel mondo una donna su tre, nella sua vita è almeno una volta vittima di violenza fisica, sessuale o psicologica e il 40-70% delle donne assassinate muore per mano di parenti.
I dati forniti dal Consiglio d'Europa rivelano che nel vecchio continente una percentuale compresa tra il 12 e il 15% delle donne è quotidianamente vittima di violenze domestiche e tra le donne tra i 16 e i 44 anni l'aggressione tra le mura domestiche rappresenta la prima causa di morte.

E in Italia invece?
Secondo l'Istat, solo nel 2006 sono state oltre un milione le vittime di violenza: la maggior parte di loro ha tra i 16 e i 24 anni (16,3%). Il 3,5 % delle donne ha subito violenza sessuale, il 2,7% violenza fisica; lo 0,3% stupri o tentati stupri a opera del proprio partner (69,7%), di un conoscente (17,4%) o di un estraneo (6,2%).
Inoltre i dati dicono che anno dopo anno la situazione peggiora.
La violenza domestica uccide piú della mafia, della camorra, delle malattie.
L'ostacolo principale da superare è dato dal fatto che, come i dati dimostrano, nella maggior parte dei casi questi reati si consumano all'interno delle mura domestiche, e lí rimangono 'intrappolati'. Infatti, la percentuale delle donne che trovano il coraggio di denunciare è bassissima, spinte dalla volonta di mantenere intatto il nulceo familiare o dalla paura di essere guardate in maniera diversa, discriminate due volte, in quanto donne, e in quanto portatrici di un peso che nella migliore dei casi porteranno con loro durante tutto il corso della vita, o nei peggiore dei casi alla morte. In Italia, dal dicembre scorso giace in parlamento un Disegno di Legge recante 'Misure di sensibilizzazione e prevenzione, nonché repressione dei delitti contro la persona e nell'ambito della famiglia, per l'orientamento sessuale, l'identità di genere ed ogni altra causa di discriminazione', che procede l'iter parlamentare a ritmi troppo bassi.
Per ora si sta procedendo soltanto per gli articoli relativo allo stalking (atti persecutori) e per i delitti motivati da odio o discriminazione fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. Peraltro le posizioni politiche in materia non sono del tutto omogenee, e ció richiederà ulteriori dibattiti e una dilatazione dei tempi di adozione.
Le uniche note positive riferiscono di uno stanziamento di 20 milioni di euro del governo a favore di programmi contro le violenze e la recente creazione di un osservatorio permanente per monitorare la situazione.
La strada da percorrere è ancora lunga, e tutte le inziative sembrano sempre poca cosa a confronto di una situazione che sta degenrando giorno dopo giorno e che investe tutti i livelli della società.
La nostra speranza è che, almeno in questo weekend, tutti i centralini dei numeri verde dei centri antiviolenza rimangano muti (red).

24/11/2007 - 14.06





http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2007/11_novembre/20/violenza_pugni_e_calci_uccidono_le_donne_piu_del_cancro,13494657.html


VIOLENZA PUGNI E CALCI UCCIDONO LE DONNE PIU' DEL CANCRO
I dati del Consiglio d'Europa e dell'Istat

Roma, 20 nov. (Apcom) - Il cancro uccide le donne in misura minore degli schiaffi, dei calci, dei pugni. Tra i 16 ed i 44 anni l'aggressione tra le mura domestiche rappresenta la prima causa di morte. I dati del Consiglio d'Europa sono chiari. Nel mondo una donna su tre, nella sua vita è almeno una volta vittima di violenza fisica, sessuale o psicologica e il 40-70% delle donne assassinate muore per mano di parenti. E 130 milioni sono le bambini che subiscono mutilazioni genitali.

Solo nel 2006 sono state oltre un milione le donne vittime di violenza: la maggior parte di loro ha tra i 16 e i 24 anni (16,3%). Il 3,5 % delle donne ha subito violenza sessuale, il 2,7% violenza fisica; lo 0,3% stupri o tentati stupri a opera del proprio partner (69,7%), di un conoscente (17,4%) o di un estraneo (6,2%). La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4%. Le violenze aumentano nei Paesi in guerra.

"La violenza contro le donne e le bambine è una piaga globale che continua ad uccidere, torturare, mutilare sia fisicamente che psicologicamente, sessualmente ed economicamente", ha detto la presidente della Consulta Femminile della Regione Lazio, Donatina Persichetti, aprendo la conferenza promossa in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne del prossimo 25 novembre, che avrà lo slogan "Fermiamo la violenza, esci dal silenzio, non sei sola".

I dati Istat dimostrano che anche il nostro Paese - si spiega in una nota - su un campione che comprende 25 mila donne fra i 16 e i 70 anni su tutto il territorio nazionale, è colpito duramente da forme di violenza ed il Lazio, insieme all'Emilia, risulta essere tra le più colpite da questo fenomeno : le donne hanno subito violenza almeno una volta per il 38,1% contro una media nazionale del 31,9%. ed hanno subito una violenza sessualeil 29,8% rispetto al 23,7% delle donne a livello nazionale.

Gli autori di queste violenze contro le donne, sempre nel Lazio, risultano essere nel 16,3% dei casi i partner o gli ex partner la cui percentuale varia dal 16,3% al 20,2% rispetto alla media nazionale che è tra il 14,3% e il 17,4%. Per quanto riguarda le adolescenti il dato è tra i più seri: risultano aver subito violenze prima dei 16 anni ben l'8,2% delle ragazze contro una media nazionale del 6,6%, che risultano essere stati compiuti per il 35,4% da sconosciuti.

Ma il vero dato sconvolgente - sottolineano le rappresentanti della Consulta - è che solo 8% di queste donne denunciano la violenza subita, soprattutto se la violenza è stata perpetrata da un partner ed il caso viene considerato qualcosa di sbagliato ma non reato. Solo il 17,2% delle donne lo considera un vero e proprio reato. Il dato cambia se a commetterlo è stato un estraneo in questo caso la percentuale sale al 29%.



http://www.ispesl.it/osservatorio/ONVD.asp

Osservatorio Nazionale Violenza Domestica


L’evento “violenza domestica”, che ha conseguenze spesso devastanti sia sul piano fisico, che su quello psichico, materiale e relazionale, coinvolge soggetti sociali “deboli” e presenta aspetti variegati, di diversa entità, la cui rassegna ed analisi può consentire di indirizzare e finalizzare puntuali ed adeguate misure di prevenzione indispensabili e integrate azioni di salvaguardia, risulta fortemente connessa alla tutela della salute e sicurezza, compito dell’ISPESL. A tal proposito una definizione rigorosa di violenza domestica potrebbe permettere di selezionare, sin dall’inizio, quali accadimenti considerare ai fini di una possibile azione penale legati alla violenza domestica, anche se su querela di parte, e definire meglio l’universo di riferimento, in buona sostanza quale è l’incidenza o il peso che hanno rispettivamente la violenza e l’infortunio.

Tra le mura domestiche si muore. Tra le mura domestiche le persone subiscono violenze quotidianamente. Esiste la paura, esistono ricatti e ritorsioni emotive, esistono molestie e ferite fisiche e psicologiche. Tra le mura domestiche ci sono troppi silenzi.
Attorno a 1000 sono i casi documentati di violenza domestica in soli 6 mesi a Verona
Sono circa 6 al giorno
L’emerso rappresenta "forse" il 20% circa del totale
oltre il 70% delle violenze sono a carico delle donne
7 persone in sei mesi sono morte a Verona "tra le mura domestiche" (tutte di nazionalità italiana)
2 sono stati i tentati omicidi

L’Italia
«Oramai uccide più la famiglia che la mafia. Per questo occorre una legge che ci metta nelle condizioni di prevenire efficacemente i reati compiuti all'interno delle pareti domestiche », l’allarme lanciato nel mese di settembre 2006 dal procuratore della Repubblica di Verona Guido Papalia non lascia spazio a dubbi: la violenza domestica nel nostro Paese rappresenta una piaga sempre più ampia e può coinvolgere ogni tipo di contesto di convivenza e di relazione tra le persone. Riguarda le donne, così come gli uomini; i vecchi e i bambini; gli italiani quanto gli immigrati.

L’Europa
Non é così solo in Italia, ma anche in Europa. A renderlo evidente un dato per tutti: la recente decisione del governo spagnolo di creare una normativa specifica sulle violenze (in questo caso subite dalle donne) all’interno delle pareti domestiche, con tribunali ad hoc che seguono specificamente l’iter processuale e con progetti di reinserimento professionale e formazione nelle scuole.

L’OMS
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità - che definisce nella sua costituzione la salute come "uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia" - ha recentemente indicato la violenza come fattore di rischio per una serie di patologie (ginecologiche, gastroenterologiche e mentali), tanto da diventare la prima causa di morte per le donne tra i 15 e i 44 anni.

ONVD, la storia
Dal 2002 la responsabile dell’ONVD Marina Bacciconi con la collaborazione di un medico frequentatore del Dipartimento di Medicina e Sanità pubblica dell’Università di Verona ha iniziato un capillare lavoro di monitoraggio del fenomeno violenza domestica sul territorio veronese. I dati emersi hanno fatto scoprire solo la punta di un iceberg al di sotto della quale l’estensione del fenomeno è apparsa subito enorme. Da questo lavoro è nato il volume "Violenza Domestica: un ossimoro da svelare e comprendere", pubblicato ne I quaderni per la salute e la sicurezza dell’ISPESL . La ricerca è stata accolta con enorme interesse e il suo impatto ha sollecitato un naturale allargamento dei soggetti istituzionali che hanno scelto di collaborare direttamente ai passaggi successivi. Nel settembre del 2006 dall’accordo tra l’Università degli Studi di Verona e l’Osservatorio Epidemiologico Nazionale sugli ambienti di vita dell’Ispesl nasce così l’Osservatorio Nazionale sulla violenza domestica che viene inaugurato alla presenza del Ministro della Salute on. Livia Turco.


Perché l’ONVD
Perché è la prima realtà del Paese che accoglie l’urgenza - proseguendo quegli studi già iniziati a Verona e ampliandone l’orizzonte - di monitorare scientificamente il fenomeno. Si propone, cioè, di valutare l’entità e la qualità della "violenza in ambito domestico". Per farlo sfrutterà i dati a disposizione di numerosi Enti Istituzionali variamente distribuiti sul territorio. Verona sarà il primo laboratorio su cui sperimentare e testare gli strumenti - poi esportabili in altre realtà locali e regionali italiane e in partner con l’Unione Europea - atti a:
valutare quantitativamente il fenomeno, comprendendone le dinamiche
individuare strumenti specifici di intervento anche preventivo e aiutarne l’emersione
supportare gli organi competenti per inserire nel codice penale una tipologia di reato specifica per gli eventi accaduti in ambito "familiare" e in ciò comprendendo anche le varie forme di convivenza

Gli obiettivi
Tutto ciò ha lo scopo di rispondere, nell’arco dei primi due anni, a queste domande:
quante sono le persone che vengono uccise o lese più o meno gravemente o vessate nei modi più vari all’interno degli affetti domestici?
quali sono le loro caratteristiche socio-demografiche (genere, età, etnia, appartenenza sociale)?
quali sono i soggetti maggiormente a rischio?
quali sono state finora le falle nell’approccio/intervento istituzionale al fenomeno?
perché si muore sempre più spesso per mano di persone conosciute/amate?
come far emergere i numeri nella loro reale entità?
quali gli strumenti di intervento che possono mettere in atto le Istituzioni quando si trovano a contatto con le vittime e i carnefici?
quali gli strumenti di intervento che possono mettere in atto le Istituzioni per "informare e formare" sul problema?
come supportare un intervento di modifica ad hoc del codice penale (creazione del reato specifico)?

Con chi?
Stanno già lavorando con L’ONVD tutte le realtà istituzionali del territorio che si trovano quotidianamente a fare i conti con il fenomeno della violenza domestica:

L’Azienda Ospedaliera di Verona: l’Ospedale Civile Maggiore, referente il primario dell’unità operativa di Pronto Soccorso dottor Francesco Buonocore e il Policlinico "Giambattista Rossi", referente il primario dell’Unità operativa di Pronto Soccorso dottor Claudio Pistorelli.

Il Comando provinciale dei Carabinieri di Verona con il coinvolgimento di ogni compagnia del territorio provinciale, referente il colonnello Georg di Pauli

La Questura di Verona referente il questore dottor Luigi Merolla

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona referenti il procuratore della Repubblica dottor Guido Papalia e il sostituto dottor Aldo Celentano

Queste Istituzioni pubbliche forniranno all’ONVD dati - già usualmente in loro possesso, ma raccolti e codificati secondo le esigenze di ciascuna istanza istituzionale - disaggregati in ragione di apposite indicazioni fornite dallo stesso Osservatorio.

La violenza in ambito familiare nella provincia di verona - considerazioni criminologiche
Come è noto, quello di "violenza domestica" è un concetto di tipo nettamente evolutivo, tanto per quanto riguarda i contenuti della categoria che per l'individuazione dei soggetti coinvolti nel fenomeno. Il mutamento degli orientamenti socioculturali, giuridici e scientifici ha direttamente influenzato la definizione di questi parametri ad iniziare dal riconoscimento stesso della realtà e della importanza sociale della questione, come pure in relazione al progredire dello status e dei diritti attribuiti ai minori da parte della società adulta.

http://www.ispesl.it/osservatorio/pdf/onvd-doc11.pdf

http://www.eurowrc.org/01.eurowrc/07.eurowrc_it/IT_ITALY/La%20Violenza%20Domestica.pdf

morg79
24-11-2007, 19:43
l'obiettivo dovrebbe essere di trovare un punto di dialogo comune nel condannare le violenze di quasiasi tipo, nel caso specifico verso le donne, isolare tutti gli uomini vuole anche dire colpevolizzare i tanti, anzi, la stragrande maggioranza, che sicuramente non hanno la minima intenzione di fare del male alla propria donna o a qualsiasi altra donna.

io lo dico dall'inizio...condanno la violenza in generale..che sia fatta da uomini o donne.
non sono daccordo col divieto agli uomini di partecipare nè con tutte le forme di isterismo ed estremizzazione.
detto questo continuo a pensare,e mi tocca ripetermi,che qui non c'è nessuna gara,come tu hai fatto presente..bisogna condannare la violenza in generale..ma dato che il 3d parlava delle donne,è ovvio che venisse dato più spazio a quello.;)

drakend
24-11-2007, 19:58
secondo me la si dovrebbe finire di psicanalizzare gente che non si conosce.
ho commentato lo stupro perchè di quello si parla.
se vuoi un'opinione sul resto,non condivido i comportamenti violenti..mai e in nessun caso.
per me potevano andare anche gli uomini,ergo non condivido il divieto.
ciò non toglie che mi sembra assurdo cercare di negare cose che succedono nelle migliori famiglie..mettendo in mezzo altri argomenti che non sono attinenti.
ho risposto adesso?;)
Non volevo psicanalizzare nessuno, volevo solo sentire dei pareri femminili su certe distorsioni dei movimenti femministi. Ad ogni modo sono d'accordo con te sulla sostanza del problema: la violenza domestica esiste, è diffusa, e va combattuta con fermezza.

Non potevo intervenire perchè sospesa fino a pochi istanti or sono.

Ritengo le manifestanti che hanno impedito -verbalmente o peggio ancora mettendo in atto comportamenti irrispettosi o addirittura violenti- agli uomini di partecipare alla manifestazione siano solo delle povere minorate mentali, persone che non hanno ancora compreso quale sia il siginificato del termine rispetto, che non deve essere tributato ad un essere umano in quanto di un sesso o dell'altro, ma a tutti gli esseri umani.

Non aveva il benchè minimo senso impedire agli uomini di partecipare alla manifestazione, io non sono tipo che partecipa a cortei, sfilate, e manifestazioni varie, ma da una manifestazione così, in cui avessi visto messi in atti siffatti comportamenti ai danni anche di un solo uomo, me ne sarei andata.

Purtroppo essere donne non implica anche l' essere titolari di un cervello funzionante e saperlo usare.

Ania
Grazie per l'intervento. :)

alexio986
24-11-2007, 20:00
ragazzi come si può arrivare a negare il problema della violenza sulle donne ? Addirittura cè chi parla di giochi di poteri , influenze delle lobby ed il classico giro di soldi dietro ad associazioni e simili ( per carità non sono nessuno per poterlo escludere ) ma da qui a dire che il problema non esiste...:rolleyes:
La violenza và condannata , sia se ad opera di un uomo che di una donna..con pari sanzione secondo i criteri stabiliti :O

ragazzi è anche una questione di morale.

Insert coin
24-11-2007, 20:01
e c'entra qualcosa con tutte le donne che vengono picchiate tra le mura domestiche? :mbe:

Le donne che vengono picchiate in casa sono come i bambini che vengono pestati a sangue dai genitori, si sporge denuncia e si presentano le prove, non si manifesta al grido "la violenza è di un solo sesso", secondo me le donne che gridano queste stronzate non sanno nemmeno cosa sia avere un partner maschile, e la cosa non mi meraviglierebbe affatto.


Sono due argomenti TOTALMENTE disgiunti.
L'aborto DEVE essere una scelta da parte della donna dato che non la puoi costringere a portare avanti una gravidanza che non desidera o che magari può essere pericolosa e addirittura che le può risultare fatale.

La legge consente alla donna di abortire, le leggi in giro per il mondo consentono un bel pò di cose che non ci troverebbero d'accordo, io dico la mia, la mia coscenza non si nutre di codicilli.

La violenza domestica DEVE essere criminalizzata e non GIUSTIFICATA come stai facendo tu insieme a qualcun altro in questo thread :rolleyes:
certo che ce ne vuole di coraggio però a sostenere alcune cose piuttosto aberranti :mbe:

La violenza domestica deve essere perseguita presentando le prove, altrimenti un giorno io potrei per spirito di rivalsa inventarmi che un mio vicino di casa che non sopporto spaccia bustine di droga e questo sarebbe sufficiente a mandarlo in gattabuia, se bastasse solo la parola di una delle due parti.

ania
24-11-2007, 20:02
Un'ultima cosa, lo chiedo alle donne che intervengono in questa discussione, perchè troppo spesso vedo donne, ragazze, assieme a degli uomini che le trattano malissimo?
Non mi sorprenderei che le mettano le mani addosso, alcune sono veramente molto carine e non gli mancherebbe di cercarsi altro, allora perchè stanno assieme a questi bastardi? Bastardi che prima o poi arriveranno alle mani, se già non lo fanno...
Troppo spesso l'uomo buono e rispettoso non piace e invece piace il bastardo, ok, ma poi se il bastardo degenera arriva la violenza, se ti porti a casa un pittbull incazzoso non lamentarti che questo prima o poi passi dall'abbaiare al mordere, così ti viene da dire "non te ne eri accorta prima?", perciò vorrei capire cosa gira dentro la testa di tante, troppe donne che fanno consapevolmente queste scelte...
Non può esistere Amore se non c'è -anche sempre e comunque- il Rispetto.

Il perchè una donna possa accettare di condividere la propria vita con un uomo che non la rispetta, trattandola malissimo, facendole subire umiliazioni, soprusi, violenze psicologiche e fisiche, arrivando persino a gonfiarla di botte, lo riconduco al fatto che non tutti gli esseri umani hanno rispetto di se stessi, se una donna non ha rispetto di se, lascerà che anche il suo uomo le manchi di rispetto.

Da una situazione di violenza domestica ti dovrebbe tirar fuori il rispetto di te stessa, la dignità, l'amor proprio, l'autostima, l'orgoglio, il volerti bene, lo spirito di sopravvivenza.

Evidentemente, non è sempre facile per tutte le donne fare leva su tutto ciò.

In realtà, se un uomo ha un'indole violenta e/o atteggiamenti inclini alla violenza -IMHO- lo percepisci nel periodo in cui ci si conosce e ci si frequenta, e mooooolto prima di anche solo pensare di iniziarci una storia, e quindi, dovresti riuscire a stargli lontana galassie, evidentemente, non tutte le donne hanno le "antenne", e/o forse qualcuna scambia -sbagliando pesantemente- la forza per quella che invece è una pericolosa indole violenta.


Ania

Insert coin
24-11-2007, 20:05
quoto

perfettamente daccordo.sono due argomenti distinti.
cerchiamo di parlare dell'argomento in questione.

una fellatio,che sia a pagamento o no,potrebbe essere molto traumatica..anche per chi la riceve;)

insomma..non parli in maniera molto rispettosa della donna..ma onestamente sono fatti tuoi.


per l'aborto..vorrei ancora capire cosa c'entra..è OT,percui non vedo perchè parlarne in questa sede.
non guardo quelle trasmissioni tv...sinceramente per argomentare preferisco informarmi attraverso il tg,i giornali e le leggi che ho ampiamente studiato.


:nono:

quoto tutto:mano:

Ho inserito la discussione sull'aborto perchè asserire che la maggior parte degli uomini è violenta è un pò come dire che le madri uccidono i loro figli, se la prima asserzione si da per vera, allora io do per vera anche la seconda.

Tu chiedi rispetto come donna prima che come essere umano?
Allora non mi meraviglio che diciamo spesso cose diverse

Io non chiedo di essere rispettato come "uomo", non me ne potrebbe importare di meno, sono un essere umano in primis.

Picarus
24-11-2007, 20:08
Dalle esternazioni e dalle reazioni che ho letto evidenziate da Negadrive nel trattare ed escludere gli uomini mi fa pensare che non ci sia differenza di intenti tra queste donne e gli uomini che picchiano le donne, la loro idea non è di trovare una pacifica convivenza tra i due sessi ma invece di aprire una guerra compattando un fronte femminile contro gli uomini, perciò l'intento non è di andare verso una forma di parità rispettosa ma di prendere loro il sopravvento.

D'altra parte si nota già come alcune donne si comportino verso l'uomo usando il potere che riescono ad ottenere, spesso ricattandolo con i figli quando c'è una separazione, o in altri modi, questo mi fa pensare che non è che le donne siano migliori degli uomini, in realtà il buono e il cattivo c'è dappertutto, e se si dovesse per assurdo ribaltare la superiorità fisica che c'è tra uomo e donna assisteremmo alle stesse violenze di cui si parla in questa giornata, ma fatte al contrario, anzi, per esperienze dirette e indirette so che le donne spesso riescono a essere più spietate e più fredde degli uomini!

La mia non vuol essere una presa di parte maschile contro le donne, ma solo una oggettiva constatazione dei fatti.

Un'ultima cosa, lo chiedo alle donne che intervengono in questa discussione, perchè troppo spesso vedo donne, ragazze, assieme a degli uomini che le trattano malissimo? Non mi sorprenderei che le mettano le mani addosso, alcune sono veramente molto carine e non gli mancherebbe di cercarsi altro, allora perchè stanno assieme a questi bastardi? Bastardi che prima o poi arriveranno alle mani, se già non lo fanno...
Troppo spesso l'uomo buono e rispettoso non piace e invece piace il bastardo, ok, ma poi se il bastardo degenera arriva la violenza, se ti porti a casa un pittbull incazzoso non lamentarti che questo prima o poi passi dall'abbaiare al mordere, così ti viene da dire "non te ne eri accorta prima?", perciò vorrei capire cosa gira dentro la testa di tante, troppe donne che fanno consapevolmente queste scelte...

Hai centrato il punto, a mio parere. "Violenza sulle donne" è,spesso, la locuzione con cui ci si riferisce a comuni liti, alterchi, in cui si degenera nelle "vie di fatto",che coinvolgono soggetti di sesso diverso, un uomo ed una donna appunto, il cui esito non può che essere scontato, a motivo della maggiore prestanza fisica dei primi. Una lite violenta tra un padre ed un figlio,o tra fratelli, è un fenomeno anonimo e fisioligico,che assume al più rilevanza penale nel caso in cui ci scappi il morto,o ci si spinga comunque troppo oltre; una lite violenta tra un padre ed un figlia,o tra fratelli di sesso diverso,al contrario, si carica di un significato che la proietta ben oltre la circoscritta dimensione cui apparterebbe,e si eleva,sotto la spinta di un femminismo che ormai ci condiziona e ci ottenebra culturalmente , ad ennesimo momento di manifestazione di quel presunto, terribile e disgraziato fenomeno che è la violenza sulle donne.
Vorrei i dati per controllare quanti adolescenti maschi subiscono violenze in famiglia ,e magari quanti maschi restano uccisi nelle liti familiari(tra fratelli,o tra padre e figlio).Mi chiedo quanti siano i maschi che muoiono per le conseguenze di reati gravi,e quante le donne.
Per carità, la violenza sessuale è un discorso diverso, ma quello che contesto ad iniziative quali quelle in oggetto è la demonizzazione del sesso maschile tout court,come se si volesse risolvere il problema non attraverso una ragionevole e responsabile opera di sensibilizzazione che ci considerasse degli interlucutori con cui fare fronte comune,ma cercando piuttosto lo scontro frontale con tutto il genere maschile,con un atteggiamento livoroso che pare giurare vendetta. Insomma, sono i toni che non mi piacciono....

morg79
24-11-2007, 20:17
Ho inserito la discussione sull'aborto perchè asserire che la maggior parte degli uomini è violenta è un pò come dire che le madri uccidono i loro figli, se la prima asserzione si da per vera, allora io do per vera anche la seconda.

Tu chiedi rispetto come donna prima che come essere umano?
Allora non mi meraviglio che diciamo spesso cose diverse

Io non chiedo di essere rispettato come "uomo", non me ne potrebbe importare di meno, sono un essere umano in primis.

mai affermata una cosa del genere..si vede che non hai capito che volevo dire.
ho anche espresso il mio dissenso sul divieto di far patecipare gli uomini e su ogni tipo di estremizzazione.ma si vede che non hai letto bene.:read:

io esigo e do il massimo rispetto a tutti,come essere umano

ania
24-11-2007, 20:20
Curioso che una donna che si scandalizza per uno schiaffo preso da suo marito (magari dopo averne dati altrettanti a sua figlia/o) poi si inalbera se un uomo (o una donna e sono in molte a pensarlo) paragoni l'aborto ad un omicidio.
Mi rifiuto di trascinare in questo thread il tema dell'aborto, perchè se è dell'argomento aborto che ti interessa discutere, allora ci sono almeno un paio di altri threads nei quali proprio l'aborto è argomento del dibattere, quindi non vedo l'utilità di portare l' argomento aborto, sul quale peraltro mi sono già ampiamente espressa, anche in questa sede.

Quanto agli schiaffi che un uomo potrebbe assestare alla propria compagna, ti dico solo che io non mi sognerei mai di prendere a schiaffi il mio compagno, e pretendo pari rispetto.

Ania

ania
24-11-2007, 20:35
http://roma.repubblica.it/dettaglio/Donne-piu-di-mille-chiedono-aiuto/1392150


Dal 10 dicembre parte il servizio H24donna, che offrirà assistenza specializzata alle donne vittime di abusi e violenza
Donne, più di mille chiedono aiuto
Ogni giorno al servizio di assistenza del Comune arrivano tre richieste di soccorso, ma la maggioranza ancora soffre in silenzio.
di Giovanna Vitale

Dal primo gennaio al 30 ottobre sono state ben 1.024 le donne che a Roma e provincia hanno avuto il coraggio di dire basta, raccontare tutto al Telefono Rosa. Oltre un migliaio di richieste d´aiuto, quasi quattro al giorno, contro maltrattamenti e violenze per lo più consumate fra le pareti domestiche e raccolte dall´associazione protagonista del progetto lanciato dal Campidoglio per fornire supporto medico, psicologico e legale a chi ha deciso di uscire dall´incubo.

Si chiama "H24donna" il servizio messo a punto dagli assessori comunali Cecilia D´Elia (Pari Opportunità) e Raffaela Milano (Politiche Sociali) che, a partire dal 10 dicembre, per un anno in via sperimentale, offrirà assistenza specializzata alle donne vittime di abusi e violenza che si rivolgono alle forze dell´ordine per denunciare o agli ospedali per essere medicate. È proprio in quel momento, ovviamente previo consenso, che scatta l´intervento di un´équipe mobile composta da un medico, uno psicologo e persino un avvocato, che le accompagni nel doloroso percorso di rifiuto dell´abuso. «È l´anello mancante tra i servizi di emergenza e i centri anti-violenza», dice la presidente di Differenza donna, Emanuela Moroni, l´altra anima del progetto, «per dare un sostegno reale e concreto a chi spesso non sa dove trovarlo». Perché il problema vero, «quello che affligge la maggioranza delle donne trovano il coraggio di denunciare», spiega la presidente di Telefono Rosa, Gloria Moscatelli, «è il dopo. Tutte si chiedono: e adesso che faccio?».

E infatti «è un´iniziativa che nasce dall´esperienza», sottolinea Milano, «dalla necessità di dare un supporto immediato a chi ha subito un trauma». Come? Dando un seguito all´azione delle forze dell´ordine (Carabinieri, Polizia, Vigili urbani) e degli operatori sanitari (pronto soccorso) chiamati per primi ad intervenire in casi di violenza o abuso. Saranno loro a contattare la Sala Operativa Sociale del Comune, che a sua volta metterà subito in moto l´équipe specializzata. Un fenomeno grave, quello dell´abuso sessuale, «e troppo spesso invisibile», ribadisce D´Elia: «Nel Lazio solo l´8% delle donne che subiscono violenza lo denunciano: un dato superiore di punti percentuali alla media nazionale, ma ancora troppo basso. Questo è uno strumento che potrà certamente aiutare a far emergere gli abusi».

Il servizio opererà in rete con i Centri Antiviolenza e con gli altri servizi di assistenza sociale già disponibili sul territorio e sarà attivo sia per chi ha subito violenza in un luogo pubblico che per le donne maltrattate fra le pareti domestiche. E, contro la violenza, sabato le donne scenderanno in piazza.

(22 novembre 2007)

Negadrive
24-11-2007, 22:19
forse qualcuna scambia -sbagliando pesantemente- la forza per quella che invece è una pericolosa indole violenta.

Temo proprio di sì. Il ragazzo "tosto" può fare quell'impressione, soprattutto a quelle che in fondo cercano una figura forte. Solo che poi questa apparente "forza", se proviene da un *bip*, non ti darà sicurezza o protezione, ma al contrario ti si rivolterà contro. Bisognerebbe guardare anche alle altre caratteristiche della persona (ma si sa: "l'amore è cieco" e "al cuore non si comanda"...), insomma un ragazzo dalla personalità forte, se è quello che si cerca, ma allo stesso tempo equilibrato e gentile, forse un po' come una figura paterna (ideale, si intende).
C'è anche il fatto che quando ami qualcuno, tendi a perdonarlo e a giustificarlo... finché alla fine sei costretta ad aprire gli occhi.
Comunque anche i ragazzi e uomini cascano in cose del genere (senza scomodare il detto: "tira più un pelo di f..." hehe). Ci son ragazzi che si fanno trattare come zerbini.

Infine, diciamolo, magari non per tutte, ma piace anche sentirsi desiderate, no? Uno che se ne frega di tutti, non è sicuramente timido e a farsi avanti non ci pensa due volte. Magari se la cava pure (tanto avrà provato con mille, se non con tutte quelle che capitano a tiro, e quindi un minimo di esperienza se la sarà fatta...) e perciò riesce anche a corteggiarti parecchio, ma senza arrivare ad esagerare, scadere nella rozzezza o sembrare una mosca noiosa, che fa l'effetto opposto; il problema è che c'è caso che il tipo in realtà ti veda più che altro come tette & fondoschiena, con qualche nebuloso dettaglio intorno, piuttosto che una persona. Magari invece ci sono ragazzi d'oro, ma che si fanno troppi scrupoli (leggi: seghe mentali): possono essere anche molto gentili, amichevoli, ma... oppure, al contrario, quello che diventa una sorta di cagnolino succube: anche lui rischia di dimostrarsi privo di personalità e quindi poco interessante (se non soffocante).
Qualcuno starà già pensando "non va bene niente, eh??" :D
Andrebbe bene un mix di cose (positive, si spera), penso.
Però Ania dicevi anche della mancanza di rispetto di sè: a volte mi chiedo se non ci sia pure un certo masochismo di fondo o una sorta di "imprinting" delle prime esperienze. Conosco ad esempio certe che si buttano immancabilmente sullo stesso tipo d'uomo, che regolarmente le devasta...

Insert coin
24-11-2007, 22:27
mai affermata una cosa del genere..si vede che non hai capito che volevo dire.
ho anche espresso il mio dissenso sul divieto di far patecipare gli uomini e su ogni tipo di estremizzazione.ma si vede che non hai letto bene.:read:

io esigo e do il massimo rispetto a tutti,come essere umano

E ti credo, ho l'impressione che io e te andremmo molto più d'accordo di quello che immagini nella "real life", tuttavia l'idea che io mi sono fatto della attuale situazione nel rapporto uomo donna (lamentele femminili continue e una volta gli uomini sono violenti e un'altra volta degli smidollati che si fanno manovrare come dei burattini dalla prima donna che incontrano, pensano solo a quello, anzi no non si sbilanciano mai sono diventati attendisti, ma che fine hanno fatto gli uomini di una volta ed altre stronzate simili che le mie orecchie sentono continuamente tutti i giorni, alcune vissute anche sulla mia pelle) la dicono lunga a mio avviso sul caos totale che si è venuto a creare, dove gli uomini vengono recuperati al loro "ruolo" ad "orologeria" a seconda delle circostanze, senza contare, in primis, che io non mi sono mai riconosciuto in alcun ruolo e, in secundis, che io mi sono sempre cercato la compagnia femminile fra le donne che non si collocassero su un piano si superiorità morale nei mie confronti, suscitando fra l'altro commenti acidi di molte donne che conosco, che rosicano e si sentono depauperate del loro "status" se vedono altre femminucce che non fanno le "profumiere" e non prendono per i fondelli lo zerbino di turno.

Io spero vivamente che l'Italia diventi quanto prima un paese di mentalità "nordica" e parlo quindi anche di donne, e non solo di uomini, che di fare il "latin lover" (per quale ragione io dovrei essere un latin lover non lo comprendo) che nutre l'autostima altrui non ne ho mai avuto voglia.

morg79
24-11-2007, 22:52
E ti credo, ho l'impressione che io e te andremmo molto più d'accordo di quello che immagini nella "real life"
caro insert...siceramente..se nella mia vita reale trovassi uno che fa discorsi come quelli che hai postato tu ultimamente,gli farei abbassare la crestina come ho fatto con te..e non perchè sono donna,ma perchè ho le pa@@e;)
tuttavia l'idea che io mi sono fatto della attuale situazione nel rapporto uomo donna (lamentele femminili continue e una volta gli uomini sono violenti e un'altra volta degli smidollati ) la dicono lunga a mio avviso sul caos totale che si è venuto a creare
questo non è caos...è solo la TUA idea..basata peraltro su esempi singoli,quindi poco caratterizzante.
che io mi sono sempre cercato la compagnia femminile fra le donne che non si collocassero su un piano si superiorità morale nei mie confronti
buon per te:D
Io spero vivamente che l'Italia diventi quanto prima un paese di mentalità "nordica" , che di fare il "latin lover" che nutre l'autostima altrui non ne ho mai avuto voglia.

scusa...ma dai discorsi che hai fatto si evince che non hai avuto belle esperienze con le donne...e qui sta la risposta alla tua domanda(perchè mai dovrei essere un latin lover?);)

Insert coin
24-11-2007, 23:01
caro insert...siceramente..se nella mia vita reale trovassi uno che fa discorsi come quelli che hai postato tu ultimamente,gli farei abbassare la crestina come ho fatto con te..e non perchè sono donna,ma perchè ho le pa@@e;)

No, questo significa che nelle discussioni tu cerchi l'approvazione altrui, le palle non c'entrano nulla, sono settimane che ti spertichi in una difesa della categoria, bollando sempre come insignificanti le testimonianze e le esperienze che gli altri portano ad esempio, naturalmente le tue invece vanno prese come campione statistico ed oro colato.

Ho abbassato volutamente un pò i toni e subito lo hai interpretato come un "abbassamento di cresta" questo è interessante, perchè denota che chiunque può farti bere quello che vuole, basta che si esprima "in un certo modo.."


scusa...ma dai discorsi che hai fatto si evince che non hai avuto belle esperienze con le donne...e qui sta la risposta alla tua domanda(perchè mai dovrei essere un latin lover?);)

Beh, non le ho avute in passato, ora si.
Tra l'altro la mia compagna stessa si definisce "femminista", ma se le raccontassi come le donne intendono il femminismo in Italia, si metterebbe a ridere, come ho già detto vedo richieste di privilegi e non di pari dignità.

Il matrimonio stesso ha quasi trasformato la donna in una prostituta, da liquidare a fine unione per tutte le volte che l'ha data al marito (altro concetto che sa più di patriarcale che di femminismo, il "darla" tanto cara a voi).


Stranamente, pur essendo un oppositore di un certo falso femminismo che non invoca pari dignità ma solo privilegi (infatti nessuna di loro si scandalizza se le quote rosa non le fanno in miniera), sono paradossalmente molto più aperto di mentalità di tanti ruffiani, pappagalli e quant'altro che da un lato si riempono la bocca di tante belle parole a sostegno delle donne, anche quando queste attentano al valore della famiglia e dei figli, e dall'altro sono essi stessi il prodotto (assieme a certe donne) di quella società patriarcale che fingono di voler combattere, cosicchè un uomo che poi non si piega a certe "consuetudini" ancora ben radicate nelle donne di oggi in Italia, viene poi giudicato "strano", solo perchè ritiene che non ci sia nulla di strano se non si pone nelle condizioni di farsi rifiutare da una donna, me anzi agisce per rovesciare la consuetudine stessa, pensano che siano anche le donne a doverseli meritare gli uomini.

Adesso io agisco così, ed è quasi divertente vedere come alcune di loro si sentano spiazzate, le stesse che vivono di luoghi comuni sugli uomini, che io ho ben presente nella mia testa.

morg79
24-11-2007, 23:08
Perchè stranamente, sono paradossalmente molto più aperto di mentalità di tanti ruffiani, pappagalli e quant'altro
....cosicchè un uomo che poi non si piega a certe "consuetudini" ancora ben radicate nelle donne di oggi in Italia, viene poi giudicato "strano", solo perchè ritiene che non ci sia nulla di strano se non si pone nelle condizioni di farsi rifiutare da una donna, me anzi agisce per rovesciare la consuetudine stessa, pensano che siano anche le donne a doverseli meritare gli uomini.

ma non è più facile accettare?
accettare che altri la pensino diversamente..
accettare che ci sono donne e Donne...uomini e Uomini?
esci e goditi la vita..che già è tanto piena di problemi:rolleyes:

Insert coin
24-11-2007, 23:18
ma non è più facile accettare?
accettare che altri la pensino diversamente..
accettare che ci sono donne e Donne...uomini e Uomini?
esci e goditi la vita..che già è tanto piena di problemi:rolleyes:

Avere opinioni diverse sul senso della vita, sulla religione, sull'amore stesso è una cosa, incapsulare le relazioni uomo/donna in sterili (ma ben funzionali per qualcuno) "ruoli" e cosa ben diversa.

morg79
25-11-2007, 05:01
No, questo significa che nelle discussioni tu cerchi l'approvazione altrui, le palle non c'entrano nulla, sono settimane che ti spertichi in una difesa della categoria, bollando sempre come insignificanti le testimonianze e le esperienze che gli altri portano ad esempio, naturalmente le tue invece vanno prese come campione statistico ed oro colato.
io non ho bisogno di approvazione perchè so quel che valgo e cmq stai esprimendo un giudizio personale gratuito e infondato
trovami dove io ho postato le mie esperienze,dove ho sminuito quelle altrui.
la differenza tra me e te è che io ho argomentato,tu no.
io ho parlato per legge ,la legge che ho abbondantemente studiato..e siccome essa non ti garba e non sai cosa rispondere..riproponi il discorso della donna femminista in ogni 3d possibile,sperando che qualcuno ti dia ragione.:rolleyes:

Ho abbassato volutamente un pò i toni e subito lo hai interpretato come un "abbassamento di cresta" questo è interessante, perchè denota che chiunque può farti bere quello che vuole, basta che si esprima "in un certo modo.."

certo..come no..
altri giudizi gratuiti...altre perle di saggezza.
abbassare la cresta vuol dire anche fuggire quando non si sa cosa rispondere.
ma se fai sto tipo di discorsi,è davvero inutile guarda..:muro:

Tra l'altro la mia compagna stessa si definisce "femminista", ma se le raccontassi come le donne intendono il femminismo in Italia, si metterebbe a ridere, come ho già detto vedo richieste di privilegi e non di pari dignità.
ci vedi bene allora...:rolleyes:
Il matrimonio stesso ha quasi trasformato la donna in una prostituta, da liquidare a fine unione per tutte le volte che l'ha data al marito (altro concetto che sa più di patriarcale che di femminismo, il "darla" tanto cara a voi).

qui siamo davvero al delirio perpetuo:rolleyes:
Adesso io agisco così, ed è quasi divertente vedere come alcune di loro si sentano spiazzate, le stesse che vivono di luoghi comuni sugli uomini, che io ho ben presente nella mia testa.

veramente adesso l'abbiamo presente anche noi tutti..visto che so mille post che non ripeti altro
se hai ancora voglia di insultare usa i pvt
e smettila...che sei ot da un secolo;)
stop OT

Insert coin
25-11-2007, 07:40
Primo bilancio della giornata lesbofemminista di ieri.

Occupato il gazebo della 7, che aveva assicurato una ampia copertura mediatica alla "manifestazione"

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2705957.html?ref=hpsbdx1

Espulsi gli uomini dalla piazza, immagino che se il movimento gay avesse provato ad unirsi alla sfilata sarebbe stato espulso lo stesso, al grido di "ricchioni",

insultate le ministre del governo Prodi.

Aggredita fisicamente la Prestigiacomo.

Contestato il pacchetto "sicurezza" del governo Prodi, quello per intenderci approvato dopo il barbaro assasinio della moglie del militare a Roma, ma questo non deve meravigliare, si sa che alle lesbofemministe non è mai fregato nulla della condizione delle donne nei paesi sottosviluppati o nelle nazioni islamiche, loro pensano alle cosce delle veline, protestare contro le leggi islamiche potrebbe essere interpretato come un atto di razzismo, non per nulla l'autrice dell'articolo che parlava dell'Eurabia è stata ridicolizzata.

ania
25-11-2007, 09:25
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/violenza-donne/corteo/corteo.html

Violenza sulle donne, a Roma in centomila
"Contro la paura, riprendiamoci i nostri diritti"
Tanta gente in strada a Roma nonostante la pioggia
Cacciate Prestigiacomo e Carfagna, aggrediti due giornalisti
Dacia Maraini: "Grande partecipazione, sbagliato escludere chiunque"
In piazza Navona contestate anche i ministri Turco, Pollastrini e Melandri.
"Occupato" il gazebo de La7
di CLAUDIA FUSANI

ROMA - Comincia male: fischi alle deputate di Forza Italia Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo; spintoni e calci a un fotografo e a un giornalista con l'unico torto di essere maschi; insulti ai ministri Pollastrini, Turco e Melandri che hanno "osato" tentare di mettere il cappello, facendosi intervistare da microfoni e telecamere, su una manifestazione che - va detto - è stato organizzata dal basso, da associazioni che non hanno mai l'onore delle cronache eppure fanno un lavoro sommerso e oscuro ma importantissimo.

Non c'è dubbio che sia cominciata sbagliata questa manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne. Ma in mezzo a questi episodi ci sono decine di migliaia di donne - centomila dicono le organizzatrici; 40 mila la questura - di tutte le razze che sono sfilate pacifiche, sorridenti, motivate, consapevoli per dire basta al femminicidio. I confini del caso compaiono qua e là sui cartelli indossati da donne-testimoni: un milione e 150 le vittime di violenze in Italia, il 5, 4% del totale, il 3,5% ha subito violenza sessuale e il 70 per cento di queste violenze portano la firma di familiari e parenti.

"L'assassino non bussa, ha le chiavi di casa" è scritto su uno degli striscioni a metà del corteo. Una come Dacia Mariani, ad esempio - anima del movimento femminista negli anni settanta, oggi in marcia in via Cavour come una ragazzina con gli occhi azzurrissimi che riescono sempre a guardare oltre e lontano - parte da qui, dalla grande partecipazione, dalle donne che tornano in piazza: "Sono commossa, era dagli anni Settanta che non si vedeva una manifestazione così".
Gli insulti, gli ostracismi, sono quella parte sbagliata che alla fine spunta quasi sempre fuori nelle manifestazioni, come quelli che bruciano le bandiere o fanno i cori contro Nassyria. Una parte, non il tutto. Un pezzo, non l'insieme. Infatti: "Non sono d'accordo con la contestazione, hanno fatto malissimo. Sbagliato anche cacciare gli uomini, loro sono degli alleati" dice la scrittrice. Meno comprensivo il giudizio delle ministre. "Questa violenza verbale va solo contro le donne" taglia corto Giovanna Melandri. "La contestazione di qualcuno va a discapito di tutte" rincara la dose Livia Turco. Più morbida la Pollastrini: "Cerchiamo il lato positivo: tante, tantissime donne per dire basta alla violenza". Il problema è che a fine serata della giornata si parla più per le polemiche che per i contenuti.

Il fatto è che la manifestazione, organizzata molto in sordina, quasi ignorata fino a due-tre giorni fa, è stata messa in piedi da un gruppo di collettivi femministi tra cui Amatrix, Libellule, Feramenta, Associazione femminista via dei Volsci, a cui sicuramente non fa difetto la rabbia e le idee chiare.
"L'idea della manifestazione è stata nostra" spiega Amelia, "non vogliamo cappelli politici anche perché delle scelte di questa politica non condividiamo quasi nulla. E non vogliamo uomini, abbiamo fatto una scelta sessista e separatista perché in questo modo si capisca che il problema in Italia è di tipo culturale e serve scardinare la società di tipo patriarcale...".

Amelia è un fiume in piena ed è alla testa del corteo quando alle 14 e 45 minuti, dopo un acquazzone memorabile, il grande striscione "La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini" muove i primi passi. C'è emozione e soddisfazione. Sono tante, un concentramento enorme, oltre ogni aspettativa. Le donne dei campi rom improvvisano danze etniche. "Siamo del campo di via Candoni e ieri abbiamo deciso di venire al corteo. Lo abbiamo comunicato agli uomini del campo e siamo qui" spiega Daniela sfoggiando un sorriso molto dorato. Futurica è più giovane, ha 16 anni: "Quanta violenza c'è nei campi rom contro le donne? Come in tutto il mondo...". Si muove il camion rosso con la musica sparata a palla e lo striscione: "La violenza contro le donne non dipende dal passaporto, la fanno gli uomini".

Poco dopo l'inizio di via Cavour, sul lato sinistro della strada, lungo il marciapiede, svetta l'ex ministro Stefania Prestigiacomo e il collo di pelliccia dell'onorevole Mara Carfagna. Qualcuno dice che sono con i bodygard, più semplicemente, forse, il loro autista. Comunque sia, inaccettabile per le organizzatrici. E' il primo momento di tensione. I cori si alzano in fretta: "Fuori i fascisti da questo corteo"; "La violenza sulle donne non si strumentalizza, sei una fascista non sei una donna". L'ex ministro prosegue dritta, qualche centinaio di metri, faccia tesa: "La nostra presenza qui non è una provocazione, siamo donne, non abbiamo una bandiera politica. Certo se questo è il livello di tolleranza di una manifestazione contro la violenza...".

Ma non è un problema di colore politico. Pochi metri dopo, infatti, un fotografo e un paio di giornalisti s'imbattono nel rigore separatista delle femministe organizzatrici. Cori, spintoni, fuori anche loro.

Via via che il corteo si libera lungo via Cavour la violenza contro le donne torna il tema, quello vero, il principale. Quello a cui l'Onu domani ha dedicato una giornata mondiale. Per cui il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha inviato un messaggio al ministro Pollastrini parlando di "drammatica violazione dei diritti umani" e augurando che l'iter della legge a tutela della donne possa concludersi presto in Parlamento. Qualche spezzone, a dir la verità, non condivide neppure l'impostazione della legge: "Fiducia nello stato non ne abbiamo / l'autodifesa è nostra e non la deleghiamo". Nel mirino degli slogan ci finisce il pacchetto giustizia: "Se la violenza è sotto il tetto che ce faccio cò sto pacchetto"; "non ci stiamo in un pacchetto violenza, vogliamo una cultura del rispetto". Monica Pepe, la più gettonata tra le organizzatrici: "Un episodio come quello della morte di Giovanna Reggiani è stato strumentalizzato per dare vita a un pacchetto sicurezza xenofobo e razzista".

Le femministe sono tornate, non c'è dubbio. Lo dicono le colonne sonore prescelte: con Loredana Bertè cantano "non sono una signora ma una con poche stelle nella vita"; con Fiorella Mannoia intonano "quello che le donne non dicono". Gli abiti parlano degli anni settanta: gonne lunghe e giacconi, mini e calze colorate, zeppe, fasce colorate in testa; trecce o capelli cortissimi.

L'intolleranza separatista non si ferma. Intorno a piazza Venezia si aggiunge al corteo - ahiloro - un gruppo di senegalesi con tamburi, treccine e ritmo. Sono bravi e fanno allegria. Durano venti minuti. E' in azione una specie di servizio d'ordine che fa la spola lungo i lati del corteo per controllare che non ci siano uomini. "Dovete andare via, non potete stare qui...". Malandobo, il leader del gruppo etnico resta un po' perplesso: "Ma noi siamo contro la violenza...". Succede che un gruppo di donne decide di fare da "protezione" ai gruppo di intrusi. Sono tanti i pezzi del corteo che non condividono questa impostazione. Paola, ad esempio: "Siamo qui, contente di partecipare e di manifestare per una cosa molto seria. Ma che tutto questo sia appaltato a una banda di separatiste sessiste non ci sta bene".

La testa del corteo arriva in piazza Navona due ore dopo la partenza da piazza della Repubblica. Finirà di affluire intorno alle sei e mezzo. Altre polemiche, i ministri contestati, le telecamere abbuiate. "Se dovete intervistare qualcuno, sentite noi e non i ministri" polemizza Monica Pepe. In realtà le uniche che dovevano parlare, oggi, dovevano essere le donne violate. Hanno sfilato anche loro, in silenzio, con rabbia, lo striscione in una mano, il figlio nell'altra. Questo corteo era in loro nome.

(24 novembre 2007)

Non condivido la commozione di Dacia Maraini di fronte a questa manifestazione, ma d'altra parte, non sono maschilista, ma neppure femminista.

Della Maraini, condivido invece lo sgomento per i termini, i toni, i modi con cui il tutto è stato -IMHO assai malamente- gestito.

Ecco come avere un'occasione per fare qualcosa di buono, e riuscire a buttarla stupidamente e malamente alle ortiche.

Organizzare una manifestazione, pianificarla e gestirla nelle modalità di cui sopra è per me assurdo, meglio non manifestare affatto, piuttosto che mettere su una cosa del genere.

Non si può chiedere attenzione e rispetto, e poi essere le prime a non rispettare gli altri esseri umani discriminando in base al sesso.

Contesto e trovo sbagliata -oltre che stupida- la scelta sessista e separatista.

Felice di non avere mai preso parte a nulla del genere.

Eh sì, la cosa straordinaria di ogni essere umano è che ognuno ragiona con la propria testa, e -non di rado- si trovano molte più affinità e sintonie con alcuni uomini che non con certe donne.


Ania

drakend
25-11-2007, 09:25
Mah io ho la netta impressione che questa manifestazione contro la violenza verso le donne sia stata più un ritrovo delle donne comuniste che altro... :fagiano:
Il contrasto alla violenza verso le donne riguarda tutti, uomini e donne, fascisti e comunisti, neri e bianchi, senza distinzione alcuna. Inoltre una vera manifestazione contro la violenza dovrebbe anche parlare della violenza psicologica fatta da alcune ex-mogli contro gli ex-mariti con la questione degli alimenti... certo sono casi percentualmente parecchio minori rispetto alla violenza sulle donne, però esistono ed una manifestazione matura dovrebbe saper trattarli senza problemi. Infine c'è anche tutta la questione della condizione della donna nel mondo, specialmente nei Paesi islamici... tutti questi aspetti della realtà, che rendono la questione parecchio più complicata di "l'uomo è l'origine di tutti i mali". Tutto questo non è stato presente nella manifestazione il che significa che il movimento femminista italiano ne ha ancora di strada da percorrere, a meno che non voglia fermarsi a rivendicare solo privilegi ingiustificati e non risolvere i problemi reali che affliggono le donne.

ania
25-11-2007, 09:45
http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_24/violenza_donne_corteo_8f6a15d2-9a87-11dc-a3e4-0003ba99c53b.shtml


Manifestazione a Roma, Slogan contro il pacchetto sicurezza
«150mila donne contro la violenza»
Contestate Prestigiacomo e Carfagna.
Alle ministre Melandri e Pollastrini: «Vergogna, vendute»

Donne in piazza a Roma contro la paura. In 150 mila - secondo gli organizzatori - per dire no alla violenza alle donne. Una piaga diffusa soprattutto dentro alle mura domestiche e che rappresenta la prima causa di morte femminile. Un corteo multicolore affollato anche da islamiche e rom. Variopinto da striscioni e scandito da slogan contro il «pacchetto sicurezza» approvato qualche settimana fa dal governo ma anche contro le azzurre Prestigiacomo e Carfagna, allontanate dal corteo come pure due cronisti uomini. Le ultime costrette a «lasciare» sono state le ministre Livia Turco e Giovanna Melandri: duramente contestate in piazza Navona da un gruppo di partecipanti (al grido di «Vergogna, vendute») hanno abbandonato il palco dove avrebbero dovuto effettuare un collegamento in diretta tv con La7.

GLI SLOGAN CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA - Tra gli slogan contro il pacchetto sicurezza «Se la violenza è in casa che ci faccio con più polizia?» recita uno. «Non ci stiamo in un pacchetto violenza, vogliamo cultura del rispetto» si legge in un altro. «Se la violenza è sotto al tetto cosa faccio con questo pacchetto?» chiede un altro. «Vogliamo denunciare che con la scusa della violenza, il tragico episodio della Reggiani è stato strumentalizzato dal governo per dare vita a un pacchetto sicurezza xenofobo e razzista - spiega Monica Pepe, una delle organizzatrici -. A nostro avviso ci vuole un cambiamento culturale nella battaglia contro la violenza non servono i provvedimenti repressivi e inutili».

PRESTIGIACOMO E CARFAGNA CONTESTATE - Nel mirino delle manifestanti anche le azzurre Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna presenti alla manifestazione organizzata dal cartello di associazioni femministe Controviolenzadonne: «Fuori i fascisti da questo corteo» è lo slogan scandito contro le due parlamentari di Forza Italia. Le due deputate, fortemente contestate, si sono difese spiegando che: «la violenza sulle donne non può e non deve avere colore politico». L'ex ministro per le Pari opportunità si difende da chi le dice «potevi venire con i tacchi a spillo» dicendo che è stato sotto il suo ministero che sono state varate le prime norme antiviolenza, e poi «in Parlamento c'è sempre stato un fronte trasversale tra donne».

VIA I CRONISTI UOMINI - Atttaccati anche gli uomini. Due cronisti maschi di agenzie di stampa e un fotografo sono stati allontanati a spintoni dal corteo: «Siete uomini uscite da questo corteo» sono stati apostrofati i cronisti che hanno replicato: «Siamo qui per lavorare e per informare i cittadini delle vostre proteste». In loro difesa è intervenuta Livia Turco, presente tra le manifestanti: «Il dissenso nei confronti dell'onorevole Prestigiacomo è stato espresso solo da una minoranza esigua» ha spiegato il ministro della salute Livia Turco «spero vivamente che Prestigiacomo torni a sfilare insieme a noi».

COMMOSSA DACIA MARAINI - Stessa speranza da parte di Dacia Maraini, presente al corteo: «Sono contraria a cacciare chiunque da un corteo, anche gli uomini su questo tema possono essere nostri alleati». A parte questi episodi, la scrittrice si è detta commossa: «Era dagli anni '70 che non si vedeva una manifestazione di questo tipo e con questa partecipazione. La violenza è un problema sentito da tutte le donne - ha proseguito - si tratta di una questione culturale: bisogna agire su questo aspetto».

NAPOLITANO: APPROVARE SUBITO LA LEGGE - A livello politico da registrare l'intervento di Napolitano. Il presidente della Repubblica ha auspicato che la proposta di legge per tutelare le donne venga approvata al più presto in Parlamento. In una lettera inviata al ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini per la Giornata internazionale Onu contro la violenza alle donne (domenica 25), il capo dello Stato ha anche sostenuto che si debba cominciare dalle scuole ad educare a rispettare i diritti delle persone.

POLLASTRINI: IN GIOCO I DIRITTI UMANI - A Napolitano è andata la personale riconscenza del ministro Pollastrini che parla di «strage delle innocenti» e risponde al messaggio del presidente della Repubblica, sottolineando come quella della violenza sulle donne sia una «emergenza culturale, prima di tutto». «Tutte le cifre e le statistiche ci danno la prova di un'emergenza drammatica» ha detto. L'Italia «deve conoscere, al pari di Spagna, Francia e altri grandi paesi, un vero Piano Integrato d'Azione contro la Violenza sulle Donne. Servono risorse, e i venti milioni della Finanziaria del 2008 sono un primo segno positivo. Ma servono anche campagne di formazione e di informazione. Serve dare valore alle Case delle donne, ai Centri antiviolenza e a una rete diffusa di servizi sociali».

TURCO: «PRESTO SPORTELLI DEDICATI» - «La violenza contro le donne rende più incivile, fragile, insicuro il nostro paese» denuncia il ministro della salute in un messaggio di adesione inviato alle organizzatrici della manifestazione. «I dati sulla violenza contro le donne si ripetono, anno dopo anno, drammatici, indecenti - sottolinea la Turco che annuncia di voler combattere il fenomeno «a partire dall'informazione e dall'educazione nelle scuole, alla formazione di tutti gli operatori, prevedendo l'apertura di uno Sportello dedicato in ogni Pronto Soccorso e di Centri Regionali di riferimento, aperti per 24 ore».

MELANDRI: «GIORNATA ROVINATA» - «Dispiace che questa grande manifestazione sia stata rovinata dalla violenza verbale di alcune donne». Così il ministro per le Attività giovanili Giovanna Melandri ha commentato la dura contestazione ricevuta. Insieme a lei il ministro della Salute Livia Turco: «Le contestazioni di alcuni gruppi - ha commentato - vanno a scapito delle donne, contro la loro forza e danneggiano le migliaia di partecipanti alla manifestazione».

BINDI: TOLLERANZA ZERO - Contro la violenza sulle donne il ministro della Famiglia Rosy Bindi invoca la «tolleranza zero», una rapida approvazione delle «norme del disegno di legge sulla violenza stralciate dalla Commissione Giustizia, ma anche - conclude - approvare presto tutto il complesso della proposta di legge e realizzare quella rete di servizi territoriali indispensabile a sostenere le donne, le madri, le bambine, le ragazze che subiscono violenze, abusi e maltrattamenti. E’ un obiettivo di civiltà cui non possiamo rinunciare».

DIRETTA LA7 - Una dura nota in merito alle contestazioni è arrivata dalla direzione del tg de La7, costretta a interrompere la diretta. «Vedere giornalisti messi in condizione di non svolgere il proprio lavoro, dover interrompere la trasmissione in diretta in nome di un malinteso veterofemminismo, fa soltanto cadere le braccia», si legge in una nota, che esprime «piena e convinta solidarietà a Giulia Buongiorno, Mara Carfagna, Giovanna Melandri, Alessandra Mussolini, Barbara Pollastrini, Stefania Prestigiacomo, Livia Turco». E ancora: «In merito alla presa di posizione del comitato organizzatore della manifestazione contro la violenza sulle donne (che ha parlato di una strumentalizzazione da parte di La7, ndr), la direzione precisa che la diretta è stata organizzata durante la settimana coordinandosi con il comitato promotore. Durante la marcia, le nostre telecamere hanno dato voce alle diverse anime del movimento e alle loro rivendicazioni. Stupisce la sorpresa di chi, in nome di una sacrosanta mobilitazione contro la violenza sulle donne, ha allontanato altre donne - di destra o di sinistra, ha ben poca importanza - considerandole alla stregua di "corpi estranei"».

24 novembre 2007


http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200711articoli/27859girata.asp

24/11/2007 (10:40)
Donne in corteo contro la violenza
Manifestazione infuocata a Roma, fischiate la Pollastrini e la Melandri

ROMA
Le donne hanno sempre più paura e oltre tre milioni di loro hanno cambiato abitudini per il timore di subire una violenza. Lo rivela un sondaggio Publicares-Swg. I casi di violenza e maltrattamenti, le molestie sessuali e le violenze psicologiche sono molto frequenti nel nostro paese, secondo l’opinione di più del 90% delle italiane. Più impaurite risultano le donne giovani e che abitano nelle grandi città.

Il corteo contro la violenza sulle donne, partito poco dopo le 14 da piazza Esedra è arrivato in piazza Navona poco prima delle 18. Qui, sul palco organizzato per la diretta televisiva de La7, la ministra delle Pari opportunità Barbara Pollastrini stava terminando il suo intervento. Scesa dal palco è stato contestata dalla piazza, anche dalle organizzatrici che lamentavano come la loro piattaforma «chiara e precisa» non trovi corrispondenza nelle politiche del governo. Qualche voce più alta, a volte fuori luogo, alle quali la Pollastrini ha cercato di replicare con toni pacati, difendendo anche alcuni dei provvedimenti contenuti nel pacchetto sicurezza. Poco dopo sul palco sono salite le ministre dello Sport, Giovanna Melandri e della Salute Livia Turco che ha partecipato a tutto il corteo, fin dalla sua partenza. Al grido di «Vergogna, vergogna», «Vendute», fuori dalla piazza sono state costrette a lasciare il palco e la diretta televisiva è stato così interrotta. Di fronte al palco qualcuna unisce le mani a triangolo, rispolverando simbologie degli anni ’70.

Le organizzatrici: stop alle strumentalizzazioni
Le contestazioni contro i ministri della Salute, Livia Turco e dello Sport, Giovanna Melandri, durante la manifestazione contro la violenza sulle donne a piazza Navona, si spiegano col fatto che «ci è sembrata una mancanza di rispetto fare delle interviste in diretta a dei politici, mentre noi fin dall’inizio avevamo detto che questa iniziativa era apolitica. Volevamo evitare qualsiasi tentativo di strumentalizzazione». Così le organizzatrici spiegano sia le contestazioni sia ’l’occupazionè del palco allestito in piazza Navona che ha costretto l’emittente La7 a interrompere la diretta televisiva. «La piazza era nostra» dicono le organizzatrici, che sottolineano il fatto che ad essere intervistate «erano due esponenti politici che, tra le altre cose, hanno votato il pacchetto sicurezza che a noi non è mai piaciuto». Una vera e propria «prevaricazione», secondo le organizzatrici, che «non è rispettosa dello spirito stesso della manifestazione. Se poi a questo si aggiunge l’intervista su un palco dove non avrebbe dovuto salire nessuno, allora - spiegano - è comprensibile quello che è successo oggi».



http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=13726&sez=HOME_INITALIA


Donne contro la violenza: «Siamo 150mila»
Cacciata la Prestigiacomo, poi Turco e Melandri
Le organizzatrici: l'ex ministro si è presentata con i bodyguard
Contestata anche Mara Carfagna.
Il Quirinale: fare presto con il ddl

ROMA (24 novembre) - E' partito alle 14.47 il corteo di Roma contro la violenza alle donne in occasione della Giornata internazionale proclamata dall'Onu. "La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini": questo lo striscione che apre la manifestazione. "Per sovvertire il patriarcato il parapiglia lo facciamo sì!", uno degli slogan delle manifestanti. Il corteo è partito da piazza Esedra per raggiungere piazza Navona passando per via Cavour, i Fori Imperiali, piazza Venezia, largo Argentina e Corso Vittorio. Secondo il comitato organizzativo le manifestanti sono state 150 mila e alcuni membri lo hanno definito «un successo straordinario che ha superato ogni aspettativa.»

No al pacchetto sicurezza. Contestato il pacchetto sicurezza, in cui sono stati inseriti alcuni provvedimenti contro la violenza alle donne, con slogan come: «Se la violenza è sotto al tetto che ci facciamo co' sto pacchetto». In proposito Monica Pepe, una delle organizzatrici, ha spiegato che episodi come quello di Giovanna Reggiani sono stati strumentalizzati per creare delle norme xenofobe e razziste. Per il pacchetto sicurezza ci sono state anche contestazioni rivolte al sindaco di Roma Walter Veltroni, che attraverso i megafoni delle manifestanti è stato etichettato come "razzista".

Prestigiacomo e Carfagna espulse dal corteo. Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna, le due esponenti di Forza Italia presenti, sono state contestate al grido «fuori i fascisti da questo corteo».«È una manifestazione contro la violenza sulle donne e siamo qui per questo. Se questo è il livello di tolleranza, la sinistra si qualifica per quello che è - risponde la Prestigiacomo - questa mia presenza non vuole essere una provocazione: siamo qui perchè c'è la necessità di varare misure importanti contro questo problema».

Turco e Maraini: tornate a sfilare. In proposito il ministro Livia Turco, ha chiesto alle esponenti di Forza Italia di tornare a sfilare. Dello stesso parere anche Dacia Maraini, anche lei tra le manifestanti: «Non sono d'accordo, sono contraria a cacciare chiunque da un corteo, anche gli uomini su questo tema possono essere nostri alleati». La scrittrice ha poi espresso la sua commozione per la grande affluenza, paragonando la giornata di oggi alle manifestazioni degli anni '70.

Le organizzatrici: Prestigiacomo provocatoria. Le organizzatrici sostengono, d'altra parte, che l'intento della Prestigiacomo fosse provocatorio dato che si è presentata con le guardie del corpo ed ha subito tentato di raggiungere lo striscione in testa. Quando le è stato chiesto di spostarsi ai lati l'onorevole avrebbe volontariamente abbandonato il corteo. le organizzatrici riferiscono, tra l'altro, di non aver ricevuto nessun messaggio di adesione ieri da parte sua.

Contestate anche Turco e Melandri. Il ministro per la Salute, Livia Turco e quello per le Politiche giovanili Giovanna Melandri sono state contestate a piazza Navona, mentre rilasciavano un'intervista televisiva per La7. Ai due ministri è stato urlato«vergogna». Una delle contestatrici ha motivato il gesto dicendo che dei ministri firmatari di una legge sulla violenza così repressiva non dovrebbero essere lì. La Melandri ha commentato: «È stata una grande manifestazione rovinata, però, dalla violenza verbale di alcune donne». Il ministro per le Politiche Giovanili è stata accusata, come la Prestigiacomo di essersi presentata con guardie del corpo, ma per lei ha seccamente smentito il ministero «Il ministro Giovanna Melandri non
possiede nessuna guardia del corpo. Figuriamoci!». Da parte sua il ministro per la Salute ha definito gli attacchi verso di lei «un vero sbaglio» perchè è stato un'atteggiamento contrario rispetto a quello di altre donne che chiedevano unità, un unità che è la vera forza del sesso femminile. Sottolinea però che ha fatto tutto il corteo ricevendo applausi e che quindi la contestazione rivolta a lei è stata solo l'errore di un gruppetto.

Interrotta la diretta de La7. Dopo aver inveito verbalmente conto la Turco e la Melandri, le contestatrici hanno occupato il gazebo de La7 allestito a piazza Navona costringendo i due ministri ad andarsene. L'accusa rivolta all'emittente è quella di aver dato vece solo alle istituzioni e neanche di aver ignorato le organizzatrici. Il palco è stato poi fatto sgombrare dalle dalle forze dell'ordine e le telecamere sono state spente. La piazza ha così perso la possibilità di farsi sentire dal pubblico nazionale. Lo slogan durante la breve occupazione è stato: «non abbiamo fiducia nelle istituzioni e nello Stato». Roberta Corbo, una delle promotrici del comitato che ha promosso la manifestazione, ha chiarito «Abbiamo protestato contro gli spazi assegnati alle Istituzioni e non alle donne. Non abbiamo voluto nostri palchi e il palco de La7 è stato offensivo verso il corteo delle donne che chiedevano altra attenzione». Le organizzatrici sostengono inoltre di essere state molto chiare quando hanno detto che non volevano alla manifestazione chi aveva partecipato al Family day, in quanto sono gli stessi ad appoggiare il pacchetto sicurezza.

La7: un veterofemminismo che fa cadere le braccia. «Vedere giornalisti messi in condizione di non svolgere il proprio lavoro, dover interrompere la trasmissione in diretta in nome di un malinteso veterofemminismo, fa soltanto cadere le braccia» dice la direzione del Tg La7, che esprime «piena e convinta solidarietà a Giulia Buongiorno, Mara Carfagna, Giovanna Melandri, Alessandra Mussolini, Barbara Pollastrini, Stefania Prestigiacomo, Livia Turco».
La direzione del Tg La7 precisa che la diretta «è stata organizzata coordinandosi con il comitato promotore. Durante la marcia abbiamo dato voce alle diverse anime del movimento e alle loro rivendicazioni. Stupisce la sorpresa di chi, in nome di una sacrosanta mobilitazione contro la violenza sulle donne, ha allontanato altre donne - di destra o di sinistra, ha ben poca importanza - considerandole "corpi estranei". Quanto poi al diktat "la piazza è nostra, e quindi parla chi decidiamo noi", è di tale, siderale distanza dal buon senso da non meritare alcun commento».

Fuori giornalisti e fotografi maschi. Cacciati anche due giornalisti uomini e un fotografo da un gruppetto di donne lungo via Cavour, all'altezza di Santa Maria Maggiore. «Siete uomini uscite da questo corteo» hanno gridato le manifestanti. «Siamo qui per lavorare e per informare i cittadini delle vostre proteste», hanno cercato di spiegare i tre, invano.

Giovani rom per Emilia. Un gruppetto del campo nomadi di Cesare Lombroso a Monte Mario si è presentato in abiti tradizionali e in attesa della partenza da piazza Esedra si sono esibite in un tipico ballo. Hanno inoltre esposto uno striscione che esprime solidarietà nei confronti di Emilia, la donna che ha denunciato l'assassinio di Giovanna Reggiani.

Napolitano: rapido sì al ddl. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto al ministro Pollastrini un messaggio di condanna di ogni atto di violenza contro, confidando che la proposta di legge per tutelare le donne venga approvata al più presto in Parlamento. Il capo dello Stato sostiene che si debba cominciare dalle scuole ad educare a rispettare i diritti delle persone. «La giornata internazionale di quest'anno contro la violenza alle donne - scrive Napolitano - ci pone, ancora una volta, di fronte ad una drammatica violazione di diritti umani, che sembra non conoscere confini geografici e differenze culturali e economiche. Lo confermano le relazioni delle Nazioni Unite sulle aree del mondo in cui la donna è scarsamente protetta e le sono riconosciuti solo parziali diritti. Anche il recentissimo rapporto del Consiglio d'Europa documenta che le donne continuano ad essere vulnerabili, oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perchè consumati anche all'interno delle famiglie. E impressionanti sono anche i dati Istat che indicano un elevato numero di vittime di omicidi, stupri e altre forme di violenza contro le donne nel nostro stesso paese. Il Consiglio d'Europa nella sua campagna contro la violenza domestica auspica nuove leggi di tutela della donna. Confido, quindi, che in Parlamento si sviluppi un serio confronto che consenta di concludere positivamente l'iter parlamentare della proposta di legge in discussione. Ma, insieme alla rigorosa applicazione delle leggi indispensabili per un ordinato vivere civile, occorre diffondere la consapevolezza che la dignità delle donne è un bene prezioso che l'intera comunità ha il dovere di difendere. Si tratta di far crescere a partire dalla scuola e dalla famiglia, la coscienza della gravità del persistere di fenomeni intollerabili e dell'assoluta necessità di dare attuazione ai principi costituzionali che sanciscono il rispetto della dignità umana, l'inviolabilità della persona e la parità tra i generi».

Livia Turco: fenomeno che rende incivile l'Italia. L'adesione del ministro è motivata sia dal suo essere donna, sia dal suo ruolo istituzionale. «La violenza contro le donne rende più incivile, fragile e insicuro il nostro Paese» ha commentato il ministro, insistendo sulla necessità di promozione dell'informazione in tutte le scuole, della formazione di tutti gli operatori, dei medici e l'apertura di uno sportello dedicato in ogni pronto soccorso. «Lafragilità sociale ed economica porta spesso le donne a stare in casa e a non rompere ad esempio una convivenza pericolosa». Per questo motivo secondo il ministro serve una maggiore forza economica e sociale delle donne. La Turco analizza anche la figura dell'uomo che sostiene reagisca con l'aggressività a causa di una perdita d'identità tipica dei nostri tempi.



http://qn.quotidiano.net/2007/11/25/49022-corteo_delle_donne_anti_violenza.shtml


IN PIAZZA 150MILA
Il corteo delle donne anti-violenza
Sfila la rabbia: ministre contestate
Offese a Melandri, Turco e Pollastrini: "Vendute".
Cacciate Prestigiacomo e Carfagna.
Via gli uomini: cronisti e fotografi subito allontanati.
Striscione contro il sindaco: "Veltroni razzista"

ROMA, 25 novembre 2007 - PECCATO che il rancore verso l’intera classe politica abbia preso il sopravvento sulla solidarietà tra le donne. E peccato, ancora, che l’odio antico verso il «maschio stupratore» abbia macchiato di sessismo al contrario un evento che aveva i numeri per essere annoverato come un punto di svolta nella lotta alla violenza contro le donne. Peccato, davvero.

Perché erano bellissime quelle 150 mila (forse) «femmine» che ieri, nonostante un tempo da lupi, hanno occupato gioiose le strade di Roma. Gridando slogan impietosi, per carità, contro quegli uomini che oggi sembrano più cattivi che mai, ma il colpo d’occhio rendeva giustizia alla necessità di risolvere una delle emergenze nazionali più pesanti.

IN CORTEO tre, forse quattro generazioni di donne (avvistati parecchi passeggini occupati rigorosamente da bambine) e in testa al corteo, lo striscione che dava il senso all’iniziativa: «La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini».

E GIÙ fischietti e slogan ritmati: il più gettonato e puntuale: «Il maschio violento non è un malato, è il figlio sano del patriarcato». Nel mirino, il pacchetto sicurezza che ha snaturato la legge sulla violenza presentata dal ministro Pollastrini. «Se la violenza è sotto il tetto — altro slogan — che ci facciamo con questo pacchetto?». E, soprattutto, il sindaco Veltroni, «reo» di aver mandato a gambe all’aria la legge: «Veltroni razzista!», primo striscione, «Veltroni non ci difendere, facciamo meglio da sole», il secondo, in coda al corteo.

LA RABBIA, comunque, era palpabile, ma composta. Fino a quando il corteo non è passato a piazza Santa Maria Maggiore. Proprio lì si sono inserite Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo. Alcune militanti dei centri sociali, altre vecchie femministe ancora astiose per il fallimento delle loro lotte degli anni ’70, le hanno circondate. Il corteo si è fermato e sono partiti i fischi, gli insulti, le grida.

«FASCISTE, fuori dal corteo!», «Ve ne andate o no...», «Sostenete partiti macisti, ci fate schifo!». Un errore clamoroso. Le due parlamentari, visibilmente scosse, sono state fatte allontanare da due uomini della loro scorta personale. Più tardi la Prestigiacomo dirà di essere andata da sola al corteo e di essere stata «cacciata». Poi i commenti di entrambe: «Eravamo lì come tante altre donne per dire no alla violenza — hanno spiegato entrambe — e quello che è accaduto è inaccettabile; in questo modo si fomenta l’odio ideologico di parte. Nonostante tutto, il nostro impegno andrà avanti».

Quello che, in quel momento, era sembrata una contestazione contro una sola parte politica si è poi svelata essere contro «tutte» le politiche. Le organizzatrici, in verità, avevano voluto ribadire il loro no alla possibilità che la manifestazione fosse utilizzata come vetrina per le esponenti del Palazzo.

«QUI ci devono stare solo le donne normali», si era affrettata a commentare Monica Pepe, del comitato promotore. E, per carità, guai anche agli uomini . Due giornalisti e tre fotografi delle agenzie di stampa sono stati allontanati senza troppi convenevoli.
Il peggio, però, doveva ancora succedere. Ed è arrivato alla fine, a piazza Navona. Al centro, «la 7» aveva montato un gazebo per la diretta televisiva. Quando il corteo è entrato, stavano parlando le ministre Melandri, Pollastrini e Turco. La prima a finire sotto le bordarte di fischi, «vergogna, vergogna, vendute!» è stata la titolare delle Pari Opportunità.

ALLE GRIDA fuori luogo, la Pollastrini ha tentato di replicare pacatamente. Invano. Poi è toccato alla Melandri. E con lei le manifestanti sono state ancora più dure: «Non abbiamo più fiducia nelle istituzioni, figurati in una come te!», «Vergognati, venduta, vai a lavorare». Alla fine, la rabbia ha preso il sopravvento e il palco de «La7» è stato occupato.

UNA «violenza» che è stata condannata da tutte le forze politiche. Perché «se si torna indietro, con i separatismi — ha commentato Tina Lagostena Bassi, storico avvocato femminista — è davvero un guaio». Infatti, lo è stato.

di ELENA G. POLIDORI


http://qn.quotidiano.net/politica/2007/11/25/48971-donne_anti_violenza_mani.shtml


MIGLIAIA IN PIAZZA A ROMA
Le donne anti-violenza: "Giù le mani"
Fischiata Prestigiacomo: "Fascista"
La Turco: "Torni a sfilare con noi"
Ad aprire la 'sfilata' lo striscione firmato da www.controviolenzadonne.org' cartello di organizzazioni e associazioni che ha promosso la manifestazione.
La violenza, spesso in famiglia, è la prima causa di morte delle donne sotto i 40 anni

Roma, 24 novembre 2007 -
La testa del corteo contro la violenza maschile ha lasciato lentamente piazza Esedra. Ad aprire la 'sfilatà lo striscione firmato da 'controviolenzadonne.org', cartello di organizzazioni e associazioni che ha promosso la manifestazione di oggi "la violenza degli uomini contro la donna comincia in famiglia e non ha confini".

Gli slogan invitano intanto a "mettere giù le mani dalle donne" e avvertono che "per sovvertire il patriarcato, il parapiglia lo facciamo sì!". A sfilare, donne di tutte le età e di tutte le nazionalità, un burqa fa capolino da dietro allo striscione, insieme a qualche «strega» e qualche parrucca colorata. Anche qualche rappresentante del 'sesso fortè tra le centinaia di donne che si stanno lentamente avviando verso via Cavour.

Diversi i cartelli che contestano l'inserimento dei provvedimenti contro la violenza alle donne nel così detto pacchetto sicurezza. "Se la violenza è a casa mia che c'è faccio con più polizia" cita uno per tutti, mentre un altro striscione fa notare che "l'assassino non bussa: ha le chiavi di casa"». Il corteo si chiuderà a piazza Navona dove da due maxischermi vengono diffuse le cifre della violenza sulle donne e interviste alle vittime. Nessun palco e nessun intervento ufficiale è stato previsto dall'organizzazione.

PRESTIGIACOMO CONTESTATA
Al grido di "fuori i fascisti dal corteo" la parlamentare di Forza Italia, ed ex ministro delle Pari opportunità Stefania Prestigiacomo è stata violentemente contestata e cacciata fuori dal corteo che sta sfilando per via Cavour, da un gruppo di manifestanti particolarmente 'esaltatè. L'ex ministro, che non ha lasciato il suo posto nel serpentone, ha precisato che la sua presenza a questo corteo "non è assolutamente una provocazione. È una libera manifestazione, in vista del 25 novembre, contro la violenza alle donne. Sono qui in quanto donna. La violenza alle donne -ha precisato- non può e non deve avere colore politico".

"Siamo qui senza bandiere, soprattutto come donne. Se questo è il livello di tolleranza di alcune associazioni -ha affermato Prestigiacomo rivolta anche a chi la invitava con veemenza ad allontanarsi dandole anche della fascista- perchè altre non hanno assolutamente contestato la mia presenza, la sinistra si qualifica per quello che è".
"In Parlamento -ha ricordato Prestigiacomo- c'è sempre stato un fronte trasversale di donne. Siamo qui perchè convinte della necessità di varare misure urgenti contro questo grave problema".

LA TURCO: TORNI A SFILARE
"Oggi è di nuovo una grande manifestazione di donne insieme contro la violenza alle donne. Il dissenso nei confronti dell'onorevole Prestigiacomo -ha sottolineato il Ministro Livia Turco che sta partecipando al corteo in corso di svolgimento a Roma - è stato espresso solo da una minoranza esigua.
Spero vivamente che Prestigiacomo torni a sfilare insieme a noi".

ARCIDONNA SOLIDALE
"Esprimo la mia piena solidarietà all'ex ministra Stefania Prestigiacomo per i fischi ricevuti oggi a Roma nel corso del corteo della Manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne. In una giornata come questa, in cui 150 mila tra donne e uomini, studentesse e studenti, hanno manifestato per difendere i diritti delle donne, qualsiasi polemica è fuori luogo». Lo ha detto la presidente di Arcidonna, Valeria Ajovalasit, a seguito dei fischi rivolti da un gruppo di manifestanti all'ex ministra per le Pari opportunità.

"Condanno fermamente chi ha attaccato la Prestigiacomo - continua - io mi trovavo a fianco a lei e l'ho difesa subito, perchè credo che oggi si stia combattendo una battaglia di tutti. Ma condanno anche qualsiasi strumentalizzazione verrà fatta di quello che mi auguro sia solo un episodio".

IL CORTEO: SIAMO CENTOMILA
"Siamo oltre 100mila". Così gridano le organizzatrici della manifestazione contro la violenza sulle donne nel lungo corteo che percorre via dei Fori Imperiali in direzione via delle Botteghe Oscure. Sarebbero dunque oltre 100.000 le donne riunitesi a Roma per partecipare al corteo promosso da alcune associazioni romane e alla quale partecipano oltre 450 sigle.

POLLASTRINI: STRAGE DELLE INNOCENTI
Le molestie e la violenza sulle donne sono "il primo dei diritti umani da rispettare e riconoscere", dice il ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, che sta sfilando insieme a migliaia di manifestanti a Roma al corteo contro la violenza sulle donne. In corteo anche il ministro della Sanità, Livia Turco.
La violenza sulle donne, ha aggiunto la Pollastrini intervistata da Sky, è "la più drammatica delle rimozioni, una vera e propria strage delle innocenti: per combatterla ci vuole determinazione e passione di lunga lena".

La violenza, spesso in famiglia, è la prima causa di morte nelle donne europee - e ovviamente anche italiane - sotto i 40 anni. Prima degli incidenti stradali, della malattia, della droga.

PRESTO UN FILM
"Riconoscendo la portata storica e culturale della manifestazione di oggi contro la violenza maschile sulle donne ho chiesto alla regista Loredana Rotondo, autrice del documentario 'Processo per stupro', di realizzare un film che documenti l'evento". Questo l'annuncio dato in piazza della Repubblica a Roma dall'assessora alle Pari opportunita' della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, nel corso della manifestazione organizzata in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre.

"Questo corteo- ha concluso Tibaldi- e' di una straordinaria importanza e segna un nuovo grande protagonismo delle donne, soprattutto delle piu' giovani".

LA MARAINI COMMOSSA
''Era dagli anni '70 che non si vedeva una manifestazione di questo tipo e con questa partecipazione. Con il metro di allora avremmo detto che eravamo 200 mila: sono commossa''. Lo ha detto la scrittrice Dacia Maraini, che sta partecipando al corteo romano contro la violenza sulle donne.
''La violenza e' un problema sentito da tutte le donne - ha proseguito - si tratta di una questione culturale: bisogna agire su questo aspetto''.

SLOGAN CONTRO VELTRONI
C'è posto anche per qualche slogan nei confronti del sindaco di Roma Walter Veltroni: "Walter Veltroni non ci tutelare - urlano le manifestanti in testa al corteo -. Le donne da sole ce la possono fare". Il corteo è infatti aperto da un lungo striscione firmato dal Comitato controviolenzadonne.org, che ha organizzato l'evento, che recita: 'La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini'.

BINDI: TOLLERANZA ZERO
"Contro la violenza sulle donne e in famiglia serve la tolleranza zero". Lo dice il ministro della Famiglia Rosy Bindi spiegando che "la manifestazione nazionale organizzata alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è un'occasione importante per gettare luce su un crimine di cui spesso non si ha conoscenza perché si consuma nel silenzio delle mura domestiche".

Su questo tema il ministro è molto chiaro: contro la violenza sulle donne serve "un ripudio morale che promuova una nuova cultura capace di fare uscire dal silenzio le vittime e aiutare a riconoscere e prevenire questa violenza ovunque. Occorre approvare presto le norme del disegno di legge sulla violenza stralciate dalla Commissione Giustizia, ma anche - conclude - approvare presto tutto il complesso della proposta di legge e realizzare quella rete di servizi territoriali indispensabile a sostenere le donne, le madri, le bambine, le ragazze che subiscono violenze, abusi e maltrattamenti. E' un obiettivo di civiltà cui non possiamo rinunciare".


http://qn.quotidiano.net/2007/11/24/48989-vittima_donna.shtml



I NUMERI DELL'EMERGENZA
Vittima una donna su tre
I dati Istat: quasi sette milioni di donne hanno subito violenza. Il 68% degli stupri sono addebitabili al partner. E il 6,6% sono ragazzine sotto i 16 anni

Roma, 24 novembre 2007 - Sono 6 milioni e 743 mila, pari al 31,9% del totale, le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Secondo i dati Istat, rielaborati dal Viminale, 3 milioni e 961 mila (il 18,8%) sono state vittime di violenze fisiche, 5 milioni (il 23,7%) hanno subito violenze sessuali: di queste, 482 mila sono state vittime di stupro e 703mila di tentato stupro nel corso della loro vita.

Un terzo delle vittime ha subito atti di violenza sia fisica sia sessuale: il 62,4% delle violenze fisiche e il 68,3% delle violenze sessuali (molestie escluse) sono addebitabili al partner. Solo per l'11,5% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da un partner, la violenza è iniziata dopo la rottura della relazione affettiva: nella maggioranza dei casi la violenza è avvenuta prima della separazione e probabilmente ne è anche la causa.

Le donne che hanno subito violenza fuori dalla coppia, sempre dopo i 16 anni, sono il 24,7%: i responsabili sono parenti, amici, colleghi, datori di lavoro o sconosciuti (colpevoli, questi ultimi, del 13,4% delle violenze sessuali).
Un milione e 400mila donne, il 6,6% del totale, hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni: complessivamente, i parenti sono responsabili del 23,8% egli episodi di questo tipo.

Altro, dolente capitolo è quello delle violenze psicologiche. Ne sono vittime, «sempre», «spesso» o «qualche volta», 7 milioni e 134 mila donne, il 43,2% di quelle sposate, conviventi o fidanzate: isolate dagli amici o dai familiari, controllate nei comportamenti, impedite economicamente, intimidite o denigrate.

Due milioni e 77 mila di loro sono state oggetto di stalking, quel complesso di atti persecutori, sovente accompagnati da minacce e percosse, messi in atto sistematicamente da ex partner: delle donne che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale da un ex marito, fidanzato o convivente, il 48,8% sono state in precedenza vittime di stalking.

Le vittime di violenza domestica non ne parlano con nessuno in almeno un terzo dei casi, e solo il 4,9% cerca l'aiuto di forze di polizia, avvocati o magistrati: appena il 7,3% delle vittime ha denunciato le violenze subite dal partner, tasso che scende ulteriormente fino al 3,4% negli ultimi 12 mesi.

chesim
25-11-2007, 11:30
il senso di odio per le donne che traspare dalle tue parole è a dir poco raccapricciante..

Ah davvero ?
e le donne che hanno malmenato, spintonato e insultato quei 3 giornalisti maschi -solo perchè maschi- ieri alla manifestazione ? Il loro odio non lo "avverti", caro il mio maschiettino ? (o se sei femminuccia poco cambia...)

E questo, come lo chiami ?

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E questo, non è ODIO ?

"La famiglia nucleare dev'essere distrutta... qualunque sia il significato finale, lo sfascio delle famiglie è adesso un processo obiettivamente rivoluzionario" -- Linda Gordon

"Ritengo che l'odiare i maschi sia un onorevole e vitale atto politico, gli oppressi hanno il diritto di odiare l'intera classe che li sta opprimendo" -- Robin Morgan, Ms. Magazine Editor.

"Non ho la più pallida idea di quale ruolo rivoluzionario i maschi bianchi eterosessuali possano avere, visto che essi sono l'incarnazione stessa di un potere rivoluzionario basato sui propri privilegi. D'altra parte, ho comunque parecchia difficoltà a capire cosa in genere gli uomini potrebbero fare riguardo questa questione. A parte iniziare a fare tutti i lavori degradanti che le donne hanno fatto per generazioni, magari potrebbero anche suicidarsi in massa ? No, non volevo davvero dire questo. Invece si, volevo proprio dir questo." -- Robin Morgan

"Non possiamo distruggere le iniquità fra gli uomini e le donne finchè non distruggeremo il matrimonio" -- Robin Morgan (Sisterhood Is Powerful, (ed), 1970, p. 537)

"Io sostengo che lo stupro esista ogni volta che il rapporto sessuale non è stato avviato dalla donna, scaturito dal proprio desiderio e affetto genuino" -- Robin Morgan

"Definire un uomo come un animale e fargli un complimento; l'uomo è una macchina, un vibratore ambulante". Valerie Solanas, Authoress of the SCUM Manifesto

"Io voglio vedere un uomo picchiato a sangue e con un tacco a spillo conficcato nella sua bocca, come una mela nella bocca di un porco" -- Andrea Dworkin

"Il matrimonio è un'istituzione che si è sviluppata dalla pratica dello stupro" -- Andrea Dworkin

"Domanda: La gente crede che lei è ostile agli uomini.
Risposta: Lo sono." -- Andrea Dworkin

"L'istituzione dei rapporti sessuali è anti-femminista" -- Ti-Grace Atkinson; Amazon Odyssey (p. 86)

"Il Femminismo è la teoria, il Lesbianismo è la pratica" -- Ti-Grace Atkinson

"Lo stupro altro non è che un processo più o meno consapevole di intimidazione con cui tutti gli uomini mantengono tutte le donne in uno stato di paura" -- Susan Brownmiller; Autrice di "Against Our Will" p.6

"Gli uomini ingiustamente accusati di stupro possono comunque imparare da tale esperienza" --Catherine Comins

"Le donne hanno le loro colpe. Gli uomini ne hanno solo due: tutto ciò che dicono e tutto ciò che fanno" --Popolare Graffitto Femminista

"Quando una donna raggiunge l'orgasmo con un uomo lei sta solamente collaborando al sistema Patriarcale, erotizzando la propria oppressione..." - Sheila Jeffrys

"I rapporti sessuali etero sono la pura, formalizzata espressione di disprezzo per il corpo delle donne" -- Andrea Dworkin

"Tutti gli uomini sono stupratori, questo è ciò che sono". -- Marilyn French

"L'unica cosa a cui son buoni gli uomini è per scopare, e per investirli con un camion". Dichiarazione fatta da un'amministratrice Femminista della Maine Univiersity, quotata da Richard Dinsmore, il quale poi vinse una causa civile contro l'università per un totale di 600,000 dollari.

"Non voglio mettermi nella condizione di spiegare a un bambino maschio di 9 anni il perchè io sono convinta che sia OK per le bambine di indossare magliette che rivelino la loro superiorità nei confronti dei bambini maschi" --Treena Shapiro

"In genere io supporto il diritto di una bambina di offendere ogni membro del sesso opposto che le passi davanti. Infatti, preferisco vedere una piccola bambina indossare una maglietta che prende in giro i bambini maschi piuttosto di una che li faccia arrapare" --Treena Shapiro

"Noi siamo, come genere, infinitamente superiori agli uomini." -- Elizabeth Cady Stanton

"Sono fermamente convinta che una donna ha il diritto di giustiziare un uomo che l'ha stuprata" --Andrea Dworkin

"Solo quando la maschilità sarà morta- e perirà quando la femminilità saccheggiata smetterà di sostenerla" --Andrea Dworkin

"La fissazione di Bill Clinton per il sesso orale -e non il sesso reciproco- mette le donne in uno stato di perenne sottomissione. E' il più feticista, senza cuore e freddo scambio sessuale che si possa immaginare" --Andrea Dworkin

"Qualsiasi rapporto sessuale, anche il sesso consensuale all'interno del matrimonio, è un atto di violenza perpetrato contro una donna". --Catherine MacKinnon

"Dobbiamo terrorizzarli ancora ed ancora e distruggerli come potere, finchè anche l'ultima loro voce verrà azzittita... allora avremo distrutto il nucleo della famiglia, la norma eterosessuale... e questo sarà il nostro contributo alla storia del mondo" ---Françoise d'Eaubonne, 1974

"Ho raggiunto un punto in cui non sono più spaventata o irritata da quegli uomini che sono fieri della loro mascolinità" --Trille Nielsen

"Gli uomini sono di un altro pianeta, mandati qui in astronavi per copulare con le abitanti femmine del pianeta terra e propagare la specie- una missione per il quale la scienza li ha adesso resi del tutto inutili. Dobbiamo solamente tenere un gruppetto di donatori in una fattoria per lo sperma, dove potranno sussistere mangiando pizza e bevendo birra". --Rosie DiManno, giornalista del Toronto Star, Alberta Report, Gennaio 11, 1999, pag. 31

"Tutti gli uomini che stanno combattendo e piangendo per ottenere la custodia condivisa dei figli sono proprio quegli uomini che non meritano nessuna custodia. Non sono altro che violentatori e pedofili". --Cindy Ross

"La questione è molto semplice, ogni donna deve essere desiderosa di essere indentificata come una lesbica se vuole essere completamente femminista" --National NOW Times, Gennaio, 1988 (NOW= "National Organization of Women", la più grande e potente organizzazione femminista americana.)

"Dal momento che il matrimonio costituisce una schiavitù per le donne, è chiaro che il Movimento delle Donne debba concentrarsi per attaccare questa istituzione. La libertà per le donne non potrà essere acquisita finchè il matrimonio non verrà abolito" --Sheila Cronan, Leader Femminista

"Il matrimonio è da sempre esistito per il beneficio degli uomini; ed è stato un metodo legalmente sanzionato per controllare le donne... Dobbiamo distruggerlo. La fine dell'istituzione del matrimonio è una condizione necessaria per la liberazione delle donne. E' per noi quindi importante incoraggiare le donne a lasciare i loro mariti e non vivere da sole con gli uomini... Tutta la storia dovrà essere riscritta in termini di oppressione delle donne. Dobbiamo ritornare alle antiche religioni femminili come la stregoneria" --dalla "Dichiarazione di Femminismo", Novembre 1971

"Affinchè i bambini vengano cresciuti con parità, dobbiamo portarli via dalle famiglie e crescerli in comuni appositi" --Dr.Mary Jo Bane, femminista e assistente professore di educazione al Wellesley College

"Essere una casalinga è una professione illegittima. La scelta di servire ed essere protetta, e di pianificare una vita familiare è una scelta che non dovrebbe esistere. Il cuore del femminismo radicale è di cambiare tutto ciò." --Vivian Gornick, autrice femminista -Università dell'Illinois. Aprile 25, 1981.

"La cosa più misericordiosa che una famiglia numerosa possa fare ad uno dei suoi bambini più piccoli è ucciderlo". --Margaret Sanger, autrice di "Women and the New Race," p. 67

"Più divento famosa e potente, e più potere ho per far del male agli uomini" --Sharon Stone

"Gli uomini sono degli animali." --Ireen von Wachenfeldt (femminista svedese)

"Gli uomini devono essere ridotti e mantenuti ad una percentuale di circa il 10% della razza umana" --Sally Miller Gearhart

"In una società patriarcale, ogni rapporto sessuale etero è uno stupro perchè le donne, come gruppo, non sono forti abbastanza per dare un consenso vero e proprio" --Catharine MacKinnon

"Gli uomini che sono in galera per stupro credono che sia la cosa più stupida di questo mondo... son stati messi in galera per un qualcosa che differisce molto poco da ciò che la maggior parte degli uomini fa e poi chiama "sesso". L'unica differenza è che quelli in galera son stati arrestati". --Catharine MacKinnon

“In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia totale e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il sesso maschile." --Valerie Solanas

"Il maschio è un animale domestico che, se trattato con fermezza... può essere addestrato per fare molte cose." --Jilly Cooper

"Buona parte, e certamente la parte più divertente, di essere una femminista è quella di terrorizzare gli uomini." --Julie Burchill

"La mia opinione riguardo agli uomini è il prodotto della mia esperienza. Nutro poca simpatia per loro. Come un Ebreo appena liberato da Dachau, guardo il bel giovane soldato Nazista cadere per terra nel dolore con un proiettile nello stomaco, lo guardo con scarso interesse, poi vado per la mia strada. Non mi fa nè caldo nè freddo. Semplicemente non m'interessa. Che persona lui fosse, le sue colpe e i suoi desideri, semplicemente non m'interessa" --Marilyn French

"MASCHIO: ... rappresenta una variante o una deviazione della categoria della femmina. I primi maschi erano mutanti, il sesso maschile rappresenta una degenerazione e una deformazione di quello femminile.

UOMO: ... una obsoleta forma di vita, una creatura ordinaria che ha bisogno di essere controllata. Un polemico uomo-bambino." --Estratto da un Dizionario Femminista (ed. Kramarae and Triechler, Pandora Press, 1985)

"I mass media trattano la violenza sulle donne, ad esempio lo stupro, le percosse e l'omicidio di mogli e fidanzate, o l'incesto maschile con i propri figli, come aberrazioni che riguardano solo l'individuo. Nascondendo il fatto che in verità qualsiasi violenza maschile nei confronti delle donne fa parte di una operazione pianificata." --Marilyn French

"Io sono convinta che le donne abbiano una capacità di comprensione e compassione di cui gli uomini sono strutturalmente sprovvisti, non ce l'hanno perchè non possono avercela. Sono semplicemente incapaci di tutto ciò." --Barbara Jordan

"Probabilmente l'unico posto in cui un uomo può davvero sentirsi sicuro è in una cella di massima sicurezza, salvo ovviamente la minaccia di una imminente liberazione." --Germaine Greer

"Una donna ha bisogno di un uomo tanto quanto un pesce ha bisogno di una bicicletta." --Irina Dunn (1970)

"Ho molta difficoltà con l'idea che possa esistere un uomo ideale. Per quanto mi riguarda, i maschi sono il prodotto di un gene danneggiato. Loro fanno finta di essere normali ma tutto ciò che fanno è stare lì seduti con un sorrisino sulla faccia nel mentre che producono sperma. Lo fanno tutto il tempo. Non si fermano mai." --Germain Greer

"Regola Numero 10: picchialo regolarmente sulla testa con la tua scarpa" --Sharon Stone (dichiarazione fatta durante il talk show 'On David Letterman', in cui presentò una lista di 10 cose da fare per mantenere il tuo uomo)

"Uno degli impliciti, seppur non ammessi, pilastri del femminismo è stato un fondamentale disprezzo per i maschi" --Wendy Dennis (scrittrice)

"Quando le donne si potranno mantenere da sole, e avere accesso a tutti i settori e professioni, con una casa propria e un conto in banca... solo allora potranno possedere il loro corpo ed essere delle dittatrici nella vita sociale" --Elizabeth Cady Stanton

"La sessualità dei maschi è sporca e violenta, e gli uomini talmente potenti che sono in grado di penetrare le donne per fotterle e riprogrammarle dal di dentro. Come Satana, gli uomini possiedono le donne, facendo si che le loro perverse fantasie finiscano poi per appartenere anche alle donne. Una donna che fa sesso con un uomo, quindi, lo fa contro la sua volontà, anche se non si sente costretta. " --Judith Levine

"Il sesso è la croce nel quale le donne vengono crocifisse. Il sesso può quindi solamente essere definito come stupro universale" --Hodee Edwards

"Mi chiedo se (Martin Luther King) abbia mai fatto qualcosa d'importante, o solamente fatto arrabbiare molta gente e causato un sacco di sommosse" --Pat Poole, membra del Consiglio della città di Melbourne, che si è opposta a nominare una via in onore a Martin Luther King

"Compara i resoconti delle vittime di stupro con quelli delle donne che hanno fatto sesso. Sono molto simili... L'unica grande differenza fra il sesso (normale) e lo stupro (anormale) è che il normale capita così spesso che è difficile far notare ad una persona ciò che di sbagliato c'è in esso" --Catherine MacKinnon

"Sotto il patriarcato nessuna donna è libera di vivere la propria vita, o di amare, o di crescere i propri figli. Sotto il patriarcato ogni donna è una vittima, del passato, del presente e del futuro. Sotto il patriarcato, la figlia di ogni donna è una vittima, del passato, del presente e del futuro. Sotto il patriarcato il figlio di ogni donna è il suo potenziale traditore e anche l'inevitabile stupratore o violentatore di un'altra donna" -- Andrea Dworkin

"La scoperta dell'uomo che i propri genitali possono essere usati come un'arma per generare paura dovrà essere considerata come una delle più importanti scoperte della preistoria, assieme all'uso del fuoco, e alla prima ascia di ferro" --Susan Brownmiller

"Il romanticismo altro non è che stupro adornato da un aspetto prezioso" --Andrea Dworkin

"La famiglia nucleare è un focolaio di violenza e depravazione" --Gordon Fitch

"Le femministe hanno da sempre criticato il matrimonio come un luogo di oppressione, pericolo e schiavitù per le donne" --Barbara Findlen

"Dio cambierà. Noi donne... cambieremo il mondo talmente tanto che Lui non troverà più spazio qui." --Naomi Goldenberg

"Chi se ne frega come si sentono gli uomini, o cosa fanno, o se soffrono ? Hanno avuto più di 2000 anni per dominare e hanno combinato un pasticcio completo. Adesso è il nostro turno. Il mio unico commento per gli uomini è, se non vi va bene, buona fortuna - e se vi mettete sulla mia strada, io vi metto sotto." --Herald-Sun, Melbourne, Australia - 9 February 1996

"IL problema è che la maggior parte degli uomini sono dei coglioni. Il problema è che la maggior parte delle donne continuano ad aver a che fare con questi coglioni." --Cher

"Gli uomini hanno sempre detestato i pettegolezzi delle donne perchè quello che sospettano è la verità: le loro misure (del pene) vengono prese e poi paragonate." --Erica Jong

"Gli uomini si aspettano molto, e fanno troppo poco." --Allen Tate

"Il cuore degli uomini è freddo. Essi sono indifferenti." --Mother Jones

"Il Cromosoma maschile è un cromosoma femminile incompleto. In altre parole, il maschio è un aborto che cammina, abortito allo stadio genetico. Essere maschio è essere deficiente, emozionalmente limitato: la mascolinità è una malattia di deficienza e i maschi sono storpi emotivi." --Valerie Solanas

"Se vuoi che venga detto qualcosa, chiedi ad un uomo, se vuoi che venga fatto qualcosa, chiedi ad una donna." --Margaret Thatcher

"Gli uomini sono come le gomme da masticare, dopo che le mastichi perdono il sapore". --Ally McBeal (personaggio televisivo del celebre telefilm americano "Ally McBeal")

"Tutti gli uomini sono qualcosa di ridicolo e grottesco, proprio perchè son uomini." --Friedrich Von Schlegel

"Ciao, io mi chiamo Mary Odiare-gli-Uomini-è-Divertente. Da quando ho imparato ad accettare la mia natura femminista, ho scoperto la grande gioia nel minacciare le vite degli uomini, frustando i fratelli dei club [NdR- le famose "fraternities" dei College Americani] e complottando per uccidere il patriarcato. Io odio i maschi proprio perchè son maschi." --Inizio di un discorso tenuto da una ragazza di nome Mary durante una conferenza femminista tenutasi all'Università del New Hampshire il 10 Marzo 2005. Dopo queste prime frasi della ragazza il pubblico, composto interamente da femministe, ha iniziato ad applaudire ed ha intonato una canzone sulla castrazione dei maschi.

"Gli uomini sono delle bestie, anche se persino le bestie non si comportano come gli uomini." --Brigitte Bardot

"Più vedo come son fatti gli uomini, e più preferisco i cani." --Madame de Staël

"Gli uomini sono geneticamente inferiori alle donne." --Andrea Lynne

http://antifeminist.altervista.org/risorse/citazioni_femministe.htm

Scommetto che non è odio vero ?
Si chiama MISANDRIA...

-Ciao

ps. morg79, tu sei in malafede...
poco senso ha rispondere a femmine in malafede come te.
Diciamo che i maschiettini striscianti, bavosi e untuosi che vi corrono dietro ve li meritate fino all'ultimo... poco senso ha dire "non ci sono più gli uomini di una volta". Maschiettini e Femminette vanno mano nella mano...

pps. ti rilancio l'invito, a te e agli altri maschiettini:

http://questionemaschile.forumfree.net/

misterx
25-11-2007, 11:37
credo veramente poco che la violenza sulle donne qui in italia sia così diffusa: per me è solo politica al femminile

chesim
25-11-2007, 11:46
detto questo ti invito anche a non usare il termine "femmine" in quel modo sprezzante..

Ah sì ? e per quale motivo, spiegami un pò.

Le donne possono riferirsi agli uomini chiamandoli "maschi" oppure "maschietti", e io non posso riferirmi alle donne chiamandole "femmine" ?

Spiegami il perchè di questo doppio-standard... forza fammi ridere.
Chiamare gli uomini "maschi" non è sprezzante, chiamare le donne "femmine" invece lo è... molto interessante.

Insert coin
25-11-2007, 11:56
Ah davvero ?
e le donne che hanno malmenato, spintonato e insultato quei 3 giornalisti maschi -solo perchè maschi- ieri alla manifestazione ? Il loro odio non lo "avverti", caro il mio maschiettino ? (o se sei femminuccia poco cambia...)

E questo, come lo chiami ?

http://i18.tinypic.com/6sakj08.jpg

E questo, non è ODIO ?

"La famiglia nucleare dev'essere distrutta... qualunque sia il significato finale, lo sfascio delle famiglie è adesso un processo obiettivamente rivoluzionario" -- Linda Gordon
[cut]


Oggi le femministe non lesbiche non insistono più di tanto su questo tasto, hanno improvvisamente "rivalutato" l'istituto del matrimonio, forse grazie a certe leggi, il matrimonio (civile) è diventato l'anticamera dell'assegno di mantenimento, ecco perchè molte di loro bollono come "immaturi" gli uomini che non si sposano più e solo a sentir parlare di convivenza vanno su tutte le furie.

Oggi un single maschio che parla con una femminista la prima cosa che si sente domandare è:

"Quando ti deciderai a sposarti?"

-cloe-
25-11-2007, 11:56
ps. morg79, tu sei in malafede...
poco senso ha rispondere a femmine in malafede come te.
Diciamo che i maschiettini striscianti, bavosi e untuosi che vi corrono dietro ve li meritate fino all'ultimo... poco senso ha dire "non ci sono più gli uomini di una volta". Maschiettini e Femminette vanno mano nella mano...
Ti risulta difficile argomentare senza offendere?

nomeutente
25-11-2007, 12:00
ps. morg79, tu sei in malafede...
poco senso ha rispondere a femmine in malafede come te.
Diciamo che i maschiettini striscianti, bavosi e untuosi che vi corrono dietro ve li meritate fino all'ultimo...


Ammonito.




E fine degli attacchi personali: in caso di reiterazione le sanzioni saranno molto più pesanti.

pais10
25-11-2007, 12:29
Sembra di sentire parlare certi politici che tanto vengono criticati, quei politici che per giustificare le proprie malefatte ricordano le malefatte altrui.

Un fatto è un fatto e la violenza è sempre sbagliata, SEMPRE. E non è mai giustificata, MAI.

Quindi sminuire la gravità della violenza sulle donne portando avanti il fatto che ieri tre giornalisti maschi sono stati allontanati dal corteo è semplicemente assurdo e fuori luogo.

Coloro che maltrattano fisicamente e psicologicamente le donne devono essere perseguiti penalmente e chi allontana un giornalista, se lo fa violando una legge, deve essere perseguito penalmente.

Smettiamo di "giocare" ai maschietti ed alle "femminucce", 'ste cose si fanno all'asilo.

scorpionkkk
25-11-2007, 14:28
Un fatto è un fatto e la violenza è sempre sbagliata, SEMPRE. E non è mai giustificata, MAI.



Pur quotando questo concetto fondamentale e basilare, vorrei sottolineare come imho le manifestazioni di questo tipo siano profondamente sbagliate.

Organizzate in questo modo non trattano il tema della violenza ma sono semplicemente manifestazioni di genere che prendono spunto dalla violenza per affermare la rivalsa di un genere rispetto ad un altro.
Fanno il paio e prendono spunto da tutta quella serie di statistiche che dovrebbero evidenziare una inferiorità di trattamento della donna nel mondo civile occidentale (lavoro, accesso alla politica e cosi via).

morg79
25-11-2007, 15:39
Non condivido la commozione di Dacia Maraini di fronte a questa manifestazione, ma d'altra parte, non sono maschilista, ma neppure femminista.

Della Maraini, condivido invece lo sgomento per i termini, i toni, i modi con cui il tutto è stato -IMHO assai malamente- gestito.

Ecco come avere un'occasione per fare qualcosa di buono, e riuscire a buttarla stupidamente e malamente alle ortiche.

meglio non manifestare affatto, piuttosto che mettere su una cosa del genere.


Contesto e trovo sbagliata -oltre che stupida- la scelta sessista e separatista.

quoto integralmente.
la manifestazione così come si ì svolta non è piaciuta nemmeno a me.
non ho condiviso gli isterismi,le violenze e le estremizzazioni che ci sono state.

ps. morg79, tu sei in malafede...
poco senso ha rispondere a femmine in malafede come te.

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Sembra di sentire parlare certi politici che tanto vengono criticati, quei politici che per giustificare le proprie malefatte ricordano le malefatte altrui.

Un fatto è un fatto e la violenza è sempre sbagliata, SEMPRE. E non è mai giustificata, MAI.

Coloro che maltrattano fisicamente e psicologicamente le donne devono essere perseguiti penalmente e chi allontana un giornalista, se lo fa violando una legge, deve essere perseguito penalmente.

quoto tutto.
io lo dico dall'inizio.qui non c'è una gara..maschietti Vs femminucce..:D ...e le forme di violenza vanno condannate sempre e comunque.

Organizzate in questo modo non trattano il tema della violenza ma sono semplicemente manifestazioni di genere che prendono spunto dalla violenza per affermare la rivalsa di un genere rispetto ad un altro.
.
sono perfettamente daccordo.come ho già detto..non è una gara..inutile mettere sempre in risalto la differenza,contrapporre..
questa smania di rivalsa femminista non la condivido..come non condivido il maschilismo retrogrado.
per me siamo tutti esseri umani..tutti uguali.
c'è il giusto per entrambi,gli errori per entrambi.;)

ania
30-11-2007, 12:45
http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200711articoli/5273girata.asp



SEGREGATA A LONDRA PER VENTI GIORNI
Rapita e seviziata da due romeni
Giovane di Pinerolo costretta a prostituirsi.
Per le botte ha perso il bambino che aspettava

TORINO
Un’italiana di 21 anni è rimasta per venti giorni prigioniera di due romeni che l’hanno portata a Londra con la promessa di un lavoro in un bar, sottoposta a continue sevizie fino a farle perdere il bambino che portava in grembo e costretta a prostituirsi.

Grazie all’intervento di un ex maresciallo dei carabinieri, la ragazza è stata rintracciata ieri da agenti di Scotland Yard a Kinsbury - un quartiere settentrionale della metropoli britannica - e i due romeni sono stati arrestati.

Il consolato italiano a Londra ha avuto un ruolo nella vicenda ma per rispetto della «privacy» non ha divulgato informazioni dettagliate, che sono state invece fornite dal detective privato Fedele De Pasquale, ex maresciallo collaboratore della società «De Pasquale Investigazioni», che ha dato l’allarme dopo aver ricevuto dalla Gran Bretagna una telefonata della ragazza nei guai.

L’uomo ha raccontato che la giovane donna - residente a Pinerolo in provincia di Torino e di origine calabrese - è stata nelle mani di Daan Cardei e Florentin Nikita, che «oltre a costringerla a prostituirsi la tenevano sequestrata in una abitazione nei pressi della stazione di Kinsbury e le hanno procurato lesioni fisiche gravi».

L’ex carabiniere ha spiegato che si è messo in contatto con Scotland Yard e con il consolato italiano di Londra dopo un’angosciata telefonata della ragazza che era riuscita a mettere le mani su un cellulare dei due rapitori e implorava aiuto. Tramite il numero del cellulare - ha detto - la polizia londinese ha rintracciato il luogo esatto da dove era partita la telefonata e là ha trovato la ragazza, l’ha liberata e ha arrestato i due romeni.

30/11/2007 (8:27)

ania
30-11-2007, 12:46
http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_30/violentata_bagno_stazione_1ec5877c-9f1d-11dc-8807-0003ba99c53b.shtml


Martedì sera poco prima delle 19
Monza, violentata nel bagno della stazione
Catturato un marocchino 28enne, nessuna traccia di altri due uomini accusati dalla vittima.
Zone d'ombra

MONZA - Violentata nei bagni della stazione ferroviaria di Monza. Martedì sera, poco prima delle 19, quando le banchine e i corridoi sono ancora affollati di pendolari. Le urla di una donna richiamano l'attenzione degli agenti della Polfer in servizio. Lei, 40 anni, milanese, è completamente nuda, in lacrime. C'è anche lo stupratore, un marocchino di 28 anni, irregolare. Anche lui è nudo. L'uomo viene bloccato, mentre la vittima viene trasportata all'ospedale di Monza per essere curata e per sottoporsi a controlli che accertino se alcuni segni sul corpo siano compatibili con la violenza. La donna rilascia poi ai detective il suo terribile racconto. Dicendo che ad aggredirla sono stati in tre, tutti magrebini.

ZONE D'OMBRA - Ma certi particolari lasciano ancora delle zone d'ombra con gli inquirenti ancora impegnati a definire i contorni del caso, valutando la posizione di entrambi. L'ipotesi più probabile è che l'aggressione sia iniziata mentre la donna si trovava all'interno della toilette. I bagni pubblici sono in posizione defilata rispetto all'ingresso principale della stazione, in via Arosio. L'entrata è un budello stretto posizionato fra due distributori automatici di bibite e snack. Dopo una piccola anticamera, a destra, si trova il bagno riservato agli uomini, a sinistra quello delle donne. Gli inservienti che si occupano della manutenzione li aprono ogni mattina alle 6 e li chiudono alle 21. Martedì sera è scattata l'aggressione. Dei due complici del violentatore nessuna traccia.

Riccardo Rosa
30 novembre 2007