pais10
20-09-2005, 21:40
Ligabue - Nome e cognome
http://www.cdbox.it/aggiornamento/images/4011045229447.jpg
1 Intro
2 Il giorno dei giorni
3 L'amore conta
4 Cosa vuoi che sia
5 Le donne lo sanno
6 Lettera a G.
7 Vivere a orecchio
8 Giorno per giorno
9 È più forte di me
10 Sono qui per l'amore
“Ognuno di noi è la somma di tutti i momenti della propria vita – afferma Luciano - Quel risultato è, nel bene e nel male, unico. Nome e Cognome ha a che fare con la difesa di quell’unicità. Si affannano a metterci tutti dentro grandi contenitori appiattenti: generazione, pubblico, audience, gente. E poi, a fianco di parole così generiche, mettono un paio di aggettivi con cui si pretende di descriverci un po’ tutti: la generazione annoiata o sognatrice o rassegnata ecc. Ma se è vero che un quadro d’insieme, in qualche modo, prima o poi va fatto, è anche vero che ognuno di noi andrà chiamato con il proprio Nome Cognome, con il rispetto della propria storia personale… Sono d’accordo con chi dice che ogni artista, quando si esprime, disegna il proprio autoritratto. E’ un autoritratto “interno”, l’autoscatto alla propria anima. Mi è capitato di farlo anche in passato, quando ripenso ai miei dischi precedenti, ai temi che contengono mi sembra proprio di vedere delineati i miei tratti, la mia vita di allora. Questo processo si è ripetuto anche stavolta, forse con ancora più chiarezza. Ho fatto ascoltare le canzoni ai miei amici, e tutti hanno trovato che mi raccontavo più del solito, mi hanno riconosciuto ancora più facilmente in queste canzoni. Eccola, allora, la mia fototessera. Quella di questo momento. Quella che si mescola con tutte le altre finite nella copertina del disco. E ognuna di queste ha Nome e Cognome.”
Prodotto da Fabrizio Barbacci, Luca Pernici e Ligabue, “Nome e cognome” è stato registrato e missato da Fabrizio Simoncioni presso lo Zoo Studio di Correggio (RE). La produzione esecutiva è a cura di Claudio Maioli, storico manager del rocker emiliano.
Ligabue: Nome e cognome canzone per canzone
1. Ouverture (Intro)
Per la prima volta non c'è una partenza a razzo, ma un'introduzione bucolica, rumori, grilli. Potrebbe arrivare qualcosa di molto delicato. Non è così.
2. Il giorno dei giorni
E' il singolo radiofonico che anticipa l'album. Un brano rock, tirato e potente che ricorda gli U2 nelle chitarre. La voce è ruvida mentre nel ritornello c'è una buona apertura melodica. "Ha a che fare con una delle mie ossessioni: sentirmi vivere intensamente" spiega l'autore, che aggiunge: "E' un rock classico e tirato, che spiega molto del disco. Ci sono chitarre distorte (come raramente nel mio passato sonoro), mescolate ad altre in qualche modo sognanti, melodiche. Mi piaceva l'idea che i due estremi potessero convivere". Uno dei brani nuovi inseriti nella scaletta del concerto del 10 settembre.
3. Happy Hour
Buon riff di chitarra in apertura, nel ritornello riporta un po' al rock anni Ottanta. Nel cantato delle strofe alcune "contorsioni" metriche. E' un brano divertente, ironico e molto adatto all'esecuzione dal vivo. Motivo per cui sarà in programma nel concerto di Campovolo.
4. L'amore conta
Il primo momento intimo del disco. Dice Ligabue: "E' un dialogo fra due persone qualche tempo dopo la loro separazione. Quando la parte più emotiva e dolorosa è finalmente alle spalle. Quando vince una certa pacificazione non solo fra di loro ma, soprattutto, in ognuno di loro. Mi piace poi notare che anche la parte musicale, in linea con il testo, sia delicata ma non triste, non ripiegata su di sé". Molto bello il passaggio in cui Liga canta: "Grazie per il tempo pieno/grazie per la te più vera/grazie per i denti stretti/i difetti/per le botte d'allegria/per la nostra fantasia...".
5. Cosa vuoi che sia
Inizio per sola voce e chitarra acustica, poi il brano cresce diventando un mid-tempo con un'elettrica che prende corpo e piede. Sul finale voce doppiata di Luciano.
6. Le donne lo sanno
Uno dei brani migliori. Inizio gagliardo con un basso in risalto. Il ritmo è preciso e secco. Ancora le chitarre "U2" in evidenza con un tiro potente, molto rock. Nel complesso scorre bene ed è molto fluida, la voce è nuovamente ruvida e sul finire della canzone c'è un momento "a cappella". "Basterebbe il titolo - dice Liga -, forse mi sarebbe stato sufficiente ripeterlo durante tutto il brano. Ammetto semplicemente la superiorità del genere femminile e ammiro la sua potenza. E come le donne paiano frequentare mondi che noi non conosciamo".
7. Lettera a G
Grande intensità emotiva. La canzone è dedicata al cugino Gianni, uno dei tanti lutti che hanno colpito Luciano in questi tre anni. Dopo l'intro per voce ed acustica la canzone resta su toni molto delicati e addolorati, senza cadere preda di un facile sentimentalismo. "Mio cugino Gianni era praticamente un fratello - racconta Luciano -. Avevo parlato di lui in Una delle storie d'amore di via Cairoli, uno dei racconti della mia infanzia nel libro Fuori e dentro il borgo. Siamo stati bambini insieme, adolescenti insieme, adulti insieme. Abbiamo avuto gli stessi sogni, desideri. A volte le stesse ragazze. A livello di arrangiamento, è una canzone fatta di parti eteree: la linea la dà una batteria vagamente tribale e tutto il resto sono pennellate, chitarre con delay che non hanno una vera e propria funzione armonica. Sono sottolineature, sfumature sottili, aperture delicate".
8. Vivere ad orecchio
Momento di grande qualità. Introduzione fischiettata, quasi alla Morricone, poi entra la batteria e si parte per una ballata energica e potente. "Funkeggiante" la definisce l'autore. Altri intermezzi fischiettati nel corpo della canzone e un nuovo intervento "a cappella". La voce si rivela uno strumento importante, forse più che in passato. Sembra essere l'aspetto su cui il Liga ha lavorato maggiormente.
9. Giorno per giorno
Ancora una ballata delicata, una chitarra elettrica arpeggiata e una ritmica molto morbida. Nel corso del brano la musica si apre qualche breccia in più rispetto al testo. Lo dimostra il finale che, a parte la ripetizione del titolo, è una lunga coda strumentale.
10. E' più forte di me
Si va verso il finale con due momenti differenti tra loro. La penultima traccia è un brano duro, teso, energico, arrabbiato e passionale. Tanta elettricità. Sicuramente un altro cavallo di battaglia della prossima stagione live di Ligabue. Ecco cosa racconta l'autore: "Il pezzo più teso, agitato, frutto di un nervosismo e prodotto di un'ossessione. L'ossessione di un uomo che vuole una donna, ma quella notte lei sta con un altro. Un brano d'impulso, tensione dark a quasi 160 bpm (battiti al minuto)".
11. Sono qui per l'amore
Si chiude con un brano diametralmente opposto, delicato, con la chitarra pennellata e ricchissima di delay. Conclusione morbida per un album sostanzialmente rock. Di questo brano Ligabue racconta: "Una canzone in punta di penna, senza spinte...cantata con pochissima emissione di voce. C'è un senso di appagamento, un modo pacificato di pormi. Dal punto di vista lirico, mi sono lasciato andare a immagini che non sentono l'obbligo di essere chiare. Sono semplicemente libere".
Kwmusica.kataweb.it
Cosa ne pensate? Io devo ascoltarlo ancora un pò.
http://www.cdbox.it/aggiornamento/images/4011045229447.jpg
1 Intro
2 Il giorno dei giorni
3 L'amore conta
4 Cosa vuoi che sia
5 Le donne lo sanno
6 Lettera a G.
7 Vivere a orecchio
8 Giorno per giorno
9 È più forte di me
10 Sono qui per l'amore
“Ognuno di noi è la somma di tutti i momenti della propria vita – afferma Luciano - Quel risultato è, nel bene e nel male, unico. Nome e Cognome ha a che fare con la difesa di quell’unicità. Si affannano a metterci tutti dentro grandi contenitori appiattenti: generazione, pubblico, audience, gente. E poi, a fianco di parole così generiche, mettono un paio di aggettivi con cui si pretende di descriverci un po’ tutti: la generazione annoiata o sognatrice o rassegnata ecc. Ma se è vero che un quadro d’insieme, in qualche modo, prima o poi va fatto, è anche vero che ognuno di noi andrà chiamato con il proprio Nome Cognome, con il rispetto della propria storia personale… Sono d’accordo con chi dice che ogni artista, quando si esprime, disegna il proprio autoritratto. E’ un autoritratto “interno”, l’autoscatto alla propria anima. Mi è capitato di farlo anche in passato, quando ripenso ai miei dischi precedenti, ai temi che contengono mi sembra proprio di vedere delineati i miei tratti, la mia vita di allora. Questo processo si è ripetuto anche stavolta, forse con ancora più chiarezza. Ho fatto ascoltare le canzoni ai miei amici, e tutti hanno trovato che mi raccontavo più del solito, mi hanno riconosciuto ancora più facilmente in queste canzoni. Eccola, allora, la mia fototessera. Quella di questo momento. Quella che si mescola con tutte le altre finite nella copertina del disco. E ognuna di queste ha Nome e Cognome.”
Prodotto da Fabrizio Barbacci, Luca Pernici e Ligabue, “Nome e cognome” è stato registrato e missato da Fabrizio Simoncioni presso lo Zoo Studio di Correggio (RE). La produzione esecutiva è a cura di Claudio Maioli, storico manager del rocker emiliano.
Ligabue: Nome e cognome canzone per canzone
1. Ouverture (Intro)
Per la prima volta non c'è una partenza a razzo, ma un'introduzione bucolica, rumori, grilli. Potrebbe arrivare qualcosa di molto delicato. Non è così.
2. Il giorno dei giorni
E' il singolo radiofonico che anticipa l'album. Un brano rock, tirato e potente che ricorda gli U2 nelle chitarre. La voce è ruvida mentre nel ritornello c'è una buona apertura melodica. "Ha a che fare con una delle mie ossessioni: sentirmi vivere intensamente" spiega l'autore, che aggiunge: "E' un rock classico e tirato, che spiega molto del disco. Ci sono chitarre distorte (come raramente nel mio passato sonoro), mescolate ad altre in qualche modo sognanti, melodiche. Mi piaceva l'idea che i due estremi potessero convivere". Uno dei brani nuovi inseriti nella scaletta del concerto del 10 settembre.
3. Happy Hour
Buon riff di chitarra in apertura, nel ritornello riporta un po' al rock anni Ottanta. Nel cantato delle strofe alcune "contorsioni" metriche. E' un brano divertente, ironico e molto adatto all'esecuzione dal vivo. Motivo per cui sarà in programma nel concerto di Campovolo.
4. L'amore conta
Il primo momento intimo del disco. Dice Ligabue: "E' un dialogo fra due persone qualche tempo dopo la loro separazione. Quando la parte più emotiva e dolorosa è finalmente alle spalle. Quando vince una certa pacificazione non solo fra di loro ma, soprattutto, in ognuno di loro. Mi piace poi notare che anche la parte musicale, in linea con il testo, sia delicata ma non triste, non ripiegata su di sé". Molto bello il passaggio in cui Liga canta: "Grazie per il tempo pieno/grazie per la te più vera/grazie per i denti stretti/i difetti/per le botte d'allegria/per la nostra fantasia...".
5. Cosa vuoi che sia
Inizio per sola voce e chitarra acustica, poi il brano cresce diventando un mid-tempo con un'elettrica che prende corpo e piede. Sul finale voce doppiata di Luciano.
6. Le donne lo sanno
Uno dei brani migliori. Inizio gagliardo con un basso in risalto. Il ritmo è preciso e secco. Ancora le chitarre "U2" in evidenza con un tiro potente, molto rock. Nel complesso scorre bene ed è molto fluida, la voce è nuovamente ruvida e sul finire della canzone c'è un momento "a cappella". "Basterebbe il titolo - dice Liga -, forse mi sarebbe stato sufficiente ripeterlo durante tutto il brano. Ammetto semplicemente la superiorità del genere femminile e ammiro la sua potenza. E come le donne paiano frequentare mondi che noi non conosciamo".
7. Lettera a G
Grande intensità emotiva. La canzone è dedicata al cugino Gianni, uno dei tanti lutti che hanno colpito Luciano in questi tre anni. Dopo l'intro per voce ed acustica la canzone resta su toni molto delicati e addolorati, senza cadere preda di un facile sentimentalismo. "Mio cugino Gianni era praticamente un fratello - racconta Luciano -. Avevo parlato di lui in Una delle storie d'amore di via Cairoli, uno dei racconti della mia infanzia nel libro Fuori e dentro il borgo. Siamo stati bambini insieme, adolescenti insieme, adulti insieme. Abbiamo avuto gli stessi sogni, desideri. A volte le stesse ragazze. A livello di arrangiamento, è una canzone fatta di parti eteree: la linea la dà una batteria vagamente tribale e tutto il resto sono pennellate, chitarre con delay che non hanno una vera e propria funzione armonica. Sono sottolineature, sfumature sottili, aperture delicate".
8. Vivere ad orecchio
Momento di grande qualità. Introduzione fischiettata, quasi alla Morricone, poi entra la batteria e si parte per una ballata energica e potente. "Funkeggiante" la definisce l'autore. Altri intermezzi fischiettati nel corpo della canzone e un nuovo intervento "a cappella". La voce si rivela uno strumento importante, forse più che in passato. Sembra essere l'aspetto su cui il Liga ha lavorato maggiormente.
9. Giorno per giorno
Ancora una ballata delicata, una chitarra elettrica arpeggiata e una ritmica molto morbida. Nel corso del brano la musica si apre qualche breccia in più rispetto al testo. Lo dimostra il finale che, a parte la ripetizione del titolo, è una lunga coda strumentale.
10. E' più forte di me
Si va verso il finale con due momenti differenti tra loro. La penultima traccia è un brano duro, teso, energico, arrabbiato e passionale. Tanta elettricità. Sicuramente un altro cavallo di battaglia della prossima stagione live di Ligabue. Ecco cosa racconta l'autore: "Il pezzo più teso, agitato, frutto di un nervosismo e prodotto di un'ossessione. L'ossessione di un uomo che vuole una donna, ma quella notte lei sta con un altro. Un brano d'impulso, tensione dark a quasi 160 bpm (battiti al minuto)".
11. Sono qui per l'amore
Si chiude con un brano diametralmente opposto, delicato, con la chitarra pennellata e ricchissima di delay. Conclusione morbida per un album sostanzialmente rock. Di questo brano Ligabue racconta: "Una canzone in punta di penna, senza spinte...cantata con pochissima emissione di voce. C'è un senso di appagamento, un modo pacificato di pormi. Dal punto di vista lirico, mi sono lasciato andare a immagini che non sentono l'obbligo di essere chiare. Sono semplicemente libere".
Kwmusica.kataweb.it
Cosa ne pensate? Io devo ascoltarlo ancora un pò.