Galaxy Note 7: Samsung rivela perché la batteria esplodeva

Galaxy Note 7: Samsung rivela perché la batteria esplodeva

Samsung fornisce informazioni specifiche sulle cause che hanno portato agli episodi di esplosione di alcuni smarthphone Galaxy Note 7, e che hanno portato nell'autunno 2016 alla sospensione delle vendite e al completo ritiro dal mercato di quello che è stato considerato essere il miglior terminale Android in commercio

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Telefonia
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Le vicissitudini che hanno caratterizzato la breve storia commerciale degli smartphone Samsung Galaxy Note 7 sono ben note agli appassionati del settore. Presentato nel corso del mese di agosto 2016, questo terminale è stato dopo pochi giorni sospeso dalla vendita in quanto si sono manifestati vari episodi nei quali lo smartphone ha preso fuoco in modo completamente autonomo.

Samsung ha invitato gli acquirenti a restituire il proprio terminale, così da poterlo sostituire con uno equivalente di altra serie sempre Samsung, oppure attendere per una nuova versione che sarebbe arrivata nel giro di alcune settimane risolvendo il problema di autocombustione. La nuova release avrebbe utilizzato nuove batterie, indicate come la causa iniziale dei problemi di incendio delle prime versioni del terminale giunte nelle mani dei consumatori.

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Una situazione già difficile per Samsung, dal punto di vista commerciale, è stata ulteriormente compromessa dai modelli della seconda versione, quella che avrebbe dovuto risolvere completamente i problemi di autocombustione. Anche alcuni di questi modelli hanno preso fuoco, costringendo Samsung alla decisione finale di sospendere del tutto la commercializzazione di smartphone Galaxy Note 7 e procedere con il loro ritiro dal mercato. Non solo: Samsung ha invitato tutti i consumatori che nel frattempo ne avessero acquistato uno a restituire il proprio modello, beneficiando di una completa copertura del costo d'acquisto.

Un disastro commerciale e d'immagine per Samsung, che dopo vari mesi di analisi interna ha ufficialmente comunicato quali siano state le cause che hanno portato ai problemi di autocombustione. Per entrambi i casi, prima versione di Samsung Galaxy Note 7 e versione sostitutiva resa disponibile a settembre, la causa è legata alla batteria del dispositivi che ha preso fuoco ma le motivazioni tecniche sono differenti.

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Partiamo dalla versione originaria di Samsung Galaxy Note 7 per spiegare quale sia stato il problema tecnico iniziale. Le analisi Samsung hanno evidenziato un problema nella costruzione delle batterie della prima release di Galaxy Note 7, con un errore di design. Le batterie contengono due elettrodi, positivo e negativo, che sono inframezzati da un elemento di separazione la cui presenza è indispensabile viceversa venendo a contatto i due componenti si genera una esplosione. Nelle fasi di carica e scarica la batteria tende a subire delle variazioni di volume: si tratta di un processo standard che riguarda tutte le tipologie di batterie e del quale la costruzione interna deve tenere conto.

Il produttore della batteria utilizzata nella prima versione di Galaxy Note 7 ha usato un design estremamente spinto, che di fatto non lasciava sufficiente spazio nell'angolo superiore di destra della batteria al punto da permettere la tradizionale espansione e contrazione della batteria durante il suo uso ordinario. Questo ha portato i due elettrodi a trovarsi sempre più vicini sino al punto da indebolire l'elemento di separazione tra i due, fattore che ha poi portato al contatto diretto e quindi all'esplosione della batteria.

Con le batterie sostitutive introdotte da Samsung per ovviare al problema inizialmente manifestatosi in alcuni sample di Note 7 si è presentato all'apparenza lo stesso problema, cioè la loro esplosione, ma la causa è stata appurata da Samsung essere differente. In questo caso si sono presentate due distinte cause nelle batterie fornite dal nuovo fornitore, e presumibilmente sviluppate in tempi molto rapidi con volumi elevati così da poter far fronte velocemente ai problemi legati all'iniziale release dello smartphone. Potremmo dire, con una battuta ben nota, che la pezza ha fatto molti più danni del buco che è andata a coprire.

La prima causa di malfunzionamento è una saldatura non effettuata in modo preciso e corretto, lasciando una piccola porzione di materiale scoperta. Questa ha portato, con il processo di espansione e contrazione della batteria tipico del suo utilizzo nelle fasi di carica e scarica, a forare il materiale di isolamento tra elettrodi positivo e negativo portando al contatto tra i due e alla conseguente esplosione.

Non solo questo, però. Ben più grave è stato il constatare come in alcune batterie mancasse del tutto un elemento di isolamento tra i due componenti, falla della procedura di check interno in fase di produzione della batteria da parte dell'azienda alla quale Samsung ha commissionato questo lavoro.

Se il problema dei terminali Galaxy Note 7 è stato inizialmente circoscritto dall'azienda pochi giorni dopo l'avvio delle vendite, interrompendone temporaneamente la commercializzazione e lavorando per proporre una batteria sostitutiva a prova di esplosione, la soluzione implementata si è rivelata essere all'atto pratico ben più grave del problema iniziale. La conseguenza alla quale l'azienda è giunta rapidamente, lo stop delle vendite e la richiesta agli acquirenti di restituire il proprio terminale ottenendo un rimborso totale, è stata un processo naturale ma di certo non indolore per Samsung.

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Samsung Galaxy Note 7 era stato accolto molto positivamente dal mercato al momento del debutto, grazie alle caratteristiche tecniche implementate e più in generale al favore che la gamma di smartphone Note ha storicamente raccolto tra gli appassionati. I problemi di esplosione hanno avuto ampia eco sui media, non solo tecnici, portando ad una percezione errata ma generalizzata che gli smartphone Samsung fossero tutti vittime di potenziali esplosioni. Di certo tutto tranne una buona pubblicità per i terminali dell'azienda coreana: il danno è stato quantificato in almeno 5 miliardi di dollari USA, escludendo da questo l'impatto sulle vendite di altri terminali della famiglia Galaxy.

I problemi sono legati alla batteria: da questo ci si può domandare quali ne fossero i produttori. Samsung non ha ufficialmente indicato i partner responsabili di questo componente ma varie fonti indicano in Samsung SDI, azienda sussidiaria di Samsung, la produttrice della batteria utilizzata nella prima release di Note 7 e in Amperex Technology, alla quale è stata delegata la produzione della seconda serie di batterie.

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Un evento di questo tipo deve portare un'azienda come Samsung ad acquisire nuova esperienza, così che episodi tali non si verifichino nuovamente in futuro. Il secondo episodio di malfunzionamento delle batterie di Galaxy Note 7 si è presentato proprio mentre l'azienda era impegnata nello studio della batteria per la gamma di smartphone Galaxy S8 attesa al debutto nel corso dei prossimi mesi. Questo ha portato all'implementazione di un nuovo processo interno di verifica delle batterie che l'azienda coreana ha scelto di adottare con Galaxy S8 oltre che con i propri altri smartphone proposti in commercio, composto da 8 fasi:

  • ispezione dall'esterno, per mettere a confronto le batterie seguendo un pacchetto di nuovi test standard;
  • test con raggi X, grazie ai quali osservare le batterie all'interno per trovare eventuali errori o anomalie di costruzione;
  • testi di carica e scarica della batteria, con caricamento sino al 100% e scarico completo eseguito più volte;
  • TVOC, con il quale verificare la presenza di leak all'interno dei dispositivi;
  • smontaggio della batteria, per valutarne la costruzione e la qualità;
  • test di uso accelerato, che permette di spingere le batterie dello smartphone ad un utilizzo ai limiti grazie ad un pattern di test eseguito in sequenza;
  • OCV test, che verifica il manifestarsi di variazioni nella tensione della batteria durante la sua costruzione, dall'inizio alla fine del processo;
  • test di durata, con il quale le batterie vengono sottoposte a test di sovraccarico, impatti con oggetti appuntiti e temperature di funzionamento superiori alla norma per evidenziare il manifestarsi di malfunzionamenti.

Parte di queste fasi sono completamente nuove, mentre altre erano già state adottate in precedenza dall'azienda e dall'ecosistema dei produttori nel complesso ma ora sono state estese quanto a portata. Una maggiore attenzione verso la qualità costruttiva delle batterie è indubbiamente da lodare, per quanto spiaccia constatare come una maggiore cura in fase di progettazione e costruzione arrivi dopo l'evidenziarsi di malfunzionamenti.

Quasi tutti i terminali Samsung Note 7 che sono stati commercializzati dall'azienda sono rientrati in Samsung: al momento attuale il 96% di quanto è stato venduto a livello globale non è più nelle mani dei consumatori. In Italia le vendite di Samsung Galaxy Note 7 sono state molto contenute, di fatto limitate nel canale ufficiale alla sola fase di preorder gestita direttamente da Samsung Italia. Le vendite nel nostro paese sarebbero dovute iniziare nei giorni in cui l'azienda ha bloccato per la prima volta le vendite, e la sede Samsung nazionale ha scelto di operare con una certa cautela di fatto evitando di commercializzare la seconda batch di terminali dotati di batteria che nelle intenzioni dell'azienda non doveva più essere soggetta ad esplosioni.

E così possiamo scrivere definitivamente la parola fine alla saga di Galaxy Note 7, terminale che resterà nella memoria per i fenomeni di autocombustione ma che sarà anche ricordato, e per certi versi rimpianto, per essere stato considerato sin dal debutto il miglior smartphone Android sino a quel momento disponibile sul mercato. Samsung necessita sicuramente di tempo per poter riconquistare la fiducia dei consumatori persa per via di questi malfunzionamenti, aggravata dal fatto che la soluzione implementata si è rivelata non in grado di risolvere il problema iniziale ma di portarne ad altri. L'annuncio dettagliato delle cause che hanno portato ai problemi di malfunzionamento deve però essere visto in chiave positiva: ha chiesto tempo per completare tutte le verifiche, ma l'azienda ha scelto la strada dell'apertura.

E come spesso accade non tutto il male vien per nuocere: Samsung ha capito come, per via proprio del successo commerciale ottenuto in questi anni, debba prestare massima attenzione nel garantire la massima qualità possibile dei propri prodotti. La nuova metodologia di test delle batterie a 8 fasi si muove proprio in questa direzione ed auspichiamo che "l'affaire Galaxy Note 7" sia di buon esempio anche per gli altri produttori impegnati nel settore degli smartphone, affinché prestino sempre più cura nella progettazione e nella costruzione dei propri prodotti.

34 Commenti
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Sandro kensan23 Gennaio 2017, 11:45 #1
Mi sembra semplice il discorso: una serie di cause negative hanno provocato un disastro. Capita, ho capito anche che sono eventi irripetibili, quindi non ci sono più problemi.
floc23 Gennaio 2017, 11:58 #2
diciamo anche che se li facessero 1/2 mm piu' alti avremmo piu' capacita' di batteria e meno possibili problemi di progettazione e realizzazione. Perche' uno strato di isolante cosi' sottile da rompersi per il ciclo di carica/scarica e' una progettazione criminale dettata da un design estremo.
avvelenato23 Gennaio 2017, 12:04 #3
E' ora che samsung decida se vuole essere un produttore di top di gamma (ottimi, a parte questo esemplare malriuscito) o di ciarpame a poco prezzo.

E' troppo grossa ed evidentemente non riesce a star dietro a ogni questione.
ambaradan7423 Gennaio 2017, 12:23 #4
Fanno tutto, da entry level a prodotti top.

Da cliente storico posso dire che meno ne ho a che fare meglio e'.
X3n023 Gennaio 2017, 12:31 #5
Originariamente inviato da: avvelenato
E' ora che samsung decida se vuole essere un produttore di top di gamma (ottimi, a parte questo esemplare malriuscito) o di ciarpame a poco prezzo.

E' troppo grossa ed evidentemente non riesce a star dietro a ogni questione.

concordo in pieno, peraltro fanno anche una quantità assurda di terminali fondamentalmente sovrapposti dal punto di vista sia tecnico che commerciale di prezzo.
Alla fin fine basterebbero pochi modelli per coprire tutte le fasce di mercato.
E per loro vorrebbe dire fornire prodotti studiati più attentamente e risparmiare eoni di soldi su progettazione e software.
qboy23 Gennaio 2017, 14:56 #6
Non ho ancora capito se si trattava di mini-esplosioni vere e proprie oppure un surriscaldamento che iniziava ad incendiarsi man mano
kuru23 Gennaio 2017, 15:05 #7
Chi se l'è tenuto avrà fra 10 anni un oggetto costoso da collezione? Sempre se non lo ha caricato più del 20% ovviamente XD
OttoVon23 Gennaio 2017, 16:11 #8
Originariamente inviato da: qboy
Non ho ancora capito se si trattava di mini-esplosioni vere e proprie oppure un surriscaldamento che iniziava ad incendiarsi man mano


Incendio.
The_Hypersonic23 Gennaio 2017, 17:04 #9
E' incredibile vedere come manchino all'appello i soliti fanboy di Samsung che invece sparano a zero su ogni news riguardante Apple.
Therinai23 Gennaio 2017, 19:41 #10
Originariamente inviato da: The_Hypersonic
E' incredibile vedere come manchino all'appello i soliti fanboy di Samsung che invece sparano a zero su ogni news riguardante Apple.


Il perché dell'assenza dei fanboy apple invece è ampiamente giustificata: ogni volta che provano a commentare questa notizia provano un orgasmo e rimandano il post

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