Introduzione

Storm rappresenta, a seconda del punto di vista da cui lo si guarda, un forte
punto di discontinuità o di continuità rispetto alla tradizione BlackBerry. La
definitiva scomparsa della tastiera estesa QWERTY, che per anni è stato vanto e
caposaldo degli smartphone della canadese RIM, è sicuramente il punto di novità
più evidente. D'altra parte, sotto la pelle di un dispositivo chiaramente
indirizzato verso l'utenza consumer, batte il cuore di un BlackBerry, in cui la
comunicazione è prima e imprescindibile priorità.
Fino all'arrivo dello Storm sul mercato, chi comprava un BlackBerry lo faceva
perché desiderava essere sempre online, con le sue caselle email, con la
navigazione internet, con i servizi di instant messaging. Agli albori era
soprattutto un'utenza di tipo business, che poi si è allargata anche alla fascia
di quei consumatori alla ricerca del massimo della tecnologia, quelli che
in gergo vengono definiti Early Adopters. Con lo Storm la virata di BlackBerry
verso il mercato consumer si fa più decisa, tanto da ridefinire la mission del
terminale: se prima lo scopo dei dispositivi RIM era quello di portare l'email
in mobilità, il BlackBerry Storm punta a far uscire i social network dallo
schermo del PC, racchiudendoli in un terminale da portare sempre in tasca, per
aggiornare istantaneamente i propri profili, caricando foto e video e
interagendo con la community.
BlackBerry Storm nasce dalla precisa richiesta di Vodafone di avere un
dispositivo touchscreen di grido da inserire nella gamma dei telefoni
disponibili per sfruttare i servizi dell'operatore, un vero colosso a livello
mondiale. RIM e Vodafone hanno cominciato a pensare a Storm più di un anno e
mezzo fa con in mente alcune idee molto chiare. I contenuti multimediali
dovevano poter beneficiare di uno schermo di qualità e di grandi dimensioni, ma
nel contempo l'esperienza globale degli utenti doveva evolversi rispetto a
quanto allora disponibile sul mercato nel segmento dei dispositivi touchscreen.
La chiave di volta di cui tutti i produttori di telefoni touchscreen sono
alla ricerca è un convincente feedback tattile alla pressione dei tasti delle
tastiere virtuali. Sullo Storm BlackBerry ha integrato la sua interpretazione di
questo tipo di feedback, creando un display sensibile al tocco 'cliccabile'.
Soprattutto per un marchio come BlackBerry riuscire a sostituire in maniera
convincente la tastiera fisica è un punto cruciale, soprattutto per non
disaffezionare i clienti, alcuni dei quali hanno in passato scelto i prodotti
RIM proprio per la loro propensione a scrivere testi in modo semplice e veloce.
Nel corso della recensione cercheremo di puntare molto la nostra attenzione su
questo aspetto, considerando anche le aspettative che solitamente caratterizzano
l'acquisto di un prodotto RIM.
In ogni caso il cuore del business RIM è il servizio che sta alle spalle dei
terminali, come ci è capitato di sottolineare nell'articolo che abbiamo dedicato
al BlackBerry Enterprise Server, che potete rileggere al
seguente indirizzo . I terminali sono pensati per rappresentare l'ingresso
nel mondo dei servizi BlackBerry, prima fra tutti la push email, coprendo tutte
le esigenze (anche in termini di multimedialità e trasportabilità) dell'utenza,
da quella corporate a quella più consumer, puntando ad offrire il terminale
giusto per ogni segmento. Alcuni terminali sono pensati per diventare lo
strumento quotidiano della forza lavoro della aziende, altri, come il BlackBerry
Bold, di cui trovate la recensione a
questo indirizzo, rappresentano il miglior compromesso tra lavoro e tempo
libero. Ora lo Storm va a porsi agli antipodi dei terminali enterprise,
completando la gamma e ponendosi ancora più verso l'utenza consumer della gamma
Pearl. |