Test comparativo hard disk SerialATA

Test comparativo hard disk SerialATA

di Alessandro Bordin pubblicato il 30 Giugno 2003 nel canale Storage

“Lo standard SerialATA si pone come alternativa all'EIDE, finché non sostituirà completamente tale interfaccia. Analisi prestazionale dei dischi più diffusi sul mercato, per scoprire i reali benefici offerti da tale tecnologia”


Introduzione

Dovendo fare il punto della situazione sugli hard disk presenti oggi in commercio possiamo dividere le unità in tre macrocategorie, ovvero ATA o Parallel ATA, Serial ATA e SCSI: la discriminante fra le categorie è ovviamente l'interfaccia di collegamento. Attualmente siamo in una situazione di passaggio, in quanto il Serial ATA è destinato a sostituire completamente il Parallel ATA fra un paio d'anni. Oggi quindi è possibile trovare in commercio dischi in tutto e per tutto identici ma dotati di interfacce differenti (Serial ATA o Parallel ATA), mentre per SCSI il discorso rimane comunque separato.

I dischi SCSI infatti possono essere considerati quasi dei dispositivi differenti, tante sono le caratteristiche che li differenziano dai cugini PATA/SATA. Oltre ad utilizzare meccaniche molto più performanti, sono di solito equipaggiati con piatti meno capienti e vantano tempi di accesso molto più bassi. Queste caratteristiche li rendono adatti ad utilizzo in server ed in postazioni in cui le prestazioni generali del sistema devono essere ai massimi livelli, mentre l'attenzione dei produttori di dischi SATA/PATA è spostata più sulla capacità del disco che sulle prestazioni pure.

Quali differenze esistono fra dischi Serial ATA e Parallel ATA? Per la maggior parte dei casi nessuna, interfaccia a parte: i produttori hanno semplicemente cambiato la terminazione per il collegamento. I vantaggi di questa interfaccia si potranno apprezzare in futuro, a livello prestazionale, in quanto siamo ancora ben lontani dall'utilizzare la bandwith massima garantita dal Serial ATA di prima generazione, ovvero 150MB/secondo.

Una cosa è certa però: con il pretesto della nuova interfaccia almeno un produttore ha deciso di mettere in commercio un disco molto più performante rispetto alla diretta concorrenza. Stiamo ovviamente parlando del modello di Western Digital Raptor WD360, dotato di 8MB di cache e regime di rotazione di ben 10.000 giri, prima assoluta in ambito non-SCSI. Dall'altra parte troviamo case come Maxtor che hanno preferito puntare alla capienza del dispositivo, trascurando un po' le prestazioni.

Questo articolo si prefigge di studiare i pro ed i contro dei due modelli, comparando i risultati anche con quelli ottenuti dal disco Seagate Barracuda SATA V testato precedentemente, per avere una panoramica dei dischi Serial ATA attualmente reperibili sul mercato.



Segue : Caratteristiche tecniche Pagina successiva
Pagina 1:Introduzione
Pagina 2:Caratteristiche tecniche
Pagina 3:Postazione di test e metodologia
Pagina 4:Risultati test WinBench
Pagina 5:I/Ometer test
Pagina 6:Conclusioni

 
 
 

SOCIAL BOX

Consiglia Hardware Upgrade su Google