Misurazioni a basso livello
Al fine di valutare in modo oggettivo le
prestazioni del masterizzatore, quali tempo di accesso, velocità in lettura e
scrittura ecc., si è scelto di utilizzare sempre, per questa e per le future
prove, una postazione presente nel nostro laboratorio configurata come segue:
- Processore Pentium III 700E
- 128 Mb ram PC133
- motherboard Chaintech CT 6OJV2 socket 370
- Hard disk di boot IBM Deskstar DJNA 371350 13
Gb.
- Chipset Intel 815E
- Sistema Operativo Windows Millenium Edition,
Windows 2000, Windows XP.
Per quanto riguarda il test si è scelto di
utilizzare i benchmark Ziff Davis CD Winbench 99.
I masterizzatori EIDE sono stati collegati come
master sul canale secondario.
Il sistema è stato riavviato ad ogni test,
eseguito per tre volte, indicando come valore di ogni singolo parametro la media
dei tre riscontrati. In caso di valori esageratamente diversi tra un test e
l'altro (eventualità molto rara) si è deciso di rifare completamente il set
completo dei tre test, per minimizzare il più possibile eventuali errori di
interpretazione o di eventi anomali.

Abbiamo eseguito i test di misurazione del
transfer rate utilizzando l'interfaccia USB 2.0, ritenendo superfluo condurre
test con interfaccia USB 1.1. Questo perché dalle esperienze passate non ci si
può aspettare nessuna sorpresa: le velocità di scrittura e lettura sono
drasticamente limitate dalla porta.
Il collo di bottiglia costituito
dall'interfaccia USB 1.1 risulta evidente, in quanto il transfer rate non riesce
ad andare oltre al MB al secondo utilizzando questa interfaccia. Il tutto si
traduce in un misero 4X in scrittura CD-R e CD-RW e 6X in lettura, con ogni
dispositivo.
Il masterizzatore Iomega testato in precedenza è a tutti gli effetti
un dispositivo interno adattato con uno chassis in modo da renderlo esterno. Gli
ingombri sono decisamente più elevati, così come sono diverse le meccaniche e
le funzionalità disponibili. Yamaha ha puntato su un dispositivo decisamente
meno ingombrante, di conseguenza la meccanica utilizzata è più simile a quelle
dei dispositivi slim, meno performante ma molto più contenuta in termini di
spazio.
Il modello di LiteOn utilizza una meccanica da
masterizzatore interno "riadattata" per essere ospitata in questo
particolare alloggiamento. Le prestazioni, di tutto rispetto, sono infatti
quelle tipiche di un masterizzatore interno 40X.

Nella misurazione dei tempi di accesso ai dati i
risultati ottenuti dal masterizzatore LiteOn sono ottimi, molto vicini a quanto
dichiarato ed insoliti per un dispositivo di questo tipo.

La percentuale di occupazione del processore ci indica la
quantità di risorse utilizzate dal dispositivo per il proprio funzionamento; più
è basso questo valore, meno saranno le risorse di sistema necessarie al
funzionamento del dispositivo stesso. I valori del dispositivo in prova
risultano decisamente più alti rispetto a quelli dei normali dispositivi EIDE:
l'interfaccia utilizzata richiede più risorse al sistema per la gestione dei
flussi di dati. I valori comunque non sono preoccupanti, anche se doppi rispetto
ai cugini EIDE.
Il dispositivo dispone di un sistema di protezione dal buffer
underrun error, indicato come "Smart Burn";
non dovremo quindi preoccuparci degli eventuali cali di prestazioni del sistema
per effettuare un processo di masterizzazione in modo corretto.
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