Intel Optane 3D XPoint: né SSD né RAM, il futuro sarà (quasi) senza transistor?

Intel Optane 3D XPoint: né SSD né RAM, il futuro sarà (quasi) senza transistor?

Annunciata l'anno scorso, la tecnologia Intel Optane - nome commerciale della 3D XPoint - si appresta a fare la sua apparizione nei prossimi mesi, con un carico di novità potenzialmente rivoluzionario per il lungo periodo. Cerchiamo di capire brevemente di cosa si tratta, e perché potrebbe cambiare molto nel mondo dello storage.

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Storage
IntelMicron
 

Non tutte le memorie sono uguali

Da decenni siamo abituati a considerare i nostri dispositivi - computer, tablet o smartphone che siano - come costituiti da elementi tutto sommato ben definiti: processore, RAM, hard disk / SSD, uno schermo e componentistica accessoria. Spesso, parlando magari con l'amico che chiede consiglio, ci si ritrova a spiegare sommariamente le differenze fra i due tipi di memoria, quella di sistema e quella di massa, ognuna con un compito ben preciso e da non confondere assolutamente fra loro. Ecco, oggi ci sono i margini per pensare che in futuro potrebbe esistere un solo tipo di memoria, sebbene non certo a breve. Le basi sono state poste da Intel e Micron, che hanno annunciato l'anno scorso un nuovo tipo di memorie  basate sulla tecnologia 3D Xpoint, nome commerciale Intel Optane.

E se in futuro esistesse un solo tipo di memoria che svolga i compiti di RAM e SSD?

Studi che durano da più di dieci anni, in cui le due aziende hanno fatto convergere tutta la loro esperienza del settore; i tempi sono maturi ora per l'esordio commerciale di questi prodotti, attesi per fine 2016, inizi 2017. Per capire di cosa si tratta faremo salti temporali avanti e indietro nel tempo. Le memorie flash - quelle degli SSD e delle chivette USB così come altri dispositivi simili - nascono nel 1983 grazie alle intuizioni e alla dedizione dello scienziato giapponese Fujio Masuoka, i cui sforzi sono poi culminati l'anno successivo con la commercializzazione del primo chip da parte di Toshiba, azienda per cui lavorava a quei tempi (ora è un affermato docente universitario). A lui il merito non solo di aver intuito l'importanza di avere memorie che potessero mantenere l'informazione anche se private dell'alimentazione, ma anche il modo per raggiungere tale scopo.

Trovare un'origine per le memorie RAM per come le intendiamo oggi - o almeno per antenati simili ed estremamente rudimentali - è molto più complesso, ma si va alla fine del 1940, inizi 1950. Memorie definite volatili, differenti da quelle flash, che perdono l'informazione togliendo l'alimentazione. Di contro sono memorie estremamente più rapide,  ma anche costose da produrre. Ora facciamo un salto avanti nel tempo, per capire come Intel e Micron vedono il futuro, e lo facciamo con un'immagine:


Nota: Intel Octane è il nome commerciale della tecnologia 3D XPoint

Poche parole e semplici: in futuro potrebbe svanire la necessità di produrre tipologie di memoria diverse per scopi diversi, adottandone una sola adatta a tutto. Usiamo il condizionale con un motivo ben preciso: si tratta di speculazioni sul futuro che sottointendono evoluzioni tecnologiche non ancora avvenute, ma le basi ad un futuro del genere sono state già poste. Ci si arriverà per gradi. Gli appassionati avranno già capito che per ottenere un risultato del genere devono cambiare moltissime cose a livello di progettazione rispetto a quanto siamo abituati a vedere oggi. Diamo quindi uno sguardo alla tecnologia 3D XPoint, su cui tutto si basa.

 
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