Iomega SSD Flash, 64GB con connessione USB 3.0

Iomega SSD Flash, 64GB con connessione USB 3.0

Nell'analisi tecnica di oggi andremo a scoprire Iomega SSD Flash, un hard disk esterno con memoria NAND e caratterizzato dalla presenza della nuova interfaccia USB 3.0. Una soluzione capace di garantire prestazioni pari a uelle di un normale disco di sistema, con evidenti vantaggi in termini di utilizzo

di Gabriele Burgazzi pubblicato il nel canale Storage
 

Considerazioni finali

Le periferiche di archiviazione con connessione USB 3.0 diverranno, nel corso dei prossimi mesi, sempre di più e cresceranno in relazione alla diffusione del nuovo standard di collegamento sui sistemi. Nel frattempo, in alternativa, una delle possibilità è quella di poter optare per l'acquisto di una modulo di terze parti che consenta di aggiungere al proprio PC, portatile o desktop che sia, alcune porte USB 3.0. Nel corso della nostra prova ci siamo affidati proprio ad una soluzione sviluppata da Iomega , USB 3.0 ExpressCard adapter: commercializzata con un costo di 44,90 euro iva inclusa, questo adattatore permette di poter sfruttare i vantaggi della nuova connessione anche con sistemi non dotati in modo nativo di tale interfaccia. Il prezzo di acquisto, che rientra nella media, risulta piuttosto bilanciato, anche in virtù dei vantaggi che è in grado di garantire.

Il funzionamento non è però esente da pecche. Come abbiamo avuto modo di evidenziare nelle pagine precedenti, infatti, il livello prestazionale che l'adattatore è capace di garantire, risulta comunque inferiore rispetto ad una soluzione con controller integrato, ma non solo e la foto seguire può spiegare di quale altro si tratta:

L'adattatore non è infatti in grado di fornire una corretta tensione per alimentare l'unità SSD Flash di Iomega collegata: è pertanto necessario impiegare un secondo cavo, collegato ad una presa di alimentazione sviluppata ad hoc sul lato dell'adattatore, per ovviare a tale problema. La risultante è, come possibile osservare dalla foto sopra proposta, un discreto groviglio di cavi.

L'unità SSD Flash di Iomega è invece commercializzata, nella versione da 64GB ad un prezzo di 219 euro. Si tratta di un prezzo in linea con le proposte della concorrenza: un costo ancora troppo elevato per essere considerato alla portata di tutti. Per 250 euro circa, comunque, si ha la possibilità di avere a disposizione un adattatore ed un disco esterno da 64GB che consentono di avere prestazioni del tutto simili, se non superiori ad un disco di sistema: questa funzione potrebbe risultare determinante per particolari scenari di impiego, soprattutto legati al mondo professionale.

Come abbiamo evidenziato durante i nostri test, la proposta di Iomega è capace di offrire diretti vantaggi in molteplici scenari di impiego, dal trasferimento dei file al più pratico impiego come disco "da lavoro". Il suo design compatto lo rende estremamente portatile e resistente e permette, se abbinato ad una connessione USB 3.0 di poter lavorare direttamente su file, anche di grandi dimensioni, che risiedano direttamente sulla periferica senza incorrere in problemi prestazionali: questo è lo scenario di impiego per cui SSD Flash di Iomega risulta particolarmente adatto.

26 Commenti
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avvelenato29 Dicembre 2010, 15:04 #1
ma che casino con quei cavi!
non capisco il sistema: la scheda usb 3.0 ha bisogno di alimentazione aggiuntiva e la prende da una porta usb 2.0, alla quale si aggancia tramite un plug a T;
a sua volta il disco, come il 99% dei dischi, è fornito di un cavo a y la cui appendice secondaria serve a fornire un supplettivo di alimentazione qualora la fonte primaria deficitasse in tal senso; ma perché attaccare l'appendice del cavo a y sulla femmina del plug a T?
Mi pare che sia kirchoff a insegnare che la corrente complessiva sui n rami che insistono su un nodo è costante: ergo se attacchi il cavetto del disco togli alimentazione alla scheda!
sec me è stata fatta una p-ata da parte dei redattori...
deepdark29 Dicembre 2010, 15:07 #2
Con quei soldi mi prendo un SSD da 120gb e un box con USB 3.0.
Inoltre sempre con quei soldi mi posso prendere una pendrive SSD da 64gb sempre USB 3.0.
In altre parole, hw completamente fuori mercato.
PhoEniX-VooDoo29 Dicembre 2010, 15:13 #3
ma cos'e sta roba? ma per favore..
dav1deser29 Dicembre 2010, 15:41 #4
Originariamente inviato da: Gabriele Burgazzi
In precedenza avevamo recensito sia Enyo di OCZ, sia l'HyperX Max di Kingston, rispettivamente a questo e questo indirizzo


Mancano i link

Comunque davvero bassi i risultati rispetto ai valori teorici dello stesso disco collegato direttamente in Sata 6GB/s. E' più o meno sempre questo il calo che si ha o Iomega ha usato una scheda Sata 6GB/s->USB3.0 un po' scarsa?
al13529 Dicembre 2010, 15:44 #5
ho collegato l'alimentazione del disco alla corrente, attaccando l'usb3 alla pcmcia del portatile collegata in parallelo allo soppiatore triplo del pata del portatile che è collegato alla lavatrice e accendendo il divano mi è esploso lo scaldabagno.
PhoEniX-VooDoo29 Dicembre 2010, 15:45 #6
Originariamente inviato da: dav1deser
Mancano i link

Comunque davvero bassi i risultati rispetto ai valori teorici dello stesso disco collegato direttamente in Sata 6GB/s. E' più o meno sempre questo il calo che si ha o Iomega ha usato una scheda Sata 6GB/s->USB3.0 un po' scarsa?


OT: complimenti per aver messo come avatar una delle creature piu orripilanti e schifose che il cinema abbia partorito
supertigrotto29 Dicembre 2010, 15:45 #7

correggetemi se sbaglio

ma mi puzza di vecchio ssd riciclato in memoria di massa esterna,tanto per svuotare i magazzini dalla roba vecchia.....
marchigiano29 Dicembre 2010, 15:49 #8
Originariamente inviato da: avvelenato
ma che casino con quei cavi!
non capisco il sistema: la scheda usb 3.0 ha bisogno di alimentazione aggiuntiva e la prende da una porta usb 2.0, alla quale si aggancia tramite un plug a T;
a sua volta il disco, come il 99% dei dischi, è fornito di un cavo a y la cui appendice secondaria serve a fornire un supplettivo di alimentazione qualora la fonte primaria deficitasse in tal senso; ma perché attaccare l'appendice del cavo a y sulla femmina del plug a T?
Mi pare che sia kirchoff a insegnare che la corrente complessiva sui n rami che insistono su un nodo è costante: ergo se attacchi il cavetto del disco togli alimentazione alla scheda!
sec me è stata fatta una p-ata da parte dei redattori...


una porta usb2 fornisce minimo 500mA, bastano e avanzano per SSD e adattatore pcie
dav1deser29 Dicembre 2010, 16:03 #9
Originariamente inviato da: supertigrotto
ma mi puzza di vecchio ssd riciclato in memoria di massa esterna,tanto per svuotare i magazzini dalla roba vecchia.....


Se non sbaglio il RealSSD che c'è all'interno è l'unico (o quasi) che utilizzi il Sata6GB/s e le prestazioni (se collegato via Sata6GB/s) non sono affatto basse: 60 000 IOPs in lettura random e 50 000 in scrittura...

Originariamente inviato da: PhoEniX-VooDoo
OT: complimenti per aver messo come avatar una delle creature piu orripilanti e schifose che il cinema abbia partorito


Grazie Forse l'ho messo perchè un po' mi somiglia ...
avvelenato29 Dicembre 2010, 16:18 #10
Originariamente inviato da: marchigiano
una porta usb2 fornisce minimo 500mA, bastano e avanzano per SSD e adattatore pcie


a parte che non è così da quanto asserisce l'articolista; ma anche se fosse, la questione è un'altra:
se da una porta possono essere cacate fuori massimo 500mA, collegandoci due cavi si ciapano cadauno 250mA. Poi uno dei due cavi lo colleghi al disco, e l'altro alla pcie usb 3.0 (che a sua volta porta l'alimentazione al disco). Risultato, il disco si becca 500mA.
tanto vale a questo punto utilizzare solo uno dei due cavi no?

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