Introduzione

L'avvento della rivoluzione digitale, concretizzatasi in ogni ambito della
nostra vita, sia essa lavorativa e non, ha avuto una conseguenza diretta
probabilmente sottostimata dalla maggior parte degli utilizzatori. Stiamo
parlando dell'archiviazione dei dati, in un mondo che ci mette nella facilissima
condizione di creare immagini, video e documenti praticamente senza limiti.
L'approccio di creazione del contenuto digitale è amplificato anche
nell'ambito aziendale, che va ad affiancarsi alla gran mole di carta prodotta.
E' ovvia conseguenza pensare che, se fra le mura domestiche il contributo in
termini di contenuti è limitato a pochissime persone, nell'ambito aziendale le
cose non possono che peggiorare, mettendo gli amministratori di sistema nelle
condizioni di dover archiviare tali dati e renderli disponibili sia nel lavoro
ordinario, sia in caso di recupero in seguito a problemi di varia natura.
Non solo: se nell'ambito casalingo è il buonsenso a imporre la necessità di
un backup, in quello aziendale diventa un obbligo imposto per legge, motivo per
cui all'importanza del backup di somma la sua indispensabilità, pena la perdita
non quantificabile di tempo e denaro e noie con la giustizia in caso di
controlli.
Il fiorire di soluzioni di archiviazione più complesse del normale hard disk
esterno trova terreno fertile sia in ambito casalingo, sia aziendale. Che siano
le foto e i filmati dei figli o importanti documenti aziendali poco importa: chi
ha a che fare con un PC per lavoro o per svago si trova oggi nella condizione di
dover contare su un backup dati centralizzato, anche in virtù del fatto che
anche fra le mura domestiche è oggi probabile trovare un PC per ogni persona o
poco meno.
Sono diverse le soluzioni presenti sul mercato che possono incontrare questo
tipo di domanda. Due di queste, differenti per DNA ma simili per finalità, sono
i modelli Buffalo TeraStation TS-XL/R5 e QNAP TS 639 Pro, che andremo ad
analizzare nella pagine seguenti. |