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Decreto Bondi, una tassa sulle ipotesi di utilizzo

Decreto Bondi, una tassa sulle ipotesi di utilizzo

Editoriale di Alessandro Bordin pubblicato il 20 Gennaio 2010 nel canale Storage
“Grande fermento in rete per il decreto Bondi, che va a rafforzare la cosiddetta "tassa dell'equo compenso", ovvero un surplus da pagare per compensare i mancati guadagni della SIAE a causa della pirateria. Abbiamo analizzato il decreto e le reazioni delle parti in causa, per capire davvero quanto ci costerà.”
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Il decreto Bondi

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Citando letteralmente una parte del Decreto, si dice che "è stabilita la determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi". Nell'articolo 2 arriviamo al punto cruciale, perché si parla di "misure del compenso per copia privata". La copia privata è, per definizione, una copia di un "originale fonografico" già posseduto da una singola persona, che potrà essere usata legalmente anche senza il bollino SIAE, per intenderci. Tradotto in parole più semplici: se possediamo un CD o un DVD originale possiamo farci una copia. Il Decreto, nell'articolo 2, stabilisce in modo forfettario quanto pagare per il diritto ad utilizzare tale copia ("compenso per copia privata"), allegando un tariffario che andremo ad osservare nei punti più interessanti.

Di fatto, quindi, andremo a pagare su tutti i supporti una compensazione dovuta alla SIAE. Poiché con questi argomenti è bene dare il giusto peso alle parole, cerchiamo di capire cosa intende il decreto per "supporto". Lo definisce al punto f) dell'Articolo 1:

"Supporto: supporto ottico, magnetico o digitale, idoneo alla registrazione di fonogrammi o videogrammi, ivi incluse le memorie o hard disk. Si intende per memoria o hard disk qualsiasi dispositivo fisso o trasferibile che consenta la registrazione, la conservazione e la rilettura dei dati. Per memorie fisse si intendono quelle stabilmente residenti in uno dei dispositivi previsti dall'articolo 2 lettere r), s), t), u), v), w), x) del presente Allegato. Per memorie trasferibili si intendono quelle previste all'articolo 2 lettere o), p), q) del presente Allegato".

Viene definito memoria o hard disk qualsiasi dispositivo che consenta la registrazione, la conservazione o la rilettura dati (tutti i dispositivi noti, in pratica, compresi di dischi SAS per server, che poco o nulla hanno a che fare con la copia privata). Per comodità, riassumiamo cosa intende il Decreto per memorie fisse, copiando le voci citate:

Memorie fisse:

r) memoria o hard disk integrato in un apparecchio multimediale audio e video portatile e altri dispositivi analoghi

s) memoria o hard disk integrato in un lettore portatile Mp3 e analoghi o altro dispositivo Hi-Fi

t) hard disk esterno multimediale con uscita audio/video per la riproduzione dei contenuti su apparecchio TV o Hi-Fi

u) hard disk esterno multimediale con entrata audio/video per la registrazione di contenuti e uscite per la riproduzione dei contenuti su apparecchio TV o Hi-Fi.

v) memoria o hard disk integrato in un videoregistratore, decoder di qualsiasi tipo satellitare, terrestre o via cavo ed apparecchiature similai, apparecchio TV

w) memoria o hard disk integrato in un dispostivo avente primaria funzione di comunicazione e dotato di funzione di registrazione e riproduzione multimediale audio video.

x) memoria o hard disk integrato in altri dispositivi non inclusi nelle precedenti lettere con funzione di registrazione e riproduzione di contenuti audio o video

Memorie trasferibili

o) memorie trasferibili o removibili

p) chiavette USB/USB stick

q) hard disk esterno

Di fatto dunque, ogni supporto fisico, sia esso interno, esterno, estraibile, trasportabile o fisicamente saldato, è soggetto a compenso per copia privata.


Segue : Quanto ci costa? Pagina successiva
Pagina 1:Una questione semantica
Pagina 2:Il decreto Bondi
Pagina 3:Quanto ci costa?
Pagina 4:Quanto ci costa? - Parte 2
Pagina 5:Quanto ci costa? - Parte 3
Pagina 6:Alcune reazioni e commenti
Pagina 7:Il punto della situazione
 
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