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Kingston, factory tour e futuro del settore memorie

Kingston, factory tour e futuro del settore memorie

Report di Alessandro Bordin pubblicato il 27 Novembre 2009 nel canale Storage
“Fountain Valley per i pignoli, Los Angeles per molti: è questo lo scenario del nostro factory tour, in quella California che ha visto John Tu e David Sun creare da zero Kingston, una delle aziende più floride nel panorama memorie. Immagini e considerazioni su un mondo che ha ancora molto da dire.”
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Uno sguardo alle catene produttive

Dopo aver indossato un camice bianco, sempre sotto controllo visivo del personale addetto, abbiamo iniziato il nostro breve tour fra le catene produttive, momento di interesse sia per chi scrive che per gli appassionati di tecnologia. Si tratta di momenti in cui le componenti,  di cui si parla comunemente sulle nostre pagine, assumono una concretezza molto più sentita, in quando si può osservare il processo di produzione nella sua interezza.

 


fig. 1

 Le linee osservate ci hanno permesso di seguire l'intero processo di produzione di banchi memoria, dal PCB semplice (fig. 1) al confezionamento. La tecnica utilizzata in queste linee è la SMT, Surface Mount Technology, che si differenzia dalla tecnica classica in quanto l'assemblaggio non richiede fori sul circuito stampato, essendo i chip applicati attraverso incollaggio o saldatura a freddo in genere.


fig. 2

All'interno di un macchinario di produzione Fuji avviene il posizionamento dei chip sul PCB, operato ad una velocità impressionante e monitorato da una serie di telecamere studiate per interrompere l'operazione in caso di anomalie. Si tratta di fatto del solo posizionamento dei chip, in quanto al fissaggio vero e proprio provvede una terza macchina, che scalda i PCB inseriti fino ad una data temperatura. Da notare che il PCB è di fatto costituito da 7 banchi memoria non ancora tagliati (fig. 2).


fig. 3

E' tempo per il primo di una lunga serie di controlli. Una macchina a raggi X (fig. 3), che permette di analizzare imperfezioni non rilevate dalle videocamere, si fa carico di scendere ad un dettaglio paragonabile a quello di un microscopio ottico 1200X circa, alla ricerca di micro-fratture, falsi contatti e via dicendo.


fig. 4


fig. 5

Passato questo primo test, è ora di etichettare i banchi memoria (fig. 4) con le caratteristiche e di tagliare i moduli stessi (fig. 5) per renderli così come li conosciamo. Si tratta di operazioni svolte in modo completamente automatico, utilizzando apparecchiature anche in questo caso monitorate da telecamere ad alta definizione.


Segue : Uno sguardo alle catene produttive - parte 2 Pagina successiva
Pagina 1:Introduzione
Pagina 2:Le linee di prodotto
Pagina 3:Uno sguardo alle catene produttive
Pagina 4:Uno sguardo alle catene produttive - parte 2
Pagina 5:Controllo qualità
Pagina 6:SSD, la produzione e i piani per il futuro
Pagina 7:Il futuro?
 
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