Tempi di boot e PCMark05
I test fino ad ora riportati sono stati effettuati utilizzando i dischi come
aggiuntivi e non di sistema. Iometer non permette di eseguire test su dischi di
sistema in quanto distruttivi per il contenuto, così come ATTO Benchmark.
Abbiamo quindi provveduto ad effettuare una copia speculare del sistema
operativo su ognuno dei dischi, con l'intento di avere dei dati confrontabili
fra le unità ed evidenziarne le differenze, almeno in un paio di ambiti.
Uno di questi è il tempo di avvio. Sebbene siamo consci che il tempo di avvio
possa essere tutto sommato trascurabile (non credo che fra voi ci sia chi passa
la giornata esclusivamente a riavviare la macchina), questo può essere preso
come riferimento per motivi indirettamente collegabili. L'avvio è un'operazione
decisamente gravosa per il sistema, in virtù dei numerosi GB che il sistema deve
richiamare, leggere e anche scrivere. Può essere quindi un buon indicatore per
avere il polso del comportamento delle diverse unità, alle prese con uno scambio
dati di certo non indifferente.

La misurazione del tempo di boot è stata effettuata a partire dal momento in
cui fa la sua comparsa la schermata del BIOS boot screen (quella in cui
compaiono le scritte su schermo nero con dati processore e memoria, per
intenderci), e non dalla pressione del tasto di accensione, per eliminare dalla
comparazione i primi secondi di avvio, uguali per tutti indipendentemente dal
disco utilizzato. Come riferimento per lo stop del cronometro abbiamo creato un
file di testo vuoto, posto in esecuzione automatica e caricato di conseguenza
alla fine del boot. In realtà Windows Vista continua a caricare altro anche dopo
questo momento, ma abbiamo ritenuto opportuno, e per praticità, prendere questo
riferimento in quanto testimonia l'effettiva operatività della macchina.
Come da attese, i Solid State Drive hanno fatto segnare i tempi migliori,
sebbene l'unità tradizionale da 3,5 pollici non sia poi così distante, in
ritardo solo di qualche secondo. Decisamente indietro invece l'unità da 2,5
pollici, alla quale occorrono quasi 40 secondi per avviarsi.

Per aggiungere un altro dato abbiamo effettuato un test con PCMark05,
utilizzando i dischi sia vuoti, affiancati a quello di sistema, sia come dischi
di sistema stessi. Il motivo è semplice: avere qualche indicazione
sull'influenza della presenza di dati sul disco, ed ordinando i dati proprio
dando la precedenza alle unità con il sistema operativo installato. Ad ottenere
il dato migliore sono state le unità Intel e OCZ rispettivamente, seguite da
Kingston. Davvero distanti le unità tradizionali, fra le quali esistono
differenze molto marcate fra l'unità da 3,5 pollici a 7200 giri e quella da 2,5
pollici da 5400 giri.
Kingston invece nella prova a dischi vuoti ha primeggiato, forse grazie
all'estrema gioventù dell'unità. Il disco Intel è infatti stato usato molte
volte per test e comparative, così come quello di OCZ. Non è un segreto che, con
l'andar del tempo, le unità SSD siano soggette a cali di prestazioni più o meno
marcati a seconda dell'utilizzo e del controller. |