Introduzione

Già da diverso tempo si sente parlare di Solid State Drive, specie in
riferimento ad unità da 2,5 pollici destinate al mondo dei PC portatili.
Hardware Upgrade, attraverso il canale news, ha più volte segnalato la
presentazione di nuove unità, realizzate quasi esclusivamente dai produttori
storici di memorie per PC. Un Solid State Drive, infatti, altro non è che un
agglomerato di chip memoria raggruppati in un form factor in tutto e per tutto
identico a quello del disco tradizionale di riferimento, realizzato per
integrarsi perfettamente nel design dei PC portatili senza stravolgere nulla.
Si è molto parlato dei vantaggi e della superiorità dei Solid State Drive
rispetto ai dischi tradizionali, praticamente in ogni aspetto fuorché capienza e
prezzo. E' stata nostra premura però puntualizzare come esistano SSD e SSD, le
cui differenze fra un modello ed un altro possono essere decisamente marcate, a
seconda del chip memoria utilizzato. Esistono infatti chip memoria in grado di
offrire transfer rate superiori ai 100 MB al secondo, ed altri con prestazioni
inferiori anche di 50 volte.
Esistono infatti i chip SLC, Single
Level Cell, più performanti ma costosi, così come
quelli definiti MLC, Multi
Level Cell, più economici ma anche più lenti.
All'interno delle singole tipologie, inoltre, si possono trovare enormi
differenze prestazionali, andando a complicare la vita di chi ha deciso di fare
chiarezza sull'argomento.
E' il produttore a decidere cosa utilizzare, e realizzare di conseguenza uno
o una serie di SSD con chip memoria con determinate caratteristiche e prezzi. E'
il motivo per cui, a parità di capienza, si possono trovare in listino SSD
"abbordabili" ed altri apparentemente proibitivi. In questa recensione metteremo
a confronto le prestazioni di un SSD di fascia alta, marchiato G.Skill, con uno
dal prezzo più accessibile facente parte dell'offerta Super Talent MasterDrive
serie MX, il tutto a confronto con uno dei dischi più recenti di casa Seagate,
Momentus 5400.5 320GB.
Passiamo dunque alla descrizione dei dischi in esame, partendo dai modelli
SSD per poi passare a quello di Seagate, realizzato utilizzando piatti rotanti
con la tecnolgia che indicheremo nel corso della recensione come "tradizionale". |