Introduzione

Il passaggio graduale che sta avvenendo da sistemi SCSI a quelli SAS (Serial Attached
SCSI) si concretizza in sempre più prodotti studiati per questo "nuovo"
standard. Se da una parte infatti è impegnativo parlare di novità, riferendoci ad uno
standard annunciato e presente da anni, è pur vero che il mercato è ormai invaso da
prodotti di questa fascia di utilizzo, siano essi dischi rigidi oppure controller.
Vi sono stati diversi periodi in cui anche il settore di fascia alta dei dischi desktop
veniva equipaggiato con dischi SCSI, considerati già allora e a ragione come più
affidabili e performanti. Lo scenario negli anni è molto cambiato. Il progresso
tecnologico ha portato a dischi rigidi EIDE sempre più performanti, tanto da indurre le
case ad abbandonare l'utilizzo di periferiche SCSI in soluzioni casalinghe salvo casi
davvero eccezionali.
Occorre in ogni caso fare una precisazione: il divario fra i mondi EIDE/SerialATA e
SCSI esiste ancora ed è notevole, ma le prestazioni raggiunte dai dischi rigidi desktop
da 3,5 pollici sono ormai a livelli più che sufficienti a coprire le maggiori esigenze
dell'utente medio. Adottare un disco SCSI/SAS potrebbe risultare davvero eccessivo per un
sistema casalingo, anche sotto il non trascurabile profilo economico.
Se a questo si aggiunge la presenza nei listini di dischi SerialATA da 10.000 giri,
prodotti da Western Digital, appare chiaro come anche buona parte della clinetela
casalinga esigente possa trovare in ogni caso motivi di soddisfazione senza ricorrere ai
dischi SAS. Con questo articolo, come anticipato, ci proponiamo di analizzare le
caratteristiche di un controller SAS di recente concezione (indispensabile per connettere
al proprio PC uno o più dischi SCSI), ma anche i livelli prestazionali raggiungibili
utilizzando 4 dischi SAS da 15.000 giri alminuto ad esso connessi.
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