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La nuova famiglia Barracuda 7200.10 da 3,5 pollici è accomunata dal regime di rotazione di 7200 giri e da una memoria cache variabile fra gli 8 ed i 16 MB. Si può notare, per il modello da 250 GB, una disponibilità di ben 3 interfacce: Parallel ATA, SerialATA 3Gb/s NCQ e SerialATA 1,5Gb/s NCQ. La scelta di proporre due versioni SerialATA compatibili con le specifiche 3 Gb/s e 1,5 Gb/s appare quantomeno discutibile, costringendo l'utente a scegliere molto attentamente il modello da acquistare.
Anche se vale la considerazione che ben poco cambi a livello di prestazioni fra una e l'altra versione, è anche vero che potendo scegliere è buona cosa preferire la soluzione sulla carta più performante. Davvero di difficile interpretazione quindi la scelta di Seagate di proporre due versioni diversificate solo per il transfer rate massimo teorico raggiunto, se non per evitare molto probabilmente incompatibilità a livello di particicolari chipset e configurazioni.
Il modello di punta da 750 GB sfrutta ben 4 piatti e 8 testine, raggiungendo quindi una capacità non formattata di 187,5 GB per piatto; scendendo troviamo modelli da 500, 400, 320 250 e 200 GB, con un numero variabile di piatti e testine utilizzati per raggiungere le capienze indicate. Risulta infatti molto variabile anche la capienza per piatto a seconda del modello, a riprova che è possibile non solo sfruttare un solo lato del piatto, ma anche solo una sola porzione di faccia.
Facendo due conti infatti si può notare come il modello da 500 GB, sfruttando 3 piatti e 6 testine, faccia scendere a 166GB per piatto la media, contro i 187,5 GB del modello di punta. Il valore medio per piatto scende inoltre rovinosamente a 100 GB nel caso del modello da 200 GB, un modello quindi in cui i due piatti sono di fatto ben poco sfruttati. Il motivo che porta a sfruttare più o meno le potenzialità dei piatti è presto detto: raggiungere quelle "cifre tonde" per le capienze che il mercato richiede.

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