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Western Digital WD740GD Raptor SATA 10.000 giri
Alessandro Bordin - 22 Dicembre 2003
"A poca distanza temporale dalla presentazione della prima generazione di Raptor, Western Digital rilancia con una nuova generazione più performante e più capiente, per insidiare il settore SCSI 10.000 giri"
Pagina 1 - Introduzione

Raramente si assiste ad una vera e propria rivoluzione in un settore consolidato come quello dello storage, uno dei più immobili nel frenetico mondo dell'hardware informatico. Se infatti processori e chip video ci hanno abituati ad assistere a vere e proprie rivoluzioni anche a distanza di pochi mesi una dall'altra, questo non si può certo dire degli hard disk. Il SerialATA ha portato una ventata di ottimismo nonostante il notevole ritardo nella standardizzazione dell'interfaccia; solo una casa, attualmente, ha pensato bene di sfruttare il momento per proporre qualcosa di davvero innovativo.

Ovviamente stiamo parlando di Western Digital con i dischi Raptor. Nati con il preciso intento di fare concorrenza ai dischi SCSI da 10.000 giri, uniscono caratteristiche tipiche del mondo SCSI con la comodità di non dover ricorrere ad un costoso controller per poterli utilizzare.

I dischi Raptor sono unità SerialATA uniche nel loro genere, grazie a prestazioni superiori attribuibili principalmente al regime di rotazione di ben 10.000 giri e a soluzioni mirate che analizzeremo in seguito. Obiettivo della nostra recensione sarà quello di verificare le effettive prestazioni dell'unità, messa a confronto con il disco di prima generazione WD360GD e ovviamente con gli altri dischi precedentemente testati.

Pagina 2 - Caratteristiche

Ricordiamo che l'unità Raptor appartiene alla macrocategoria di dischi SerialATA, contraddistinta però dal regime di rotazione di 10.000 giri, caratteristica che lo rende unico rappresentante di questa nicchia.

L'unità WD740GD per il momento affianca il modello WD360GD Raptor, dal quale differisce non solo per la capacità, passata da 36,7 a 74GB, ma anche per alcune migliorie a livello meccanico e di gestione logica.

Western Digital dichiara di aver migliorato le prestazioni del Raptor con incrementi di picco di circa il 30%, grazie ad interventi nella meccanica e nell'elettronica di gestione; Un'affermazione decisamente forte, che avremo modo di confermare o smentire nel corso di questa prova.

In primo luogo la tecnologia Ultra/150 Command Queuing, che permette di gestire al meglio le informazioni fra cache e sistema con vantaggi prestazionali notevoli in ambito server. Inoltre il nuovo disco si avvale della tecnologia RAFF (Rotary Accelerometer Feed Forward) in grado di assicurare prestazioni elevate anche in caso di forti vibrazioni, grazie alla capacità di compensazione variabile dei servomeccanismi.

Rivisto anche il rotore FDB, Fluid Dynamic Bearing, più silenzioso in seguito ad alcune lamentele dell'utenza del modello WD360GD.

Esteticamente il disco di Wetern Digital si presenta come il Raptor WD360GD, con alettature per aumentare la superficie metallica a contatto con l'aria, al fine di raffreddare passivamente l'unità.

A differenza di alcune soluzioni della concorrenza, Western Digital ha deciso di mantenere il connettore Molex di alimentazione in aggiunta a quello specifico per periferiche SerialATA: a nostro avviso si tratta di una scelta giusta, in quanto non tutti gli alimentatori presenti anche in case recenti dispongono di connettore adatto.

La configurazione jumper mette a disposizione l'abilitazione o non del settaggio PM2. Questo settaggio attualmente è inutile, in quando servirà in futuro a configurare non meglio precisate funzioni. Lasciate il jumper così come lo trovate. Fonte: Western Digital.

Da sottolineare come Western Digital classifichi i propri dischi Raptor ESATA (Enterprise SerialATA), per sottolineare le differenze prestazionali che esistono rispetto alle comuni unità SATA.

Il progetto Raptor nasce dunque non tanto per innalzare il livello dei dischi SerialATA, attualmente dei classici EIDE cui è stata cambiata l'interfaccia, quanto per convincere il settore Enterprise a passare dai dischi SCSI a questi nuovi modelli che in pratica appartengono ad una nicchia tutta loro.

Gli indizi di tale politica sono evidenti: il prezzo dei dischi Raptor non sono di certo allineati con quelli di fascia desktop/consumer, ma sono inferiori a quelli SCSI.

Pagina 3 - Postazione di test - metodologia

La postazione di test è configurata come segue:

  • Processore Pentium IV 2.533 MHz (533MHz di bus)
  • 512 MB ram DDR 333 su due banchi
  • motherboard Intel D865GBF

  • Controller Promise SATA150 TX2plus


  • Hard disk di sistema Quantum Fireball KA 9,1 GB 
  • Chipset Intel 865G
  • Sistema Operativo Windows 2000 (service pack 3) e Windows XP (service pack 1)
  • Controller SCSI Adaptec 29160, Ultra Wide 160

Per quanto riguarda il test degli hard disk si è scelto di utilizzare i benchmark Ziff Davis Winbench 99 ed I/Ometer di Intel ( Version 2003.05.10).

Il sistema è stato riavviato ad ogni test, eseguito per tre volte per ogni modello, indicando come valore di ogni singolo parametro la media dei tre riscontrati. In caso di valori esageratamente diversi tra un test e l'altro (eventualità molto rara) si è deciso di rifare completamente il set completo dei tre test, per minimizzare il più possibile eventuali errori di interpretazione o di eventi anomali.

Pagina 4 - Risultati WinBench

I valori ottenuti nei test sono riferiti ai dischi più recentemente testati . E' stato utilizzato un controller Serial ATA Promise TX2 plus per collegare il disco, oltre all'utilizzo del controller integrato nella motherboard. I valori di riferimento sono indicati in colori diversi: arancione per il Raptor su controller PCI, rosso per Raptor su controller integrato. In giallo tenue i valori del Raptor 36,7 GB.

Appare subito evidente che il nuovo Raptor, in lettura sequenziale, distanzia nettamente il predecessore. Il valore è quasi del 30% superiore, come dichiarato da Western Digital. Abbastanza ridotte invece le prestazioni ottenute su controller PCI anche se di assoluto rispetto.

Ricordiamo comunque che questo test misura la velocità di lettura di dati posti in sequenza, evenienza quasi mai verificata nell'uso quotidiano. Sarebbe erroneo farsi guidare in un giudizio osservando esclusivamente questi risultati.

Il collo di bottiglia costituito dal controller PCI svanisce ovviamente nella misurazione del transfer rate a valori più bassi. Ottimo il valore ottenuto, abbondantemente superiore a 50.000KB al secondo.

Ecco un'altra differenza di una certa importanza fra il disco di Western Digital Raptor WD360GD e WD740GD. I tempi di accesso medio ai dati relativi all'unità Western Digital WD360GD Raptor, già ottimi, vengono ulteriormente migliorati dalla nuova unità, che si assesta su valori inferiori agli 8 millisecondi. Da notare come alcuni dischi SCSI da 10.000 giri ottengano risultati peggiori.

E' molto importante osservare il valore dei tempi di accesso, in quanto influiscono in maniera determinante sulle performances del disco e di conseguenza del sistema. Più è basso questo valore, meno tempo impiega la testina, mediamente, a spaziare da un settore all'altro. Qualsiasi sistema non ha dati posti in sequenza perfetta, risulta quindi evidente come la velocità di un sistema sia pesantemente condizionata dal disco che ospita il sistema operativo.

Nel test che permette di misurare la percentuale di occupazione del processore i modelli recensiti hanno ottenuto risultati tutto sommato simili.

Dopo aver analizzato i parametri a basso livello classici, cioè concernenti la meccanica ed elettronica "pura", passiamo ora ad osservare il comportamento in ambienti di lavoro usati quotidianamente, con l'aiuto dei benchmark che simulano situazioni "business" (programmi di videoscrittura, fogli di calcolo, database e riproduzione di files multimediali) e situazioni "high-end" (tipicamente professionali, programmi di editing audio/video, modellazione 3D ecc.), che impegnano maggiormente il PC e di conseguenza tutte le sue componenti.

 

Il dischi recensiti nell'arco della nostra prova hanno fatto segnare risultati molto elevati nei test WinBench. Ad onor del vero tendiamo a fidarci poco di queste misurazioni per quanto riguarda gli hard disk, che adottiamo per standard più che per convinzione.

Pagina 5 - Iometer test, rumorosità, temperatura

Trovate i dettagli relativi alle metodologie di test e alla configurazione del programma I/Ometer di Intel pubblicate a questa pagina.

Obiettivo del test I/Ometer è quello di analizzare il comportamento e le prestazioni degli hard disk in situazioni di carico di lavoro simulato, con diversi modelli di utilizzo. Questo per evidenziare in maniera univoca le prestazioni reali e mettere a confronto i risultati dei dischi testati.

 

These results were obtained using Iometer version 2003.05.10 beta, Copyright 1999 by Intel Corporation. Intel does not endorse any Iometer results.
Risultati ottenuti utilizzando Iometer versione 1999.10.20 beta, Copyright 1999 by Intel Corporation. Intel non sottoscrive in nessun modo i risultati ottenuti.

These results were obtained using Iometer version 2003.05.10 beta, Copyright 1999 by Intel Corporation. Intel does not endorse any Iometer results.
Risultati ottenuti utilizzando Iometer versione 1999.10.20 beta, Copyright 1999 by Intel Corporation. Intel non sottoscrive in nessun modo i risultati ottenuti.

These results were obtained using Iometer version 2003.05.10 beta, Copyright 1999 by Intel Corporation. Intel does not endorse any Iometer results.
Risultati ottenuti utilizzando Iometer versione 1999.10.20 beta, Copyright 1999 by Intel Corporation. Intel non sottoscrive in nessun modo i risultati ottenuti.

Di ben altra considerazione gode il test Iometer, in cui i modelli Raptor si sono distinti per gli ottimi risultati.

Il test Iometer di Intel, aggiornato alla versione 2003 in seguito a problemi incorsi con la vecchia release, consacra ulteriormente il nuovo modello Raptor come riferimento per il settore SerialATA. Il basso valore di tempi di accesso ed il regime di rotazione hanno influito positivamente sull'andamento del test, condotto anche in questo caso sia sul controller integrato che sul controller PCI Promise ATA150 TX2plus.

Il valore di ben 167 I/O medi al secondo, ottenuto con il disco collegato al controller integrato, pone il Raptor WD740GD quasi ai livelli di alcuni dischi SCSI 10.000 giri, come i Maxtor/Quantum Atlas 10KIII e IV (di prestazioni simili). Vero è che dischi SCSI 10.000 giri più recenti fanno meglio, ma il risultato è da considerarsi al di sopra delle attese. 

Rumorosità e Temperatura

Il discorso della rumorosità merita un approfondimento. Molte lamentele sono state sollevate da alcuni utenti home, che hanno scelto il WD360GD Raptor come disco di sistema. Western Digital, studiando questo disco, ha pensato ad utilizzi principalmente in server più che nei PC dell'utente casalingo. Appare dunque chiaro che gli studi si siano concentrati più sul lato prestazionale che sulla silenziosità.

Evidentemente sorpresa dell'interesse riscosso fra gli utenti comuni, Western DIgital ha accolto queste critiche apportando modifiche al motore FDB (Fluid Dinamic BEaring), per garantire una rumorosità di esercizio minore.

Il disco rimane comunque rumoroso, seppur meno del predecessore. Se si pensa però alla natura server-oriented però è facile capire perché il progetto sia poco ottimizzabile sotto questo punto di vista. Il problema non è visto, giustamente a mio avviso, come cruciale.

La temperatura di esercizio invece si è rivelata una bella sorpresa, in quanto contenuta in soli 41 gradi centigradi (Active SMART 2.31), posizionato all'esterno del PC senza ausilio di ventole (temperatura ambiente: 18,6°C ... freschino, si, prima o poi troveremo il corretto "setup" della caldaia ;-) ).

Pagina 6 - Conclusioni

Le dichiarazioni di Western Digital riguardanti le prestazioni della nuova serie Raptor WD740GD si sono rivelate in parte veritiere, non con poco stupore da parte nostra. Gli incrementi prestazionali del 30%, seppur limitati al transfer rate in lettura sequenziale, hanno trovato riscontro nei nostri test. Evidenti inoltre le migliorie apportate rispetto alla generazione precedente, come testimonia l'ottimo valore di I/O medio ottenuto nello iometer test di Intel. 

Il disco recensito può a tutti gli effetti essere considerato quasi un disco SCSI 10.000, dalle prestazioni simili e dal costo minore. Il quasi è motivato dal fatto che i dischi più recenti da 10.000 giri sono ancora superiori a livello prestazionale, seppur non di molto. Interessante invece considerare l'attacco a questo settore da parte di Western Digital, con un approccio tutto suo. Mai infatti fino ad ora un disco non SCSI si era "permesso" di avvicinare così di misura le prestazioni dei nobili cugini.

Western Digital si può permettere il lusso di farlo: essendo l'unica casa produttrice di hard disk a non commericalizzare unità SCSI da anni, non teme concorrenza interna e sovrapposizioni di prodotti. La titubanza delle altre case a seguire le orme del Raptor va ricercata secondo noi proprio in questa semplice considerazione.

Il prezzo suggerito al pubblico è di € 286 IVA inclusa; facciamo assieme qualche conto. Un disco SCSI di questo taglio costa circa 100 euro in più, somma alla quale va aggiunta quella per un adeguato controller. Appare dunque evidente che la convenienza c'è, in ambito server. Ovviamente server in cui le prestazioni devono essere al top dovranno comunque essere dotati di unità SCSI da 15.000 giri, dalle prestazioni inavvicinabili. Per utilizzi più comuni però il Raptor WD740GD si candida a valida ed economica alternativa, grazie anche alla garanzia di ben 5 anni.

L'utenza home esigente, se dispone di schede madri di recente concezione, potrà prendere in considerazione l'acquisto di tale disco, con evidenti vantaggi in termini prestazionali, molto legati al sottosistema dischi.

Un consiglio per chi si accinge ad assemblarsi un PC di alto livello: il prezzo del disco è tre volte superiore a quello di un disco SATA da 7200 giri di pari capienza, ma considerando i benefici in termini di prestazioni ci sentiamo di proporvi di risparmiare su altro e di dotare il vostro sistema di questa unità.