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Pagina 1 - Introduzione
Negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una grande diffusione di PC portatili, verificatasi grazie ai prezzi sempre più contenuti e alle prestazioni elevate. La ben nota esigenza di "desktop replacement", con la quale si indica l'intenzione di utilizzare un notebook al posto degli ingombranti PC desktop, è ormai quasi soddisfatta, soprattutto con notebook di recente generazione. L'utente medio, con esigenze tutto sommato limitate, non avrà nulla da ridire, in quanto un notebook sarà in grado di soddisfare praticamente ogni sua esigenza produttiva, come quella del navigare in rete, utilizzare la posta elettronica, sfruttare un elaboratore di testi o un foglio di calcolo. Se però le esigenze vanno oltre, ecco che i notebook, soprattutto quelli non recentissimi, possono non essere all'altezza del lavoro da svolgere. Pensiamo alle applicazioni grafiche avanzate, sia in ambito produttivo che ludico, o alla masterizzazione di CD, possibile solo con notebook recentissimi o con notebook più datati, ma dal prezzo d'acquisto elevato. Soddisfare alcune di queste esigenze, ben note alle case produttrici, ha permesso il diffondersi di diversi dispositivi esterni, come per esempio i masterizzatori CD e DVD. La comodità di tali dispositivi comunque non si limita a quella di integrazione alle funzionalità dei notebook ma possono risultare utili anche per altre esigenze, come quelle di periferiche di memorizzazione per scambiare dati da una postazione all'altra. Oggetto della nostra prova è il masterizzatore LXR-40122 di LiteOn, produttore taiwanese leader del settore. Pagina 2 - Caratteristiche tecniche - parte 1
Esteticamente il masterizzatore LiteOn si presenta come un lettore CD portatile: lo chassis è di materiale plastico blu, mentre lo sportello presenta una colorazione grigio-argento. E' facile trovare in commercio alcune varianti di questo modello (differenze limitate al colore, a nostro avviso), di case diverse, come Waitec e Iomega, per esempio.
La zona posteriore del masterizzatore è dotata di un connettore proprietario USB (quello centrale), la presa per l'alimentazione (a sinistra) ed un terzo connettore utilizzato dalla casa per configurazioni particolari.
Nella parte laterale è possibile trovare un minijack line/out e relativa rotella di regolazione volume. La velocità massima di scrittura CD-R è di 40X, corrispondente a 6000KB/sec., quella di riscrittura di 12X (1800 KB/sec.); la velocità massima di lettura è 40X, cioè 6000 KB/sec. Per raggiungere velocità in riscrittura oltre 4X è necessario utilizzare i supporti riscrivibili High Speed, che utilizzano materiali diversi dai riscrivibili di prima generazione. Nella tabella sottostante vengono indicate le caratteristiche tecniche principali dichiarate.
L'interfaccia utilizzata per il collegamento al PC è l'ormai diffusissima USB. Il dispositivo inoltre può essere collegato sia utilizzando lo standard USB 2.0 che il "vecchio" USB 1.1, seppur a scapito delle prestazioni. Questa opzione non è da sottovalutare, in quanto la nuova generazione di porte USB 2.0 è da poco integrata di serie sulle motherboards e di gran lunga maggiore è la diffusione delle porte USB 1.1, in particolar modo sui notebook. Per meglio comprendere le differenze fra l'USB 2.0 e l'USB 1.1 riassumiamo quanto detto nell'articolo specifico dicendo che con l'USB 2.0, grazie alla bandwidth massima teorica di 60MB al secondo, è possibile connettere periferiche ad alte prestazioni senza pericolo di limitarne le performance a causa della lentezza della porta. L'USB 1.1 invece risulta limitante a causa della esigua quantità di dati che è possibile scambiare nell'unità di tempo (1,5MB), che costituisce un vero e proprio collo di bottiglia per le periferiche ad essa commesse, come avremo modo di osservare nel corso della nostra prova.
Nell'immagine sopra riportata è possibile notare l'interno del dispositivo: è ben visibile il modello serigrafato sul PCB. Pagina 3 - Caratteristiche tecniche - parte 2
Si può notare come il masterizzatore sia compatibile con quasi tutte le modalità di scrittura. Il noto software di masterizzazione Nero di Ahead segnala la predisposizione alla scrittura in overburning, confermata durante le nostre prove. Lo standard Mount Rainer è supportato, nonostante Nero Info Tool non lo riporti.
Il modello è disponibile esclusivamente in versione Retail, che prevede la dotazione più completa.
La dotazione, contenuta in una scatola di dimensioni generose, contiene:
Pagina 4 - Misurazioni a basso livello Al fine di valutare in modo oggettivo le prestazioni del masterizzatore, quali tempo di accesso, velocità in lettura e scrittura ecc., si è scelto di utilizzare sempre, per questa e per le future prove, una postazione presente nel nostro laboratorio configurata come segue:
Per quanto riguarda il test si è scelto di utilizzare i benchmark Ziff Davis CD Winbench 99. I masterizzatori EIDE sono stati collegati come master sul canale secondario. Il sistema è stato riavviato ad ogni test,
eseguito per tre volte, indicando come valore di ogni singolo parametro la media
dei tre riscontrati. In caso di valori esageratamente diversi tra un test e
l'altro (eventualità molto rara) si è deciso di rifare completamente il set
completo dei tre test, per minimizzare il più possibile eventuali errori di
interpretazione o di eventi anomali.
Abbiamo eseguito i test di misurazione del transfer rate utilizzando l'interfaccia USB 2.0, ritenendo superfluo condurre test con interfaccia USB 1.1. Questo perché dalle esperienze passate non ci si può aspettare nessuna sorpresa: le velocità di scrittura e lettura sono drasticamente limitate dalla porta. Il collo di bottiglia costituito dall'interfaccia USB 1.1 risulta evidente, in quanto il transfer rate non riesce ad andare oltre al MB al secondo utilizzando questa interfaccia. Il tutto si traduce in un misero 4X in scrittura CD-R e CD-RW e 6X in lettura, con ogni dispositivo. Il masterizzatore Iomega testato in precedenza è a tutti gli effetti un dispositivo interno adattato con uno chassis in modo da renderlo esterno. Gli ingombri sono decisamente più elevati, così come sono diverse le meccaniche e le funzionalità disponibili. Yamaha ha puntato su un dispositivo decisamente meno ingombrante, di conseguenza la meccanica utilizzata è più simile a quelle dei dispositivi slim, meno performante ma molto più contenuta in termini di spazio. Il modello di LiteOn utilizza una meccanica da masterizzatore interno "riadattata" per essere ospitata in questo particolare alloggiamento. Le prestazioni, di tutto rispetto, sono infatti quelle tipiche di un masterizzatore interno 40X.
Nella misurazione dei tempi di accesso ai dati i
risultati ottenuti dal masterizzatore LiteOn sono ottimi, molto vicini a quanto
dichiarato ed insoliti per un dispositivo di questo tipo.
La percentuale di occupazione del processore ci indica la quantità di risorse utilizzate dal dispositivo per il proprio funzionamento; più è basso questo valore, meno saranno le risorse di sistema necessarie al funzionamento del dispositivo stesso. I valori del dispositivo in prova risultano decisamente più alti rispetto a quelli dei normali dispositivi EIDE: l'interfaccia utilizzata richiede più risorse al sistema per la gestione dei flussi di dati. I valori comunque non sono preoccupanti, anche se doppi rispetto ai cugini EIDE. Il dispositivo dispone di un sistema di protezione dal buffer
underrun error, indicato come "Smart Burn";
non dovremo quindi preoccuparci degli eventuali cali di prestazioni del sistema
per effettuare un processo di masterizzazione in modo corretto. Software utilizzato per la
masterizzazione:
Ahead Nero Burning Rom 5.5.10.2 per la
scrittura e riscrittura in modalità DAO. CloneCD 4.0.1.9, per la scrittura in
modalità RAW. CDDAE 99 e Cdspeed, per la misurazione
della velocità di estrazione delle tracce audio. Arriviamo alle differenze prestazionali misurate
in fase di scrittura, quelle che meglio inquadrano il problema dell'utilizzo
delle porte USB 1.1. Il tempo necessario al masterizzatore
LiteOn per
scrivere un CD-R di circa 650MB a 40X utilizzando la connessione USB 2.0 è
stato di circa 3 minuti, risultato da considerarsi eccellente. Drastiche le differenze prestazionali
utilizzando la porta USB 1.1, a causa della ridotta bandwidth: 22 minuti sono
molti per scrivere un CD, ma fare di meglio è impossibile. Da segnalare una certa sensibilità al tipo di
disco inserito. Con alcuni supporti infatti non siamo riusciti ad andare oltre
alla velocità di scrittura di 32X. La scrittura di un CD usufruendo della modalità
overburning è stata portata a termine con successo. Nel caso del test di riscrittura abbiamo rilevato
risultati in linea con quanto dichiarato. Usufruendo della connessione alla
porta USB 1.1 abbiamo masterizzato un CD-RW alla velocità massima di 4X,
ottenendo un tempo ovviamente rapportato alla velocità (nell'ordine dei 23
minuti). Decisamente più
veloce, ovviamente, il procedimento portato a termine utilizzando l'USB 2.0: i
risultati sono in linea con quelli dei masterizzatori EIDE con velocità di scrittura
di 12X (10X e 8X, rispettivamente per i modelli Iomega e Yamaha precedentemente
testati). La velocità di estrazione delle tracce audio è
un parametro molto importante: le case produttrici sono ben consce dell'utilizzo
cui un masterizzatore è spesso destinato. Recentemente infatti nei dati tecnici
di un dispositivo si comincia a vedere la voce indicante la velocità di
estrazione tracce audio, dato che in passato non veniva indicato. La velocità di estrazione delle tracce audio
(DAE
sta appunto per Digital Audio Extraction) si assesta a 6X fissi con interfaccia
USB 1.1 per tutti i dispositivi, mentre invece utilizzando la connessione alla porta USB 2.0 questo
valore cresce sensibilmente. LiteOn, con una media di
circa 32X e un picco di quasi 43X, non ha nulla da invidiare ai dispositivi
interni anche di recente generazione. E' stato utilizzato per l'estrazione audio un
Compact Disc Audio della durata di 77:32 minuti. La grande offerta di masterizzatori
esterni presente sul mercato permette di poter scegliere con attenzione il
dispositivo adatto alle proprie esigenze. Esistono dispositivi slim, dalle
prestazioni inferiori rispetto ad altre soluzioni ma dagli ingombri ridotti; è
possibile poi trovare dispositivi più ingombranti ma decisamente più
performanti. Fra questi, il modello di LiteOn recensito in queste pagine. Se da una parte le prestazioni sono
sicuramente da elencare fra i pregi del dispositivo, altrettanto non possiamo
dire dell'aspetto e della costruzione. L'apparecchio appare fragile e
approssimativo nell'assemblaggio, oltre a sembrare un "giocattolino",
confrontato ad alcune soluzioni della concorrenza. Abbiamo sempre apprezzato i
dispositivi di LiteOn, superando una iniziale diffidenza, fin dai tempi del 12X
interno EIDE. Fare le cose in economia può risultare una scelta vincente, ma
esagerare può giocare contro. Nulla da dire riguardo alle
prestazioni, ma il nostro consiglio è quello di valutare anche altre proposte,
se l'utilizzo che se ne vorrà fare prevederà ripetuti spostamenti e
sollecitazioni accidentali del masterizzatore. Se invece si è alla ricerca di un
dispositivo esterno che non sarà destinato a continui spostamenti, il LiteOn
LXR-40122 può tranquillamente essere considerato una delle scelte migliori. |
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