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Yamaha CRW-F1
Alessandro Bordin - 05 Settembre 2002
"Il nuovo masterizzatore di Yamaha CRW-F1, 44X in scrittura CD-R full CAV, dimostra come l'evoluzione di questi dispositivi non sia limitata solo alla ricerca della velocità pura, ma anche orientata all'esplorazione di nuovi ambiti di utilizzo."
Pagina 1 - Introduzione

Il mondo della masterizzazione CD si è evoluto negli anni fino ad arrivare a livelli prestazionali prossimi al massimo ottenibile. Raggiunta ormai una velocità di scrittura elevatissima (anche contando futuri aumenti della stessa è completamente trascurabile il guadagno di tempo su una masterizzazione) le case stanno spostando l'attenzione su diversi aspetti secondari, ma non per questo meno importanti.

Già da qualche mese infatti Plextor ha introdotto, con il modello a 40X in scrittura, un masterizzatore con potenza del laser regolabile via software, utile soprattutto (sulla carta) in fase di registrazione di CD audio. Yamaha ha fatto di più, e molto tempo prima: già sul modello Yamaha CRW3200E , presentato in Europa il 7 novembre 2001, era possibile disporre del sistema Audio Master Quality Recording, dedicato allo stesso scopo anche se con una modalità di funzionamento più complessa ma anche più efficace.

Yamaha ha da poco immesso sul mercato il modello CRW-F1,oggetto della nostra prova, che si presenta come un dispositivo decisamente innovativo sotto molti punti di vista (scrittura Full CAV e Disc T@2 le due grosse novità, ma non solo). Andiamo dunque ad analizzare le caratteristiche tecniche e prestazionali del tanto atteso masterizzatore.

Pagina 2 - Caratteristiche tecniche - parte 1

Passiamo ora ad analizzare le caratteristiche estetiche e costruttive dei dispositivi in prova.

Yamaha conferma nel tempo quello che è uno stile semplice ma elegante, già visto sul modello CRW3200E. Da sinistra a destra si trovano l'ingresso minijack stereo per le cuffie, la rotella per la regolazione del  volume, un led blu per monitorare l'attività e il tasto eject. Sul cassettino di caricamento CD si trova il logo dei tre diapason di Yamaha.
Nessuna novità rispetto al passato anche per quanto riguarda il pannello posteriore, nel quale trovano posto il connettore dell'alimentazione, quello del cavo EIDE, le uscite audio analogica e digitale e il jumper switch per la configurazione della periferica come master, slave o cable select.

La velocità massima di scrittura è di 44X, corrispondente a 6600KB/sec., quella di riscrittura di 24X (1800 KB/sec.); la velocità massima di lettura è 48X, cioè 7200 KB/sec. Per raggiungere velocità in riscrittura di 24X è necessario utilizzare i supporti riscrivibili High Speed certificati per velocità ben oltre gli ormai classici 12X, di difficile reperibilità.

Seguono le caratteristiche tecniche dichiarate.

  Yamaha CRW-F1
Interfaccia EIDE
Velocità di scrittura e

modalità

44X CAV
16X CLV
8X CLV (anche per Audio Master Q.R.)
4X CLV (anche per Audio Master Q.R.)
1X CLV (anche per Audio Master Q.R.)
Tempo medio di accesso 80
Memoria buffer 8MB con sistema anti buffer underrun (Safeburn)
Formati supportati

CD-DA
CD-ROM
CD-Extra
CD-ROM XA
Photo CD
CD-I
CD-R
CD-RW
CD-MRW

 

Da molto tempo tutti i dispositivi adottano un sistema di protezione contro il buffer underrun error, mentre la quantità di memoria buffer è variabile, fra un modello e l'altro, tra i 2MB e gli 8MB. La presenza del BurnProof di fatto rende abbastanza inutile l'adozione di molta cache; pare però che in rari casi l'intervento di questo dispositivo (indichiamo BurnProof per comodità, in questo caso siamo di fronte al SafeBurn) porti alla creazione di dischi non sempre leggibili: una quantità di cache elevata serve quindi non tanto per scongiurare il fallimento della scrittura, quanto per ritardare il più possibile l'intervento del BurnProof.

Il dispositivo oggetto della nostra prova è compatibile con la scrittura di CD-MRW, ovvero supporti riscrivibili mediante lo standard Mount Rainer

Di fatto questa modalità permette di utilizzare il CD-RW come se fosse un floppy, essendo la formattazione del disco eseguita in background, senza che ci si accorga e senza che siano necessarie le sessioni lead in e lead out.

La dotazione fornita con il masterizzatore in prova, destinato al circuito Retail, è abbastanza completa: presenti il software di masterizzazione (Nero di Ahead) e due CD, uno di tipo -R (recordable) e uno -RW (rewritable), riscrivibile, certificato fino a 24X. Completo anche il manuale, disponibile in diverse lingue fra cui l'italiano, mentre avrebbe fatto piacere trovare all'interno della confezione un cavo EIDE e le viti di montaggio.

Pagina 3 - Caratteristiche tecniche - parte 2

Utilizzando l'utile software Nero Info Tool possiamo notare come il masterizzatore sia predisposto per scrivere utilizzando praticamente tutte le modalità.

Questo argomento merita una menzione particolare, in quanto tocca un argomento molto delicato, ovvero la possibilità di produrre copie di CD protetti. Sebbene la legislazione corrente permetta una copia di riserva di software originali (salvo diverse indicazioni), è ben chiaro che è difficile credere nella buona fede di tutti gli utilizzatori di masterizzatori. A volte la fortuna di un masterizzatore fra il pubblico è stata decisa proprio dalle possibilità offerte in tale ambito.

Riportiamo di seguito il report fornito dal noto software di masterizzazione CloneCD.



Pagina 4 - Z-CLV, P-CAV e Full CAV

Z-CLV

Esistono masterizzatori che per raggiungere velocità di scrittura elevate si affidano alla tecnologia Z-CLV, ovvero Zone CLV, velocità lineare costante a zone.

LiteOn

Questa tecnologia permette di scrivere per settori a velocità costanti. Inizialmente il CD viene scritto alla velocità costante di 20X, per poi passare a 24X, 32X e 40X in settori successivi. La velocità di rotazione sfiora i 10000 giri al minuto circa e nel passaggio da una velocità all'altra viene sfruttato il dispositivo Burn-Proof, se necessario.

Qualche considerazione da fare: ci sono nate diverse lamentele per l'intervento del Burn-Proof (indichiamo con questo nome qualsiasi sistema che provveda alla salvaguardia dal buffer underrun error, per comodità), in situazioni di "non emergenza", poiché effettivamente avviene un'interruzione dei dati sulla superficie del disco, differente da quelle normalmente utilizzate nella scrittura. Sanyo (la prima casa ad avere introdotto il Burn Proof) garantisce la totale compatibilità di un supporto così registrato, cosa che effettivamente ci sembra logica.

Rimane comunque il dubbio di aver effettuato una registrazione del disco con interruzioni atipiche, che possono generare dubbi. Yamaha, nel proprio dispositvo 24X in scrittura 3200E sfrutta la modalità P-CAV (anche nei modelli precedentemente prodotti), che non prevede introduzioni ed interventi di alcun sistema di protezione. Vediamo cosa si intende per P-CAV:

P-CAV

Come si può facilmente notare dal grafico, Yamaha utilizza una modalità di scrittura differente, denominata P-CAV, ovvero Velocità Angolare Costante Parziale. Si nota come la velocità di scrittura non subisca cambiamenti bruschi, raggiungendo gradualmente quella massima, per poi tenerla fino alla fine. Sembra che questa modalità sia ideale per la creazione di CD audio, in virtù di una certa omogeneità delle condizioni in cui i dati vendono scritti.

Una nota importante: Yamaha non è più l'unica voce fuori dal coro, in quanto anche LiteOn mette a disposizione della propria clientela modelli di velocità nominali identiche, ma dotati di differenti modalità di scrittura, Z-CLV e P-CAV appunto. Ricordiamo inoltre che a parità di velocità nominale i modelli dotati di modalità P-CAV risultano più veloci in scrittura.

Full CAV

Questa modalità prevede una velocità di rotazione approssimativamente costante, che parte da una velocità di scrittura nominale abbastanza bassa (nel caso specifico riportato siamo a 20X) fino ad arrivare alla fine del disco ad una velocità decisamente più elevata.(44X circa con supporti da 80 minuti). La media può essere grossolanamente individuata in una via di mezzo, fatto che ci fa ricordare che, praticamente sempre, la velocità di scrittura di un masterizzatore nominale è raggiunta solo in alcune parti del disco, eccezion fatta per la scrittura CLV pura, dove la velocità di scrittura (e non di rotazione) è costante.

Il masterizzatore in prova utilizza proprio la modalità di scrittura Full CAV.

Pagina 5 - Misurazioni a basso livello

Al fine di valutare in modo oggettivo le prestazioni del masterizzatore, quali tempo di accesso, velocità in lettura e scrittura ecc., si è scelto di utilizzare sempre, per questa e per le future prove, una postazione presente nel nostro laboratorio configurata come segue:

  • Processore Pentium III 700E
  • 128 Mb ram PC133
  • motherboard Chaintech CT 6OJV2 socket 370
  • Hard disk di boot IBM Deskstar DJNA 371350 13 Gb.
  • Chipset Intel 815E
  • Sistema Operativo Windows Millenium Edition

Per quanto riguarda il test si è scelto di utilizzare i benchmark Ziff Davis CD Winbench 99.

I masterizzatori EIDE sono stati collegati come master sul canale secondario.

Il sistema è stato riavviato ad ogni test, eseguito per tre volte, indicando come valore di ogni singolo parametro la media dei tre riscontrati. In caso di valori esageratamente diversi tra un test e l'altro (eventualità molto rara) si è deciso di rifare completamente il set completo dei tre test, per minimizzare il più possibile eventuali errori di interpretazione o di eventi anomali.

Questo test misura la velocità con cui il masterizzatore legge i dati posti in sequenza. Il masterizzatore LiteOn è risultato essere il più veloce fra quelli finora testati, con un picco leggermente superiore anche al dato dichiarato, 48X. Ricordiamo che il transfer rate interno si riferisce appunto ai settori più interni del disco. Il valore è inferiore a quello esterno in quanto il dispositivo, nell'unità di tempo e a parità di velocità di rotazione, legge meno settori rispetto alla zona periferica del supporto CD. Yamaha ottiene risultati ottimi, anche se leggermente inferiori al dichiarato: 6420 KB al secondo corrispondono a circa 42X.

Analizziamo ora i risultati ottenuti nei test relativi ai tempi di accesso.

Un valore basso nei tempi di accesso medi comporta una maggiore velocità di lettura di dati non sequenziali, cosa che avviene spesso, oltre ad essere responsabile di una serie di benefici quali il riconoscimento rapido dei CD inseriti. Yamaha ottiene un buon risultato, allineato a quello del masterizzatore Plextor 40X. Ottimo il valore fatto segnare invece dal LiteOn LTR-40125S

La percentuale di occupazione del processore ci indica la quantità di risorse utilizzate dal dispositivo per il proprio funzionamento; più è basso questo valore, meno saranno le risorse di sistema necessarie al funzionamento del dispositivo stesso.

I valore del modello in prova risulta abbastanza elevato rispetto ai due concorrenti. La causa è probabilmente da ricercare nella sempre più complessa gestione software che i moderni masterizzatori richiedono, essendo presenti BurnProof, controllo del supporto e cambi di velocità di scrittura durante l'utilizzo stesso. Valori intorno al 2% sono comunque da considerarsi soddisfacenti.

I dispositivi adottano un sistema di protezione dal buffer underrun error; non dovremo quindi preoccuparci degli eventuali cali di prestazioni del sistema per effettuare un processo di masterizzazione in modo corretto. Per i dispositivi sprovvisti di questa tecnologia (o simili) è invece apprezzabile avere un valore di percentuale di occupazione processore il più basso possibile, anche se ormai è praticamente impossibile trovare apparecchi sprovvisti di questa utile caratteristica.

Pagina 6 - Scrittura e Riscrittura

Software utilizzato per la masterizzazione:

Ahead Nero Burning Rom 5.5.8.12 per la scrittura e riscrittura in modalità DAO.

CloneCD 4.0.1.9, per la scrittura in modalità RAW.

CDDAE 99 e Cdspeed, per la misurazione della velocità di estrazione delle tracce audio.

Versione firmware Yamaha CRW-F1:
1.0C

Il grafico riporta la velocità massima di scrittura di dispositivi a 40X (Plextor e LiteOn 40125S) e ovviamente dello Yamaha CRW-F1.

I tempi necessari ai masterizzatori in prova per scrivere un CD-R di circa 650MB a 40X (44X per Yamaha) registrati nel nostro laboratorio sono chiaramente allineati, pur utilizzando differenti modalità di scrittura. Il tempo che i masterizzatori Z-CLV perdono per controllare il supporto e passare ad una velocità di scrittura maggiore, viene perso dal masterizzatore Yamaha partendo da una velocità di 20X, per arrivare solo nei settori esterni alla velocità dichiarata. 

La scrittura di un CD usufruendo della modalità overburning è stata portata a termine con successo.

Nel caso del test di riscrittura abbiamo rilevato risultati perfettamente allineati alle velocità dichiarate. Ottime dunque le prestazioni assolute del dispositivo Yamaha, forte di una velocità di scrittura di CD-RW di ben 24X, ottenibile però solo con supporti certificati per queste velocità. Perfettamente in linea con i risultati ottenuti in riscrittura i tempi di formattazione.

I più attenti avranno notato una cosa strana: come è possibile che il tempo di scrittura su CD-RW, a 24X, sia così simile a quello fatto registrare con supporti CD-R alla velocità nominale di 44X? Due i motivi principali: la velocità di scrittura, dopo i primi settori del disco CD-RW, è costante, quindi possiamo ipotizzare una media molto vicina ai 24X, come confermato dal grafico.

Altro motivo risiede nel fatto che la scrittura su CD-R avviene si alla velocità nominale di 44X, ma in modalità CAV, ovvero questa velocità è raggiunta solo nei settori esterni del disco. Facile quindi capire che la velocità media di scrittura sarà sensibilmente più bassa, nell'ordine dei 33X. Quei 20-30 secondi che separano i due risultati non sono altro che l'effettiva differenza fra masterizzatori che scrivono a quelle velocità, a riprova del fatto che le differenze prestazionali, dal 24X in poi, sono decisamente trascurabili.

Pagina 7 - Estrazione tracce audio

La velocità di estrazione delle tracce audio è un parametro su cui ultimamente si è lavorato maggiormente, essendo le case produttrici ben consce dell'utilizzo cui un masterizzatore è spesso destinato. 

Le velocità di estrazione fatte registrare dai modelli riportati nel grafico sono molto buone in generale, sia per quanto riguarda la media che per il picco raggiunto. Il masterizzatore Yamaha ottiene buoni risultati, che si collocano su una media di estrazione di quasi 32X.

Alcune case in passato hanno preferito adottare velocità di estrazione relativamente basse, per salvaguardare la qualità delle tracce estratte. Le strategie adottate da Sony e HP su alcuni modelli, che imponevano la velocità di estrazione costante su tutto il disco (comunque bassa), hanno finito per scontentare il pubblico, attento evidentemente alla velocità pura.

Il discorso sulla qualità delle tracce audio estratte è controverso: i software dedicati, come nel caso di CD Speed, indicano sempre e comunque "10" nella casella DAE quality, cosa che lo rende completamente inaffidabile utilizzandolo come metro di giudizio. Riteniamo quindi che per avere un'idea della bontà del processo ci si debba affidare più all'orecchio che ad altro: saremo così in grado di accorgerci da soli di eventuali problemi.

La frequentazione dei forum di discussione e dei newsgroups insegna che molti utenti preferiscono estrarre e scrivere CD audio a basse velocità, per ottenere risultati più fedeli. Dati precisi non se ne conoscono, è però certo che in alcuni casi i CD audio debbano essere scritti a velocità molto basse, in quanto i lettori CD domestici potrebbero avere problemi di lettura di CD creati ad alte velocità. Yamaha ha il merito di aver mantenuto la possibilità di scrivere a 1X, cosa non possibile invece con altri dispositivi (LiteOn per citare un esempio). 

E' stato utilizzato per l'estrazione audio un Compact Disc Audio della durata di 77:32 minuti.


Pagina 8 - Audio Master Quality Recording

Abbiamo già avuto modo di parlare della funzione Audio Master Quality Recording  in occasione delle recensioni dei masterizzatori Yamaha CDR3200E e CRW-70. Riportiamo di seguito quanto scritto in quelle recensioni, per meglio capire di cosa si tratta. Esistono due possibiltà per scrivere CD Audio con lo Yamaha CRW-F1: utilizzare il classico metodo di masterizzazione oppure con la funzione Audio Master Quality Recording, che permette di masterizzare CD Audio ad una qualità maggiore rispetto allo standard. Con il software di masterizzazione Nero inoltre sarà sufficiente selezionare la modalità stessa fra la lista di quelle disponibili. Yamaha ha pubblicizzato molto questa funzionalità, confermando l'attenzione che la casa rivolge a questo settore.

Scrivendo con questa modalità di scrittura Yamaha promette una riduzione degli errori riferiti al jitter di circa il 30%, garantendo, sulla carta, una migliore definizione dei toni acuti e medi, una migliore resa dinamica dei bassi ed una stereofonia più netta.

Come è possibile tutto ciò? Vengono utilizzati settori di disco più ampi a parità di quantità di dati scritti, utilizzando una velocità lineare di scrittura di 1.4m/s contro i normali 1.2m/s.

In questo modo però si paga un prezzo in fatto di capacità: un disco da 650MB, 74 minuti, potrà contenere solo 63 minuti di tracce audio, mentre per i CD da 700MB, 80 minuti, arriviamo a 67 minuti. I CD così scritti, sempre stando a Yamaha, dovrebbero essere riconosciuti più facilmente da lettori da tavolo ed in generale da lettori non limitati al campo informatico (un esempio possono essere anche le autoradio).

Nell'immagine è perfettamente visibile a occhio nudo la differenza di occupazione di superficie, a parità di dati scritti, di un CD audio scritto sfruttando la funzione Audio Master Quality Recording e di uno scritto in modo tradizionale. I CD creati utilizzando questa particolare funzione sono risultati perfettamente compatibili con diversi lettori a nostra disposizione. Le velocità disponibili, utilizzando questa funzione, sono di 1X, 4X e 8X.

Pagina 9 - DiscT@2

Yamaha ha introdotto una caratteristica decisamente innovativa e originale, denominata DiscT@2, che permette di utilizzare la parte di CD-R (non CD-RW!) non contenente dati (quindi nel lato dedicato alla scrittura) per riportare scritte o immagini, utilizzando il laser di scrittura come un singolare strumento di disegno.

Il software per la gestione di questa feature è inserito nella release di Nero fornita in dotazione.

L'area di lavoro viene automaticamente ridimensionata in base allo spazio ancora disponibile su disco, nel quale sarà possibile inserire scritte o immagini.

Il tempo necessario per portare a termine l'operazione è abbastanza ridotto: nel nostro caso, con un'immagine non complessa, il processo di scrittura ha impiegato poco più di 4 minuti. Per immagini più complesse è bene aspettarsi un tempo di circa 5 o 6 minuti.

Il risultato ripaga l'attesa e il piccolo sforzo per imparare ad utilizzare il software.

A questo punto è bene trarre alcune conclusioni su questa funzione, soprattutto sul come e sul quando può essere utilizzata.

  • La funzione T@2 può essere utilizzata solo con CD-R finalizzati, quando cioè esiste la sicurezza che la scrittura non andrà ad intaccare i dati.

  • Eventuali scritte o immagini dunque potranno essere ospitate solo nella porzione "avanzata" dopo la scrittura dei dati, quindi diventa assolutamente inutile in caso di CD-R contenenti dati per tutta la capacità. In questo caso infatti la corona circolare (parte di piano compresa tra due cerchi concentrici) sarebbe molto sottile, non lasciando spazio per ospitare altro che una scritta molto piccola.

Pagina 10 - Conclusioni

Come di consueto ripetiamo che è molto facile cadere nell'errore di giudicare un dispositivo esclusivamente dalle prestazioni, prendendo come discriminante la manciata di secondi risparmiati per una copia. 

E' sotto gli occhi di tutti, infatti, da tempo, come le differenze fra un masterizzatore 40X ed uno a 24X siano decisamente trascurabili (di solito chi masterizza CD in quantità massicce opta per altre soluzioni, non di certo per dispositivi come quello in prova).

Il modello Yamaha CRW-F1 ha ben altre frecce al suo arco, come si è potuto osservare nella recensione. Le funzioni DiscT@2 e Audio Master Quality Recording, escusive di Yamaha, bastano a farlo primeggiare su altri dispositivi magari più veloci ma privi di particolari caratteristiche. 

Il dispositivo inoltre supporta praticamente tutte le modalità di scrittura, caratteristica che lo rende compatibile con praticamente tutti i software di masterizzazione, oltre ad essere in grado di eseguire copie di backup di CD protetti, anche se qualche dubbio rimane per le versioni più recenti di sistemi di protezione.

Il supporto alla scrittura Mt. Rainer e la velocità di scrittura di 24X di supporti CD-RW completano l'elenco dei pregi del masterizzatore, che ha saputo mantenere le promesse in fase di lancio. Difetti: il prezzo indicativo si aggira fra i 170 e i 200€, ovvero ben più alto della concorrenza, che però non può vantare le stesse caratteristiche.