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Pagina 1 - Introduzione
Seagate, con l'introduzione del modello Momentus 5400.3 da 160 GB per il mondo dei PC portatili, ha di fatto inaugurato la propria produzione in serie di dischi basati sulla tecnologia Perpendicular Recording. Tale tecnologia permette di ottenere capienze molto più elevate rispetto a quanto permesso dalla Longitudinal Recording, utilizzata in ogni caso su buona parte della produzione attuale e ben lungi dall'andare in pensione. Se infatti per i modelli di punta si fanno strada i primi modelli Perpendicular Recording, è ancora la "vecchia" tecnologia a farla da padrona nel settore. Vi è da dire in ogni caso che il passaggio graduale dall'una all'altra tecnologia avverrà in tempi verosimilmente brevi, con vantaggi a livello di capienza molto probabilmente centellinati nel tempo. Affronteremo questo argomento nelle conclusioni. La nuova famiglia Barracuda 7200.10 porta di fatto il Perpendicular Recording nel settore dei PC desktop, equipaggiati di norma proprio con la categoria di dischi da 3,5 pollici, cui ovviamente la Barracuda 7200.10 appartiene. La capienza massima di 750 GB la dice lunga sulle potenzialità dei dischi di nuova generazione, ponendo allo stato attuale Seagate nella posizione di unico produttore in grado doffrire una soluzione così capiente. Questo articolo si propone di analizzare velocemente le principali caratteristiche tecniche del modello Barracuda 7200.10 750 GB, avendo avuto modo di approfondire in precedenti articoli la tecnologia Perpendicular Recording. Pagina 2 - Caratteristice tecniche
La nuova famiglia Barracuda 7200.10 da 3,5 pollici è accomunata dal regime di rotazione di 7200 giri e da una memoria cache variabile fra gli 8 ed i 16 MB. Si può notare, per il modello da 250 GB, una disponibilità di ben 3 interfacce: Parallel ATA, SerialATA 3Gb/s NCQ e SerialATA 1,5Gb/s NCQ. La scelta di proporre due versioni SerialATA compatibili con le specifiche 3 Gb/s e 1,5 Gb/s appare quantomeno discutibile, costringendo l'utente a scegliere molto attentamente il modello da acquistare. Anche se vale la considerazione che ben poco cambi a livello di prestazioni fra una e l'altra versione, è anche vero che potendo scegliere è buona cosa preferire la soluzione sulla carta più performante. Davvero di difficile interpretazione quindi la scelta di Seagate di proporre due versioni diversificate solo per il transfer rate massimo teorico raggiunto, se non per evitare molto probabilmente incompatibilità a livello di particicolari chipset e configurazioni. Il modello di punta da 750 GB sfrutta ben 4 piatti e 8 testine, raggiungendo quindi una capacità non formattata di 187,5 GB per piatto; scendendo troviamo modelli da 500, 400, 320 250 e 200 GB, con un numero variabile di piatti e testine utilizzati per raggiungere le capienze indicate. Risulta infatti molto variabile anche la capienza per piatto a seconda del modello, a riprova che è possibile non solo sfruttare un solo lato del piatto, ma anche solo una sola porzione di faccia. Facendo due conti infatti si può notare come il modello da 500 GB, sfruttando 3 piatti e 6 testine, faccia scendere a 166GB per piatto la media, contro i 187,5 GB del modello di punta. Il valore medio per piatto scende inoltre rovinosamente a 100 GB nel caso del modello da 200 GB, un modello quindi in cui i due piatti sono di fatto ben poco sfruttati. Il motivo che porta a sfruttare più o meno le potenzialità dei piatti è presto detto: raggiungere quelle "cifre tonde" per le capienze che il mercato richiede.
Pagina 3 - Misurazioni a basso livello - parte 1
In occasione del breve testing del Seagate Barracuda 7200.10 750 GB abbiamo sostituito l'ormai datato WinBench con la nuova versione di HDTach, dopo aver ovviamente controllato la coerenza con i risultati ottenuti con i passati modelli. Dopo aver trovato conferma a quanto misurato anche con la suite WinBench, abbiamo dunque deciso di prendere per buoni i valori del nuovo software. La postazione utilizzata era equipaggiata con chipset Intel e dotata di South Bridge ICH7. Nel test I/Ometer e nei tempi di accesso abbiamo deciso di misurare le prestazioni anche riferite ad una partizione da 30 GB, simulando quindi un utilizzo reale del disco, raramente sfruttato nella sua interezza come singola unità logica.
Come si può notare dall'immagine riportata, il valore di trasfer rate riguardante la lettura sequenziale ha messo in evidenza valori davvero ottimi, prossimi agli 80 MB per secondo nelle zone esterne del piatto dove si raggiunge appunto il valore ottimale.
Poco dissimile anche il valore della scrittura sequenziale, prossima alla media di circa 65 MB al secondo. Anche in questo caso ricordiamo che il valore è quello che si otterrebbe nella più rosea delle ipotesi, pracicamente mai realizzata nella realtà quotidiana.
In relazione ai concorrenti diretti, anche rappresentati da appartenenti alla stessa famiglia Barracuda di precedente generazione, il valore massimo ottenuto è in assoluto il migliore. Nell'ordine del 10% la differenza, in positivo, rispetto al modello Raptor nella versione da 74 GB. A questo punto però è necessario fare una considerazione. Il valore ottenuto con il Seagate Barracuda 750 GB è sicuramente dovuto ad una elevatissima densità di dati per unità di superficie. Il disco Raptor invece, anche per il regime di rotazione di 10.000 giri, adottta dischi di diametro più ridotto, oltre ad essere meno "denso" anche in termini di unità di superificie. Ciò che ne consegue è una maggior quantità di dati che transitano sotto la testina nell'unità di tempo, anche contando il regime di rotazione inferiore. Ricordiamo in ogni caso che le prestazioni generali non dipendono certo dal valore del transfer rate ottenuto. E' opportuno tenere conto anche dei tempi di accesso ai dati, parametro decisamente più importante all'atto di trarre consclusioni. Pagina 4 - Misurazioni a basso livello - parte 2 Misurazioni a basso livello - parte 2
Il tempo di accesso ai dati medio, come testimonia il grafico riportato, mette in mostra un valore tutto sommato buono, facendo alcune considerazioni necessarie. Salta subito all'occhio come tali valori non siano certamente da primato, in quanto talvolta peggiori di altri dischi di pari caratteristiche ben più datati. Rientra in gioco in questo caso la densità dei dati. Effettuando infatti una ricerca casuale, la testina avrà una quantità di dati da scandagliare ben maggiore rispetto ad un disco meno denso di dati, con una conseguente perdita di tempo (ovviamente in termini di millisecondi). Dopo questa opportuna premessa, appare chiaro come Seagate abbia lavorato bene, facendo in modo di avere un valore tutto sommato dignitoso anche in presenza di una densità molto elevata di dati per unità di superficie. Fra le nostre aspettative vi era quella di un valore anche più elevato, come storicamente è sempre accaduto nel caso di passaggio a densità superiori. Nel grafico spicca ovviamente il valore ottenuto dal modello Western Digital Raptor, che ha proprio nei tempi di accesso ai dati "simil-SCSI" la propria forza. Dischi poco densi e di diametro ridotto, unito ad un regime di rotazione da 10.000 giri contro i 7.200 dei concorrenti, fanno della proposta di Western Digital il disco più performante in ambito SerialATA. I valori dei modelli a 7.200 giri sono comunque decisamente interessanti se misurati nella partizione da 30 GB opportunamente creata. Tutti i valori ottenuti si mantengono ben al di sotto della soglia dei 10 millisecondi, facendo avvicinare il lavore dichiarato a quelli effettivamente misurati. La differenza con il modello Raptor rimane sensibile, ma in ogni caso ridimensionata. Pagina 5 - I/O Meter test, temperatura e rumorosità
Il test I/Ometer riferito al disco Seagate Barracuda 7200.10 750 GB ha messo in mostra risultati non certo al top della produzione attuale, proprio per le considerazioni fatte in precedenza per quanto riguarda il tempo di accesso ai dati. Essendo il test I/Ometer legato direttamente con il tempo di accesso, ne consegue una prestazione sicuramente non eccelsa, ma in ogni caso accettabile considerando l'elevatissima densità per unità di superficie. Anche in questo caso infatti, essendo basato il test in buona parte su misurazioni casuali e non sequenziali, il Barracuda 7200.10 ha mostrato di aver ben digerito l'aumento della densità, facendo ottenere valori al di sopra delle nostre attese. Anche in questo caso le prestazioni relative ad una partizione da 30 Gb appaiono decisamente superiori, con un valore che va a posizionarsi quasi al top della classifica delle unità da 7200 giri finora testate. Risulta poco distante infatti l'ottimo Hitachi T7K250, mentre risulta in ogni caso distante il modello Raptor che trae ulteriore vantaggio da una partizione ancora più piccola. Cogliamo l'occasione di far notare come la differenza nel valori di I/Ometer riferiti al Raptor partizionato e non siano tutto sommato abbastanza simili, a riprova di come una bassa densità unita a dimensioni dei dischi inferiori giovino alla prestazioni reali, quando la necessità di raccolta di dati sparsi qua e là sul disco è quasi sempre verificata. Temperatura e rumorosità di esercizio Il disco Barracuda 7200.10 sembra essere migliorato sul fronte dell rumorosità di esercizio rispetto al modello precedentemente testato. Non che il Barracuda 7200.9 fosse rumoroso o fastidioso, ma l'impressione che se ne trae è di un'attenzione particolare a questo aspetto nel nuovo modello, molto probabilmente in ottica Home Theatre PC. Sul fronte della temperatura di esercizio invece abbiamo riscrontrato un valore abbastanza elevato, intorno ai 52-53°C sotto stress, che su base di una temperatura ambiente di 22°C appare abbastanza alto. Vi è comunque da considerare che il modello recensito è sicuramente quello più interessato al problema: altri rappresentanti della famiglia 7200.10, equipaggiati con un minor numero di testine piatti, avrebbero fatto segnare una temepratura sicuramente inferiore. Consigliamo, è il caso di dirlo, caldamente, di montare il disco in prossimità di una ventola di dissipazione, o di adottarne una dedicata al fine di raffreddare opportunamente l'unità. Pagina 6 - Considerazioni Con questo test abbiamo voluto mettere in luce quelle che sono le principali caratteristiche del nuovo disco Perpendicular Recording di casa Seagate, destinato al mondo desktop. Siamo di fronte alla nascita di un nuovo filone di dischi provvisti della nuova tecnologia di scrittura/lettura, che verrà verosimilmente portato avanti da tutte le industrie del settore. Di qui ad un anno o forse due con buona probabilità assisteremo al rimpiazzo totale dei dischi Longitudinal Recording, per lasciare spazio ai nuovi modelli dotati di maggiore capienza. Difficile ipotizzare in ogni caso balzi enormi in termini di capienza. Se il modello di Seagate ha di fatto portato il limite da 500 a 750 GB, con un incremento della capienza del 50%, sono ben altre le potenzialità del perpendicular recording. Il mercato non vuole assolutamente che i dischi ad oggi in commercio, e che vi rimarranno per un po' di tempo, siano ritenuti ferri vecchi da accantonare, per puntare tuttoe subito sul Perpendicular Recording. La prova la troviamo proprio nella serie Barracuda 7200.10, che annovera fra le proprie file dischi tutto sommato di capienza modesta se si pensa alle potenzialità del modello di punta. La colpa non è di certo di Seagate o di qualsiasi marchio attivo nella produzione di dischi, ma è da trovarsi nel mercato in genere, poco avvezzo a dratici cambiamenti che metterebbero in serio pericolo le vendite delle tecnologie al top fino a ieri. Tornando ad un discorso più incentrato sul disco di Seagate recensito, possiamo riassumere i vantaggi prestazionali in un valore di tranfer rate decisamente elevato, unito ad un valore nello I/Ometer nella partizione simbolica di 30 GB decisamente interessante. Stiamo ovviamente sottointendendo l'importanza di avere ben 750 GB in un singolo disco, cosa che rende di fatto possibile raggiungere ipoteticamente 1,5 TB in PC barebone stile XPC, oppure 750 GB in tutta sicurezza con due dischi in RAID 1. L'ultima nota riguarda il prezzo: Seagate indica in 559 dollari USA il prezzo suggerito al pubblico (500 Euro circa in Europa). Fatte le dovute proporzioni, tale cifra risulta leggermente più alta rispetto a quella necessaria ad acquistare un'unità da 500GB, ovviamente in termini di costo per GB. Vi è però da considerare che il modello da 750 GB è di fatto un modello di punta e fresco di presentazione, che con buona probabilità subirà ritocchi verso il basso nel prezzo con il passare del tempo. |
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