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Pagina 1 - Introduzione
Parlare di dischi rigidi da 2,5 pollici significa, ormai da molti anni, riferirsi ai dischi con interfaccia EIDE utilizzati all'interno dei PC portatili ed in qualche postazione desktop dal design ricercato. Il disco da 2,5 pollici in effetti nasce proprio per soddisfare le esigenze dei produttori ed assemblatori di PC portatili, che sarebbero stati pesantemente penalizzati sia per questioni di peso che in ingombri dai comuni tre pollici e mezzo. L'evoluzione tecnologica ha portato ad avere una densità di dati per superficie sempre maggiore, con la diretta e riscontrabile conseguenza di vedere sul mercato dischi sempre più capienti a parità di ingombri o piatti utilizzati. Il frutto degli sforzi compiuti dalle case produttrici viene raccolto proprio nell'arco di quest'anno; possiamo infatti trovare in commercio dischi EIDE sia SerialATA con capienze fino a 400GB, modelli SCSI da 3,5 pollici fino a 300GB ed EIDE da 2,5 pollici da 100GB. Se però i dischi citati rappresentano versioni più capienti di formati noti, del tutto nuovo risulta essere il disco recensito in queste pagine, ovvero il modello Savvio di casa Seagate, primo rappresentante della famiglia dei dischi da 2,5 pollici 10.000 giri al minuto con interfaccia Ultra SCSI 320. L'importanza di un modello di queste caratteristiche è notevole, poiché può essere considerato un vero apripista dei dischi SCSI a venire. Questo articolo si prefigge di misurare sia le prestazioni effettive del Savvio, nella versione da 73,4GB, sia di considerare a quali categorie di macchine esso è destinato. Pagina 2 - Caratteristiche - parte 1 Seagate ha presentato a metà del 2004 una gamma di prodotti completamente rinnovata, come riportato nella notizia apparsa sulle nostre pagine. Il modello Savvio, disponibile nei tagli di 36,7 e 73,4 GB, è caratterizzato dalla dimensione di 2,5 pollici, assoluta novità per un disco SCSI.
Gli ingombri sono simili a quelli dei comuni 2,5 pollici utilizzati nei PC portatili, mentre il peso è decisamente più elevato ( circa 500 grammi). Lo spessore risulta superiore a quello dei dischi da 2,5 pollici solitamente utilizzati nei PC portatili, ma sensibilmente inferiore a quello dei dischi da 3,5 pollici, siano essi SCSI o EIDE/SerialATA.
Pagina 3 - Caratteristiche - parte 2
La famiglia Savvio è composta da due dischi che si differenziano per la capienza e ovviamente per numero di piatti utilizzati per raggiungerla. Il modello da 36,7GB utilizza un piatto, mentre il 73,4GB ne sfrutta due; la velocità di rotazione è di 10.000 giri al minuto, i tempi medi di accesso dichiarati si aggirano intorno ai 4.1 millisecondi, mentre il transfer rate, sempre nell'ambito del dichiarato, varia da un massimo di 63 ad un minimo di 41 MB al secondo. L'interfaccia utilizzata nel disco in test è la Ultra 320 SCSI, ma il disco è disponibile anche con 2Gbit/sec a fibra ottica e presto SAS, Serial Attached SCSI. La quantità di memoria cache ammonta a 8MB, mentre il valore MTBF (Mean Time Before Failure) è di ben 1.400.000 ore.
Il disco non dispone di jumper per la configurazione dello SCSI ID, poiché dispone del protocollo SCAM (SCSI Configured Auto Magically), che ne permette l'autoconfigurazione.
Pagina 4 - Cui prodest?
Che esigenze si ripromette di soddisfare un disco di nuova concezione come il Savvio? Appare chiaro come il punto di forza dell'unità siano le dimensioni contenute, se comparate con qualsiasi altro disco SCSI (3,5 pollici, nessuno escluso). Seagate, leader nel settore SCSI, conosce il problema degli ingombri e di quanto possa far comodo avere la stessa capienza in alcune unità rack in meno. Ciò si traduce in minor costo per l'hosting delle macchine, oltre a rendere possibile l'utilizzo di blade server (nella foto qui sopra a destra); da non sottovalutare inoltre il minor consumo energetico ed una gestione dei flussi d'aria per il raffreddamento decisamente meno impegnativa. A titolo di esempio Seagate segnala una soluzione di Xyratex, in cui in due unità rack è possibile installare fino a 30 Savvio, contro le tre unità rack con 14 dischi SCSI da 147GB necessarie a raggiungere la stessa capacità.
Appare dunque chiaro come uno dei principali utilizzi del Savvio sia da ricercarsi nei server per lo storage RAID ad alta densità, pur non mancando altri ambiti di utilizzo come l'utilizzo in rack a singola unità, dove è possibile ospitarne ben dieci per utilizzi non solo di puro storage.
Pagina 5 - Postazione di test La postazione di test è configurata come segue:
Per quanto riguarda il test degli hard disk si è scelto di utilizzare i benchmark Ziff Davis Winbench 99 ed I/Ometer di Intel ( Version 2003.05.10 e 2004.07.30). Il sistema è stato riavviato ad ogni test, eseguito per tre volte per ogni modello, indicando come valore di ogni singolo parametro la media dei tre riscontrati. In caso di valori esageratamente diversi tra un test e l'altro (eventualità molto rara) si è deciso di rifare completamente il set completo dei tre test, per minimizzare il più possibile eventuali errori di interpretazione o di eventi anomali. Pagina 6 - Misurazioni a basso livello
La misurazione della lettura di dati posti in sequenza fa segnare un valore allineato a quanto dichiarato da Seagate, ovvero 61300 contro 63000 KB al secondo. Tale valore risulta allineato con la recente produzione SerialATA, ma il dato non deve trarre in inganno riguardo alle reali prestazioni del disco, poiché la misurazione del transfer rate non è che uno dei parametri indicativi, e nemmeno il più importante.
Il transfer rate nei settori più interni dei piatti ammonta a 40300 KB al secondo, contro i 41000 dichiarati. Anche in questo caso il valore è solo discreto se confrontato con i modelli più recenti, siano essi EIDE, SerialATA; ricordiamo però che raramente nell'utilizzo reale si avranno dati posti in sequenza, quindi risulta più importante avere un tempo di accesso ai dati medio il più basso possibile.
Interessante il valore di tempo di accesso medio ai dati rilevato, 7,8 millisecondi che, pur essendo lontano da quanto dichiarato, risulta essere il valore migliore ottenuto da dischi da 10.000 giri al minuto di rotazione.
Ottimo il valore di occupazione del processore misurato, inferiore al punto percentuale. Pur essendoci differenze sostanziali con altri dischi, i valori misurati sono ormai tutti decisamente buoni e che mettono al riparo da spiacevoli sorprese e cali prestazionali imputabili a questa caratteristica. Pagina 7 - I/Ometer test
Il test Iometer, al quale ci affidiamo principalmente per trarre le conclusioni delle misure prestazionali, evidenzia risultati sorprendenti:
Da notare come il valore di 237,45 I/O al secondo sia superiore a quello di qualsiasi altro modello da 10.000 giri SCSI o SerialATA finora testato. Ammettiamo che per primi eravamo un po' diffidenti riguardo alle effettive prestazioni dei modello Savvio, ma ci siamo dovuti ricredere. L'adozione di dischi di diametro ridotto ha giocato decisamente a favore del tempo di accesso ai dati medio, cui il test I/Ometer è a grandi linee legato. La testina di lettura/scrittura infatti impiega meno tempo per passare dai settori più esterni a quelli più interni (e viceversa) in caso di dischi di ridotte dimensioni, quindi impiegando meno tempo a reperire o scrivere dati anche in caso di elevato grado di frammentazione. La velocità di 10.000 giri ha contribuito inoltre ad ottenere questo risultato, che di fatto posiziona il Savvio fra i dischi più interessanti del panorama SCSI 10.000 giri anche a livello prestazionale. Pagina 8 - Conclusioni Seagate, con la famiglia di dischi SCSI Savvio da 2,5 pollici, apre un filone molto importante, ovvero quello dei dischi ad alte prestazioni con gli ingombri tipici dei dischi da 2,5 pollici cui siamo abituati. Le affinità con i dischi da notebook finiscono qui, poiché l'interfaccia SCSI e il regime di rotazione di 10.000 giri tradiscono un utilizzo in ambito server, così come il prezzo non popolare, tra gli 800 ed i 900 dollari USA, per il modello a 73,4GB. Il futuro dello SCSI/SAS è però è indubbiamente questo. Il prezzo è indubbiamente salato, ma se Seagate, leader nel settore SCSI, propone questi dischi ad un prezzo apparentemente alto alcuni motivi deve averli. Esaminiamoli insieme. La possibilità di installare molti più dischi all'interno di un server rack costituisce già un risparmio economico non indifferente, poiché lo spazio venduto nei classici armadi da server farm non sono per nulla a buon mercato. Se inoltre l'utilizzo è marcatamente destinato allo storage RAID, i vantaggi offerti da dischi che occupano un terzo dello spazio di un tre pollici e mezzo appaiono ancora più evidenti. A questo si aggiunga un consumo energetico inferiore, unito ad una ottimizzazione dei flussi d'aria per il raffreddamento all'interno del rack: ebbene, tutte questi benefici possono interessare a tutti coloro che sono alle prese con problemi di gestione di server, costretti a cambiare macchine ed affittare sempre più spazio (costoso) all'interno degli armadi. Dal punto di vista prestazionale il disco di Seagate ci ha piacevolmente sorpresi: sarà per l'aspetto da 2,5 pollici (quelli a cui siamo abituati non sono propriamente dei fulmini...), sarà per la diffidenza verso il nuovo che il nostro spirito critico ci impone, ma ci aspettavamo risultati più modesti. Il test dello Iometer invece ha mostrato tutta la potenza di cui è capace questo piccolo disco, primeggiando nel settore degli SCSI 10.000 giri finora testati. Certo, ci sono dischi da 3,5 pollici di produzione recente che sicuramente saprebbero fare anche di meglio, ma ciò non toglie nulla alle potenzialità del modello Savvio che, alla luce delle considerazioni fatte, vale tutti i soldi che costa. Una piccola divagazione sul tema 2,5 pollici: in molti si chiedono quando e se tale tecnologia sarà adottata anche all'interno dei PC portatili. La domanda è legittima, poiché vien naturale pensare che collocarlo all'interno di un notebook non sia poi una cosa tanto difficile. Diversi i problemi di ordine pratico, fra cui la temperatura raggiunta (i 50-53 gradi misurati durante i nostri test sono normali per uno SCSI, ma decisamente troppi per lo chassis di un portatile), il consumo energetico di gran lunga superiore ad un modello EIDE, il prezzo elevato e per finire le esigenze di marketing, quanto mai lontane dal voler vedere un disco simile nei PC portatili. Per ora. |
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